In occasione delle consultazioni referendarie dell’8 e 9 giugno 2025, il dibattito pubblico è stato inondato da cifre spesso discordanti sui costi per lo svolgimento del voto popolare. Si è sentito parlare di costi esorbitanti, talvolta utilizzati come argomento per scoraggiare l’esercizio della democrazia diretta.
La nostra associazione ha recentemente depositato una serie di osservazioni e richieste di modifica al PIAO (Piano Integrato di Attività ed Organizzazione) 2025-2027 del Comune di Storo per il conseguente aggiornamento. Non si tratta solo di una questione tecnica o locale: il caso di Storo rappresenta un modello di intervento che la nostra associazione ha promosso per far sì che ogni amministrazione garantisca una trasparenza attiva sulle informazioni ambientali, le quali incidono direttamente sulla nostra salute.
Il 21 gennaio 2026, la nostra associazione ha depositato ufficialmente una serie di osservazioni e proposte di integrazione al Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza (PTPCT) 2025-2027, contenuto nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) della Provincia autonoma di Trento.
In attesa che la Prima Commissione del Consiglio provinciale di Trento avvii il ciclo di audizioni sulla petizione popolare n. 6/XVII, con cui chiediamo l’introduzione della firma digitale per la sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e liste elettorali, Più Democrazia in Trentino ha ritenuto opportuno acquisire un parere del Difensore civico provinciale, quale soggetto deputato alla tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione.
L’editoriale del professor Roberto Toniatti pubblicato sul Corriere del Trentino l’8 gennaio scorso rappresenta uno dei contributi più lucidi e utili emersi dopo la sentenza n. 211/2025 della Corte costituzionale sul terzo mandato del Presidente della Provincia autonoma di Trento.
di Paolo Minotto – Segretario di Più Democrazia in Trentino
La sentenza della Corte costituzionale sul limite dei mandati del Presidente della Provincia di Trento ha confermato un dato che, per Più Democrazia in Trentino, era evidente fin dall’inizio: la rimozione del vincolo dei due mandati non poneva un problema tecnico o contingente, ma una questione strutturale di qualità democratica. Ed è proprio su questo terreno che la nostra associazione ha ritenuto doveroso intervenire, portando all’attenzione della Corte elementi informativi specifici della realtà politica e istituzionale trentina.
Il Comune di Trento ha avviato, lo scorso 16 dicembre 2025, la consultazione pubblica sulla proposta di aggiornamento della sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026–2028, in attuazione delle indicazioni del Piano Nazionale Anticorruzione.
La recente stretta sulla cittadinanza introdotta dal Decreto-Legge 28 marzo 2025, n. 36 ha riportato drammaticamente d’attualità una questione che riguarda da vicino il Trentino e l’Alto Adige/Südtirol: il riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti degli emigrati dai territori dell’ex Impero austro-ungarico, passati sotto la sovranità italiana e jugoslava dopo la Prima guerra mondiale.
Il 2025 è stato un anno di svolta per la nostra associazione. In un contesto in cui le istituzioni sembrano spesso distanti, abbiamo lavorato per aprire nuovi spazi di partecipazione, convinti che non possa esserci vera autonomia senza una democrazia vitale e inclusiva.
Riflessioni e quesiti aperti ai soci di Più Democrazia – di Paolo Offer
Credo che la democrazia sia, come molte altre cose umane, un qualcosa sempre incompleto e sempre migliorabile, un’evoluzione o involuzione che si muove spinta da moltissimi fattori: primo fra tutti la cultura democratica che la popolazione è in grado di alimentare o di sopire; la responsabilità di chi rappresenta le istituzioni che questa cultura difende e nutre oppure cerca di narcotizzare. Una cosa che invece mi risulta simile ad un interruttore netto di democrazia, molto efficace, è la guerra.
