Petizioni ignorate? Il caso Brentonico riapre il tema della partecipazione nei Comuni trentini

Il diritto di petizione nei Comuni trentini continua a mostrare criticità strutturali. Torniamo a occuparci di controllo civico e corretta attuazione degli istituti di democrazia diretta nei nostri Comuni. Al centro dell’attenzione c’è nuovamente la tutela del diritto di petizione, tema per cui l’azione della nostra associazione aveva fatto emergere criticità con un’informativa oltre dieci anni fa e che oggi, purtroppo, sembrano riproporsi nel comune di Brentonico.

Il cuore della vicenda: la trasparenza delle petizioni

La questione è nata a seguito della consegna, l’11 marzo 2026, di una petizione sottoscritta da 1.000 cittadini dal titolo Richiesta di monitorare e regolamentare l’estensione dei vigneti sul territorio di Brentonico. Nonostante l’importante mobilitazione popolare, abbiamo riscontrato modalità di gestione che rischiano di svuotare di significato questo strumento di partecipazione.

Coerentemente con la nostra battaglia storica sul diritto di petizione (già oggetto di diversi fascicoli presso il Difensore Civico nell’ultimo decennio), abbiamo ribadito che le petizioni non sono semplici “lettere al Sindaco”, ma atti politici e pertanto devono:

  • essere formalmente registrate e numerate in un database pubblico;
  • essere pubblicate sul sito istituzionale in una sezione dedicata;
  • essere iscritte all’ordine del giorno del Consiglio comunale entro i termini statutari, per permettere un confronto pubblico nell’organo rappresentativo.

Anomalie statutarie e regolamentari

Durante l’analisi della documentazione sono emerse criticità ancora più rilevanti, segnalate con due comunicazioni urgenti (15 e 16 aprile 2026) al Difensore Civico della Provincia Autonoma di Trento:

  1. Incongruenze interne: il regolamento comunale sulla partecipazione presenta diverse difformità rispetto allo Statuto comunale.
  2. Mancato aggiornamento normativo: lo Statuto non risulta adeguato alla Legge Regionale n. 8 del 16 dicembre 2019, in particolare per quanto riguarda la valutazione di ammissibilità dei referendum.
  3. Informazione obsoleta: sul sito del Ministero dell’Interno risulta ancora pubblicata una versione dello Statuto risalente al 2014, circostanza che genera grave confusione tra i cittadini che cercano di conoscere le regole per attivare iniziative popolari.

L’intervento del Difensore Civico

Le nostre osservazioni sono state ritenute degne di approfondimento dal Difensore Civico, dott. Sandro Raimondi, il quale ha formalmente scritto al Sindaco di Brentonico chiedendo delucidazioni in merito alla procedura di trattazione delle petizioni e alle incongruenze normative segnalate.

Nella sua nota, il Difensore ha richiamato l’amministrazione al rispetto dei principi di trasparenza, informazione e partecipazione, sottolineando come le norme comunali prevedano già tempi certi per la decisione sui provvedimenti derivanti dalle petizioni.

Cosa succede ora?

L’azione di Più Democrazia in Trentino non si ferma. Attendiamo il riscontro del Comune di Brentonico al Difensore Civico, auspicando che questa vicenda possa servire da stimolo per un aggiornamento generale di tutti gli Statuti comunali trentini. La partecipazione non è un elemento accessorio dell’azione amministrativa, ma un principio fondamentale sancito da convenzioni internazionali (come ad esempio la Convenzione di Aarhus e il protocollo addizionale della Carta europea dell’autonomia locale) che le amministrazioni locali hanno l’obbligo di rendere effettivo.

Continueremo a monitorare la situazione e a informarvi sugli sviluppi convinti del fatto che la democrazia vive solo se i cittadini possono esercitare i propri diritti con regole chiare, trasparenti e realmente applicate.

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La documentazione sul caso di Brentonico:

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