

La democrazia, quella reale e non meramente declamata, trova il suo banco di prova più severo nei laboratori locali: i nostri Comuni. È qui, dove la distanza tra decisore e cittadino dovrebbe essere minima, che si gioca la tenuta dello Stato di diritto. Purtroppo, la vicenda che vede protagonista il Comune di Calceranica al Lago conferma, ancora una volta, quanto la partecipazione popolare sia spesso percepita dalle amministrazioni non come un pilastro costituzionale, ma come un fastidioso orpello procedurale.
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Dal 2008 ad oggi, nei confronti dell’amministrazione comunale di Rovereto, sono state presentate 15 petizioni popolari, 5 proposte di iniziativa popolare e 14 richieste di referendum. Con riferimento alle ultime: 5 sono state giudicate non ammissibili, 5 si sono concluse con lo svolgimento di una votazione popolare senza raggiungimento del quorum e 4 sono pendenti. Le istanze di cittadini, associazioni od organismi di partecipazioni, invece, non sono classificate e, dunque, non sono state prodotte statistiche per analizzare l’efficacia dello strumento e le modalità di trattazione. Questa la sintesi della risposta all’istanza presentata dall’associazione un anno fa. 