La pubblicazione delle motivazioni della sentenza n. 211/2025 della Corte costituzionale sulla rimozione del limite dei due mandati per l’elezione del Presidente della Provincia autonoma di Trento consente una valutazione più approfondita e meno emotiva di una decisione che ha animato il dibattito pubblico negli ultimi mesi.
Con la pubblicazione delle motivazioni della sentenza n. 211/2025 della Consulta sul limite dei mandati del Presidente della Provincia di Trento, emerge con chiarezza la coerenza tra il ragionamento della Corte costituzionale e le argomentazioni sviluppate da Più Democrazia in Trentino nella memoria amicus curiae ammessa nel giudizio.
Nei giorni scorsi ci ha lasciato all’improvviso Stefano Sotgiu. Per Più Democrazia in Trentino questa notizia rappresenta una perdita profonda, non solo sul piano umano ma anche su quello civile e culturale. Stefano Sotgiu, legato anche a questo territorio per le sue radici familiari – il padre era nato e cresciuto a Bolzano dopo che i nonni erano stati sfollati dalla Sardegna durante la Seconda guerra mondiale prima di ritornarvi – è stato una di quelle persone che, in un periodo storico segnato da una forte disaffezione e da una crescente sfiducia verso la politica, non si sono limitate a commentarne la crisi, ma hanno scelto di indagarne le cause e di sperimentare concretamente le strade per cambiarne lo stato delle cose, a partire dal coinvolgimento effettivo dei cittadini.
Il sistema dell’informazione è uno dei pilastri essenziali di ogni democrazia. La possibilità per cittadine e cittadini di formarsi un’opinione consapevole dipende in larga misura dalle condizioni in cui operano i giornalisti: dalla loro autonomia, dalla sicurezza personale, dalla stabilità lavorativa e dal rispetto delle regole deontologiche. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi segnali indicano che anche in Trentino-Alto Adige/Südtirol queste condizioni non possono più essere date per scontate.
Il Report 2024 del Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Ministero dell’Interno conferma una tendenza preoccupante: nel 2024 gli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali sono aumentati del 13,9% rispetto all’anno precedente, passando da 553 a 630 episodi complessivi.
Il Natale ci invita a condividere, ascoltare e sostenere chi ci sta accanto: valori che sono anche il cuore della democrazia. Iscriversi a Più Democrazia in Trentino è un piccolo gesto che contribuisce a una società più partecipata e responsabile.
Che il 2026 ci porti più calore, più ascolto… e più democrazia!
Il comitato direttivo con Michela, Lorenzo, Walter, Paolo e Alex
Il 3 aprile 2025 rappresenta una data importante per la democrazia provinciale. Per la prima volta nella storia del Consiglio della Provincia autonoma di Trento si è svolta un’audizione pubblica dedicata a un disegno di legge di iniziativa popolare. L’introduzione di questo istituto, previsto dalla riforma della legge provinciale sui referendum del 2019, nasce per garantire ai cittadini promotori un momento ufficiale in cui illustrare pubblicamente la propria proposta.
In un tempo in cui la distanza tra cittadini e istituzioni sembra crescere, il Comune di Valdaone rappresenta un caso concreto di come la democrazia partecipativa possa trovare spazio reale dentro un’amministrazione locale. Con l’avvio del “Consiglio Grande”, un’assemblea popolare consultiva, Valdaone ha trasformato un principio statutario in uno strumento operativo, capace di riportare le persone al centro delle decisioni pubbliche.
Nelle settimane scorse abbiamo pubblicato un’analisi delle nuove Linee Guida sulla Democrazia adottate dalla Confederazione Svizzera. La lettura di un documento così strategico, che nasce dalla consapevolezza di una “regressione democratica globale” e di una crescente sfiducia nelle istituzioni, ci ha profondamente colpito. Vedere uno Stato che, in risposta a queste sfide, non solo riafferma la democrazia come priorità, ma definisce un piano d’azione concreto per rafforzarne la resilienza, è una grande fonte di ispirazione.