Al via la discussione sui ddl in materia di referendum ed iniziativa popolare

In data 6 settembre ’12 è previsto l’inizio della discussione dei ddl in materia di referendum ed iniziativa popolare. Nell’occasione il primo firmatario ed i delegati di Più Democrazia in Trentino – Alex Marini, Stefano Longano e Cristiano Zanella – saranno chiamati ad illustrare i contenuti del DDL n.328/XIV “Iniziativa politica dei cittadini. Disciplina della partecipazione popolare, dell’iniziativa legislativa popolare, dei referendum e modificazioni della legge elettorale provinciale”.
Il testo del ddl di iniziativa popolare n.328 – affiancato dal ddl gemello n.330/XIV presentato da Roberto Bombarda – offrirà plausibilmente la traccia da seguire nel corso delle sedute della Prima Commissione e successivamente del Consiglio. Il testo dell’iniziativa popolare, infatti, oltre che completare e perfezionare l’attuale legge sui referendum del 5 marzo 2003, n.3, prevede una lunga serie di istituti finora non contemplati dall’ordinamento provinciale e che potrebbero segnare il passo per un’apertura democratica sostanziale in seno alla comunità trentina.
Tra le varie proposte di Più Democrazia in Trentino si ricordano l’introduzione del referendum propositivo e della possibilità da parte del governo provinciale di presentare controproposte, il referendum confermativo su legge ed atti amministrativi, l’eliminazione del quorum a tutti i referendum adeguandosi così alle altre democrazia occidentali, il referendum consultivo aperto a tutti i residenti maggiori di 16 anni, un portale online per condividere tra i cittadini petizioni, i parerei espressi dai pritani, la mozione di sfiducia popolare, il dibatto pubblico ed altro ancora soprattutto in tema di trasparenza e pubblicizzazione delle procedure.

Gli altri disegni di legge che saranno oggetto di discussione chiedono delle leggere modificazioni all’attuale legge del 2003 con l’eccezione della proposta di Cogo e Firmani – entrambi componenti effettivi della Prima Commissione – la quale è in armonia con il ddl del comitato di Più Democrazia in Trentino poiché sottolinea la necessità di un adeguamento democratico radicale: l’eliminazione del quorum nei referendum provinciali.
In ordine di presentazione, gli altri disegni di legge in attesa di essere esaminati sono:

Ddl 98/XIV – 17 febbraio ‘10 – Proponenti: consiglieri del PD del Trentino
Il ddl prevede di mantenere il quorum con un’inconsistente riduzione percentuale rispetto all’anacronistico 50% degli elettori previsto dalla legge del 2003. Il testo è il seguente: “La proposta ammessa a referendum è approvata se ottiene la maggioranza dei voti favorevoli validamente espressi, a condizione che abbia partecipato al voto almeno la metà della percentuale media dei votanti alle elezioni provinciali svoltesi nel quinquennio che precede il termine per la raccolta delle firme”.
Tra le altre limitazioni alla partecipazione popolare già presenti nella legge attuale il ddl prevede anche la seguente: “Non è ammessa la presentazione di richieste e di proposte ai sensi di questa legge nei trecentosessantacinque giorni che precedono la scadenza e nei centottanta giorni che seguono l’elezione del Consiglio provinciale”. Secondo questa ipotesi su un totale massimo di 5 anni di legislatura, i cittadini non possono presentare richieste di referendum per ben 1,5 anni.

Ddl 222/XIV – 22 giugno ‘11 – Proponenti: M. Cogo (PD) e B. Firmani (IDV)
Il ddl è intitolato “Abrogazione del quorum referendario: modificazione della legge sui referendum provinciali”. Il testo breve ma essenziale è il seguente: “La proposta ammessa a referendum è approvata se ottiene la maggioranza dei voti favorevoli validamente espressi” e “Il referendum per l’abrogazione totale o parziale di una legge provinciale può essere indetto quando lo chiedono novemila elettori aventi titolo a eleggere il Consiglio provinciale o venti consigli comunali”.

Ddl 233/XIV – 27 luglio ‘11 – Proponenti: consiglieri provinciali della Lega Nord
Il testo del ddl prevede la riduzione delle sottoscrizioni da 1500 a 500 per la presentazione di referendum propositivi ed abrogativi che coinvolgono gli interessi delle minoranze linguistiche ladine, mochene o cimbre all’interno delle comunità stesse. I referendum consultivi potranno essere inoltre richiesti da 500 elettori ivi residenti anziché dalla maggioranza dei consigli comunali appartenenti alle comunità delle minoranze linguistiche.

Ddl 297/XIV – 6 aprile ‘12 – Proponenti: consiglieri provinciali della Lega Nord
Dopo la «cortesia» con cui il Presidente della PAT Dellai ha indetto il referendum sulle Comunità di Valle in coincidenza del ponte del 1 maggio ‘12, i consiglieri della Lega hanno pensato di proporre la modificazione del comma 1 dell’articolo 12 della legge sui referendum provinciali sostituendo le parole «è indetto con decreto del Presidente della Provincia» con «è indetto con decreto del Presidente del Consiglio provinciale».

Ddl 305/XIV – 8 maggio ‘12 – Proponenti: consiglieri provinciali del PD (presentato mentre la raccolta firme a sostegno dell’iniziativa popolare era già in corso)
Il ddl prevede di sostituire “la nomina della commissione per il referendum entro 10 giorni dalla data di deposito della richiesta referendum dall’ufficio di presidenza del Consiglio” con la seguente procedura: “Entro centottanta giorni dalla sua prima convocazione il Consiglio provinciale nomina la commissione per il referendum, composta da tre esperti in diritto costituzionale, a uno dei quali sono attribuite le funzioni di presidente, individuati tra docenti universitari e avvocati iscritti nell’albo speciale dei patrocinanti per le giurisdizioni superiori. La commissione rimane in carica per la durata della legislatura. Un funzionario del Consiglio provinciale svolge le funzioni di segretario della commissione”

Ddl 328/XIV di iniziativa popolare – 19 luglio ‘12 – Proponente: Più Democrazia in Trentino
A livello strettamente giuridico, il primo firmatario ed i due delegati – Alex Marini, Stefano Longano e Cristiano Zanella – sono i rappresentanti dei 4.000 firmatari che hanno sottoscritto l’iniziativa provinciale.
Il titolo integrale del ddl è: “Iniziativa politica dei cittadini. Disciplina della partecipazione popolare, dell’iniziativa legislativa popolare, dei referendum e modificazioni della legge elettorale provinciale” (Indice degli articoli)

Ddl 330/XIV – 21 agosto ’12 – Proponente Roberto Bombarda (Verdi e Democratici del Trentino)
Il ddl riprende integralmente il n.328/XV di Più Democrazia in Trentino. Per differenziarsi formalmente il titolo è stato semplificato in “Nuovi strumenti di partecipazione dei cittadini e di democrazia diretta” ed è stato introdotto da una relazione introduttiva che illustra le motivazioni della condivisione e del sostegno di Bombarda all’iniziativa popolare.

