Oscuramento della sezione “Rassegna Stampa”

libertà opinioneNei giorni scorsi siamo stati costretti a oscurare la sezione dove raccogliamo gli articoli di stampa che parlano di noi e dei fatti che riguardano il tema della democrazia locale e più specificatamente le vicende connesse alla nostra attività civica e politica. Il comitato direttivo ha deciso di sospendere temporaneamente, e in via precauzionale, la pubblicazione del materiale di stampa dopo aver ricevuto la seguente comunicazione di diffida da parte dell’ufficio “tutela” del giornale L’Adige: Continua a leggere

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Il referendum è inclusivo. Oss Emer non deve temere

piazza pergine valsuganaLettera al sindaco di Pergine.

La democrazia diretta non cerca nemici. È per sua natura inclusiva e non cerca di sconfiggere nessuno piuttosto punta a prendere le scelte migliori per la comunità condividendole.  Continua a leggere

Le contraddizioni del comune di Lavis in tema di partecipazione dei cittadini

lavis_TrentinoApprendiamo dalla stampa locale che il comune di Lavis ha adottato la “Carta della partecipazione”, documento redatto da un gruppo di associazioni italiane impegnate nella promozione di percorsi di informazione e coinvolgimento attivo dei cittadini nelle decisioni pubbliche. La Carta elenca 10 principi cardine da seguire quando si vogliano mettere in campo pratiche partecipative: cooperazione, fiducia, informazione, inclusione, efficacia, interazione costruttiva, equità, armonia, render conto, valutazione. Continua a leggere

Quorum zero. I Radicali Italiani rispodono al direttore del giornale L’Adige

giovanetti vs cappatoDopo il deputato del M5S Riccardo Fraccaro, anche Marco Cappato, Presidente dei Radicali Italiani nonché consigliere comunale a Milano, risponde all’editoriale “Populismo o riformismo” in cui, tra le altre cose, il direttore del giornale L’Adige definiva liberticida la proposta di azzeramento del quorum di partecipazione ai referendum: Continua a leggere

Rovereto di nuovo alle prese con il dilemma del quorum

quorumzero roveretoPer la terza volta in 7 anni il Consiglio comunale di Rovereto discute sull’opportunità di eliminare il quorum di partecipazione ai referendum. Nel gennaio 2013 (giunta Miorandi) la discussione fu generata da una proposta di delibera popolare a prima firma di Paolo Michelotto mentre nell’ottobre del 2009 (giunta Valduga senior) furono 3.690 (l’83% dei votanti) i cittadini a votare favorevolmente alla consultazione referendaria per l’abolizione del quorum. Continua a leggere

Cronaca di un golpe sventato

Gli attivisti presenti di fronte al palazzo della Regione prima della seduta del Consiglio provinciale

Trento, 17 lug 2014 – Gli attivisti di Più Democrazia di fronte al Palazzo della Regione

Nei giorni a ridosso della discussione del ddl 1/XV in Consiglio provinciale e dopo tre mesi di dibattito pubblico, il giornale L’Adige interpreta le dichiarazioni rilasciate dagli esponenti del PD lasciando intravedere la possibilità che alcune delle istanze avanzate dall’iniziativa popolare siano accolte mentre il Corriere del Trentino prospetta margini di trattativa più ampi: Continua a leggere

3 mesi di dibattito pubblico sulla democrazia diretta

dibattito pubblicoIn vista della discussione consiliare sul ddl 1/XV che si svolgerà nella sessione del 15-16-17 luglio (presumibilmente a partire dal pomeriggio di mercoledì 16 luglio), in questo post si riportano alcuni interventi che hanno avuto come oggetto la riforma degli istituti di democrazia diretta e che sono stati pubblicati sugli organi di informazione locale. Il dibattito che si è sviluppato è stato indubbiamente di una certa rilevanza. In particolare ciò si è verificato sulle pagine del quotidiano Corriere del Trentino, dove, grazie al pluralismo degli interventi garantito dal direttore e agli approfondimenti dei giornalisti della redazione, è stato raggiunto un livello qualitativo rimarchevole. Continua a leggere

Samuele Daves: «Il valore della persona a prescindere dalla sua sessualità deve prevalere sempre»

samuele davesSamuele Daves è laureato in giurisprudenza a Trento, con una carriera internazionale nel mondo della moda e con diverse esperienze all’estero, oggi ama concentrarsi sugli sviluppi antropologici e sul lifestyle, di cui la politica è parte essenziale. Continua a leggere

