“Democrazia in Comune”: al Comune di Riva del Garda il primo Premio per le buone pratiche democratiche dei Comuni trentini

Il Bilancio partecipato 2026 premiato per la qualità e la concretezza del coinvolgimento dei cittadini. Menzione speciale a Ossana per il progetto dedicato a Maria De Unterrichter e all’educazione civica. Nell’Archivio delle buone pratiche tutte le esperienze meritevoli della prima edizione.

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Trento, 15 settembre 2026 – In occasione della Giornata Internazionale della Democrazia, l’Associazione Più Democrazia in Trentino conferisce oggi il primo Premio “Democrazia in Comune”, istituito per riconoscere e valorizzare le esperienze più virtuose di partecipazione civica e innovazione democratica realizzate dalle amministrazioni comunali trentine.

La prima edizione del Premio ha raccolto sei candidature provenienti da quattro Comuni: Ville d’Anaunia, Riva del Garda, Arco e Ossana. La Commissione ha scelto di assegnare il Premio al Comune di Riva del Garda per il Bilancio partecipato 2026 e una menzione speciale per l’educazione civica al Comune di Ossana.

Il primo premio: il Bilancio partecipato di Riva del Garda

Il Bilancio partecipato 2026 del Comune di Riva del Garda è stato ritenuto dalla Commissione l’esperienza che, tra quelle esaminate, ha maggiormente valorizzato la possibilità dei cittadini di incidere concretamente sulle decisioni dell’amministrazione.

Il Comune ha messo a disposizione 200.000 euro per interventi di investimento proposti dalla cittadinanza. Sono stati presentati 20 progetti, dei quali 14 ammessi alla fase successiva, e successivamente sottoposti a votazione pubblica. Alla votazione hanno partecipato 888 cittadini residenti.

La Commissione ha particolarmente apprezzato la combinazione tra risorse economiche effettivamente messe a disposizione, possibilità di proposta da parte dei cittadini, discussione pubblica dei progetti e voto diretto dei residenti, nonché il livello di trasparenza garantito dalla documentazione pubblicata sul sito comunale.

Il valore democratico dell’esperienza risiede soprattutto nel fatto che la partecipazione non si è limitata alla consultazione: ai cittadini è stato attribuito un potere concreto di proposta e di scelta sull’utilizzo di una parte delle risorse pubbliche.

La Commissione ha tuttavia indicato anche una prospettiva di ulteriore rafforzamento dell’esperienza: inserire i principi fondamentali del Bilancio partecipato nello Statuto comunale, così da rendere lo strumento meno dipendente dalla volontà della maggioranza o della Giunta in carica e maggiormente attivabile come istituto stabile della democrazia locale.

Una menzione speciale a Ossana: la democrazia attraverso la memoria

Una menzione speciale per l’educazione civica è stata assegnata al Comune di Ossana per il progetto “Maria De Unterrichter, Madre Costituente”.

La Commissione ha riconosciuto il valore di un’iniziativa che parte dalla figura di una donna nata a Ossana nel 1902 e tra le 21 donne elette all’Assemblea Costituente per costruire un percorso più ampio di conoscenza della Repubblica, della Costituzione e della partecipazione democratica.

Il progetto non si limita alla commemorazione di una figura storica, ma utilizza la memoria come strumento di educazione civica e di formazione delle nuove generazioni. Mostre, incontri pubblici, attività nelle scuole, un convegno nazionale, iniziative rivolte ai giovani e la realizzazione di materiali divulgativi contribuiscono a collegare la storia locale alla nascita della Repubblica e ai temi della cittadinanza democratica.

Particolarmente significativa è stata valutata la capacità del progetto di mettere in relazione il Comune con scuole, istituzioni culturali, associazioni e altri soggetti del territorio, producendo una ricaduta che supera i confini della singola amministrazione.

Le altre esperienze: un patrimonio da condividere

La Commissione ha ritenuto meritevoli di essere raccolte nell’Archivio delle buone pratiche democratiche anche le altre iniziative candidate.

Il Comune di Ville d’Anaunia ha proposto un incontro pubblico di informazione paritaria sul referendum costituzionale, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un’occasione di confronto neutrale e qualificato su una materia complessa. Pur trattandosi di uno strumento relativamente semplice e realizzabile con risorse limitate, iniziative di questo tipo rappresentano un’esperienza ancora piuttosto rara a livello comunale. La Commissione ha pertanto evidenziato il valore dell’assunzione, da parte dell’amministrazione, di una responsabilità attiva nell’informazione della cittadinanza, offrendo strumenti di conoscenza e confronto proprio in vista di una decisione sulla quale i cittadini sono chiamati a pronunciarsi direttamente.