Per una panoramica schematica sulle proposte di riforma delle regole:

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Media locali e democrazia diretta: intervista ad Andrea Casna

L’articolo intitolato Giovane Europa è solo il primo degli approfondimenti scritti da Andrea Casna all’interno della rubrica Democrazia in Europa e pubblicati sul magazine online Lagarina.it. A seguito del pezzo in cui richiama alla memoria gli ideali mazziniani per una rivoluzione democratica in Europa, ne sono seguiti molti altri, dove Andrea – storico con la passione per il giornalismo – ha posto l’accento sul tema della democrazia diretta. Continua a leggere

Firmalove, iniziativa popolare contro le discriminazioni

Sabato 25 agosto alle ore 11 in piazza Pasi a Trento, con un exploit di 329 sottoscrizioni alla prima uscita, è partita ufficialmente la raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge “Disposizioni per contrastare le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’intersessualità“. L’iniziativa popolare provinciale è promossa dal comitato FIRMALOVE di cui fanno parte ArciGay e ArciLesbica.
Lo scopo dell’iniziativa è di contrastare le discriminazioni nei confroni di gay, lesbiche e trans. Se l’iter dovesse avere successo – sono necessarie almeno 2.500 firme e la successiva approvazione del Consiglio Provinciale – la proposta potrebbe diventare una tra le leggi antidiscriminazione più avanzate sia a livello nazionale che a livello europeo.
Negli ultimi 12 mesi si tratta della terza campagna di raccolta firme per iniziative popolari a livello provinciale dopo il referendum abrogativo sulle Comunità di Valle promosso dalla Lega Nord ed il disegno di iniziativa popolare per migliorare gli strumenti di democrazia diretta promosso dal comitato civico Più Democrazia in Trentino. A queste si aggiunge anche quella regionale avviata dal CoRe per indire un referendum sulle indennità dei consiglieri regionali.
L’iniziativa di Firmalove sottolinea nuovamente come sia di fondamentale importanza rafforzare gli strumenti di democrazia diretta esistenti poichè questi sono gli unici mezzi che consentono di mettere in comunicazione la società civile con il sistema politico portando nell’agenda politica interessi e problemi trascurati o consapevolmente ignorati dai rappresentanti politici, dai partiti e dagli organi di stampa.

Per maggiori dettagli sull’iniziativa: http://www.firmalove.info

Vento di referendum (o meglio plebiscito)

In Europa si stà discutendo animatamente di come affrontare i problemi della crisi dell’eurozona. Due sono le strade prevalentemente discusse. La prima è quella dell’abbandono da parte di alcuni paesi dell’Euro come valuta. Strada che porterebbe secondo molti anche ad una crisi dell’Unione Europea. La seconda è quella di una maggior integrazione politica ed economica.
Per la verità vi è anche una terza strada, che è poi quella seguita fino a qui. Ovvero fare il minimo indispensabile per evitare il disastro immediato, e poi aspettare fino a quando non si torna sull’orlo del baratro. Lo scenario è ben descritto in questo articolo di Business Insider. Che sia la strada più dannosa lo sanno tutti, ma visto che in molti paesi sono vicine le elezioni, e non si sà quale sia il sentimento popolare prevalente, non prendere posizione è anche la scelta più comoda. Però è chiaro che alla fine si dovrà prendere una strada decisa, per scelta o per forza.
A questo punto si è inserito il dibattito sulla decisione che la Corte Costituzionale Tedesca dovrà prendere il 12 settembre, ossia se la Repubblica Federale possa aderire all’oramai famoso fondo salva stati (ESM) sia o meno necessario un referendum popolare per la modifica della Costituzione (Grundgesetz).
Molti coloro, a partire da chi ha fatto ricorso alla Corte, che supportano la tesi che sia necessario interpellare il popolo per la cessione di sovranità necessaria a far partire il meccanismo, che deciderebbe dei salvataggi, e quindi in ultima istanza dei soldi dei paesi membri, senza interpellare i cittadini di quei paesi o i loro rappresentanti. A quel punto da tutti i fronti politici si iniziato a dire che in effetti sarebbe oppurtuno interpellare i cittadini sul futuro dell’Unione Europea.
Per dei supporter della democrazia diretta sembrerebbe una buona notizia. E invece la notizia non è affatto buona. Perche? La principale critica è che la richiesta di chiedere al popolo non deriva da una previsione costituzionale o da una richiesta del popolo stesso. La richiesta viene dai rappresentanti che decidono quando, come e se fare la consultazione popolare. Questo è più propriamente chiamato plebiscito.
Per esempio questo è quanto pensa di fare Cameron, il premier inglese, rispetto alle richieste dei Conservatori di tenere un referendum: forse, ma adesso non è opportuno, vedremo poi se sarà il caso. In breve, se lo ritengo opportuno chiederò al popolo il suo parere.
I referendum, per essere strumenti di vera democrazia diretta, devono essere alternativamente:

  1. Obbligatori. Ossia previsti dalla Costituzione o dalla legge per gli atti del Parlamento o dell’Esecutivo.
  2. Richiesti dal Popolo

Purtroppo i referendum non sono parte integrante del processo di formazione del consenso intorno al progetto di unione europea. Già nel recente passato la proposta di una Costituzione Europea si è scontrato con i voti negativi ai referendum di Francia e Olanda, paesi in cui comunque il voto referendario non era obbligatorio e fu tenuto su richiesta delle autorità. Il progetto fu bloccato e venne fatto in tutta fretta il trattato di Lisbona, che comunque recepiva molti dei punti della Costituzione appena bocciata.
Non è certo questo il modello che si dovrebbe adottare per una Europa federale realmente voluta dai popoli che ne dovrebbero far parte.  Che al contrario quando interpellati normalmente respingono le proposte di maggior integrazione anche perchè timorosi di istituzioni che comunque vedono come lontane e poco legate alla volontà popolare.
Le dichiarazioni più recenti in Europa e anche in Italia (Moavero) vanno nel senso di richiedere si il voto popolare come base per la legittimità di una unione politica più stretta tra i vari paesi (vedere per esempio qui).
Però ancora non è quel processo partecipativo che servirebbe per rendere il cammino di integrazione condiviso e accettato. Si ritornerebbe al metodo utilizzato per la precedente Costituzione Europea, con una sorta di costituzione redatta dai soliti “saggi”, con discussioni a porte chiuse, che verrebbe prima approvato in sede intergovernativa, forse dal parlamento europeo e magari stavolta sottoposto a referendum in ogni stato. Senza considerare che per esempio l’Italia non ha referendum previsti dalla carta costituzionale per approvare trattati internazionali.
Il processo, per essere veramente partecipativo, popolare e condiviso dovrebbe essere completamente differente. Provo a delinearlo qui sotto:

  1. Ogni paese dell’Unione dovrebbe aggiornare la propria costituzione per prevedere un referendum obbligatorio e vincolante sull’approvazione dei trattati europei.
  2. In ciascun paese si tiene un referendum, lo stesso giorno per tutti, che chiede se si voglia o meno un unione federale europea.
  3. Si tengono delle elezioni in tutti i paesi che hanno aderito al progetto per i rappresentanti in una Assemblea Costituente Europea che dovrà scrivere la nuova Costituzione Federale. Qui si deve scegliere la rappresentanza. Pari componenti per ogni paese o proporzionali alla popolazione? Questo potrebbe essere chiesto ai cittadini contestualmente al referendum precedente. Risultato a doppia maggioranza, votanti e nazioni.
  4. L’Assemblea Costituente tiene le sue sessioni apertamente e pubblica tutti i documenti, in modo da garantire assoluta trasparenza nel processo di formazione della Costituzione Federale.
  5. La nuova Costituzione viene approvata dall’Assemblea e posta in votazione, lo stesso giorno, in ciascun paese. Se almeno il 50% degli stati la approva, la nuova Costituzione entra in vigore immediatamente per coloro che approvano. Chi lo respinge entro un anno può ripetere il referendum e viene immediatamente ammesso.
  6. Per tutti gli altri Stati, l’ammissione alla nuova Federazione può avvenire con doppio voto: la maggioranza del Popolo e degli Stati esistenti deve approvare il candidato membro, il candidato membro deve tenere un referendum popolare per ratificare l’entrata nella Federazione.

