Nel marzo 2026, l’organizzazione internazionale Power for Democracies ha pubblicato il rapporto “Italy: the state of Italy’s democracy”, a cura di Cláudia Araújo (Senior Research Fellow) e Federica Marchianó (Research Assistant), offrendo un’analisi articolata e documentata dello stato della democrazia nel nostro Paese.
Il nuovo Democracy Report 2026 del V-Dem Institute ci consegna un quadro che non può lasciarci indifferenti. Non si tratta solo di numeri o classifiche: emerge una tendenza profonda che riguarda la qualità stessa delle nostre democrazie.
Si è svolta il 2 aprile scorso, presso il Consiglio provinciale di Trento, l’audizione pubblica sul disegno di legge di iniziativa popolare n. 76 in materia di educazione relazionale e di genere, sostenuto da oltre 8.500 firme.
In Trentino-Alto Adige/Südtirol esiste un problema di trasparenza ambientale che non può più essere ignorato. Da anni i comuni della nostra regione sono in ritardo nell’ottemperare agli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali nella sezione “Amministrazione trasparente” dei propri siti istituzionali. Un ritardo che non è frutto di disattenzione, ma di una scelta difensiva: rifugiarsi sotto l’ombrello della legge regionale n. 10/2014, sostenendo che l’obbligo di pubblicare le “informazioni ambientali” non trovi applicazione.
Il sistema elettorale italiano continua a escludere, nei fatti, una parte significativa della popolazione dall’esercizio del diritto di voto. Tra cittadini fuori sede e persone con problemi di salute, cresce il fenomeno dell’astensionismo involontario, causato da regole rigide e ormai anacronistiche. Lo dimostrano, da un lato, il caso del consigliere regionale toscano Jacopo Melio, che ha denunciato le difficoltà di accesso al voto domiciliare in presenza di problemi di salute sopravvenuti, e dall’altro i dati della città di Trento, dove su 60.353 votanti sono stati nominati 394 rappresentanti di lista (0,65%), spesso utilizzati come soluzione surrettizia dai fuori sede per poter votare. Due evidenze che rafforzano la necessità urgente di riformare le modalità di voto, introducendo strumenti più accessibili e adeguati alla società contemporanea. Un tema già sollevato da Più Democrazia in Trentino con un appello alle istituzioni, che oggi si conferma più attuale che mai.
Prosegue il percorso della petizione sulla firma digitale per la sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e liste elettorali: nella giornata di oggi è ufficialmente iniziato anche l’iter in sede regionale.
In attesa della chiusura definitiva dei seggi, un dato appare già evidente: in assenza di quorum, la partecipazione cresce e il confronto democratico torna finalmente a concentrarsi sul merito delle scelte. Il quorum, al contrario, incentiva l’astensione strategica, alimenta l’idea che votare sia inutile e trasforma il non voto in uno strumento politico. È un meccanismo che indebolisce la democrazia e svuota il significato della partecipazione.
Mentre in Italia il dibattito politico si è infiammato sulla riforma della magistratura, può essere utile volgere lo sguardo ai nostri vicini europei. In questi giorni la Spagna sta facendo parlare di sé anche per la postura assunta rispetto alla violazione del diritto internazionale da parte di Stati Uniti e Israele.
Decine di migliaia di cittadini esclusi dal voto non sono una statistica: sono un segnale di allarme per la qualità della nostra democrazia. A pochi giorni dal referendum costituzionale del 22-23 marzo, Più Democrazia in Trentino torna sul tema dell’astensionismo involontario, già al centro dell’analisi pubblicata il 16 marzo, con un passo ulteriore: dalla denuncia delle criticità alla proposta di soluzioni concrete.
Di fronte all’ultima tornata referendaria, ci troviamo costretti a denunciare un paradosso democratico che affligge il nostro Paese: l’astensionismo involontario. Mentre le istituzioni si interrogano pigramente sulle cause della disaffezione, la realtà ci dice che per milioni di italiani votare è diventata un’impresa logistica ed economica proibitiva.
La trasparenza non è un dettaglio tecnico, ma una condizione essenziale per il buon funzionamento della democrazia. È da questa convinzione che è nata l’inchiesta di Più Democrazia in Trentino sui costi delle consultazioni referendarie: un lavoro di analisi volto a distinguere tra dati effettivi e narrazioni propagandistiche, in un dibattito pubblico spesso caratterizzato da cifre approssimative o volutamente gonfiate.
Il 6 febbraio 2026 la Giunta della Provincia autonoma di Trento ha adottato il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, concludendo la fase di consultazione pubblica prevista nell’ambito della predisposizione del documento.
Il contributo di Più Democrazia in Trentino modifica il PIAO comunale. Accolte alcune richieste su salute pubblica e accesso alle informazioni ambientali. Rimangono però lacune nella pubblicazione degli studi e negli strumenti di partecipazione dei cittadini.
In vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo sulla riforma della Magistratura, il dibattito pubblico si è concentrato prevalentemente sulla separazione delle carriere e sul confronto politico tra maggioranza e opposizione. Molto meno approfondito, invece, è stato uno degli elementi più innovativi della proposta: l’introduzione del sorteggio nella composizione del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e dell’Alta Corte disciplinare.
In vista del referendum confermativo costituzionale del 22-23 marzo sulla riforma relativa alla divisione del Consiglio Superiore della Magistratura e all’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, pubblichiamo l’opuscolo informativo elaborato da Più Democrazia Italia ispirandosi al modello realizzato dalla Confederazione elvetica in occasione di ogni singola consultazione popolare e che viene inviato a tutti gli aventi diritto di voto congiuntamente alla scheda di voto.
Il prossimo 22 e 23 marzo i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma della magistratura. Si tratta di un appuntamento cruciale per decidere se confermare o respingere le modifiche alla nostra Carta fondamentale che ridisegnano l’assetto del potere giudiziario.
Lo scorso 28 gennaio, nella prestigiosa cornice dell‘Ambasciata Svizzera a Roma, in qualità di presidente di Più Democrazia in Trentino, ho partecipato a una tavola rotonda di riflessione sul futuro delle nostre istituzioni organizzata da Nenad Stojanović. Un ringraziamento sentito va all’Ambasciatore Roberto Balzaretti e alla Vice Capomissione AnnaMattei Russo per la squisita ospitalità e per aver reso possibile questo dialogo transnazionale.
In occasione delle consultazioni referendarie dell’8 e 9 giugno 2025, il dibattito pubblico è stato inondato da cifre spesso discordanti sui costi per lo svolgimento del voto popolare. Si è sentito parlare di costi esorbitanti, talvolta utilizzati come argomento per scoraggiare l’esercizio della democrazia diretta.