Referendum comunali a Calceranica: la Provincia richiama il Comune all’obbligo di democrazia

La democrazia, quella reale e non meramente declamata, trova il suo banco di prova più severo nei laboratori locali: i nostri Comuni. È qui, dove la distanza tra decisore e cittadino dovrebbe essere minima, che si gioca la tenuta dello Stato di diritto. Purtroppo, la vicenda che vede protagonista il Comune di Calceranica al Lago conferma, ancora una volta, quanto la partecipazione popolare sia spesso percepita dalle amministrazioni non come un pilastro costituzionale, ma come un fastidioso orpello procedurale.

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Democrazia locale sotto scacco a Calceranica al Lago: quando l’amministrazione ignora la partecipazione dei cittadini

A livello globale gli studi internazionali confermano un progressivo e preoccupante arretramento della qualità della democrazia. Purtroppo, la cruda realtà dimostra che le cose non vanno meglio a livello locale, dove i territori e i comuni dovrebbero invece rappresentare il primo e più autentico laboratorio di innovazione democratica, trasformando la consultazione della cittadinanza da mero adempimento burocratico a reale occasione di confronto e costruzione condivisa delle decisioni. (immagine: credits Gio2000)

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Democrazia a metà: a Brentonico il referendum c’è, ma il Comune sembra dimenticarsene

Nei giorni scorsi abbiamo denunciato i ritardi e gli ostacoli amministrativi che hanno accompagnato l’avvio della raccolta delle firme per il referendum comunale propositivo promosso dal Comitato Biodiversità e Salute per Brentonico. Oggi emerge un’ulteriore circostanza che merita una riflessione.

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Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare di Trento: quando la burocrazia limita la democrazia

© Matteo Ianeselli / Wikimedia Commons

L’esercizio dei diritti politici, pilastro fondamentale di ogni democrazia, dovrebbe essere agevolato dalle istituzioni e non ostacolato da barriere burocratiche ed economiche. Eppure, il Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare del Comune di Trento, all’articolo 10, impone un onere che appare irragionevole e difficilmente giustificabile sul piano giuridico: l’obbligo di costituire il comitato promotore di un referendum davanti a un notaio.

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Petizione sulla firma digitale: il Difensore civico conferma la necessità di adeguare la normativa provinciale alla giurisprudenza costituzionale

In attesa che la Prima Commissione del Consiglio provinciale di Trento avvii il ciclo di audizioni sulla petizione popolare n. 6/XVII, con cui chiediamo l’introduzione della firma digitale per la sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e liste elettorali, Più Democrazia in Trentino ha ritenuto opportuno acquisire un parere del Difensore civico provinciale, quale soggetto deputato alla tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione.

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Coinvolgere i trentini nel mondo per una democrazia più aperta e inclusiva

Pedestrians on zebra crossing. Free public domain CC0 photo.

La petizione popolare n. 6/XVII, attualmente all’esame della Prima Commissione del Consiglio provinciale, chiede di introdurre anche in Trentino la possibilità di sottoscrivere digitalmente referendum, iniziative popolari e liste elettorali provinciali. Si tratta di una proposta che non solo modernizza le procedure democratiche, ma che può contribuire ad ampliare la partecipazione e a rafforzare il legame tra la nostra comunità e i molti trentini che vivono, studiano o lavorano lontano dalla provincia.

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Lettera al Presidente Conte per modificare le procedure di raccolta firme per promuovere referendum

Staderini (ex segretario Radicali Italiani) e Gentili (co-presidente Ass.Coscioni) scrivono al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: referendum vietati ai cittadini senza modificare le procedure. Videolettera e Duran Adam davanti Palazzo Chigi Continua a leggere

Tutela della Piana di Santa Lucia a Bezzecca. Il Consiglio comunale di Ledro nega il diritto a promuovere referendum

Martedì 31 ottobre, il Consiglio comunale di Ledro, dopo aver interpretato i rilievi del Comitato dei Garanti espressi nella nota interlocutoria del 25 ottobre in ordine alla richiesta di referendum propositivo per la salvaguardia della Piana di Santa Lucia come fossero un parere di inammissibilità, ha deliberato al fine di soddisfare la richiesta di permesso di costruire in deroga al piano regolatore una stalla per caprini e fienile di pertinenza presentata il 22 febbraio scorso e di dare quindi corso al procedimento urbanistico intrapreso mettendo in subordine il diritto di promuovere referendum e il diritto dei cittadini di partecipare agli affari della collettività locale. Continua a leggere