Questo processo, che deve essere annunciato ex-ante, garantisce un effettiva partecipazione popolare alla scelta, una completa trasparenza e una vera garanzia democratica. Inoltre la nuova Costituzione Federale potrebbe essere costruita dai rappresentanti eletti per questo, e quindi legittimati, in modo molto più “coraggioso” rispetto a quella predisposta dagli “eurocrati” tutta tesa a modificare il meno possibile dei trattati esistenti. Tanto che molto di quanto si discute ora per salvare l’Europa e l’Euro non era stato nemmeno preso in considerazione.
Sarà molto difficile che questo accada, ma è evidente che tutti coloro che credono nei processi di democrazia partecipata dovrebbero provare a sfruttare questo venticello di plebisciti travestiti da referendum per far arrivare venti di democrazia in tutta Europa. Sarebbe il coronamento di un progetto sognato da Spinelli e iniziati da grandi statisti come De Gasperi, Adenauer e Schumann.

Key points of the bill

Here are the key points of the bill – Disegno di legge N.328/XIV di iniziativa popolare – promoted by the civic committee Più Democrazia in Trentino (More Democracy in Trentino):

  • Greater involvement of the people: extension of the rights of participation to all residents over the age of 16, including citizens from countries outside the EU territory, for petitions, citizens’ initiatives, and non-binding referendums.
  • Re-introduction of civic education in schools, and promotion of direct democracy principles through academic institutions and local communities.
  • Dedication of a portal for on-line advertising of citizens’ political initiatives promoted within this law.
  • Creation of an e-petition portal with the possibility of on-line subscription by citizens
  • Appointment of a commission for participation with the optional representation of civic committees.
  • Constitution of the prytanes: citizen juries composed by sortition. They can be convened by the Government of the Province, the Council of the Province, or by the collection of 2.500 citizen signatures. They will emit non-binding decisions to address the policies of the provincial Government. The prytanes can file a non-confidence motion towards the provincial Government if their decisions are disregarded.
  • Regulation of public consultation in the law making process with transparency and publication of the proceedings.
  • Management of public debate according to criteria of accuracy of information, impartiality and fair representation of civic committees.
  • Citizens’ initiatives and proposals of referendum with assistance from the legislative office of the Council of the Province and public hearing of the promoters.
  • Updating the method of signature gathering through customized electronic signature collection forms.
  • Transparency of funds supporting referendums by publication on the direct democracy portal.
  • Brochures sent out to inform the citizens in occasion of the polls containing description the referendums, list of the positions for and against the proposal, venue details and dates of the poll, as well as the list of the contributors and their financial support.
  • Unification of polling days, referendum, and election days into a single date.
  • Introduction of electronic and postal voting.
  • Non-binding referendum initiated by residents (All residents over the age of 16 including citizens from non-EU countries whom have long term permits).
  • Elimination of participation quorum in all types of provincial referendum.
  • Confirmative referendum on laws, regulations and provincial acts promoted by citizens.
  • Introduction of a pro-active referendum (propositive referendum) with the option for the Government or the Council of the Province to formulate a counter-proposal.
  • Multiple-choice pro-active referendum: possibility of choosing between a plurality of proposals, including the counter-proposal formulated by the institutions.
  • Motion of non confidence advocated by a citizens’ initiative for or against, the President of the Province, one or more assessors, or the whole Government of the Province.
  • Introduction of a two term limit for political mandates in public office.
  • Termination of the remuneration of the members of the Government and Council of the Province who do not consent to the publication of their assets’ list and income declaration.

The contents of this proposal of law are the results of a deliberative process which lasted approximately five months, from November ‘11 to April ‘12. Formal members of the committee Più Democrazia in Trentino and supporters have brought their contributions to this process. The bill was submitted in accordance with the citizens’ initiative procedure, which is regulated by the provincial law, dated March 5th, 2003 n.3.
The committee is composed of a diverse range of people who manifested their will to impulse a change in the rules of the law making and decision making process. The editors and the official speakers of the committee are Alex Marini, the committee coordinator and first subscriber, Cristiano Zanella and Stefano Longano, the other two delegates who will take part in the legislative phase.
Mauro Ceccato and Camillo Lutteri are the officials of the legislative office of the Council of the Province of Trento, who – under the provincial law number 3 of March 5th, 2003  – attended to the speakers in writing the text in the appropriate juridical form.
The signature gathering started the 19th of April 2012 and ended the 18th of July 2012. In order to submit the bill to the discussion of the Council, the minimum number of voter signatures is 2.500. Dozens of volunteers helped and supported the committee during the campaign to collect signatures. Thanks to them, the committee was able to collect 4.000 signatures, many more than necessary.
The bill has been officially filed to the Council of the Province of Trento after the control of the validity of all signatures and after examination of the conditions of admissibility. On the 16th of August 2012 the bill has been accepted for the discussion at the First permanent Legislative Commission. In fact, the law making phase within the Council will be preceded by the discussion and by the possible amendments at the commission level.

Assegnazione alla Prima Commissione permanente

Dopo la convalidazione delle firme la proposta di legge promossa dal comitato si è trasformata ufficialmente nel Disegno di legge n.328/XIV di iniziativa popolare ed è stata inserita nella banca dati degli atti politici del Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento.
Al disegno di legge è stata allegata la seguente documentazione:

  • Disegno di legge distribuito: n.328/XIV del 19 luglio 2012: il testo sul quale sono state raccolte le firme
  • Relazione illustrativa: la relazione allegata alla proposta di legge in sede di raccolta delle firme
  • Indice della documentazione tecnica: in cui si suggerisce la bibliografia
    1) legge sui referendum provinciali – l.p. 5 marzo 2003, n. 3
    2) VERHULST, Jos e NIJEBOER Arjen “Democrazia Diretta – Fatti ed argomenti sull’introduzione dell’Iniziativa e dei Referendum” – Democracy Int., Brussels 2010
  • Note esplicative al disegno di legge: dove i funzionari provinciali producono delle note esplicative a corredo dell’Art. 2 (Interventi nel campo dell’educazione), Art. 13 (Decisioni dei pritani), Art. 26 (Modalità di sottoscrizione dei referendum), Art. 44 (Mozione di sfiducia popolare), Art. 45 (Limite dei mandati) ed Art. 47 (Disposizioni penali)
  • Osservazioni tecniche: il testo del documento indica i precedenti normativi, i ddl in istruttoria in tema di democrazia diretta e gli elementi per l’istruttoria legislativa. In particolare ci interessa l’osservazione in merito all’impatto normativo che si riporta integralmente:

1) si sostituisce la vigente legge sui referendum provinciali con una nuova disciplina che ne amplia i contenuti, le modalità di esercizio e gli strumenti d’intervento: accanto ad una nuova disciplina sull’iniziativa legislativa popolare e sul referendum propositivo, consultivo e abrogativo, la nuova legge regola nuovi istituti, quali il referendum confermativo, le petizioni, la funzione propositiva svolta dal collegio dei pritani, le consultazioni e i dibattiti pubblici; inoltre interviene sulla legge elettorale provinciale con norme in materia di mozione di sfiducia, di ineleggibilità alla carca di presidente della provincia, assessore e consigliere, di pubblicità della situazione patrimoniale dei consiglieri. E’ prevista l’approvazione di un regolamento di esecuzione;

2) in un contesto di riformulazione complessiva degli istituti di partecipazione popolare cui è finalizzata l’iniziativa, alcune disposizioni del ddl vengono a toccare contenuti che in parte trovano disciplina in regolamenti consiliari e che in parte vengono a incidere – in modo innovativo – su ambiti o attività consiliari (es. petizioni, proposte/decisioni dei pritani, consultazioni e dibattiti pubblici). Va fatta una verifica e una valutazione sui vincoli e sui limiti di tale incidenza.”

