Dalla petizione di mille cittadini alla proposta di iniziativa popolare, fino al referendum sui fitofarmaci dichiarato decaduto il 2 novembre 2026. Una ricostruzione degli atti, delle motivazioni e delle decisioni che hanno segnato il confronto tra cittadini e istituzioni comunali.
Mentre l’Amministrazione comunale cerca una soluzione per evitare il referendum sulla tutela della salute pubblica e del paesaggio degli altopiani del Monte Baldo, Più Democrazia in Trentino è costretta a rivolgersi nuovamente al Difensore civico per ottenere informazioni sul procedimento relativo a un ricorso in opposizione.
Non tutto ciò che una pubblica amministrazione dovrebbe fare deve necessariamente essere imposto da una legge o da un regolamento. Esistono comportamenti che dovrebbero discendere dal buon senso istituzionale, dalla trasparenza e, soprattutto, dal riconoscimento del diritto dei cittadini a partecipare alla vita pubblica. Uno di questi è molto semplice: quando nel territorio comunale è in corso una raccolta di firme per un referendum o un’iniziativa popolare, il Comune dovrebbe informarne i cittadini sul proprio sito istituzionale, indicando dove, quando e come è possibile sottoscriverla. Non significa invitare a firmare. Non significa sostenere le ragioni dei promotori. Significa semplicemente mettere tutti nelle condizioni di sapere che esiste uno strumento di partecipazione e che è possibile esercitarlo.
Gli strumenti di democrazia diretta sono tanto più efficaci quanto più le amministrazioni pubbliche ne garantiscono il pieno e tempestivo esercizio. Per questo motivo seguiamo con attenzione quanto sta accadendo a Brentonico, dove il percorso di partecipazione promosso da un gruppo di cittadini sta incontrando nuovi ostacoli anche dopo il positivo giudizio di ammissibilità del referendum comunale.
Il diritto di petizione nei Comuni trentini continua a mostrare criticità strutturali. Torniamo a occuparci di controllo civico e corretta attuazione degli istituti di democrazia diretta nei nostri Comuni. Al centro dell’attenzione c’è nuovamente la tutela del diritto di petizione, tema per cui l’azione della nostra associazione aveva fatto emergere criticità con un’informativa oltre dieci anni fa e che oggi, purtroppo, sembrano riproporsi nel comune di Brentonico.