«La democrazia è per sempre?» di Mattia Stella

evviva-la-repubblica[ … ] … La domanda può sembrare una provocazione, ma a guardare bene lo stato di salute della democrazia italiana non sembra del tutto fuori luogo.

Nell’anno della celebrazione dei 150 anni dell’Unità occorre guardare con onestà alla realtà politica e culturale del Paese per rispondere ad una grande domanda di fondo: la democrazia è viva? Continua a leggere

Una sala per le Carte di Regola presso il Museo di San Michele all’Adige

museo-degli-usi-e-costumi-della-gente-trentina_imagefullwideUna nuova grande sala espositiva dedicata alle Carte di regola e al paesaggio del Trentino: questo il progetto che impegnerà il Museo di San Michele per il prossimo biennio, auspice il Direttore del Museo, Giovanni Kezich e il Presidente del Comitato Scientifico, professor Annibale Salsa, coadiuvati dall’interesse attivo della Soprintendenza ai beni culturali, diretta da Franco Marzatico. Continua a leggere

We the people, il portale delle petizioni online della Presidenza degli Stati Uniti d’America

statisticheNel 2011 il Presidente Barack Obama lanciava l’applicazione di petizioni online We the People. Da quel momento sono passati 5 anni e sono state lanciate mezzo milione di petizioni che hanno raccolto oltre 40 milioni di firme producendo centinaia di risposte. Continua a leggere

Tutti insieme per la democrazia

foto-finaleLa sovranitá appartiene al popolo, cosi recita l’Art 1 della Costituzione. La democrazia. Sabato 17 settembre presso il bar circolino di Trento, si è svolta la prima “Festa della Democrazia” organizzata dall’Associazione Più Democrazia in Trentino. Continua a leggere

Riforma della politica e rivitalizzazione della democrazia

hessel-morin_cammino-della-speranzadi Stéphan Hessel e Edgar Morin: “E’ innegabile che esistano dei processi di degenerazione inaridimento della democrazia. La deriva oligarchica è uno di questi, ma ce ne sono altri. All’origine di queste derive c’è anche la perdita del coinvolgimento civico, che si traduce per esempio nell’assenza di democrazia cognitiva, ovvero nell’incapacità dei cittadini di acquisire conoscenze tecniche e scientifiche che permetterebbero loro di capire e di affrontare problemi sempre più complessi. Continua a leggere

Democrazia diretta. I sogni infranti di Alcide De Gasperi

19450502_Il Popolo_appello De Gasperi fratelli del NordIl 1° maggio 1945, il giorno dopo la morte di Hitler, tre giorni dopo la morte di Mussolini e mentre i primi partigiani titini raggiungevano Trieste, l’ultimo ministro degli esteri del Regno d’Italia Alcide De Gasperi pronunciava ai mifrofoni di Radio Roma l’appello ai fratelli del Nord. De Gasperi, con tono entusiasta per l’approssimarsi della conclusione dell’occupazione straniera e della guerra civile, reclamava credito alle forze di liberazione. A suo avviso, si trattava di un credito maturato da un popolo sobrio, risparmiatore e amante della famiglia e caratterizzato da spirito d’iniziativa industriale, creatività e inventiva. La prova di simili affermazioni si poteva riscontrare nel fatto che il lavoro e l’ingegno degli italiani avevano arricchito il suolo d’Europa, d’America e d’Australia. Continua a leggere

A lezioni di democrazia con il Rasoio di Occam

crisi della politica_rasoio OccamIl primo ciclo di approfondimenti sul tema della democrazia affronta l’emergenza della crisi della politica ed è propedeutico al dibattito che si svilupperà all’interno dalla pagina Democrazia del progetto culturale Filosofia in Movimento. Continua a leggere

La democrazia diretta per rinnovare la fiducia nella politica e nelle istituzioni

democraziaIl significato della parola democrazia non è né univoco né uniforme. Nella diversità si possono però individuare due tipologie interpretative di massima. Da una parte, per non intralciare l’azione delle istituzioni, coloro che credono che il popolo si debba pronunciare solo in occasione dell’elezione dei rappresentati politici. Dall’altra, per garantire buoni livelli democratici, chi ritiene che il popolo debba essere educato e continuamente stimolato a partecipare al processo decisionale attraverso la consultazione di tutte le categorie sociale, il voto popolare e, ciclicamente, le elezioni. Continua a leggere

Atene è un modello per tutti

260px-Thucydides_ManuscriptAbbiamo una costituzione che non emula le leggi dei vicini, in quanto noi siamo più d’esempio ad altri che imitatori. E poiché essa è retta in modo che i diritti civili spettino non a poche persone, ma alla maggioranza, essa è chiamata democrazia: di fronte alle leggi, per quanto riguarda gli interessi privati, a tutti spetta un piano di parità, mentre per quanto riguarda l’amministrazione dello stato, ciascuno è preferito a seconda del suo emergere in un determinato campo, non per la provenienza da una classe sociale, ma più che per quello che vale. E per quanto riguarda la povertà, se uno può fare qualcosa di buono alla città, non ne è impedito dall’oscurità del suo rango sociale.
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Riflessioni sulla democrazia (secondo Ugo Rossi)

20150111_Rossi palarotariNel giorno in cui il mondo intero ripeteva in coro più democrazia, più apertura, più umanità, più libertà, Ugo Rossi, rispondendo alle domande di Dafne Roat sull’iter dell’iniziativa popolare per più democrazia, ha affermato di avere cose più importanti di cui occuparsi. Continua a leggere

Il volere del popolo ha più probabilità di ogni altro volere di essere conforme alla giustizia

