Referendum comunali a Calceranica: la Provincia richiama il Comune all’obbligo di democrazia

La democrazia, quella reale e non meramente declamata, trova il suo banco di prova più severo nei laboratori locali: i nostri Comuni. È qui, dove la distanza tra decisore e cittadino dovrebbe essere minima, che si gioca la tenuta dello Stato di diritto. Purtroppo, la vicenda che vede protagonista il Comune di Calceranica al Lago conferma, ancora una volta, quanto la partecipazione popolare sia spesso percepita dalle amministrazioni non come un pilastro costituzionale, ma come un fastidioso orpello procedurale.

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Silenzio e ostruzionismo a Calceranica: l’amministrazione ignora il referendum e calpesta la partecipazione

A Calceranica al Lago la democrazia partecipativa continua a subire colpi duri e ingiustificati. Come componenti del Comitato per i Referendum, ci troviamo costretti a denunciare pubblicamente l’atteggiamento di chiusura istituzionale che caratterizza l’attuale amministrazione comunale. Nonostante le reiterate richieste formali di informazione inoltrate nelle scorse settimane dal Comitato e dall’associazione PiùDemocrazia in Trentino, ad oggi il Comune non ha ancora comunicato se e quando i quesiti referendari, depositati formalmente lo scorso 1° luglio, siano stati effettivamente trasmessi alla commissione competente per la valutazione di ammissibilità. Un silenzio assordante che si traduce in un vero e proprio blocco procedurale.

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Democrazia locale sotto scacco a Calceranica al Lago: quando l’amministrazione ignora la partecipazione dei cittadini

A livello globale gli studi internazionali confermano un progressivo e preoccupante arretramento della qualità della democrazia. Purtroppo, la cruda realtà dimostra che le cose non vanno meglio a livello locale, dove i territori e i comuni dovrebbero invece rappresentare il primo e più autentico laboratorio di innovazione democratica, trasformando la consultazione della cittadinanza da mero adempimento burocratico a reale occasione di confronto e costruzione condivisa delle decisioni. (immagine: credits Gio2000)

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Referendum comunali: il diritto di partecipare non può dipendere dal silenzio delle istituzioni

Nel Comune di Brentonico è in corso una raccolta di firme per promuovere un referendum comunale propositivo, dichiarato ammissibile dalla competente Commissione referendaria. Nonostante ciò, l’amministrazione comunale non ha pubblicato sul proprio sito istituzionale le informazioni essenziali riguardanti la raccolta delle firme, impedendo di fatto a molti cittadini di conoscere tempi, modalità e finalità dell’iniziativa.

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Referendum comunale a Brentonico: dopo l’ammissione del quesito arriva una diffida al Comune per il ritardo nell’avvio della raccolta firme

Gli strumenti di democrazia diretta sono tanto più efficaci quanto più le amministrazioni pubbliche ne garantiscono il pieno e tempestivo esercizio. Per questo motivo seguiamo con attenzione quanto sta accadendo a Brentonico, dove il percorso di partecipazione promosso da un gruppo di cittadini sta incontrando nuovi ostacoli anche dopo il positivo giudizio di ammissibilità del referendum comunale.

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Partecipazione o decisioni già prese? Le lezioni del 2016 che il Comune di Trento non dovrebbe dimenticare

Da alcune settimane circolano con sempre maggiore insistenza indiscrezioni secondo cui all’interno del Consiglio comunale di Trento sarebbe in corso un lavoro di revisione dello Statuto e dei regolamenti che disciplinano gli istituti di partecipazione popolare.

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Quando la partecipazione fa paura: proposte legislative regionali per la democrazia negli enti locali

* pubblicato su L’Adige il 1° giugno 2026

C’è un paradosso istituzionale che emerge dai pareri negativi espressi dal Consiglio dei Comuni dell’Alto Adige e dal Consiglio delle autonomie locali della Provincia di Trento sui disegni di legge regionale n. 30/XVII (a prima firma di Alex Ploner) e n. 31/XVII (a prima firma di Paul Köllensperger), volti a introdurre il referendum confermativo amministrativo e a potenziare gli istituti di partecipazione popolare nei nostri Comuni. Da un lato, i documenti ufficiali si aprono con l’immancabile e formale condivisione dei “principi della promozione e della piena conoscibilità della partecipazione popolare” ma dall’altro, non appena si passa dalle dichiarazioni d’intenti agli strumenti concreti, si alzano le barriere della diffidenza.

