Ancora pochi giorni per sottoscrivere l’iniziativa!

La raccolta delle firme per promuovere il disegno di legge provinciale sulla democrazia diretta organizzata dal comitato Più Democrazia in Trentino è agli sgoccioli. I tre mesi a disposizione per raccogliere le 2.500 firme necessarie per poter depositare il ddl in Consiglio Provinciale stanno per terminare.
Presso il vostro comune di residenza ci sono ancora pochi giorni (fino al 10 luglio circa) per sottoscrivere “Iniziativa politica dei cittadini. Disciplina della partecipazione, dell’iniziativa legislativa popolare, dei referendum e modificazioni della legge elettorale provinciale”. Recati al tuo Comune di residenza e chiedi di firmare!
E’ un’occasione da non perdere per sostenere un’azione di cittadini che è nata dal basso per dare voce e potere ai cittadini stessi. Nel testo della legge sono contenute numerose proposte che si ispirano ai più brillanti esempi di democrazia diretta adottati nel mondo, in primis la Svizzera, ma anche Germania, Francia, Regno Unito, Canada e Stati Uniti fra gli altri.
Nella proposta è prevista l’introduzione di numerose novità in tema di pubblicizzazione e di trasparenza, educazione civica, miglioramento radicale degli strumenti referendari (introduzione del referendum confermativo e del ref. propositivo, opuscoli informativi sui quesiti referendari, eliminazione del quorum), consigli di cittadini estratti a sorte (i pritani) per esprimere pareri su questioni di interesse pubblico, portale on-line delle petizioni, audizioni pubbliche per le iniziative popolari, limite dei mandati, mozioni di sfiducia di iniziativa popolare e tanto altro. Proposta integrale con relazione accompagnatoria
L’iniziativa è pensata per dare maggiore opportunità ai cittadini di partecipare alla gestione della cosa pubblica a vari livelli: suggerendo idee, indirizzando le politiche pubbliche, controllando l’attività della pubblica amministrazione e prendendo decisioni attraverso efficienti ed efficaci strumenti di democrazia diretta. La visione che sta alla base della proposta vede i cittadini come una fonte di idee ed una risorsa da valorizzare.
Insieme all’iniziativa provinciale (modulo rosa) potete sottoscrivere anche l’iniziativa nazionale intitolata Quorum Zero e Più Democrazia (modulo bianco) che mira a migliorare gli strumenti di democrazia diretta peraltro già previsti dalla Costituzione Italiana ma rimasti in gran parte disattesi.
Condividi l’iniziativa con i tuoi conoscenti: iscriviti all’evento ed invita i tuoi amici in Facebook!

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Alcune immagini da: “Alla scoperta del pelo nell’uovo”

L’incontro è stato organizzato da Ledro Bene Comune, SOS Tremalzo e Più Democrazia in Trentino e coordinato da Anna Maria Santolini.

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Nelle immagini: Gabriella Tanfoglio (Gruppo Caronte), Stefano Longano (relatore del comitato Più Democrazia in Trentino), Alex Marini (portavoce Più Democrazia in Trentino), Paolo Franzinelli (SOS Tremalzo)

Alla scoperta del pelo nell’uovo

Come difendersi dal caldo torrido dell’anticiclone africano Scipione?
Ecco un piano anti-afa: tuffati nel Lago di Ledro e partecipa con noi…

Venerdì – ore 18.00
22 giugno 2012
MOLINA DI LEDRO – Parco della ex colonia di Pastei

ALLA SCOPERTA DEL PELO NELL’UOVO
lo studio del pelo, il gusto dell’uovo

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Firmati un istante – Più democrazia in Trentino
Illustreranno la proposta di legge Alex Marini e Stefano Longano
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Poesie e Prosa
a cura di Gabriella Tanfoglio con il Gruppo Caronte
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Il caso di Tremalzo
Storia di una sfida tra cittadini e potere
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Organizzano:
LEDRO BENE COMUNE
SOS TREMALZO
ASSOCIAZIONE “IL MAPPAMONDO”
Per invitare all’evento i tuoi amici in Facebook – – 🙂 – – Locandina dell’evento

