Il sorteggio dei rappresentanti politici torna alla ribalta

Nel proprio blog ospitato sul sito web de Il Fatto Quotidiano, Paolo Flores d’Arcais ha pubblicato un articolo intitolato Il sorteggio per l’astensione. La proposta avanzata dal direttore di MicroMega – che peraltro scrive anche per testate di risonanza internazionale come El Paìs e Frankfurter Allgemeine Zeitung – è di assegnare i seggi parlamentari agli eletti solo per la corrispondente quota percentuale dei votanti mentre il resto dei seggi assegnarli per sorteggio tra i cittadini che non si sono recati alle urne.
L’autore argomentando la tesi a sostegno di una simile proposta si aggiunge al parere di un altro professore che recentemente ha parlato di sorteggio. Si tratta di Michele Ainis – opinionista del Corriere della Sera – che nel gennaio del 2012 ha pubblicato Per una politica meno distante occorre una Camera dei cittadini dove tra le altre cose ha scritto: “Serve una sede di rappresentanza degli esclusi – i giovani, le donne, i disoccupati, ma in fondo siamo tutti esclusi da questo Parlamento.
Il comitato Più Democrazia in Trentino ritiene che non si tratti di un’idea balzana ma di un metodo praticato con successo nella storia e nel presente e che sicuramente rispecchia in modo più fedele ed equo la composizione sociale della comunità in cui viviamo. In particolare si è pensato di inserire l’estrazione a sorte nel proprio disegno di legge (per il quale stiamo raccogliendo le firme) offrendo la possibilità di rimandare alcune decisioni di interesse collettivo ad un consiglio popolare.
Qui di seguito l’estratto della Sezione II del nostro disegno di legge intitolata Pritani:

Art. 9 – Definizione
1.         I pritani sono diciannove persone iscritte nelle liste per l’elezione del Consiglio provinciale, selezionate in maniera casuale fra gli iscritti in un apposito elenco, con i compiti propositivi e consultivi disciplinati da questa legge.
2.         Il regolamento di esecuzione stabilisce le modalità con cui è effettuata la selezione casuale dei pritani in maniera da garantire l’imparzialità, la trasparenza e la pubblicità della selezione, e in modo che ogni genere sia rappresentato da almeno nove pritani.

Art. 10 – Elenco per la nomina dei pritani
1.         L’elenco per la nomina del pritani è costituito e aggiornato dalla Provincia. L’iscrizione nell’elenco è fatta previa domanda alla Provincia, anche per il tramite dei comuni. L’iscrizione non ha scadenza, salva la possibilità di presentare domanda per essere cancellati dall’elenco.
2.         Non possono essere iscritti all’elenco i cittadini che hanno subito condanne definitive in giudizi penali o sono stati assolti in base a una sentenza di estinzione del reato per intervenuta prescrizione.
3.         Sono sospesi dall’elenco, per tutta la durata del loro incarico, i componenti del Consiglio e della Giunta provinciale, i sindaci, gli assessori e i presidenti dei consigli comunali, i presidenti e gli assessori delle comunità, i componenti del Consiglio delle autonomie locali.

Art. 11 – Richiesta di selezione
1.         I pritani sono nominati dal Presidente della Provincia usando i criteri di selezione casuale stabiliti ai sensi dell’articolo 9, comma 2, su richiesta di un terzo dei componenti del Consiglio provinciale, della Giunta provinciale o di uno dei suoi componenti, di almeno dieci comuni che hanno complessivamente almeno ventimila residenti o di duemilacinquecento residenti in provincia, con le modalità stabilite dal capo III. La richiesta contiene l’oggetto su cui devono discutere i pritani. La commissione per la partecipazione decide sulla sua ammissibilità in base ai parametri individuati nei capi III e IV.

Art. 12 – Riunioni
1.         La prima riunione dei pritani è convocata dal Presidente del Consiglio provinciale entro quindici giorni dalla data di selezione dei pritani.
2.         Nella prima riunione i pritani eleggono il loro presidente, scegliendolo fra i pritani stessi. I pritani deliberano a maggioranza dei componenti selezionati.
3.         I pritani hanno diritto a un’indennità e al rimborso delle spese, con le modalità e nei limiti stabiliti dal regolamento di esecuzione.
4.         I pritani si riuniscono presso la sede messa a disposizione dal Consiglio provinciale, che fornisce loro l’assistenza dei suoi uffici.
5.         Nel corso delle riunioni i pritani ascoltano chi ha presentato la domanda di selezione. Su richiesta di ogni pritano o degli interessati il presidente convoca ulteriori esperti o interessati. Le audizioni sono pubbliche.
6.         Disposizioni regolamentari del Consiglio provinciale disciplinano le modalità di svolgimento delle riunioni.