In data 16.08.2012 il Disegno di legge n.328/XV di iniziativa popolare è stato assegnato alla Prima Commissione permanente suggerendo di coinvolgere il Consiglio delle autonomie locali. La Nota di individuazione della commissione competente recita testualmente:

Il disegno di legge è di chiara competenza della Prima Commissione permanente.
La competenza è fatta risalire alla Prima Commissione permanente in base alle sue attribuzioni in materia di (lettera dell’allegato A del regolamento interno).
Il disegno di legge riguarda materie su cui è opportuno venga coinvolto il Consiglio delle autonomie locali in base all’art. 134 bis, comma 1, del regolamento interno.

Per quanto riguarda la visibilità del comitato, né la legge/regolamento interno né la prassi del Consiglio provinciale dà al comitato promotore una visibilità giuridico-istituzionale specifica nel corso dell’iter legislativo. Tuttavia si sottolinea come la paternità del ddl sia di tutti i firmatari, i quali ovviamente parlano attraverso quel firmatario che è stato indicato come primo proponente, Alex Marini.
Il ddl viene comunque individuato come di iniziativa popolare e il primo proponente ha una sorta di rappresentanza di tutti i firmatari insieme agli altri due delegati, Stefano Longano e Cristiano Zanella. In questo senso i tre proponenti in ogni situazione ed in particolare in rapporto col consiglio e con la commissione, parleranno a nome del comitato, evidenziandone il lavoro collegiale.

La democrazia è la questione più importante del nostro tempo

Dal 12 -15 luglio 2012 attivisti, esperti, ricercatori, giornalisti e politici provenienti da Bulgaria, Romania, Grecia, Russia, Austria, Germania, Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Svizzera e Svezia, si sono incontrati all’evento Summer Accademy che ha avuto luogo a Burgas, in Bulgaria, per discutere sullo sviluppo della partecipazione dei cittadini e la democrazia diretta in Europa.
I concetti elaborati dal gruppo di lavoro sono lo specchio di quelli che il comitato Più Democrazia in Trentino ha tenuto in considerazione nel corso della scrittura del disegno di legge di inziativa popolare per il quale sono state raccolte 4000 firme e che a breve sarà discusso dal Consiglio provinciale. E’ per questa ragione che in questo post si riporta la dichiarazione comunicata a conclusione del seminario estivo.
I partecipanti al termine dell’incontro organizzato da Democracy International, associazione nata per sostenere e rafforzare la democrazia diretta a livello transnazionale, hanno dichiarato per mezzo di Gerald Häfner, presidente dell’associazione, quanto segue:
“La democrazia è la questione più importante del nostro tempo poiché le questioni politiche come il cambiamento climatico, la responsabilità per le risorse e l’ambiente, lo stato e la qualità dei diritti civili e delle politiche sulle questioni economiche, finanziarie e sociale dipendono dalla qualità della democrazia e dal modo in cui vengono prese le decisioni finali.
Solo una buona democrazia può garantire buone decisioni politiche. Una buona democrazia richiede solide ed eque elezioni, una vasta gamma di strumenti per la partecipazione e la consultazione dei cittadini e, soprattutto, il diritto di iniziativa e di referendum. Solo quando questo diritto viene goduto ed esercitato correttamente, i cittadini possono parlare con i politici allo stesso livello. Insieme al diritto di voto, il diritto di iniziativa e referendum è il più importante strumento democratico. E’ l’espressione della sovranità dei cittadini in un mondo sempre più differenziato, individualizzato e complesso.
Oggigiorno la democrazia è in grande pericolo.
La democrazia è in pericolo nei paesi in cui i governi spesso non lavorano per il bene comune, ma per i propri interessi personali, politici e talvolta anche economici. La democrazia è in pericolo in paesi come l’Ungheria o la Romania, dove il governo è nelle mani di persone o partiti che non rispettano tutte le regole democratiche esistenti. In questi casi i partiti al governo cambiano le leggi e la costituzione con l’obiettivo di ottenere più voce in capitolo a discapito del buon e democratico funzionamento di giudici, tribunali, istituzioni ed anche dei media.
La democrazia ha bisogno di un rimedio legislativo in Bulgaria, dove seppur la decisione di referendum è presa da un numero notevole di elettori non viene accettata a causa di un quorum di partecipazione ancora più elevato.
La democrazia è in pericolo nell’Unione europea, dove le decisioni importanti sono sempre più prese da un esiguo numero di potenti politici, senza chiedere al popolo e bypassando l’unico organismo eletto direttamente della UE, il Parlamento europeo.
E la democrazia è in pericolo in un mondo dove sempre più le decisioni politiche vengono prese a livello internazionale o transnazionale, mentre la partecipazione democratica e di controllo si trova ancora all’interno degli Stati nazionali.
Per tutti questi motivi abbiamo bisogno di più democrazia, partecipazione dei cittadini e di democrazia diretta non solo all’interno degli stati nazionali ma anche a livello internazionale.
Democracy Internation lancia un appello e promuove il diritto di iniziativa e di referendum in tutti i paesi ed a livello locale, regionale, nazionale o transnazionale e promuove il lavoro per elaborare concetti e criteri al fine di introdurre moderne forme di democrazia diretta a tutti i livelli.
Al momento ci si trova a discutere intensamente su una più forte Unione politica, fiscale ed economica europea ed è stato prodotto un programma quadro dai quattro presidenti delle istituzioni dove è concentrato il potere esecutivo. In merito a ciò Democracy International sottolinea con vigore che il futuro dell’Europa e della democrazia europea non può essere deciso solo dai rappresentanti dei governi, della banca centrale e dalle altre istituzioni esecutive. Solo i cittadini europei possono decidere sul futuro dell’Unione Europea. Per questa ragione Democracy International è a favore di una Convenzione Europea e di un referendum a livello comunitario sui risultati che questa convenzione produrrà e sul futuro dell’UE.
Questa convenzione dovrebbe essere eletto dal popolo e dovrebbe avere il tempo necessario per integrare le proposte della società civile. L’Unione europea deve diventare l’Europa dei cittadini – o l’Unione europea avrà esito negativo.”
(Dichiarazione originale in lingua inglese)

Un grazie di cuore a …

… TUTTI I FIRMATARI CHE HANNO CREDUTO NELL’INIZIATIVA E QUELLI CHE HANNO CREDUTO NEL VALORE DEI CITTADINI

… TUTTI A COLORO CHE HANNO DATO UNA MANO NELLA CAMPAGNA PER LA RACCOLTA DELLE FIRME

In sette mesi di lavoro siamo riusciti a costituire un gruppo motivato, a scrivere un disegno di legge originale ed innovativo ed a raccogliere 4.000 firme. Non è stata facile ed è stato possibile solo grazie ad un lavoro collettivo dove molti cittadini hanno dato un contributo fondamentale alla riuscita dell’iniziativa. Abbiamo adottato un approccio che fin dall’inizio ha voluto partire dal basso – il cosiddetto bottom-up – facendo leva sulle motivazioni personali e non sui diktat delle grandi organizzazioni.
Cercando di non dimenticare nessuno, proviamo a snocciolare i nomi degli attivisti e dei sostenitori che hanno contribuito al successo della campagna FIRMATI UN ISTANTE per raccogliere le firme a sostegno della proposta di PIU’ DEMOCRAZIA IN TRENTINO.
Un ringraziamento a …