Il valore dei cittadini

La crisi della democrazia rappresentativa si evidenzia quotidianamente attraverso l’autoreferenzialità degli eletti, la sfiducia consolidata dei cittadini nei loro confronti e le distorsioni risultanti dalla concentrazione di potere nelle mani di pochi (partitocrazia, tecnocrazia, videocrazia, casta, etc.).
Il Trentino non può pensare di essere estraneo a questa tendenza. Le modalità di difesa dell’attuale tipologia di autonomia da parte delle elite provinciali sono patetiche. Infatti la proprietà pubblica in un sistema di governo clientelare e protezionista non corrisponde alla tutela ed allo sviluppo degli interessi collettivi. L’autonomia non può essere impacchettata in una cassetta di sicurezza e gestita secondo logiche proprietarie per favorire una ristretta cerchia di soggetti. Al contrario, l’autonomia ha il potenziale di essere ampliata e rafforzata coinvolgendo i cittadini.
Tutte le donne e gli uomini adulti devono avere un eguale potere nel decidere come governare il territorio in cui vivono ma c’è di più. Le ragioni di un maggiore coinvolgimento dei cittadini non si basano solo su una legittima aspirazione ad un processo di democratizzazione dei processi decisionali ma anche su una situazione sociale diversa da quella in cui fu ideata l’attuale architettura istituzionale.
The world has changed come scriveva il giornalista di The Economist, Brian Beedham[1]. I cittadini oggigiorno rappresentano più che mai una risorsa. La pubblica amministrazione ha tutto il vantaggio di relazionarsi con loro per trovare le idee migliori e valorizzarle a beneficio della collettività. Partendo da queste assunzioni, Più Democrazia in Trentino nel disegno di legge di iniziativa popolare propone nuovi e diversi meccanismi di interazione tra cittadini e pubblica amministrazione al fine di ottimizzare la relazione fra gli stessi.

Perché i cittadini vanno coinvolti nei processi decisionali?

1) La prima ragione è che il cambiamento economico e sociale del secolo scorso ha eliminato, o per lo meno fortemente ridotto, la distanza fra l’èlite ed il resto della popolazione. Nonostante la ricchezza e le opportunità non siano distribuite equamente, la maggioranza della popolazione vive in una situazione di maggiore comfort e benessere rispetto agli anni ‘50. Tale situazione ha avuto una ricaduta positiva in termini di educazione e quindi di capacità di comprendere la complessità delle decisioni collettive[2]. Il capitale umano rispetto ai decenni scorsi si è consolidato trasversalmente a tutte le classi sociali.

2) La seconda ragione emerge dall’impetuoso sviluppo dell’information technology, che ha determinato lo sviluppo dei mezzi attraverso i quali le persone possono apprendere quasi istantaneamente cosa sta accadendo intorno a loro. L’essenza di ciò è che risulta possibile a tutti acquisire una conoscenza su qualsiasi argomento in tempo reale in misura uguale a quella di un rappresentante politico. In una simile condizione ognuno ha la possibilità di elaborare un giudizio consapevole ed informato su qualsiasi argomento.[3] Dall’avvento di internet e dei media sociali, l’ecosistema dell’informazione ha conosciuto un’accelerazione dell’innovazione sotto tutti i profili producendo un informazione di qualità maggiore.[4] Infine, un aumento esponenziale dell’istruzione è coinciso con l’emergere del più grande meccanismo di distribuzione della conoscenza che il mondo abbia mai visto: internet.[5]

3) Con la caduta del muro di Berlino ha avuto luogo un inesorabile mescolamento delle politiche socialiste con quelle individualiste e dell’economia socializzata con il libero mercato. Le elezioni hanno perso il valore ideologico che le caratterizzava. E’ ormai condiviso il principio che per cambiare non servono elezioni[6] poiché i partiti politici hanno perso la loro etichetta ideologica ed hanno incrementato la loro ambiguità rendendo difficile se non impossibile la previsione della loro posizione nei processi decisionali.

4) L’ultima e non meno importante ragione è che il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali li rende più consapevoli e maturi. Gli stessi, invece di essere chiamati ad esprimersi solo occasionalmente nella vaga e pressoché irrazionale scelta fra una schiera di candidati a loro sconosciuti, attraverso gli strumenti della democrazia diretta sono invitati ad esprimersi su questioni puntuali. La loro posizione è tradotta così in politiche concrete e facilmente controllabili. Un voto migliore consente anche la formazione di un cittadino migliore perché questo processo lo rende indubbiamente più informato, più consapevole, più responsabile ed in ultima istanza più attento alle proprie azioni.[7]


[1] Brian Beedham “Power to the people: the case for Direct Democracy”, Civitas Review [2] Marla M. Capozzi, Renée Dye, and Amy Howe “Sparking creativity in teams: An executive’s guide”, McKinsey&Company [3] Robin Murray, Julie Caulier Grice, Geoff Mulgan “Social Innovator Series: come progettare, sviluppare e far crescere l’innovazione sociale”[4] http://www.ahref.eu/it [5] Jeff Howe “The Rise of Crowdsourcing”, Wired [6] Serge Latouche (ndr) [7] Muller-Seligson “Civic culture and democracy: the question of causal relationships”. Tale fenomeno è stato peraltro ampiamente dimostrato anche da Putnam attraverso gli indicatori del senso civico.