Art. 13 – Decisioni
1.         I pritani esprimono le loro proposte nella forma degli atti trattati dal Consiglio o dalla Giunta provinciale. Queste proposte sono messe all’ordine del giorno della successiva seduta del Consiglio o della Giunta provinciale, con le modalità stabilite da disposizioni regolamentari del Consiglio e della Giunta. Se il Consiglio o la Giunta non ne completano la trattazione nei sessanta giorni successivi i pritani possono proporre una mozione di sfiducia ai sensi dell’articolo 7 della legge elettorale provinciale.
2.         Le decisioni dei pritani sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione, nelle sezioni dei siti internet del Consiglio e della Giunta provinciale dedicate alla partecipazione e sono pubblicizzate per mezzo degli organi d’informazione locali.

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Incontro di coordinamento delle iniziative popolari: 24 aprile, Piedicastello

Sabato 14 aprile ha avuto luogo la prima giornata nazionale a sostegno dell’iniziativa di legge di modifica costituzionale Quorum Zero e Più Democrazia. Nel corso dell’intera giornata sono state raccolte 150 firme a Trento mentre a Rovereto sono state collezionate 50 firme nel solo pomeriggio.
Le prossime giornate nazionali sono state fissate sabato 5 maggio e sabato 2 giugno. In queste occasioni raccoglieremo le firme anche per l’iniziativa di legge popolare provinciale sulla democrazia diretta promossa da Più Democrazia in Trentino e pubblicizzata con lo slogan Firmati un istante.
Parallelamente alle giornate nazionali organizzeremo altri eventi pianificando azioni di promozione e divulgazione delle proposte di legge, serate informative e banchetti per la raccolta delle firme. Al fine di definire un programma condiviso e coordinato, il comitato si riunisce in data

martedì 24 aprile – ore 20:30
c/o via Verruca 1 (vicino all’ex Italcementi)
Piedicastello (Trento)

L’incontro – per l’occasione organizzato da Gianni Ceri – come da nostra tradizione è aperto al pubblico ed in particolare a tutti coloro che sono interessati ad offrire il loro contributo. Liberta è partecipazione!

Replica all’editoriale di Pierangelo Giovanetti “Il suicidio dei partiti politici”, L’Adige

Lettera inviata al direttore del giornale L’Adige, Sig. Pierangelo Giovanetti, in risposta all’editoriale pubblicato domenica 15 aprile 2012
“Il suicidio dei partiti politici” – Versione integrale

Egr. direttore
I partiti politici non danno un buon esempio in un momento di crisi preoccupante, tuttavia credo che la stampa abbia una certa responsabilità e in taluni casi un certo interesse nel mantenere la situazione invariata. I cittadini hanno perso la fiducia nel sistema politico monopolizzato dai partiti ma questi continuano ad occupare le prime pagine dei giornali ed i titoli principali delle news televisive. Non crede che i media stiano alimentando la sopravvivenza e la perversità di un simile sistema?
Anche a livello provinciale, la tendenza dei rappresentanti politici è di essere più attenti alla loro posizione personale che a lavorare nell’interesse comune. Partecipare ad eventi, apparire sul giornale o alla televisione non fa differenza. La loro preoccupazione principale è di difendere e proiettare la propria immagine all’esterno dei palazzi. In simili circostanze, gli uffici stampa dei partiti si interfacciano direttamente con i giornalisti, i quali esaudiscono puntualmente i loro desideri.
Le tifoserie, come noto, parteggiano per una squadra a prescindere dai giocatori che la compongono e dalla coralità del gioco espresso dalla squadra stessa. In questo senso, i partiti, e spesso i media, trattano i cittadini come se fossero dei tifosi di una squadra di calcio, e non come persone capaci e competenti in grado di giudicare e decidere su questioni specifiche o sugli indirizzi generali da dare alle politiche pubbliche.
I cittadini sono stanchi di essere trattati in questo modo e sono sempre più numerosi coloro che si ritirano a vita privata per far fronte alle difficoltà ed alle emergenze quotidiane. Si conformano alla rassegnazione generale aumentando il livello di anomia in un assordante e sterile lamento. Gli effetti di questa fenomeno nella società italiana e nella comunità trentina sono imprevedibili e potenzialmente devastanti. Di qui, l’esigenza di ideare nuove forme di rappresentanza e di partecipazione risulta evidente.
E’ arrivata l’ora di riscrivere le regole della politica e del vivere civile coinvolgendo la cittadinanza nelle decisioni che la riguardano. I media hanno due alternative a disposizione. La prima è di contribuire al conservatorismo ed alla staticità delle tecnostrutture delle assemblee elettive, continuando a dare un’attenzione eccessiva ai partiti ed a coloro che li rappresentano. La seconda è di quella di promuovere una trasformazione in positivo dando voce e stimolando la società civile nella sua pluralità espressiva al fine di estrarre quelle critiche e quelle proposte di cui abbiamo tanto bisogno.
L’attuale sistema politico ed i partiti che lo infestano sono un freno al recupero dei valori tipici della convivenza civile e della convivialità. La scelta è se continuare a puntare su un modello obsoleto non più funzionale o se varare un nuovo modello su misura della società in cui viviamo. Credo fermamente che tale modello debba puntare sull’interazione fra e per i cittadini nella definizione degli indirizzi politici, sulla co-produzione delle possibili soluzioni e sulla com-partecipazione alle scelte. In questo senso credo che i media – e nella fattispecie il giornale da Lei diretto – possano giocare un ruolo essenziale nell’accompagnare tale transizione.