Simone Weil, 1909-1943

« […] Rousseau pensava soltanto che per lo più un volere comune a tutto un popolo è di fatto conforme alla giustizia, per la reciproca neutralizzazione e compensazione delle passioni particolari. Era questo secondo lui l’unico motivo per preferire il volere del popolo a un volere particolare. Continua a leggere

Superare i confini per creare un senso di patria

stambecchi_parco nazionale svizzeroIn passato la relazione che lega democrazia diretta e sviluppo sostenibile era già stata affrontata su questo blog. Avevamo focalizzato l’attenzione sui cosiddetti bright spot. Oggi lo facciamo nuovamente, tuttavia, anziché fare una lista degli esempi di successo compariamo due casi situati alle estremità della linea che segna la tendenza di una simile relazione, uno virtuoso e l’altro da censurare. Continua a leggere

Dalla “Carta di Regola” allo “Statuto Comunale”: la democrazia di ieri e di oggi – Terza Parte

La terza parte della serata (Qui la prima e qui la seconda)

Potrei quasi definirla proponimenti e speranze. E una esortazione all’azione.

Dopo l’analisi storica e di scienza politica, la domanda che a me sorge spontanea, come dicevo all’inizio è: cosa possiamo fare, sulla scorta dell’esperienza, per migliorare i nostri istituti di gestione della cosa pubblica? Spero sia una domanda che solletichi anche voi.

Ebbene, per me è abbastanza semplice. Basta prendere esempio dalla Svizzera. Per noi trentini poi questo dovrebbe essere assai più semplice, sempre che sia rimasto nelle nostre vene un po’ di quella tradizione di autogoverno che abbiamo espresso con le carte di regola. Continua a leggere

Dalla “Carta di Regola” allo “Statuto Comunale”: la democrazia di ieri e di oggi – Seconda Parte

Di seguito la seconda parte, della serata di Lavis, l’intervento di Andrea Casna. Qui trovate la prima parte.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Carte di Regola

Le regole. I comuni del Trentino dal medioevo ai primi anni dell’Ottocento erano definiti con il termine di regola. Si tratta di un termine che legava gli abitanti (detti vicini) alla gestione del territorio nel quale erano insediati. Era un’unione indissolubile fra la gente e la propria terra. Continua a leggere

Dalla “Carta di Regola” allo “Statuto Comunale”: la democrazia di ieri e di oggi – Prima Parte

Il 6 settembre l’Associazione Culturale Lavisana ha organizzato una Conferenza, nella spendida cornice del Palazzo de’ Maffei, dal titolo “dalla Carta di Regola allo Statuto Comunale: la democrazia di ieri e oggi“.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

L’aspetto culturale per il nostro comitato è sempre stato estremamente importante. Non per nulla l’art. 2 della proposta di legge di iniziativa popolare che abbiamo proposto per il miglioramento degli istituti di partecipazione popolare include un impegno a incentivare la formazione degli studenti delle scuole provinciali sul tema della cittadinanza, della democrazia e degli strumenti di partecipazione. E d’altronde lo stesso Consiglio d’Europa considera l’educazione essenziale per promuovere i valori fondanti della nostra società: democrazia, diritti umani e stato di diritto. Continua a leggere

La Democrazia Diretta e le tradizioni Trentine di autogoverno dei territori

Quando Alex mi ha proposto di scrivere un articolo per il blog, la prima idea che mi è venuta in mente è stata quella di sottolineare come la gestione diretta della comunità sia una tradizione millenaria delle popolazioni del nostro territorio.

La sua risposta è stata la citazione della presentazione di un libro su Don Guetti, dove si dice che Don Guetti “rivendica con forza l’educazione alla democrazia dal basso” (E per un uomo la terra, di Marcello Farina)

Esempi sono ovunque. Forse il più condensato ma incisivo sommario sul significato delle norme di autogoverno che hanno caratterizzato la nostra storia è quello che si trova sul sito del Consiglio Provinciale:

Carta di regola di FiavèLe carte di regola nascono nell’humus comunitario del medioevo, caratterizzato dalle comunità di villaggio.
Questi documenti “minori” di norme comunitarie sono la più antica testimonianza dell’autonomia che le comunità trentine avevano nei confronti dell’autorità del principe vescovo. Pur richiamandosi costantemente allo Statuto della città di Trento i “boni homines” dei paesi, convocati in pubblica assemblea, stilavano norme che vincolavano ogni abitante e forestiero del luogo con diritti e doveri. A chi infrangeva qualche norma veniva inflitta una pena monetaria destinata un terzo alla comunità, un terzo al signore, un terzo alla chiesa. Tutte le Carte di regola come pure le assemblee popolari delle comunità trentine vennero soppresse dal dominio austriaco e bavarese nel 1805 “come illecite combriccole di popolo”.

E’ interessante notare come tutte le regole prevedessero che le decisioni venissero prese da tutti i capifamiglia riuniti in assemblea, che gli “esecutivi” venissero eletti per un tempo limitato (uno o due anni) e non fossero immediatamente rieleggibili.

Altrettanto degno di nota il fatto che tutte queste regole consideravano i beni pubblici altrettanto se non più degni di tutela di quelli privati, e che tutti fossero impegnati alla loro conservazione e ad un uso a favore degli interessi di tutta la comunità. (Per una nota vedi per esempio “Dalle carte di Regola del 1200 all’“insofferenza” del 2000” di Aldo Gorfer)

Forse è proprio il momento di tornare a quelle “combriccole di popolo”, nella moderna forma degli strumenti di democrazia diretta.

Per ulteriori approfondimenti basta una ricerca su “carte di regola trentino” su google e escono documenti in abbondanza. Mi ha solleticato Trekking the commons, dove si organizzano persino escursioni per visitare alcune zone del trentino dove più evidente è rimasta l’impronta delle antiche regole sulla conservazione del territorio.