Democrazia e partecipazione secondo Ezio Casagranda

Ezio CasagrandaNell’attesa che riparta la trattazione dell’iniziativa popolare promossa da Più Democrazia in Trentino, in questi giorni abbiamo colto l’occasione per rivolgere qualche domanda ad Ezio Casagranda.
Ezio, noto per aver lavorato per anni come sindacalista alla Cgil, ora è pensionato ma continua senza sosta la sua attività civile su diversi fronti. Oltre al sostegno alle iniziative pro democrazia diretta, è parte di Alternativa per i Beni Comuni (link a piè pagina)

Alex: In occasione della raccolta delle firme a sostegno delle iniziative popolari per migliorare gli strumenti di democrazia diretta a livello comunale, provinciale e nazionale, hai dimostrato un entusiasmo ed uno spirito di gruppo non comuni. Dopo anni dedicati all’attività sindacale sembra che tu abbia ancora tante energie da spendere. Quali sono le motivazioni che ti spingono ad appoggiare appassionatamente le diverse iniziative che nascono dal basso?
Ezio:
Le motivazioni sono sempre le stesse da oltre 40 anni di militanza politico/sindacale prima sulle cave di porfido, poi alla Michelin ed infine nel sindacato. La democrazia, la partecipazione, la discussione, il confronto, lo scontro politico per me sono sempre stati strumenti per migliorare le nostre condizioni di lavoratori e cittadini. Questa per me è la politica con la P maiuscola e quindi le iniziative che partono dal basso, dalla discussione e dalla partecipazione della gente sono la benzina per fare politica. Senza questo non si fa politica ma solo ricerca di un posto alla tavola dei poteri forti.

E le motivazioni specifiche a sostegno delle proposte popolari volte a migliorare gli istituti di partecipazione popolare?
Se una proposta, un percorso, nasce e vive con la gente significa che la politica fa il suo compito di governo dell’economia e del modello sociale. Gli strumenti di democrazia diretta possono aiutare molto il sistema politico non solo a migliorarsi ma anche ad essere più attento e vicino alle esigenze dei cittadini. Permettono che il potere possa evitare il pronunciamento popolare come nel caso del referendum sull’acqua pubblica.

Il tuo contributo si è esteso anche in fase di discussione dei contenuti della proposta Quorum Zero Trento presso le commissioni Statuto e Trasparenza del Consiglio Comunale. Quali sono state le tue percezioni riguardo alla capacità di ascolto dei consiglieri?
Due considerazioni: la prima ho trovato, salvo la consigliera Giugni, molta arroganza e supponenza da parte dei componenti la commissione. Vedevi che non ti ascoltavano, ribadivano solo le loro convinzioni con argomenti spesso puerili, come Merler, contrapponendo quorum e raccolta firme, ecc. La seconda riguarda la preoccupazione che ho percepito nei consiglieri. La paura che il voto dei cittadini nei referendum mettesse in discussione il loro potere di scambio (che loro chiamano erroneamente mediazione) e quindi il trasparire di una concezione lobbistica del loro ruolo.

E riguardo alla loro capacità di analisi e di ricerca di soluzioni in tema di democrazia diretta? Credi che si siano sforzati sufficientemente per investigare i meccanismi che dimostrano l’utilità e la necessità di coinvolgere i cittadini nella gestione della cosa pubblica?
No, nessun impegno per favorire la partecipazione dei cittadini. Quanto votato dal Consiglio ne è la dimostrazione più lampante. Ho percepito solo il timore di essere scavalcati dalla partecipazione e dall’attivismo dei cittadini. Loro difendevano la politica come delega in bianco del cittadino senza possibilità di verifiche in corso d’opera.

Il compromesso raggiunto fra le forze politiche che governato la città di Trento è stato piuttosto deludente. Nella sostanza la possibilità di ricorrere al referendum come strumento di partecipazione popolare rimane scarsamente appetibile. Quali sono le ragioni che a tuo avviso hanno portato ad una decisione così ottusa ed irrazionale?
La paura della partecipazione attiva dei cittadini e che i referendum a quorum zero potessero far saltare i loro baratti e la loro politica di bottega. Infatti alla gente interessano le scelte concrete non i risvolti politici per le prossime elezioni o alleanze per la gestione del potere per conto terzi.

I consiglieri favorevoli alla proposta di deliberazione popolare sono stati pochi, tuttavia questi sono stati trasversali alle varie forze politiche. Credi che questo sia una segnale che lascia qualche speranza per il futuro?
10 consiglieri che hanno sostenuto la nostra iniziativa sono un bel numero, anche se minoranza. Noi dobbiamo lavorare con loro per costruire ulteriori momenti di partecipazione e di proposte per dare gambe agli strumenti di democrazia diretta e di partecipazione. Una strada difficile, tutta da costruire e inventare, ma sicuramente stimolante per quanti pensano che la democrazia sia tale solo se partecipata.

Quali sono le tue sensazioni riguardo alla discussione di Quorum Zero nel Consiglio Comunale di Rovereto?
Purtroppo, per motivi personali non ho seguito direttamente la discussione e quindi evito ogni commento.