Lettera firmata A.M. – Portavoce del comitato Più Democrazia in Trentino

Il disegno di legge sulla democrazia diretta è stato approvato dal Comitato

Nella serata del 10 aprile a Villa Lagarina il comitato civico Più Democrazia in Trentino dopo cinque ore di discussione ha deliberato la versione definitiva del disegno di legge di iniziativa popolare.
Le modifiche più significative approvate nel corso dell’assemblea sono le seguenti:
–          Per la divulgazione e la promozione della legge sarà predisposto un fondo per promuovere attività di approfondimento, di studio e di ricerca. Si è deciso tuttavia di non definire l’importo del fondo lasciando la decisione al consiglio provinciale al momento della discussione della legge qualora fosse in accordo con i contenuti della legge.
–          I membri facoltativi della commissione per la partecipazione (quelli indicati dai promotori delle iniziative popolari) non saranno necessariamente dei giuristi. Una scelta che vuole valorizzare le capacità e le competenze dei cittadini a prescindere dalla tipologia del loro titolo di studio.
–          I membri permanenti della commissione non potranno essere nominati per due legislature consecutive.
–          I pritani – consigli di rappresentanti estratti a sorte – saranno costituiti equamente dal genere femminile e da quello maschile.
–          Il limite dei mandati cumulati: i rappresentanti politici potranno avere cariche pubbliche provinciali per un massimo di due legislature a prescindere dalla funzione (consigliere, assessore o presidente). Questo per evitare che la politica diventi una professione.
Altre modifiche puntuali sono state apportate nel testo che mettiamo a disposizione in anteprima. Il ddl sarà inviato formalmente all’ufficio di presidenza del Consiglio Provinciale nelle prossime ore ed il ritiro dei formulari per la raccolta delle firme dovrebbe avvenire il giorno 19 aprile.
A partire dalla data del ritiro dei formulari partirà la fase della distribuzione delle locandine e dei moduli per la raccolta delle firme nei diversi comuni del Trentino e di affissione dei manifesti. Ci saranno tre mesi di tempo per raccogliere almeno 2.500 firme a sostegno della proposta di legge.
Consiglieri comunali – ed altri soggetti autorizzati all’autenticazione delle firme come ad esempio funzionari provinciali o assessori – di qualsiasi schieramento politico che sono motivati a partecipare alla raccolta delle firme sono invitati a segnalarci la loro disponibilità: piudemocraziaintrentino@gmail.com
tel. 340 59 66 768

Convocazione assemblea: approvazione finale il 10 aprile a Villa Lagarina

Bozza di volantino by Cris Vecli

Dopo mesi di incontri reali e virtuali, scambi di e-mail, riunioni fra i relatori, richieste di opinione e conferenze in Skype siamo arrivati al momento deliberativo conclusivo del disegno di legge sulla democrazia diretta in Trentino. A seguito dell’assemblea completeremo le formalità procedurali per ottenere i formulari ed in pochi giorni saremo pronti per la fase della raccolta delle firme. Avremo 3 mesi di tempo.
Come da consuetudine l’incontro sarà aperto al pubblico:

Martedì 10 aprile – ore 20.00
Aula 2 – Municipio di Villa Lagarina
c/o Piazzetta Dott. Enrico Scrinzi, 3
38060 Villa Lagarina

Nel corso della serata verranno presentati i punti cardine del ddl di iniziativa popolare:

