La scuola dell’infanzia diventa un caso nazionale perché mette in luce una crisi della democrazia partecipativa

Accogliamo con soddisfazione l’interrogazione parlamentare 4-08596 presentata dall’onorevole Enrico Cappelletti. Non perché il Parlamento debba sostituirsi alla Provincia autonoma di Trento nelle proprie competenze, ma perché la vicenda della scuola dell’infanzia ha ormai assunto un significato che va ben oltre il merito della controversia. È diventata il simbolo di un problema democratico: l’incapacità delle istituzioni di elaborare il conflitto sociale e di dare risposte adeguate quando la partecipazione dei cittadini si esprime nelle forme previste dalla legge (credits immagine Montecitorio – Vlad Lesnov).

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Aperture estive: la crisi non è solo della scuola, ma della democrazia

Credits Paolo Pedrotti – Fonte PAT

Il dibattito di queste settimane sulla scuola dell’infanzia e sull’apertura del mese di luglio rischia di fermarsi alla superficie del problema. Si discute di turni, di orari, di organizzazione del servizio, mentre la vera questione è un’altra: il fallimento delle procedure democratiche nel raccogliere, elaborare e ricomporre un conflitto sociale.

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Un’iniziativa popolare per promuovere l’educazione relazionale alla parità di genere: Più Democrazia in Trentino aderisce

È stata recentemente depositata una proposta di disegno di legge di iniziativa popolare per introdurre, all’interno della Legge provinciale sulla scuola (7 agosto 2006, n. 5), un percorso strutturato di educazione relazionale alla parità e al rispetto delle differenze di genere.

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Democrazia sotto pressione: le Linee Guida della Svizzera per difenderla

Oggi vogliamo condividere con voi un documento strategico di grande interesse: le Linee Guida sulla Democrazia 2025–2028 del Dipartimento federale degli affari esteri svizzero. In un’epoca segnata da una “regressione democratica globale” e da una crescente sfiducia nelle istituzioni, questo testo offre un modello strutturato su come uno Stato può impegnarsi attivamente per salvaguardare e rafforzare la democrazia, non solo al proprio interno ma nel mondo.

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Riforme costituzionali. Indizi per una riforma dell’istituto referendario

Dei 72 referenda svolti in Italia, solo 4 sono stati senza quorum. Il primo nel 1946, poi nel 2001, 2006 e quello del 4 dicembre 2016.

Non è stato particolarmente pubblicizzato questo aspetto ma è risultato chiaro a tutti che fosse così perché nessuna forza politica è stata sfiorata dall’idea di invitare all’astensione. Continua a leggere