IL FOLTO GRUPPO DEI BANCHETTI DI TRENTO dove con uno sforzo corale abbiamo raccolto circa la metà delle 4000 firme!
Un grazie esclusivo a Gianni Ceri e Matteo Rigotti di Trento che hanno saputo organizzare e presidiare con stoica abnegazione i banchetti tenuti a Trento e con i quali c’è stata una proficua e reciproca collaborazione per il raggiungimento dell’obiettivo non solo dell’iniziativa provinciale Più Democrazia in Trentino ma anche all’iniziativa comunale Quorum Zero Comune Trento e quella nazionale Quorum Zero e Più Democrazia.
Il sempre presente poeta pendolare da Pergolese, Majcol Usai, che con il suo approccio distensivo ed il suo ottimismo è sempre stato al nostro fianco.
Ezio Casagranda per l’entusiasmo e la dedizione nel volantinaggio e nella divulgazione dell’iniziativa, l’immancabile Adelia Daldoss in trasferta perenne da Cles e Luca del Viscovo da Rovereto che si è sacrificato senza risparmio tra un turno di lavoro e l’altro. L’essenziale presenza degli autenticatori Antonella Valer sempre coinvolta in altre numerose iniziative civiche, Melchiore Redolfi, Salvatore Aliberti e Roberto Bombarda. Hanno collaborato anche Cristiano Zanella (uno dei tre redattori della proposta di legge), Riccardo Fraccaro, Giuliana Raoss, Gianmarco Paolazzi e David Conotter.

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA DEL BASSO SARCA: il favoloso gruppo che ha promosso anche l’iniziativa popolare per l’istituzione del Parco Agricolo del Garda.
L’entusiasmo e la grinta di Luigi Santini, l’impeccabile organizzazione di Roberto Calzà, il sempre presente dott. Paolo Barbagli, Duilio Turrini, Renza Bollettin, Angioletta Maino, Ezio Viglietti e Carla Del Marco.

LA COMPAGINE DELLE MINORANZE DEL COMUNE DI CAVALESE
Un grazie speciale a Maurizio Tavernar per la sua disponibilità, efficienza ed entusiasmo nel organizzare dei banchetti all’ultima ora. Grazie anche a suoi colleghi ed amici Franco Corso, Paolo Vaia, Sonia Germani e M.Luisa Gelmi.

IL GRUPPO DI CITTADINI DI ROVERETO
Una citazione speciale a Paolo Michelotto, organizzatore fra le altre cose dell’incontro di Villa Lagarina del 13 dicembre che di fatto ha segnato il primo e fondamentale passo dell’iniziativa provinciale di Più Democrazia in Trentino. Con lui hanno raccolte le firme: Milena Bertagnin, Paolo Fabris, Carlo Cristofoli (autore dei nostri video promozionali), uno dei costituenti del comitato Ruggero Pozzer, il brioso Franz Franceschini, Mauro Previdi e Maria Menguzzato.

L’APE – ASSOCIAZIONE PER L’ECOLOGIA e il gruppo dei Verdi di Pergine Valsugana
La disponibilità e la simpatia di Giuseppe Facchini che ha apprezzato fin da subito la bontà della nostra iniziativa coinvolgendo Flora Silvestri, Fabio Gottardi, Rinalda Simeoli, Michelina Chiodo, Diego Albertini e Anna Broll.

IL GRUPPO DELLA VALLE DI LEDRO: Ledro Bene Comune insieme a SOS Tremalzo e Associazione culturale Mappamondo
Un grazie di cuore ad Anna Maria Santolini, Emanuela Merli, Paolo Franzinelli e Maddalena Colò che con il loro impegno civile e la loro serenità non solo hanno lavorato per la raccolta delle firme ma hanno anche organizzato il bellissimo incontro “Alla scoperta del pelo nell’uovo” con l’attrice Gabriella Tanfoglio.

COMUNITA’ ATTIVA VILLA LAGARINA
Un ringraziamento al vulcanico appassionato d’arte Giacomo Bonazza, uno dei 12 costituenti di Più Democrazia in Trentino, che non ha mai fatto mancare il suo supporto ed ha saputo trascinare nella raccolta firme: Walter Bortolotti, Valerio Manica, Luca Laffi, Yulka Giordani, Sandro Giordani ed il neolaureato Tommaso Bonazza.

IL CIRCOLO ARCI DI PERGINE
Con l’impegno e l’esuberanza intellettuale di Matteo Savastano e l’essenziale e poliedrica presenza dell’arch. Silvia Alba.

IL GRUPPO CONSILIARE IDV DI RIVA DEL GARDA
con l’eclettico avv. Gerardo Gaiatto e l’appoggio fondamentale di Stefano Castelli, Stella Caliari, Simone Lorenzi, Andrea Malossini, Francesco Vivaldelli e Flavio Prada

IL CIRCOLO PD DI LAVIS
Con la coordinatrice Daniela Filbier ed i suoi preziosi suggerimenti, il lavoro oscuro di Anna Casagrande ed il supporto esterno di Scalfi Giovanni (Trento).

LA BUSSOLA di Ala
Un grazie particolare a Corrado Pinter per averci supportato nella zona di Ala ed Avio e per gli articoli pubblicati online a sostegno dell’iniziativa. Con lui hanno collaborato: Manuel Lorenzini, Silvano Marchiori e Fracchetti Andrea

IL COMITATO PER IL DIRITTO ALLA SALUTE DELLA VALLE DI NON
Mario Manini
e Sergio Deromedis, i quali pur essendo stati impegnati in altre rilevanti battaglie civiche hanno avuto la forza di trovare il tempo per offrire il loro contributo alla raccolta firme.

