Democrazia locale sotto scacco a Calceranica al Lago: quando l’amministrazione ignora la partecipazione dei cittadini

A livello globale gli studi internazionali confermano un progressivo e preoccupante arretramento della qualità della democrazia. Purtroppo, la cruda realtà dimostra che le cose non vanno meglio a livello locale, dove i territori e i comuni dovrebbero invece rappresentare il primo e più autentico laboratorio di innovazione democratica, trasformando la consultazione della cittadinanza da mero adempimento burocratico a reale occasione di confronto e costruzione condivisa delle decisioni. (immagine: credits Gio2000)

È quanto sta amaramente emergendo a Calceranica al Lago, dove l’amministrazione comunale si sta distinguendo per un atteggiamento oltremodo chiuso e difensivo di fronte alle istanze di partecipazione popolare. Mentre la democrazia partecipativa viene compressa attraverso inaccettabili dilazioni temporali delle procedure, la giunta procede spedita su binari paralleli. Nelle ultime settimane, infatti, l’ente ha assunto decisioni cruciali in merito alla localizzazione delle antenne sul territorio comunale senza tenere in alcuna considerazione la necessità di misurare le proprie azioni con la volontà della popolazione. Tutto ciò ignorando sia la petizione presentata dai residenti — e non correttamente trattata (fascicolo 277/2026) — sia la richiesta di referendum propositivo depositata dal Comitato per i Referendum lo scorso 1° luglio 2026.

Sull’iter referendario si assiste a una vera e propria stasi procedurale. A fronte della richiesta di referendum presentata dal Comitato (presieduto da Maurizio Pinamonti, con Luca Marchi segretario e Laura Donati tesoriere), il Comune ha accumulato ritardi ingiustificati, limitandosi a richiedere pareri alla Regione e all’Avvocatura dello Stato, anziché trasmettere tempestivamente i quesiti alla Commissione dei garanti di cui all’art. 16-bis del Codice degli Enti Locali. Una situazione di inerzia e chiusura che ha spinto prima il Comitato a presentare una nota di sollecito il 15 luglio e una formale diffida alla presidenza della Provincia il 1° agosto 2026, e contestualmente l’associazione Più Democrazia in Trentino a intervenire con una nota di raccomandazioni ufficiali il 28 luglio per pretendere il rispetto dello Statuto comunale e la sospensione dei procedimenti amministrativi sulle materie oggetto dei quesiti, così come previsto dall’art. 10 dello Statuto stesso.

Ridurre gli strumenti di democrazia diretta a un fastidio procedurale da aggirare o rallentare significa tradire lo spirito della rappresentanza e il legame di fiducia con la cittadinanza. Il comitato promotore dei referendum di Calceranica chiede solo che vengano applicate le regole e rispettati i diritti politici riconosciuti dalle norme. La partecipazione non è un privilegio concesso dall’alto, ma un pilastro costituzionale che le amministrazioni locali hanno il dovere di tutelare e agevolare, non di ostacolare.

Gli atti ufficiali e la corrispondenza:

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