Il 27 luglio i consiglieri provinciali Alessio Manica e Lucia Coppola hanno depositato un’interrogazione (1925/XVII), nata da una sollecitazione dell’associazione Più Democrazia in Trentino, per chiedere alla Giunta provinciale di fare chiarezza sulla dismissione dell’applicazione “Partecipazione democratica cittadini” e sulle strategie che la Provincia intende adottare per accompagnare i processi decisionali e le consultazioni pubbliche attraverso strumenti digitali.
Accogliamo con soddisfazione l’interrogazione parlamentare 4-08596 presentata dall’onorevole Enrico Cappelletti. Non perché il Parlamento debba sostituirsi alla Provincia autonoma di Trento nelle proprie competenze, ma perché la vicenda della scuola dell’infanzia ha ormai assunto un significato che va ben oltre il merito della controversia. È diventata il simbolo di un problema democratico: l’incapacità delle istituzioni di elaborare il conflitto sociale e di dare risposte adeguate quando la partecipazione dei cittadini si esprime nelle forme previste dalla legge (credits immagine Montecitorio – Vlad Lesnov).
Il disegno di legge n. 65-26/XVII, a prima firma del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher approvato nella seduta dell’8 maggio scorso e che a breve entrerà in vigore, prevede l’introduzione di alcune innovazioni nel procedimento elettorale provinciale che, a una lettura attenta, appaiono parziali e problematiche se valutate alla luce delle reali esigenze di partecipazione democratica e delle garanzie costituzionali che presidiano l’esercizio dei diritti politici.
Il sistema elettorale italiano continua a escludere, nei fatti, una parte significativa della popolazione dall’esercizio del diritto di voto. Tra cittadini fuori sede e persone con problemi di salute, cresce il fenomeno dell’astensionismo involontario, causato da regole rigide e ormai anacronistiche. Lo dimostrano, da un lato, il caso del consigliere regionale toscano Jacopo Melio, che ha denunciato le difficoltà di accesso al voto domiciliare in presenza di problemi di salute sopravvenuti, e dall’altro i dati della città di Trento, dove su 60.353 votanti sono stati nominati 394 rappresentanti di lista (0,65%), spesso utilizzati come soluzione surrettizia dai fuori sede per poter votare. Due evidenze che rafforzano la necessità urgente di riformare le modalità di voto, introducendo strumenti più accessibili e adeguati alla società contemporanea. Un tema già sollevato da Più Democrazia in Trentino con un appello alle istituzioni, che oggi si conferma più attuale che mai.
Decine di migliaia di cittadini esclusi dal voto non sono una statistica: sono un segnale di allarme per la qualità della nostra democrazia. A pochi giorni dal referendum costituzionale del 22-23 marzo, Più Democrazia in Trentino torna sul tema dell’astensionismo involontario, già al centro dell’analisi pubblicata il 16 marzo, con un passo ulteriore: dalla denuncia delle criticità alla proposta di soluzioni concrete.
Il 3 aprile 2025 rappresenta una data importante per la democrazia provinciale. Per la prima volta nella storia del Consiglio della Provincia autonoma di Trento si è svolta un’audizione pubblica dedicata a un disegno di legge di iniziativa popolare. L’introduzione di questo istituto, previsto dalla riforma della legge provinciale sui referendum del 2019, nasce per garantire ai cittadini promotori un momento ufficiale in cui illustrare pubblicamente la propria proposta.
Desideriamo condividere con voi una risorsa preziosa divulgata dal Consiglio d’Europa: una guida intitolata “The Rule of Law: A User’s Guide“. Questa guida è uno strumento pensato per illustrare i principi fondamentali dello Stato di Diritto, un concetto cruciale per la vita democratica e la protezione dei diritti umani. Comprendere questi principi è essenziale non solo per i cittadini, ma in particolare per chi esercita responsabilità pubbliche, a qualsiasi livello, inclusa l’amministrazione locale.
La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza storica che rimuove gli ostacoli alla partecipazione democratica per le persone con disabilità. Con la sentenza numero 3/2025, la Corte ha dichiarato illegittimi gli articoli che impedivano l’uso della firma digitale per sottoscrivere liste di candidati alle elezioni.
La prima Assemblea dei Cittadini dell’Ucraina, sostenuta dal Consiglio d’Europa, ha avuto un inizio promettente a Zvyahel. Questo evento storico, il primo del suo genere durante condizioni di guerra, ha rappresentato un passo significativo verso l’avanzamento della democrazia deliberativa nel paese.
Recentemente, il Presidente del Consiglio provinciale di Trento, Claudio Soini, ha risposto positivamente alla nostra proposta di stampa e diffusione dellaGuida all’Iniziativa dei Cittadini Europei. L’idea era nata per promuovere tra i cittadini del Trentino uno strumento che permette loro di partecipare direttamente alla vita democratica dell’Unione Europea, uno dei principi fondanti dell’Unione stessa.
Notizia attesa e ben poco straordinaria – ahinoi. Ma il dovere di cronaca è imperativo e “chiudere la porta” atto di buona creanza.
Le modifiche apportate alla legge 3/2003 sui referendum provinciali, varate dal consiglio della Provincia di Trento nelle sedute del 19 e 20 giugno 2019 sulla scorta dei disegni di legge 2/XVI (primo firmatario Alex Marini) e 6/XVI (primo firmatario Luca Zeni), ora sono legge.
Un cammino iniziato nel gennaio del 2012, sette anni di impegno per suscitare un dibattito ampio e pubblico sul significato della democrazia, sulle sue forme e sulle sue potenzialità. Una corsa in salita, controvento, durata sette anni. Una causa che ha attraversato 3 legislature e che si è conclusa lo scorso giugno con un risultato assai modesto. Continua a leggere →
In Trentino Alto Adige-Südtirol la XVI legislaturasi apre sotto i migliori auspici per chi, come noi, crede che #unademocraziamigliore sia indispensabile e possibile.
In una manciata di giorni abbiamo registrato segnali interessanti, sia in Trentino che in Alto Adige-Südtirol.
20 novembre
Primo giorno di aula per il nuovo Consiglio Provinciale di Trento. 20 novembre
Più Democrazia in Trentino lancia una petizione all’indirizzo del Presidente del Consiglio provinciale: subito in aula per #unademocraziamigliore