
Mentre l’Amministrazione comunale cerca una soluzione per evitare il referendum sulla tutela della salute pubblica e del paesaggio degli altopiani del Monte Baldo, Più Democrazia in Trentino è costretta a rivolgersi nuovamente al Difensore civico per ottenere informazioni sul procedimento relativo a un ricorso in opposizione.
A Brentonico continua il confronto sull’espansione della viticoltura e sull’impiego dei fitofarmaci. Da una parte, il Comitato biodiversità e salute per Brentonico attende di poter esercitare pienamente gli strumenti di democrazia diretta previsti dallo Statuto comunale. Dall’altra, resta aperta la controversia sulle modalità con cui l’Amministrazione ha trattato la proposta di deliberazione di iniziativa popolare per l’adozione di un regolamento volto a introdurre una cornice precauzionale all’utilizzo dei fitofarmaci nelle attività agricole.
Una proposta che il Consiglio comunale ha respinto il 29 luglio 2026, senza che il Comitato promotore fosse stato ascoltato dalla Commissione competente e senza che gli fossero stati messi a disposizione, prima della decisione, gli atti istruttori richiesti.
Contro quella deliberazione era stato presentato un primo ricorso in opposizione, successivamente respinto dalla Giunta comunale con deliberazione n. 125 del 16 settembre 2026.
Il 25 settembre Più Democrazia in Trentino ha quindi promosso un secondo ricorso, chiedendo l’annullamento della deliberazione giuntale per difetto di competenza. Secondo la nostra interpretazione dell’art. 39 dello Statuto, infatti, quando un’opposizione riguarda una deliberazione del Consiglio comunale, la Giunta non può decidere direttamente nel merito, ma deve rimettere gli atti al Consiglio affinché quest’ultimo si pronunci sull’accoglimento o sul rigetto.
Lo Statuto distingue espressamente le due fattispecie: alla Giunta spetta decidere le opposizioni contro le proprie deliberazioni; al Consiglio quelle riguardanti le deliberazioni consiliari. Una distinzione che, a nostro avviso, non può essere superata invocando genericamente le competenze amministrative della Giunta.
Cinque sedute e nessuna informazione sull’istruttoria
A quasi un mese dalla presentazione del secondo ricorso, non abbiamo ancora ricevuto informazioni sulle determinazioni assunte dalla Giunta per la sua trattazione. Eppure l’art. 39, comma 3, dello Statuto comunale stabilisce che la Giunta, ricevuto il ricorso, dispone «nella prima seduta utile le direttive in ordine all’attività istruttoria».
Per quanto ci risulta, dal 25 settembre la Giunta si è riunita almeno cinque volte. Non sappiamo tuttavia se abbia impartito le direttive previste, quali adempimenti abbia disposto e a che punto si trovi il procedimento. Lo Statuto concede 90 giorni per la decisione finale, ma questo termine non cancella la previsione che colloca l’avvio dell’istruttoria nella prima seduta utile.
Per questo ieri, 21 ottobre, ci siamo rivolti nuovamente al Difensore civico, chiedendogli di intervenire presso il Comune affinché siano fornite informazioni sulle direttive eventualmente impartite, sugli atti istruttori e sullo stato del procedimento.
La perseveranza dei cittadini non dovrebbe diventare una prova di resistenza
Siamo consapevoli che l’Amministrazione dispone dei termini previsti dallo Statuto per pronunciarsi sui ricorsi. Prendiamo tuttavia atto della determinazione con cui la Giunta sembra voler utilizzare tutto il tempo a propria disposizione, anche a costo di mettere a dura prova la perseveranza di chi esercita gli strumenti di partecipazione popolare per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
Non chiediamo scorciatoie né decisioni favorevoli a prescindere. Chiediamo semplicemente che le procedure siano rispettate, che i cittadini siano informati e che gli istituti di partecipazione non si trasformino in percorsi a ostacoli.
La vicenda assume un significato ancora più rilevante mentre l’Amministrazione comunale lavora a una propria soluzione regolamentare che potrebbe incidere sullo svolgimento del referendum promosso dal Comitato biodiversità e salute per Brentonico.
Sono iniziative distinte, ma entrambe pongono una questione fondamentale: quale spazio viene effettivamente riconosciuto ai cittadini quando decidono di esercitare i diritti di partecipazione previsti dall’ordinamento?
Più Democrazia in Trentino continuerà a seguire entrambi i procedimenti, chiedendo il rispetto delle regole e delle garanzie istituzionali. Perché la perseveranza è certamente una virtù civica. Ma non dovrebbe essere necessario dimostrarla continuamente per ottenere dalle istituzioni ciò che le regole già prevedono.
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