Brentonico, presentato ricorso contro la delibera del Consiglio comunale di rigetto della proposta di regolamento per la tutela della salute e dell’ambiente: «La partecipazione popolare non può essere soltanto sulla carta»

L’associazione Più Democrazia in Trentino, per il tramite della propria socia Daria Giacomolli, ha presentato un ricorso in opposizione contro la deliberazione n. 35 del 29 luglio 2026 del Consiglio comunale di Brentonico, con la quale è stata respinta la proposta di deliberazione di iniziativa popolare per l’adozione del “Regolamento comunale per la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole”, presentata dal Comitato biodiversità e salute per Brentonico.

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Partecipazione, una parola da riempire di significato. Riflessione sulla seduta Consiglio comunale di Trento

In merito all’articolo pubblicato dal giornale L’Adige sulla seduta del Consiglio comunale del 30 luglio dedicata al ricorso presentato dall’associazione Più Democrazia in Trentino, desidero condividere alcune considerazioni da persona presente in aula in rappresentanza dell’associazione stessa.

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Consultazione pubblica nel comune di Trento: Più Democrazia in Trentino propone nuove regole per rendere effettiva la partecipazione dei cittadini

Credits immagine Wikimedia Commons

In vista del Consiglio comunale straordinario convocato per oggi e dopo l’appello inoltrato ieri ai Consiglieri, l’Associazione Più Democrazia in Trentino ha trasmesso alla Presidente del Consiglio comunale, avv. Silvia Zanetti, una proposta di ordine del giorno, chiedendo che venga portata all’attenzione dei componenti dell’aula, direttamente oppure nell’ambito della Commissione permanente dei Capigruppo.

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Art. 101 dello Statuto comunale di Trento: il nostro appello ai Consiglieri per una consultazione pubblica autentica

Nella giornata di oggi l’associazione Più Democrazia in Trentino ha trasmesso alla Presidente del Consiglio comunale di Trento, avv. Silvia Zanetti, un appello rivolto a tutti i Consiglieri comunali in vista della discussione della proposta di deliberazione n. 4270/2026, con cui il Consiglio sarà chiamato a pronunciarsi sul non accoglimento del ricorso in opposizione presentato dalla nostra Associazione contro la modifica dello Statuto comunale in materia di cittadinanza di comunità.

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Cittadinanza di comunità. Una modifica simbolica nata senza un vero confronto pubblico

L’associazione Più Democrazia in Trentino ha deciso di impugnare la modifica dello Statuto del Comune di Trento che introduce la cosiddetta “cittadinanza di comunità”.

La decisione potrebbe apparire sorprendente, soprattutto perché da sempre sosteniamo l’esigenza di ampliare gli spazi di partecipazione delle persone che vivono stabilmente nel nostro territorio, indipendentemente dalla loro cittadinanza.

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Nasce il Premio “Democrazia in Comune”: al via la prima edizione dedicata alle migliori pratiche democratiche dei Comuni trentini

People gathered outdoors in a mountain village discussing maps and models for future projects

Ogni Comune che sperimenta nuove forme di partecipazione produce un patrimonio che non dovrebbe rimanere confinato entro i propri confini amministrativi. È da questa convinzione che nasce il Premio “Democrazia in Comune”, promosso da Più Democrazia in Trentino per valorizzare e diffondere le migliori pratiche di innovazione democratica realizzate dai Comuni della provincia.

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Studiare il totalitarismo per difendere la democrazia: l’Albania di Enver Hoxha raccontata da Luca Jaupi

Siamo lieti di ospitare sul nostro sito Luca Jaupi, che ha recentemente ricevuto una menzione d’onore nella seconda edizione del premio Vince la democrazia.
(immagine di copertina: Museo Storico Nazionale di Tirana, particolare dal mosaico della facciata – foto di Dritan Mardodaj)

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Partecipazione o decisioni già prese? Le lezioni del 2016 che il Comune di Trento non dovrebbe dimenticare

Da alcune settimane circolano con sempre maggiore insistenza indiscrezioni secondo cui all’interno del Consiglio comunale di Trento sarebbe in corso un lavoro di revisione dello Statuto e dei regolamenti che disciplinano gli istituti di partecipazione popolare.

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Il PIAO non è un monologo: il Difensore Civico interviene sul caso PEBA nel Comune di Dro

Nell’ambito dell’attività di partecipazione e monitoraggio civico condotta dall’associazione Più Democrazia in Trentino sui Piani Integrati di Attività e Organizzazione (PIAO) delle pubbliche amministrazioni trentine, emerge con particolare evidenza il caso del Comune di Dro.

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Petizioni ignorate? Il caso Brentonico riapre il tema della partecipazione nei Comuni trentini

Il diritto di petizione nei Comuni trentini continua a mostrare criticità strutturali. Torniamo a occuparci di controllo civico e corretta attuazione degli istituti di democrazia diretta nei nostri Comuni. Al centro dell’attenzione c’è nuovamente la tutela del diritto di petizione, tema per cui l’azione della nostra associazione aveva fatto emergere criticità con un’informativa oltre dieci anni fa e che oggi, purtroppo, sembrano riproporsi nel comune di Brentonico.