>>>>>   Un sentito e caloroso ringraziamento anche a …

Anna Ceola per la grandissima disponibilità e pazienza nel rispondere alle nostre infinite piccole e grandi sollecitazioni e richieste di favori
Roberto Bombarda per averci messo nella condizione di intraprendere questo cammino e per averci messo a disposizione il suo ufficio come centro logistico per riunioni, incontri, recapito postale e copisteria sia per l’iniziativa provinciale che per quella nazionale.
Andrea Casna, giornalista atipico dotato di passione, creatività e meticolosità nell’offrire una copertura mediatica sul web alla nostra iniziativa. I suoi articoli hanno offerto spunti notevoli che hanno saputo valorizzare ulteriormente i contenuti della nostra proposta.
Stephen Lausch e Marco Tavernar dell’Associazione Mehr Demokratie di Bolzano che non hanno mai fatto mancare i loro consigli e la loro presenza agli incontri serali.
Sybille Tezzele Kramer, anche lei di Mehr Demokratie, per la sua arte visiva e democratica.
Cris Vecli per l’ideazione dei manifesti di Firmati un istante, per il contributo economico alla stampa di locandine, manifesti e volantini e per l’essenziale supporto logistico nella zona di Rovereto.
Alessio Hueller per la distribuzione e la raccolta dei moduli dei comuni delle Giudicarie Esteriori e della Paganella.
Stefano Longano per aver contribuito con il suo spessore culturale alla scrittura della proposta di legge, per l’opera di divulgazione dell’iniziativa e per la distribuzione e raccolta dei moduli e certificati in diversi comuni.
Quinto Canali di Brentonico per aver divulgato i contenuti dell’iniziativa sul suo blog invitando i cittadini a sottoscrivere l’iniziativa.
Davide Ballardini del comitato Sicuri Senza Armi per la divulgazione dell’iniziativa presso i comuni Preore, Ragoli e Montagne.
Nelly Osti per aver promosso l’iniziativa a Scurelle.
Jacopo Zannini e l’Officina di Valle per aver organizzato l’incontro divulgativo nella Valle dei Laghi e per il supporto ai banchetti di Trento.
Gabriella Tanfoglio per la recita di scritti classici in tema di democrazia in occasione dell’evento “Alla scoperta del pelo nell’uovo…” sulle rive del Lago di Ledro.
Luisa Romeri del Gruppo Donne Rendena per l’invito alla serata “Chi ascolta il cittadino?” organizzata a Tione di Trento e per la divulgazione della nostra iniziativa.
Melinda Meuse for standing me during this long path!

>>>>>   Infine un grazie anche ai funzionari delle istituzioni …

IL SERVIZIO LEGISLATIVO DEL CONSIGLIO PROVINCIALE ed in particolare ai funzionari Camillo Lutteri, Mauro Ceccato ed Angela Delaiti ed ai loro collaboratoriche con la loro professionalità e precisione nell’ambito dei loro compiti amministrativi ci hanno garantito un’assistenza tempestiva e rigorosa, direi svizzera visto che si parla di democrazia diretta!

TUTTI I FUNZIONARI COMUNALI che hanno offerto informazione ai cittadini ed hanno provveduto prontamente alla stampa e all’invio dei certificati elettorali. In particolare un grazie agli efficientissimi funzionari degli uffici elettorali di Trento e Pergine Valsugana, comuni dai quali provengono la maggioranza dei firmatari ma anche agli altri numerosi comuni che hanno fatto del loro meglio per garantire l’esercizio dei diritti politici dei cittadini.

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Considerazioni sugli impedimenti burocratici

A partire dalle 120 firme andate perdute a causa della disorganizzazione e della farraginosità della macchina amministrativa di alcuni comuni trentini, delle negligenze di alcuni dipendenti comunali e dei ritardi dovuto alla lentezza servizio postale, varrebbe la pena maturare una riflessione sui limiti che i cittadini hanno nell’esercizio dei diritti politici che va ben al di là dagli impedimenti burocratici.
I bizantinismi legislativi e regolamentari, le carenze attitudinali nel servizio al cittadino e la mancanza d’obbligo di informazione da parte dei comuni nell’ambito delle iniziative popolari pongono una preoccupante barriera tra rappresentanza politica e cittadinanza. I cittadini che vogliono esprimersi in modo spontaneo e non mediato su questioni specifiche di interesse pubblico attraverso gli strumenti della democrazia diretta (iniziative referendarie, popolari e petizioni) sono sostanzialmente impediti da un percorso ad ostacoli lungo e difficile.
Tali ostacoli – che nell’era della rivoluzione digitale appaiono incredibili – vanno dalla fase dell’organizzazione della raccolta delle firme fino alla sottoscrizione dei cittadini:

  • sospensione dei diritti politici per ragioni non previste dalla legge. Si sono verificati 4 casi di sospensione dei diritti politici solo perchè dei cittadini si sono trasferiti da un comune del Trentino all’altro.
  • inesistenza di meccanismi automatici di comunicazione tra promotori delle iniziative popolari ed amministrazioni comunali. Ogni comune ha infatti diverse procedure ed uffici di riferimento per la raccolta delle firme. Le differenze riguardano sostanzialmente tutti gli aspetti procedurali: deposito moduli, evasione richieste dei certificati, modalità di sottoscrizione, modalità di certificazione e pubblicizzazione delle iniziative. Ad esempio per quanto concerne l’ufficio dove è possibile sottoscrivere le iniziativa popolari bisogna rivolgersi all’URP (ufficio relazioni con il pubblico) nel comune di Pergine Valsugna, all’ufficio elettorale a Rovereto, all’ufficio anagrafe per alcuni comuni trentini e alla segreteria comunale per Trento ed altri comuni.
  • ritardi nella produzione e nell’invio dei moduli per la raccolta delle firme e dei certificati elettorali. Nel caso della raccolta di Più Democrazia in Trentino sono arrivate n.120 firme dopo la scadenza. In alcuni casi l’assenza temporanea, per ferie o per malattia di un funzionario ha impossibilitato l’emissione dei certificati di iscrizione alle liste elettorali. In altri casi, l’assenza dell’incaricato a firmare i certificati elettorali – spesso il sindaco, non avendo questo delegato nessun funzionario – non ha permesso il pronto ritiro dei certificati allo sportello ed è stato necessario ritornare successivamente dovendo attendere la firma. Infine, sovente le caselle di posta elettronica degli uffici responsabili vengono consultate sporadicamente – mai nei casi più clamorosi – con il risultato che i certificati non vengono emessi in tempo.
  • incertezza nei tempi di spedizione dei certificati, i quali inducono alla chiusura anticipata della raccolta delle firme o all’impossibilità di ricevere i certificati elettorali entro le scadenze prefissate. I tempi di consegna delle poste vanno da un minimo di 2 giorni fino ad una settimana.
  • mancanza di pubblicizzazione delle iniziative popolari presso i comuni. Spesso i cittadini si sono lamentati per non essere stati informati della possibilità di sottoscrivere questa o altre iniziativi presso il proprio comune di residenza. Nella fattispecie è stato significativo il caso di Rovereto ma non è stato l’unico caso.
  • orari degli uffici comunali che non permetto l’accesso a tutti i cittadini ed in particolare ai lavoratori. Ad esempio presso la segreteria del comune di Trento – peraltro uno degli uffici meno frequentati – è possibile sottoscrivere le iniziative popolari solo nella fascia oraria compresa tra le 8.30 e le 12.00 del mattino da lunedì a venerdì.
  • mancanza di slogan, logo e riferimenti al comitato promotore sui formulari per la raccolta delle firme (fac simile di formulario). Nella fattispecie, le firme non raccolte a causa della mancanza di chiari riferimenti sui formulari è stata di qualche centinaio. La stima è stata effettuata facendo una semplice differenza tra le firme raccolte per l’analoga iniziativa nazionale Quorum Zero e Più Democrazia dotata di slogan e logo sui formulari e quella provinciale, nei comuni dove i moduli sono stati depositati e raccolti nelle stesse date. Pur avendo appeso locandine divulgative, in assenza delle indicazioni sui moduli e delle spiegazioni da parte degli addetti comunali (vedi ultimo punto), molti cittadini recatisi negli uffici comunali per sottoscrivere l’iniziativa provinciale hanno firmato solo i moduli dell’iniziativa nazionale.
  • assegnazione discrezionale delle aree dove localizzare i banchetti per la raccolta delle firme. Ad esempio a Trento, un banchetto in Piazza Pasi dove nelle ore di punta transitano almeno 100 persone al minuto ha un potenziale maggiore rispetto ad un banchetto localizzato in via San Pietro o in via Santa Croce. I banchetti iniziali hanno avuto luogo quasi sempre nelle aree lontane dal centro con sensibili differenze nel numero di firme raccolte al termine della giornata.
  • carenze informative nel servizio al cittadino. In più di un caso i funzionari hanno esitato a mettere a disposizione il formulario per la raccolta delle firme e/o non hanno fornito sufficienti informazioni riguardo all’iniziativa provinciale promossa dal comitato di Più Democrazia in Trentino. In alcuni casi i cittadini sono dovuti ritornare presso gli uffici comunali per poter firmare i moduli dell’iniziativa provinciale.