Il Tavolo Giovani del Comune di Riva del Garda rappresenta un tentativo di costruire uno spazio stabile di dialogo tra l’amministrazione e i giovani tra i 16 e i 35 anni. La Commissione ha riconosciuto il potenziale dell’iniziativa, ancora in una fase iniziale, sottolineando l’opportunità di rafforzarne progressivamente il collegamento con gli altri strumenti di partecipazione comunale. Una possibile evoluzione potrebbe essere, ad esempio, quella di prevedere specifici canali attraverso i quali le proposte emerse dal Tavolo possano tradursi in processi decisionali concreti, anche nell’ambito del Bilancio partecipato.

Il Comune di Arco, con il percorso partecipativo per il Piano della sosta, ha sperimentato un sistema di consultazione digitale rivolto alle famiglie residenti, finalizzato a raccogliere informazioni sulle abitudini e sulle esigenze relative alla mobilità e alla sosta. La Commissione ha apprezzato l’ampiezza dell’accesso alla consultazione, l’attenzione alla sicurezza dello strumento e alla tutela dei dati e, soprattutto, la possibilità di utilizzare le informazioni raccolte per orientare concretamente le future scelte di pianificazione, attraverso una rilevazione sistematica dei bisogni della popolazione residente.

Sempre il Comune di Arco, con il percorso per la redazione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), ha scelto di non considerare il Piano come un mero adempimento tecnico, ma come un processo nel quale la conoscenza diretta del territorio da parte di cittadini, associazioni e persone che vivono quotidianamente situazioni di difficoltà può contribuire a individuare le priorità dell’intervento pubblico. In questo caso la partecipazione assume anche un valore concreto: coinvolgere direttamente le persone interessate consente non soltanto di rendere il processo decisionale più democratico, ma anche di progettare interventi e servizi maggiormente rispondenti ai bisogni effettivi della cittadinanza.

Un Premio per far circolare le buone pratiche

La prima edizione del Premio “Democrazia in Comune” vuole quindi essere anche il punto di partenza di un progetto più ampio.

«Abbiamo scelto di valorizzare tutte le candidature presentate, al di là dell’assegnazione del primo premiosottolineano i componenti della commissione di valutazione per voce del presidente dell’associazione Marini –. Crediamo infatti che il valore dell’iniziativa stia anche nella possibilità di mettere a disposizione di tutti le esperienze che i Comuni hanno deciso di condividere. Per questo abbiamo previsto la costituzione di un Archivio delle buone pratiche democratiche

«Le sei esperienze presentate quest’anno sono molto diverse tra loro: si va dal coinvolgimento diretto dei cittadini nelle decisioni di bilancio all’educazione civica, dalla consultazione sulla mobilità alla costruzione di politiche per l’accessibilità, fino alla partecipazione dei giovani. Proprio questa diversità dimostra che non esiste un’unica forma di democrazia locale. Esistono però amministrazioni che scelgono di aprire spazi di partecipazione e di condividere una parte delle proprie decisioni con la cittadinanza. È questo il comportamento che vogliamo riconoscere e incoraggiare.»

L’obiettivo dell’Associazione è fare del Premio un appuntamento annuale dedicato alla qualità della democrazia locale, creando nel tempo una raccolta di esperienze capace di favorire il confronto tra amministrazioni e la replicazione delle pratiche più efficaci.

In un momento nel quale la distanza tra cittadini e istituzioni si manifesta anche attraverso la crescita dell’astensionismo, la difficoltà di trovare persone disponibili ad assumere responsabilità pubbliche e un più generale calo della fiducia nelle istituzioni, Più Democrazia in Trentino ritiene che valorizzare le esperienze che vanno nella direzione opposta sia una forma concreta di promozione democratica.

La democrazia locale, in questa prospettiva, non è soltanto una questione di procedure elettorali: è anche la capacità delle istituzioni di creare occasioni nelle quali i cittadini possano informarsi, discutere, proporre e partecipare effettivamente alle decisioni che riguardano la propria comunità.

La cerimonia di conferimento del Premio si svolge oggi, 15 settembre 2026, alle ore 10.45 presso la Sala conferenze delle Acli Trentine a Trento.