E in relazione al ddl di iniziativa popolare di Più Democrazia in Trentino, la cui discussione dovrebbe riprendere nella Prima Commissione del Consiglio Provinciale?
Se il buongiorno si vede dal mattino penso che la strada sia irta e difficile e che la provincia non andrà oltre al topolino partorito dal consiglio comunale di Trento. Questa previsione non può far diminuire il nostro impegno per una lotta per una democrazia diretta e partecipata che poi è quanto detta la nostra Costituzione. Sembra paradossale ma richiedere di applicare una carta costituzionale scritta oltre 60 anni fa diventa un fatto rivoluzionario.

Approfondimenti di Ezio Casagranda:

  1. “Referendum Comunità, ha vinto l’antipolitica” – Lettera di Ezio Casagranda al giornale L’Adige, 1 maggio 2012
  2. “Il quorum del referendum e l’esempio della Sardegna” – Intervento di Ezio Casagrande sul Corriere del Trentino e replica del direttore Enrico Franco, sabato 12 maggio 2012
  3. Blog Alternativa per i Beni Comuni – Indirizzo web: http://www.trentinoalternativo.it

Replica all’editoriale di Pierangelo Giovanetti “Il suicidio dei partiti politici”, L’Adige

Lettera inviata al direttore del giornale L’Adige, Sig. Pierangelo Giovanetti, in risposta all’editoriale pubblicato domenica 15 aprile 2012
“Il suicidio dei partiti politici” – Versione integrale

Egr. direttore
I partiti politici non danno un buon esempio in un momento di crisi preoccupante, tuttavia credo che la stampa abbia una certa responsabilità e in taluni casi un certo interesse nel mantenere la situazione invariata. I cittadini hanno perso la fiducia nel sistema politico monopolizzato dai partiti ma questi continuano ad occupare le prime pagine dei giornali ed i titoli principali delle news televisive. Non crede che i media stiano alimentando la sopravvivenza e la perversità di un simile sistema?
Anche a livello provinciale, la tendenza dei rappresentanti politici è di essere più attenti alla loro posizione personale che a lavorare nell’interesse comune. Partecipare ad eventi, apparire sul giornale o alla televisione non fa differenza. La loro preoccupazione principale è di difendere e proiettare la propria immagine all’esterno dei palazzi. In simili circostanze, gli uffici stampa dei partiti si interfacciano direttamente con i giornalisti, i quali esaudiscono puntualmente i loro desideri.
Le tifoserie, come noto, parteggiano per una squadra a prescindere dai giocatori che la compongono e dalla coralità del gioco espresso dalla squadra stessa. In questo senso, i partiti, e spesso i media, trattano i cittadini come se fossero dei tifosi di una squadra di calcio, e non come persone capaci e competenti in grado di giudicare e decidere su questioni specifiche o sugli indirizzi generali da dare alle politiche pubbliche.
I cittadini sono stanchi di essere trattati in questo modo e sono sempre più numerosi coloro che si ritirano a vita privata per far fronte alle difficoltà ed alle emergenze quotidiane. Si conformano alla rassegnazione generale aumentando il livello di anomia in un assordante e sterile lamento. Gli effetti di questa fenomeno nella società italiana e nella comunità trentina sono imprevedibili e potenzialmente devastanti. Di qui, l’esigenza di ideare nuove forme di rappresentanza e di partecipazione risulta evidente.
E’ arrivata l’ora di riscrivere le regole della politica e del vivere civile coinvolgendo la cittadinanza nelle decisioni che la riguardano. I media hanno due alternative a disposizione. La prima è di contribuire al conservatorismo ed alla staticità delle tecnostrutture delle assemblee elettive, continuando a dare un’attenzione eccessiva ai partiti ed a coloro che li rappresentano. La seconda è di quella di promuovere una trasformazione in positivo dando voce e stimolando la società civile nella sua pluralità espressiva al fine di estrarre quelle critiche e quelle proposte di cui abbiamo tanto bisogno.
L’attuale sistema politico ed i partiti che lo infestano sono un freno al recupero dei valori tipici della convivenza civile e della convivialità. La scelta è se continuare a puntare su un modello obsoleto non più funzionale o se varare un nuovo modello su misura della società in cui viviamo. Credo fermamente che tale modello debba puntare sull’interazione fra e per i cittadini nella definizione degli indirizzi politici, sulla co-produzione delle possibili soluzioni e sulla com-partecipazione alle scelte. In questo senso credo che i media – e nella fattispecie il giornale da Lei diretto – possano giocare un ruolo essenziale nell’accompagnare tale transizione.

Lettera firmata A.M. – Portavoce del comitato Più Democrazia in Trentino