Istituzioni pubbliche che mirano a garantire il bene comune dovrebbero operare per la trasparenza e per l’apertura dei canali di comunicazione verso e dalla cittadinanza. Gli strumenti di democrazia diretta sono un metodo per selezionare idee e per favorire i processi decisionali considerando la volontà popolare su argomenti puntuali. Servono per mettere nella condizione i cittadini di esprimere le loro preferenze nelle forme più opportune su questioni specifiche senza necessariamente considerare il loro orientamento politico o appartenenza partitica.
La situazione fotografata nel corso di questa iniziativa appare molto diversa da quella auspicata nel paragrafo precedente. Le istituzioni sono chiuse a riccio e rivendicano il diritto esclusivo di governare senza ascoltare le istanze dei cittadini nel corso dell’intera legislatura mentre la macchina burocratica riflette questo approccio dove le anomalie e le inefficienze che ostacolano l’esercizio dei diritti politici dei cittadini abbondano. I comuni virtuosi ci sono ma non dovrebbero essere l’eccezione bensì la regola.

I suggerimenti per migliorare la situazione attuale che si potrebbero aggiungere alla proposta legislativa promossa da Più Democrazia in Trentino sono:

  • automatizzazione nell’aggiornamento delle liste elettorali anche per evitare incomprensibili ed ingiustificabili sospensioni dei diritti politici
  • introduzione di sistemi digitali per la raccolta delle firme e per la richiesta e la produzione dei certificati elettorali, per evitare un’interminabile azione di invio di singole richieste ai 217 comuni del Trentino senza peraltro avere la certezza che vi sia qualcuno che risponda
  • pubblicizzazione delle iniziative popolari creando spazi opportuni sulle bacheche dei municipi, sui siti web, sui bollettini comunali e sulle pubblicazioni delle istituzioni provinciali
  • aumento radicale dell’accessibilità ai formulari di raccolta firme per le iniziative popolari in termini di spazio (individuando gli uffici più idonei) e di tempo (offrendo l’opportunità di accedere agli uffici anche ai lavoratori)
  • miglioramento della grafica e dei contenuti nell’intestazione dei formulari per la raccolta delle firme introducendo la possibilità di indicare: logo, slogan, comitato promotore, durata della raccolta e termine ultimo per la consegna
  • percorsi di formazione per i funzionari comunali per rendere uniforme in tutte le amministrazioni, più efficace ed efficiente la procedura di raccolta delle firme e per affinare le modalità comunicative per offrire un migliore e corretto servizio al cittadino
  • percorsi di aggiornamento per i segretari comunali, sindaci e/o assessori al fine di delegare ed organizzare il personale in modo tale da rendere l’emissione e la firma dei certificati elettorali un’atto di ordinaria amministrazione a beneficio dell’azione civica dei cittadini e dei promotori delle iniziative popolari

I Comuni hanno la grande opportunità di ascoltare e di coinvolgere i cittadini considerandoli come risorsa e non come un’orda di incivili che possono minacciare il funzionamento delle istituzioni. Offrire loro la possibilità di esprimersi anche attraverso la sottoscrizione di iniziative popolari è un modo per dare voce alle istanze della società moltiplicando così le proposte a disposizione dei decisori ed arricchendo i contenuti delle politiche pubbliche da loro approvate.

PS. da leggere Staderini scrive a ministri Interno e Giustizia per mancanza autenticatori

Recoconto delle firme non consegnate

A pochi giorni dalla comunicazione ufficiale inerente la verifica delle sottoscrizioni da parte del servizio legislativo del Consiglio Provinciale, siamo in grado di divulgare con sufficiente completezza anche i numeri riguardanti i formulari, le firme ed i certificati che non abbiamo potuto consegnare in data 18 luglio a causa delle negligenze e delle disfunzioni della macchina burocratica dei comuni e del servizio postale.

Ai fini dell’ammissibilità della proposta per il comitato Più Democrazia in Trentino, il fatto di non aver ricevuto la documentazione in tempo non ha modificato il risultato sostanziale. Avremmo potutto superare le 4.000 firme valide ma l’efficacia sarebbe rimasta la stessa. Infatti, la proposta di legge è stata accolta avendo superato agevolmente il margine minimo previsto dalla legge (3.985 sottoscrizioni considerate valide). Tuttavia, le anomalie amministrative descritte di seguito avrebbero potuto rappresentare una complicazione dagli effetti nefasti per il successo dell’iniziativa per una raccolta firme che si fosse attestata intorno alla soglia minima di 2500 sottoscrizioni.

FORMULARI RICEVUTI IN RITARDO: n° 7
Tra i formulari depositati presso circa 100 comuni del Trentino ne abbiamo ricevuti n.7 in ritardo rispetto alla scadenza prefissata. Tali formulari contenevano un totale di n° 27 firme che chiaramente non sono state consegnate al Consiglio provinciale il 18 luglio. Le ragioni del ritardo dell’invio sono da ricondursi alla disorganizzazione delle amministrazioni comunali in oggetto, alle negligenze dei funzionari comunali ivi impiegati e/o marginalmente ai disservizi delle Poste Italiane.

Resoconto delle risposte alle circa 900 richieste di certificati elettorali inoltrate ai comuni del Trentino dove risiedevano i sottoscrittori dell’iniziativa:

  • CERTIFICATI ELETTORALI RICEVUTI IN RITARDO: n° 70 (circa)
    In almeno la metà dei casi il ritardo è stato causato dalla disorganizzazione delle amministrazioni comunali, dalle negligenze dei funzionari comunali e/o marginalmente dalle disfunzioni del servizio postale. Nel resto dei casi le richieste sono state avanzate nei giorni a ridosso della scadenza. Bisogna infatti sottolineare come circa 35 richieste di certificati elettorali siano state inoltrate via posta elettronica in data 15 luglio quando la scadenza era il 18 luglio. Tuttavia, anche in questi casi i certificati sono stati inviati con notevole ritardo, in buona parte ben oltre i 5 giorni previsti dalla legge.
  • CERTIFICATI NON PERVENUTI N° 18
    Tale anomalia è stata determinata in tutti i casi dalla disorganizzazione delle amministrazioni comunali e/o dalle negligenze dei funzionari comunali che non hanno né risposto alla nostra richiesta inviando il certificato né comunicando l’eventuale non iscrizione alle liste elettorali.
  • SOSPENSIONE DEI DIRITTI POLITICI PER RAGIONI NON PREVISTE DALLA LEGGE: n° 4
    Per incomprensibili ed ingiustificabili inefficienze burocratiche nell’aggiornamento e nella gestione delle liste elettorali per n.4 cittadini firmatari dell’iniziativa non ci sono stati consegnati i certificati di iscrizione alle liste elettorali pur avendo gli stessi tutti i requisiti previsti dalla Costituzione Italiana e dallo Statuto della Regione Autonoma del Trentino Alto Adige. A riguardo si ricorda che la legge italiana prevede che i diritti politici possono essere sospesi solo per infermità mentale o a causa di una condanna per gravi reati e non certo per disfunzioni della macchina amministrativa.