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Il modello partecipativo danese di scelte politiche su scienza e tecnologia: il Teknologirådet

Il rapporto tra evoluzione tecnologica e decisioni legislative rappresenta una delle sfide più complesse per lo Stato di diritto contemporaneo. In questo ambito, la Danimarca ha tracciato una via peculiare attraverso il Teknologirådet (Danish Board of Technology – DBT), un organo nato per mediare tra la complessità del sapere scientifico e la sovranità del processo democratico.

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Tra procedure e sostanza: cosa ci insegna lo stato della democrazia in Spagna?

Mentre in Italia il dibattito politico si è infiammato sulla riforma della magistratura, può essere utile volgere lo sguardo ai nostri vicini europei. In questi giorni la Spagna sta facendo parlare di sé anche per la postura assunta rispetto alla violazione del diritto internazionale da parte di Stati Uniti e Israele.

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Dal problema alla soluzione: appello alle istituzioni per garantire il diritto di voto a tutti i cittadini

Decine di migliaia di cittadini esclusi dal voto non sono una statistica: sono un segnale di allarme per la qualità della nostra democrazia. A pochi giorni dal referendum costituzionale del 22-23 marzo, Più Democrazia in Trentino torna sul tema dell’astensionismo involontario, già al centro dell’analisi pubblicata il 16 marzo, con un passo ulteriore: dalla denuncia delle criticità alla proposta di soluzioni concrete.

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Il diritto al voto non ha scadenza né confini: la battaglia per i fuori sede e i cittadini fragili

Di fronte all’ultima tornata referendaria, ci troviamo costretti a denunciare un paradosso democratico che affligge il nostro Paese: l’astensionismo involontario. Mentre le istituzioni si interrogano pigramente sulle cause della disaffezione, la realtà ci dice che per milioni di italiani votare è diventata un’impresa logistica ed economica proibitiva.

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Cittadinanza e giustizia storica: perché la legge sugli emigrati dai territori dell’ex Impero austro-ungarico torna oggi al centro del dibattito

La recente stretta sulla cittadinanza introdotta dal Decreto-Legge 28 marzo 2025, n. 36 ha riportato drammaticamente d’attualità una questione che riguarda da vicino il Trentino e l’Alto Adige/Südtirol: il riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti degli emigrati dai territori dell’ex Impero austro-ungarico, passati sotto la sovranità italiana e jugoslava dopo la Prima guerra mondiale.

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Coinvolgere i trentini nel mondo per una democrazia più aperta e inclusiva

Pedestrians on zebra crossing. Free public domain CC0 photo.

La petizione popolare n. 6/XVII, attualmente all’esame della Prima Commissione del Consiglio provinciale, chiede di introdurre anche in Trentino la possibilità di sottoscrivere digitalmente referendum, iniziative popolari e liste elettorali provinciali. Si tratta di una proposta che non solo modernizza le procedure democratiche, ma che può contribuire ad ampliare la partecipazione e a rafforzare il legame tra la nostra comunità e i molti trentini che vivono, studiano o lavorano lontano dalla provincia.

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La democrazia non è un fatto di “cultura”: perché possiamo imparare dalla Svizzera

Quando si propone di adottare in Trentino strumenti di democrazia diretta o forme di autonomia ispirate al modello svizzero, l’obiezione più frequente è: “Non abbiamo la cultura politica svizzera”.

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Chiarimenti sulle prerogative dei promotori delle iniziative popolari: il caso del disegno di legge di iniziativa popolare sulle maestre della scuola dell’infanzia

L’associazione Più Democrazia in Trentino ha voluto cogliere l’occasione dell’iter del disegno di legge di iniziativa popolare n. 41/XVII per approfondire le garanzie e le prerogative riconosciute ai promotori nel corso della trattazione di un’iniziativa legislativa popolare. L’obiettivo è stato duplice: contribuire a una prassi più chiara e consolidata e rafforzare la tutela dei diritti di partecipazione sanciti dall’art. 47 dello Statuto di autonomia e dalla legge provinciale su referendum ed iniziativa popolare 3/2003.

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Conferenza stampa sulla memoria amicus curiae: aprire un dibattito pubblico sulle regole della democrazia trentina

In attesa dell’incontro di presentazione al pubblico programmato per giovedì 23 ottobre a Borgo Valsugana, lunedì 20 ottobre, a Trento, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della memoria amicus curiae depositata da Più Democrazia in Trentino nel giudizio di legittimità costituzionale promosso dal Governo contro la legge provinciale che elimina il limite dei due mandati consecutivi per il Presidente della Provincia.
L’incontro, introdotto dal presidente Alex Marini, ha visto la partecipazione del prof. Lorenzo Spadacini (Università di Brescia), dell’avv. Rosa Rizzi (già componente della Commissione dei 12) e del dott. Stefano Longano, co-estensore della memoria.

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Dal diritto alla partecipazione alla sovranità digitale: una sfida per il Trentino

Il 1° ottobre scorso sono intervenuto in Prima Commissione, a nome dell’associazione Più Democrazia in Trentino, per inquadrare la petizione petizione popolare provinciale n. 6/XVII “Previsione di sottoscrizioni digitali in materia elettorale e referendaria” presentata dal primo firmatario e segretario dell’associazione Paolo Minotto in una prospettiva più ampia: quella di una democrazia moderna, digitale e realmente partecipata.
La questione non riguarda solo un aspetto tecnico, ma il modo in cui intendiamo garantire l’effettività dei diritti politici e la qualità democratica della nostra Autonomia.

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