Dopo l’intervento del Difensore civico e le osservazioni al PIAO, l’amministrazione introduce un semplice collegamento al sito APPA ma conferma di non disporre dello studio sui modelli di diffusione dei PFAS nella falda del Basso Chiese. Una risposta che lascia aperti numerosi interrogativi sulla trasparenza ambientale e sulla gestione del rischio.
L’Associazione Più Democrazia in Trentino ha preso visione delle dichiarazioni del Sindaco di Storo in merito alla mancata pubblicazione dello studio dell’Università di Trento (DICAM) sulla contaminazione da PFAS nella falda del Basso Chiese intitolato “Modelli di flusso e trasporto di PFOS nell’acquifero del Basso Chiese”.
Dalla pubblicazione dello studio UniTrento alla gestione del rischio idrico: il caso Storo evidenzia ritardi sistemici nell’attuazione delle norme europee e nazionali.
Il Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, dott. Sandro Raimondi, con una nota del 5 maggio, ha formalmente richiesto al Comune di Storo di procedere alla pubblicazione dello studio dell’Università di Trento (DICAM) sui modelli di flusso e trasporto dei PFOS nell’acquifero del Basso Chiese.
Lunedì 27 aprile i componenti del direttivo dell’associazione Più Democrazia in Trentino — Paolo Minotto, Michela Lupi, Stefano Longano e Alex Marini — hanno organizzato la conferenza stampa “Il PIAO non è un monologo: il test civico alla prova delle amministrazioni“ per illustrare e consegnare agli organi di informazione i fascicoli relativi alle osservazioni presentate nell’ambito della verifica sui Piani Integrati di Attività e Organizzazione (PIAO). L’iniziativa ha riguardato la Provincia autonoma di Trento e i Comuni di Trento, Storo e Dro, con l’obiettivo di rendere pubblici gli esiti del lavoro svolto e stimolare un confronto sul grado di apertura, trasparenza e partecipazione delle amministrazioni coinvolte.
People collaborate on citizen proposals with data-driven transparency in Trento
Abbiamo letto e analizzato l’aggiornamento del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026–2028 del Comune di Trento con una domanda molto semplice: le osservazioni inviate da Più Democrazia in Trentino lo scorso gennaio sono state davvero ascoltate?
La risposta, come spesso accade, sta nel mezzo. Qualcosa si muove, ma siamo ancora lontani da un cambio di passo strutturale.
Presentata il 4 aprile una richiesta di intervento al Difensore civico Sandro Raimondi per ottenere la pubblicazione delle informazioni ambientali sulla contaminazione della falda.
Dalla ricerca di ISPRA emerge che la partecipazione dei cittadini è decisiva per affrontare il rischio climatico. Nel nostro territorio però restano limiti nella trasparenza delle informazioni ambientali e nell’uso di strumenti digitali di coinvolgimento pubblico.
In Trentino-Alto Adige/Südtirol esiste un problema di trasparenza ambientale che non può più essere ignorato. Da anni i comuni della nostra regione sono in ritardo nell’ottemperare agli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali nella sezione “Amministrazione trasparente” dei propri siti istituzionali. Un ritardo che non è frutto di disattenzione, ma di una scelta difensiva: rifugiarsi sotto l’ombrello della legge regionale n. 10/2014, sostenendo che l’obbligo di pubblicare le “informazioni ambientali” non trovi applicazione.
Il 6 febbraio 2026 la Giunta della Provincia autonoma di Trento ha adottato il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, concludendo la fase di consultazione pubblica prevista nell’ambito della predisposizione del documento.
Il contributo di Più Democrazia in Trentino modifica il PIAO comunale. Accolte alcune richieste su salute pubblica e accesso alle informazioni ambientali. Rimangono però lacune nella pubblicazione degli studi e negli strumenti di partecipazione dei cittadini.