Il risultato finale di tali anomalie è che circa il 10% delle 900 richieste di certificati elettorali non sono state evase in modo corretto dalle amministrazioni comunali per una delle seguenti cause:

  • mancata predisposizione dei certificati
  • estrema lentezza nell’evadere le richieste
  • eccessivo ritardo nell’invio dei certificati
  • sospensione dei diritti politici a dispetto delle norme costituzionali

Verifica delle sottoscrizioni: 3.985 firme valide

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Nella foto: Bruno Dorigatti, Camillo Lutteri, Gianni Ceri, Alex Marini, Matteo Rigotti, Roberto Bombarda, Stefano Longano, Adelia Daldoss, Daniela Filbier, Melinda Meuse e Cristiano Zanella (foto ufficio stampa Consiglio Provinciale, Matteo Rigotti e Luca del Viscovo)

A distanza di 21 giorni dalla consegna delle firme che ha avuto luogo il 18 luglio presso il Palazzo della Regione (vedi foto sopra), in data 8 agosto 2012 i funzionari del servizio legislativo del Consiglio provinciale hanno completato la verifica delle sottoscrizioni e ci hanno inoltrato il seguente risultato:

VERIFICA DELLE SOTTOSCRIZIONI DEL SERVIZIO LEGISLATIVO:
Deposito dell’iniziativa con le sottoscrizioni e certificazioni: 18 luglio 2012
a)   moduli depositati e conteggiati: mod. C (n. non dichiarato)

b)   firme dichiarate nel verbale di deposito dell’iniziativa: 4.058

Verifica delle sottoscrizioni e delle certificazioni allegate:
c)   Moduli C depositati sono risultati essere n. 234
d)   totale delle firme raccolte e certificate nei moduli: 4.076
di queste:

–  firme non valide (per mancanza di certificazione elettorale): 4
–  firme non valide (per certificazione elettorale incompleta): 4
–  firme risultate doppie: 47
–  firme non conteggiate (per mancanza di qualsiasi modalità di identificazione del sottoscrittore): 36
TOTALE FIRME RITENUTE INVALIDE: 91

FIRME VERIFICATE VALIDE: 3.985 

A seguito della verifica ed essendo 2.500 il numero di firme necessarie per l’iniziativa popolare come stabilito dall’art. 19, comma 1, lp 3/2003, il risultato è stato comunicato al Presidente del Consiglio provinciale in data odierna. A questo punto, la proposta si trasforma formalmente in disegno di legge di iniziativa popolare e già a settembre potrebbe essere oggetto di discussione nella commissione di competenza.
Nel corso della prossima settimana, il disegno di legge con in allegato la documentazione descrittiva sarà predisposto al fine di assegnarlo alla prima commissione (R.Anderle, R.Borga, B.Firmani, M.Cogo, M.Dallapiccola, F.Penasa, A.Savoi) ed inserirlo nella banca dati del Consiglio provinciale. Vedi nota stampa sul Giornale Online del Consiglio

La documentazione descrittiva suggerita dal comitato promotore e che sarà proposta ai consiglieri provinciali in allegato al ddl include le seguenti pubblicazioni:

Entrambe dimostrano con teorie e dati concreti gli effetti positivi determinati da migliori strumenti di democrazia diretta a disposizione dei cittadini sul funzionamento politico, sociale ed economico delle comunità locali. Maggiori dettagli e versione italiana sono qui indicati:

  • “Direct democracy” scritto dallo studioso belga Jos Verhulst  e dal co-fondatore dell’IRI (Initiative and Referendum Institute Europe), Arjen Nijeboer. Tale pubblicazione è disponibile in 8 lingue incluso l’italiano e scaricabile gratuitamente in formato pdf dal sito dell’associazione Democracy International. Il libro affronta con numerosi esempi pratici le ragioni per una radicale revisione del sistema politico attraverso l’introduzione degli strumenti della democrazia diretta.
    Versione italiana: Democrazia diretta – Fatti ed argomenti sull’introduzione dell’Iniziativa e dei Referendum
  • “Guidebook to Direct Democracy” scritta da Bruno Kaufmann, Rolf Büchi e Nadja Braun e pubblicata dall’IRI in otto lingue. La guida pone l’attenzione sugli estesi diritti di partecipazione presenti in Svizzera fornendo una risposta ad una serie di quesiti pratici: come si vive in una democrazia diretta, come cooperano in Svizzera i tre livelli dello Stato e gli strumenti della democrazia diretta, quali sono le possibilità e i limiti della democrazia diretta, quali strumenti della democrazia diretta esistono nel mondo e come sono impiegati gli strumenti della democrazia diretta e con quali risultati.
    Versione italiana: Guida alla democrazia diretta – In Svizzera e oltre frontiera

Il palazzo sordo e l’antipolitica

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Nelle foto: Luisa Romeri (Gruppo Donne Rendena), Borgonovo Re, Enrico Franco ed i cittadini riuniti.

L’incontro organizzato dal Gruppo Donne Rendena il 5 luglio a Tione di Trento ha riscosso un grande successo in termini di partecipazione. La saletta all’ultimo piano del municipio di Tione di Trento si è riempita di cittadini giudicariesi.
La domanda che invitava alla serata era chiara Chi ascolta il cittadino? A partire da un invito così stuzzicante, le considerazioni e le riflessioni sono state numerose e nella piena consapevolezza di dover dare una risposta ad un quesito complesso. Tralasciando la diversità delle posizioni emerse, il fatto di aver cercato delle risposte attraverso un confronto collettivo è stato decisamente l’aspetto più significativo della serata.
Il dibattito preceduto dagli interventi dell’ex Difensore Civico, Dott.ssa Borgonovo Re, e del direttore del Corriere del Trentino, Dott. Franco, ed animato dalle sollecitazioni dei presenti, ha dimostrato come quando si tratta di discutere di temi inerenti la democrazia – il cui significato letterale è potere del popolo – i cittadini hanno tanta voglia di essere coinvolti e di soprattutto di essere ascoltati.
Tra gli interventi ci sono stati anche quelli dei rappresentanti dei comitati locali invitati all’evento: Più Democrazia in Trentino, Sicuri Senza Armi e No Antenna di Condino. La loro presenza è stata peraltro valorizzata anche sulle pagine del Corriere del Trentino che ha dato spazio alle loro istanze offrendo in questo modo una maggiore visibilità e nuovi stimoli per un ulteriore approfondimento delle stesse.
Infine a seguito dell’incontro, Enrico Franco ha pubblicato l’editoriale Il palazzo sordo e l’antipolitica, nel quale ha elaborato il suo pensiero riguardo alla situazione politica attuale caratterizzata da una relazione asimmetrica tra rappresentanti politici e cittadini.

Dal Corriere del Trentino:

A distanza di un mese dall’incontro la domanda rimane la stessa: Chi ascolta il cittadino? Ora che la proposta del comitato Più Democrazia in Trentino è stata depositata in Consiglio Provinciale ed in attesa dell’ufficializzazione della validità delle firme raccolte, l’auspicio è che i consiglieri provinciali inizino ad approfondire il tema per dare delle risposte concrete ai cittadini prima delle elezioni del 2013. In questo senso sarà importante anche la copertura dei media locali, i quali avranno l’opportunità di divulgare ai cittadini una corretta informazione su una questione così cruciale per il futuro dell’autonomia trentina.