Conclusa la trattazione della petizione “Per un Trentino trasparente”. Un timido passo avanti, un impegno da prendere.

Il 7 novembre la Prima Commissione permanente ha approvato la relazione che decreta la chiusura della trattazione della petizione che l’APS Più Democrazia in Trentino ha lanciato nel luglio 2016 con l’obiettivo di aprire un dibattito sulla necessità di intervenire sulle norme relative alla trasparenza, nella nostra Provincia diverse rispetto al quadro nazionale.

Un lungo cammino, iniziato nei primi mesi del 2016, quando l’Associazione si è messa al lavoro per analizzare in modo puntuale il contesto normativo provinciale/regionale con l’obiettivo di valutare gli effetti derivanti dallo scarto esistente tra la normativa delle autonomie locali e quella statale in materia di trasparenza e anticorruzione. La panoramica scaturita dal lavoro di analisi ha messo in evidenza criticità importanti: da qui la scelta di portare all’attenzione del legislatore le problematicità e i rischi derivanti dal mancato adeguamento delle leggi locali agli standard nazionali.

A distanza di oltre un anno, a iter concluso e alla luce della relazione finale licenziata dalla 1.a Commissione permanente, facciamo un bilancio di questa iniziativa:

  1.      La ‘’buona pratica democratica’’, ossia la collaborazione tra cittadini e istituzioni scevra da pregiudizi politici, ha prodotto un risultato che è bene valorizzare e portare come esempio del buon rapporto che ci deve/dovrebbe sempre essere tra rappresentanti e rappresentati. Di ciò va dato merito al Presidente Mattia Civico e alla Prima commissione permanente. Questo è l’approccio che la nostra Associazione si augura per la trattazione di ogni proposta di iniziativa popolare – in tal senso abbiamo salutato con piacere il rinnovato impegno assunto in Prima commissione dalla Consigliera Borgonovo Re di voler trattare dignitosamente entro la fine della legislatura il disegno di legge di iniziativa popolare n.1/XV (ex n.328/XIV), che a distanza di anni continua a restare indiscusso. Prendiamo invece tristemente atto del fatto che la Regione TAA ha snobbato il tema, non ritenendolo meritevole di approfondimenti e di discussione.
  2.      L’ascolto da parte dei Rappresentanti politici, anche quando non soddisfa compiutamente le proposte dei cittadini, si è tradotto in lavoro fatto seriamente e in collaborazione con i proponenti, in una presa di coscienza di un problema e della necessità di intervenire riavvicinando i cittadini alle istituzioni.
  3.    Nel merito della relazione della prima commissione, facciamo presente che le richieste contenute nella petizione erano altre; ciò nonostante quanto approvato sarà un utile strumento nelle mani dei Consiglieri. La raccolta delle norme in materia di trasparenza e il suo riordino permetterà ai Consiglieri, questo il nostro auspicio, di migliorare i testi attuali.
  4.      Ribadiamo con forza e fermezza che il Presidente Civico, negli interessi della Giunta e dei cittadini, dovrebbe chiedere alla Ministra Madia un parere istituzionale dopo la Delibera 1310/2016 di ANAC. Questo permetterebbe di fare chiarezza sulle competenze della PAT, prima del riordino indicato, creando un FOIA trentino con tutte le conseguenze che ne deriverebbero: modifica alla legge nazionale, vigilanza, potere sanzionatorio.

Il bilancio che traiamo da questa iniziativa è dunque sostanzialmente positivo. Nell’economia della partecipazione la petizione è di certo lo strumento più elementare e inoffensivo: una semplice richiesta che i cittadini rivolgono agli eletti con l’obiettivo di richiamare l’attenzione su temi o situazioni che ritengono importanti. Una richiesta che necessita di un certo sforzo ai proponenti, dato che per sottoporre le proprie considerazioni e proposte devono raccogliere un certo numero firme. Ma una volta raccolte le firme, il testimone passa ai rappresentanti, che valutano la petizione, ne discutono e, infine, si pronunciano al riguardo. Benché la petizione sia un piccolo strumento di partecipazione che non mette in discussione il potere decisionale degli eletti, consente di affrontare, in via preliminare e talvolta in via emergenziale, temi di interesse collettivo.

In questo caso il Consiglio provinciale di Trento, attraverso il lavoro svolto dalla Prima Commissione permanente, ha dato prova di attenzione e sensibilità, assicurando evidenza pubblica e dignità alla nostra petizione popolare. Più Democrazia in Trentino continuerà a sollecitare e le Istituzioni e a vigilare affinché le buone prassi democratiche divengano patrimonio della Comunità tutta.

Mauro DIRENO – Primo firmatario delle Petizioni sulla Trasparenza
Daniela FILBIER – Presidente APS Più Democrazia in Trentino
Alex MARINI – Primo firmatario DDL dell’iniziativa popolare nr. 328/XIV (Disciplina della partecipazione popolare)

* nota inviata ai media l’11 dicembre 2017 (documento pdf)

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