La nostra associazione ha recentemente depositato una serie di osservazioni e richieste di modifica al PIAO (Piano Integrato di Attività ed Organizzazione) 2025-2027 del Comune di Storo per il conseguente aggiornamento. Non si tratta solo di una questione tecnica o locale: il caso di Storo rappresenta un modello di intervento che la nostra associazione ha promosso per far sì che ogni amministrazione garantisca una trasparenza attiva sulle informazioni ambientali, le quali incidono direttamente sulla nostra salute.
Il 1° ottobre scorso sono intervenuto in Prima Commissione, a nome dell’associazione Più Democrazia in Trentino, per inquadrare la petizione petizione popolare provinciale n. 6/XVII“Previsione di sottoscrizioni digitali in materia elettorale e referendaria”presentata dal primo firmatario e segretario dell’associazione Paolo Minotto in una prospettiva più ampia: quella di una democrazia moderna, digitale e realmente partecipata. La questione non riguarda solo un aspetto tecnico, ma il modo in cui intendiamo garantire l’effettività dei diritti politici e la qualità democratica della nostra Autonomia.
“[…] Nessuno, a parte qualche caso isolato, oggi si informa realmente su ciò che accade nelle aule parlamentari e nelle commissioni, o conosce le centinaia e migliaia di emendamenti presentati. Questo qualunquismo imperante è una delle cause della delegittimazione della politica, dei partiti e del Parlamento” — ha scritto recentemente Rosy Bindi su La Via Libera, affermando una scomoda verità che, calata nella quotidianità, vale anche per il Trentino-Alto Adige/Südtirol e per il dibattito parlamentare sullo Statuto di autonomia, svoltosi martedì 7 ottobre alla Camera dei Deputati.
In un’epoca di profonde trasformazioni e crescenti incertezze, la qualità della regolamentazione pubblica è più che mai fondamentale. Il recente report dell’OCSE, le “Prospettive dell’OCSE sulla politica della regolazione 2025 (Versione abbreviata)“, offre spunti cruciali su come i governi possono migliorare il modo in cui elaborano e applicano le norme, affinché siano “più intelligenti, più semplici e più snelle”.
Capire quanto i cittadini si fidino delle proprie istituzioni è fondamentale per misurare la salute di una democrazia. La Rilevazione OCSE sui driver della fiducia nelle istituzioni pubbliche – risultati 2024 offre uno sguardo prezioso su come le persone percepiscono il proprio governo e i servizi pubblici, permettendo un confronto con gli altri paesi membri.
L’indagine è stata realizzata tra ottobre e novembre 2023 in 30 paesi OCSE, compresa l’Italia. Ha analizzato sia le esperienze quotidiane dei cittadini con le istituzioni sia le aspettative rispetto ai processi decisionali più complessi.
* lettera pubblicata su Il T quotidiano il 3 settembre 2025
L’intervento di Flaviano Zandonai pubblicato su Il T offre un’occasione preziosa per riflettere sulla natura e sulla distribuzione del potere in Trentino. L’autore parte da un concetto classico della sociologia: il potere come capacità di influenzamento. Non solo dominio o coercizione, ma soprattutto orientamento e persuasione.
Sul percorso parlamentare di modifica dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol (relatore Alessandro Urzì) è calato un silenzio surreale. Nonostante il prossimo 10 settembre, nella Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, si svolgerà la prima votazione sull’iniziativa legislativa del Governo Meloni, il dibattito pubblico rimane scarno. Si registrano poche informazioni e una scarsa consapevolezza collettiva su una riforma che, al di là dei tecnicismi, tocca direttamente la qualità della nostra autonomia e delle istituzioni che la governano.
A fronte di una vicenda giudiziaria di eccezionale gravità come quella emersa dal secondo filone del processo Perfido – che ha svelato l’esistenza di una rete criminale di stampo mafioso radicata nel settore del porfido e responsabile di gravi forme di sfruttamento lavorativo – un gruppo di cittadini di Albiano ha chiesto al proprio Comune di costituirsi parte civile per tutelare l’immagine dell’ente e la dignità della comunità locale.