  • Maggiore coinvolgimento nella vita pubblica estendendo i diritti politici ai residenti a partire dai 16 anni per petizioni, iniziative popolari e referendum consultivi
  • Educazione civica, divulgazione e promozione della democrazia diretta
  • Trasparenza e pubblicizzazione telematica delle iniziative relative a questa legge
  • Portale digitale delle petizioni con possibilità di sottoscrizione on-line
  • Commissione per la partecipazione con rappresentanza opzionale dei comitati civici
  • Pritani: consigli di cittadini a sorteggio su convocazione istituzionale o popolare
  • Consultazioni pubbliche nel processo legislativo e pubblicazione degli atti
  • Regolamentazione del dibattito pubblico secondo criteri di correttezza dell’informazione, imparzialità ed equa rappresentanza
  • Iniziativa popolare con assistenza legislativa ed audizione pubblica dei promotori
  • Sistemi di raccolta elettronica delle firme
  • Trasparenza nei finanziamenti a sostegno dei referendum
  • Informazione e pubblicizzazione dei contenuti dei quesiti referendari
  • Giornate referendarie per accorpare diverse consultazioni in un’unica data
  • Voto elettronico e postale
  • Referendum consultivo promosso dai cittadini
  • Eliminazione del quorum nei referendum provinciali
  • Referendum confermativo facoltativo su leggi, regolamenti e atti provinciali
  • Referendum propositivo avente per oggetto anche disegni di legge
  • Possibilità di presentazione di una controproposta da parte di Giunta e Consiglio provinciale
  • Consultazioni referendarie su una pluralità di proposte
  • Mozione di sfiducia di iniziativa popolare del Presidente della Provincia o di uno o più assessori
  • Limite dei mandati delle cariche pubbliche
  • Sospensione del trattamento economico dei consiglieri che non acconsentono alla pubblicazione della loro situazione patrimoniale

Per chi fosse interessato, alcuni membri del comitato si incontreranno con un’ora di anticipo per discutere sugli aspetti riguardanti la forma ed i contenuti da dare a locandine, volantini e video di presentazione che accompagneranno l’iniziativa. Se volete aggregarvi siete benvenuti.

Indicazioni per raggiungere il municipio di Villa Lagarina su:
Google Ma
p:

Un altro passo in avanti: bozza 2.0

La settimana scorsa i relatori del comitato Più Democrazia in Trentino grazie all’assistenza tecnica dei funzionari dell’ufficio legislativo del Consiglio provinciale hanno prodotto la bozza 2.0 del disegno di legge provinciale di iniziativa popolare sulla democrazia diretta.
Rispetto alla bozza 1.0 il testo è stato accorpato ed alcuni articoli sono stati spostati. La nuova struttura presenta quindi un testo più ordinato rispetto a quello iniziale che era magmatico ed impreciso. Questa versione è ancora provvisoria nonostante ci si stia avviando verso quella definitiva.
Alcune modifiche sostanziali sono state apportate. Ad esempio, il meccanismo che era stato previsto per la trattazione delle petizioni è stato semplificato. Il referendum confermativo obbligatorio è stato eliminato poiché in contrasto con lo Statuto di autonomia. La revoca degli eletti è stata trasformata in uno strumento più compatibile con l’ordinamento vigente: una mozione di sfiducia di iniziativa popolare.
La parte dei referendum va in ogni caso riorganizzata per renderla più logica ed armonica. Inoltre alcune definizioni ed alcuni dettagli tecnici andranno esaminati nuovamente quando tutte le questioni sostanziali saranno state risolte.
In un documento condiviso on-line si stanno raccogliendo i pareri dei membri del comitato su alcune questioni come i titoli da dare alla legge, il genere da utilizzare nel testo, il nome da dare alle giurie popolari ed il mantenimento o meno dei rimborsi delle spese per la raccolta delle firme. Per ovviare a questa questione controversa, si spera di trovare il modo di coinvolgere i Comuni nella procedura di pubblicizzazione delle iniziative popolari e di raccolta delle firme così da risolvere alla radice il problema.
Si informa infine che l’iniziativa del nostro comitato è stata segnalata sul sito dell’organizzazione Democracy International e che il comitato ha appoggiato ufficialmente l’iniziativa Quorum Zero e Più Democrazia, che tra le altre cose ha organizzato delle giornate di raccolta delle firme a livello nazionale alle quali anche Più Democrazia in Trentino conta di partecipare: 14 aprile, 5 maggio e 2 giugno.

Bozza 2.0 con indicazioni di modifica