L’iniziativa civica promossa dal nostro segretario Paolo Minotto sul Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) del Comune di Dro sta producendo i primi risultati. Dopo il sollecito del Difensore Civico e la risposta dell’Amministrazione comunale, abbiamo rilevato alcuni segnali che lasciano intravedere la volontà di avviare un percorso finalizzato all’adozione del PEBA. Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno contribuire in modo costruttivo al confronto istituzionale.
Dopo l’intervento del Difensore civico e le osservazioni al PIAO, l’amministrazione introduce un semplice collegamento al sito APPA ma conferma di non disporre dello studio sui modelli di diffusione dei PFAS nella falda del Basso Chiese. Una risposta che lascia aperti numerosi interrogativi sulla trasparenza ambientale e sulla gestione del rischio.
L’Associazione Più Democrazia in Trentino ha preso visione delle dichiarazioni del Sindaco di Storo in merito alla mancata pubblicazione dello studio dell’Università di Trento (DICAM) sulla contaminazione da PFAS nella falda del Basso Chiese intitolato “Modelli di flusso e trasporto di PFOS nell’acquifero del Basso Chiese”.
C’è un dato che dovrebbe inquietare più di tutti gli altri. Non è la temperatura record del 2025, né il superamento della soglia di +1,5 °C anche in Trentino. Non è nemmeno l’aumento delle ondate di calore o la diffusione di nuove malattie. Il dato più preoccupante è un altro: sappiamo tutto, ma non cambiamo nulla.
Il disegno di legge n. 65-26/XVII, a prima firma del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher approvato nella seduta dell’8 maggio scorso e che a breve entrerà in vigore, prevede l’introduzione di alcune innovazioni nel procedimento elettorale provinciale che, a una lettura attenta, appaiono parziali e problematiche se valutate alla luce delle reali esigenze di partecipazione democratica e delle garanzie costituzionali che presidiano l’esercizio dei diritti politici.
Dalla pubblicazione dello studio UniTrento alla gestione del rischio idrico: il caso Storo evidenzia ritardi sistemici nell’attuazione delle norme europee e nazionali.
Il Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, dott. Sandro Raimondi, con una nota del 5 maggio, ha formalmente richiesto al Comune di Storo di procedere alla pubblicazione dello studio dell’Università di Trento (DICAM) sui modelli di flusso e trasporto dei PFOS nell’acquifero del Basso Chiese.
Il diritto di petizione nei Comuni trentini continua a mostrare criticità strutturali. Torniamo a occuparci di controllo civico e corretta attuazione degli istituti di democrazia diretta nei nostri Comuni. Al centro dell’attenzione c’è nuovamente la tutela del diritto di petizione, tema per cui l’azione della nostra associazione aveva fatto emergere criticità con un’informativa oltre dieci anni fa e che oggi, purtroppo, sembrano riproporsi nel comune di Brentonico.
Lunedì 27 aprile i componenti del direttivo dell’associazione Più Democrazia in Trentino — Paolo Minotto, Michela Lupi, Stefano Longano e Alex Marini — hanno organizzato la conferenza stampa “Il PIAO non è un monologo: il test civico alla prova delle amministrazioni“ per illustrare e consegnare agli organi di informazione i fascicoli relativi alle osservazioni presentate nell’ambito della verifica sui Piani Integrati di Attività e Organizzazione (PIAO). L’iniziativa ha riguardato la Provincia autonoma di Trento e i Comuni di Trento, Storo e Dro, con l’obiettivo di rendere pubblici gli esiti del lavoro svolto e stimolare un confronto sul grado di apertura, trasparenza e partecipazione delle amministrazioni coinvolte.
Riconosciuta la fondatezza della richiesta sulla pubblicazione dello studio UniTrento. Segnalata al Consiglio regionale la necessità di modificare la legge sulla trasparenza
Presentata il 4 aprile una richiesta di intervento al Difensore civico Sandro Raimondi per ottenere la pubblicazione delle informazioni ambientali sulla contaminazione della falda.
In attesa che la Prima Commissione del Consiglio provinciale di Trento avvii il ciclo di audizioni sulla petizione popolare n. 6/XVII, con cui chiediamo l’introduzione della firma digitale per la sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e liste elettorali, Più Democrazia in Trentino ha ritenuto opportuno acquisire un parere del Difensore civico provinciale, quale soggetto deputato alla tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione.
A fronte di una vicenda giudiziaria di eccezionale gravità come quella emersa dal secondo filone del processo Perfido – che ha svelato l’esistenza di una rete criminale di stampo mafioso radicata nel settore del porfido e responsabile di gravi forme di sfruttamento lavorativo – un gruppo di cittadini di Albiano ha chiesto al proprio Comune di costituirsi parte civile per tutelare l’immagine dell’ente e la dignità della comunità locale.
Sul trasferimento o meno della sede del Municipio di Levico Terme (Trento), e sulla sua eventuale nuova ubicazione, in paese si discute da parecchio tempo. Ma stavolta c’è una novità: un comitato di cittadini ha attivato la procedura referendaria per consultare i levicensi.
L’istanza cautelativa oggetto del Ricorso al Capo dello Stato da parte del Comitato di cittadini contiene presupposti sufficienti per un approfondimento volto a determinare la legittimità della richiesta di sospensiva della deliberazione con cui il Comune di Rovereto ha sentenziato l’abbattimento degli alberi di Viale Trento.
Questo, in sintesi, il parere espresso dal Consiglio di Stato.
Ne avevamo parlatolo scorso 9 agosto su questo nostro diario: il Comune di Rovereto “doveva” da oltre 3 mesi una risposta a Daniele Curti, primo firmatario di una petizione che suggeriva all’Amministrazione di realizzare un progetto di coabitazione solidale nel territorio comunale. Continua a leggere →
Nel Comune di Rovereto il mancato rispetto del diritto di petizione si conferma essere pratica consolidata.
Ancora una volta uno tra i più elementari e innocui strumenti di partecipazione popolare (la petizione consiste in una proposta/idea che si affida all’Amministrazione, nulla più) viene ignorato.
In questo caso si tratta di una petizione che suggerisce all’Amministrazione di promuovere la realizzazione di progetti di coabitazione solidale all’interno del territorio comunale. Continua a leggere →