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Referendum comunali in Trentino: rinnovata la Commissione provinciale per la valutazione dei quesiti

Il Consiglio delle Autonomie Locali ha provveduto al rinnovo della Commissione per la valutazione dell’ammissibilità dei referendum popolari nei comuni della provincia di Trento, prevista dall’articolo 16bis del Codice degli enti locali della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol.

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Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare di Trento: quando la burocrazia limita la democrazia

© Matteo Ianeselli / Wikimedia Commons

L’esercizio dei diritti politici, pilastro fondamentale di ogni democrazia, dovrebbe essere agevolato dalle istituzioni e non ostacolato da barriere burocratiche ed economiche. Eppure, il Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare del Comune di Trento, all’articolo 10, impone un onere che appare irragionevole e difficilmente giustificabile sul piano giuridico: l’obbligo di costituire il comitato promotore di un referendum davanti a un notaio.

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Petizioni ignorate? Il caso Brentonico riapre il tema della partecipazione nei Comuni trentini

Il diritto di petizione nei Comuni trentini continua a mostrare criticità strutturali. Torniamo a occuparci di controllo civico e corretta attuazione degli istituti di democrazia diretta nei nostri Comuni. Al centro dell’attenzione c’è nuovamente la tutela del diritto di petizione, tema per cui l’azione della nostra associazione aveva fatto emergere criticità con un’informativa oltre dieci anni fa e che oggi, purtroppo, sembrano riproporsi nel comune di Brentonico.

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Autonomia senza democrazia: quando il governo del territorio tradisce il paesaggio e la comunità

* sull’argomento sono state pubblicate anche n.2 brevi riflessioni su Il T e su L’Adige
(a piè di pagina)

La lettera di Paolo Offer sul paesaggio valsuganotto pone una questione che supera i confini della Valsugana e tocca il cuore stesso dell’Autonomia trentina: che valore ha l’autogoverno se il territorio che abitiamo finisce per assomigliare a qualsiasi periferia lombardo-veneta, indistinguibile da mille altre?

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Basta barriere: Più Democrazia in Trentino lancia una petizione per la firma digitale

L’associazione Più Democrazia in Trentino ha deciso di non rimanere con le mani in mano di fronte a un sistema elettorale obsoleto ed escludente. Per questo, lanciamo una petizione per chiedere l’immediato adeguamento normativo e permettere l’uso della firma digitale nelle procedure di partecipazione democratica (Die deutsche Fassung der Petition folgt).

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Il caso Malles: una tesi di laurea racconta una storica battaglia per un’agricoltura sostenibile

Nel 2014 la nostra associazione seguì con entusiasmo l’esperienza referendaria di Malles per contrastare l’uso intensivo dei pesticidi. Fu un’iniziativa pioniera, audace ed ambiziosa rispetto agli obiettivi che i promotori si erano posti. Scatenò le reazioni più dure da parte di chi voleva conservare lo status quo e un sistema agricolo mainstream basato sulla chimica spinta.

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Audizione presso la 1a Commissione legislativa del Consiglio regionale

Il 12 Febbraio 2021 sono intervenuto come presidente dell’associazione ad una audizione di esperti presso la 1a commissione legislativa del Consiglio regionale, che tra le sue competenze ha la la trattazione delle modifiche all’ordinamento dei comuni.

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Gli istituti di partecipazione popolare nel Comune di Rovereto. Una storia di insuccesso e indifferenza del governo locale rispetto alle iniziative dei cittadini

Dal 2008 ad oggi, nei confronti dell’amministrazione comunale di Rovereto, sono state presentate 15 petizioni popolari, 5 proposte di iniziativa popolare e 14 richieste di referendum. Con riferimento alle ultime: 5 sono state giudicate non ammissibili, 5 si sono concluse con lo svolgimento di una votazione popolare senza raggiungimento del quorum e 4 sono pendenti. Le istanze di cittadini, associazioni od organismi di partecipazioni, invece, non sono classificate e, dunque, non sono state prodotte statistiche per analizzare l’efficacia dello strumento e le modalità di trattazione. Questa la sintesi della risposta all’istanza presentata dall’associazione un anno fa. Continua a leggere

Referendum comunali: Borgo Chiese inadempiente cronico

borgo_chiese_brione_cimego_condinoLa legge 11/2014 fu approvata dal consiglio regionale nel dicembre 2014 con lo scopo di favorire la partecipazione popolare nei processi decisionali pubblici a livello locale aggiornando l’ordinamento regionale sui referendum comunali. I punti salienti della novità legislativa furono: Continua a leggere