
Quanto sta accadendo in questi giorni in alcuni comuni trentini è, a nostro avviso, la dimostrazione chiara dello stato precario della democrazia nelle nostre istituzioni.
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Quanto sta accadendo in questi giorni in alcuni comuni trentini è, a nostro avviso, la dimostrazione chiara dello stato precario della democrazia nelle nostre istituzioni.
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La democrazia, quella reale e non meramente declamata, trova il suo banco di prova più severo nei laboratori locali: i nostri Comuni. È qui, dove la distanza tra decisore e cittadino dovrebbe essere minima, che si gioca la tenuta dello Stato di diritto. Purtroppo, la vicenda che vede protagonista il Comune di Calceranica al Lago conferma, ancora una volta, quanto la partecipazione popolare sia spesso percepita dalle amministrazioni non come un pilastro costituzionale, ma come un fastidioso orpello procedurale.
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A Calceranica al Lago la democrazia partecipativa continua a subire colpi duri e ingiustificati. Come componenti del Comitato per i Referendum, ci troviamo costretti a denunciare pubblicamente l’atteggiamento di chiusura istituzionale che caratterizza l’attuale amministrazione comunale. Nonostante le reiterate richieste formali di informazione inoltrate nelle scorse settimane dal Comitato e dall’associazione PiùDemocrazia in Trentino, ad oggi il Comune non ha ancora comunicato se e quando i quesiti referendari, depositati formalmente lo scorso 1° luglio, siano stati effettivamente trasmessi alla commissione competente per la valutazione di ammissibilità. Un silenzio assordante che si traduce in un vero e proprio blocco procedurale.
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A livello globale gli studi internazionali confermano un progressivo e preoccupante arretramento della qualità della democrazia. Purtroppo, la cruda realtà dimostra che le cose non vanno meglio a livello locale, dove i territori e i comuni dovrebbero invece rappresentare il primo e più autentico laboratorio di innovazione democratica, trasformando la consultazione della cittadinanza da mero adempimento burocratico a reale occasione di confronto e costruzione condivisa delle decisioni. (immagine: credits Gio2000)
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La Commissione speciale d’indagine sulla società Hydro Dolomiti Energia è stata istituita dal Consiglio provinciale con deliberazione consiliare dell’8 aprile 2025, in attuazione della mozione n. 29/XVII promossa dal consigliere Walter Kaswalder.
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La battaglia per la trasparenza e la partecipazione democratica a Calceranica al Lago compie un nuovo, importante passo avanti, ma si scontra ancora una volta con il muro del silenzio amministrativo.
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Il 15 aprile 2024, al termine del dibattito sulla relazione della Commissione per gli affari politici e la democrazia, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato la Risoluzione 2538 (2024) – “Promuovere il Codice di buona condotta sui referendum riveduto”.
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Il Consiglio delle Autonomie Locali ha provveduto al rinnovo della Commissione per la valutazione dell’ammissibilità dei referendum popolari nei comuni della provincia di Trento, prevista dall’articolo 16bis del Codice degli enti locali della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol.
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L’esercizio dei diritti politici, pilastro fondamentale di ogni democrazia, dovrebbe essere agevolato dalle istituzioni e non ostacolato da barriere burocratiche ed economiche. Eppure, il Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare del Comune di Trento, all’articolo 10, impone un onere che appare irragionevole e difficilmente giustificabile sul piano giuridico: l’obbligo di costituire il comitato promotore di un referendum davanti a un notaio.
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Di fronte all’ultima tornata referendaria, ci troviamo costretti a denunciare un paradosso democratico che affligge il nostro Paese: l’astensionismo involontario. Mentre le istituzioni si interrogano pigramente sulle cause della disaffezione, la realtà ci dice che per milioni di italiani votare è diventata un’impresa logistica ed economica proibitiva.
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Nelle settimane scorse abbiamo pubblicato un’analisi delle nuove Linee Guida sulla Democrazia adottate dalla Confederazione Svizzera. La lettura di un documento così strategico, che nasce dalla consapevolezza di una “regressione democratica globale” e di una crescente sfiducia nelle istituzioni, ci ha profondamente colpito. Vedere uno Stato che, in risposta a queste sfide, non solo riafferma la democrazia come priorità, ma definisce un piano d’azione concreto per rafforzarne la resilienza, è una grande fonte di ispirazione.
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L’associazione Più Democrazia in Trentino ha organizzato un convegno pubblico per approfondire la riforma dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, attualmente in discussione in Parlamento.
Continua a leggere* l’intervento è stato inviato in versione ridotta a Il T
Pubblicato l’11 ottobre 2025 (lettera a piè di pagina)

Come primo firmatario della petizione popolare provinciale n. 6/XVII, ho voluto portare all’attenzione della Prima Commissione consiliare una richiesta che considero un passo fondamentale per la nostra Autonomia: l’adeguamento della normativa per consentire l’uso della firma digitale nelle procedure di partecipazione democratica.
Continua a leggereEmanuele Baseggio ha ricevuto una menzione d’onore nell’ambito della prima edizione del bando per tesi di laurea “Vince la democrazia”, promosso da Più Democrazia in Trentino in collaborazione con l’Università di Trento.
La sua tesi “Lo Stato di Diritto dell’Unione Europea: tradizione comune o strumento di innovazione?”, discussa presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento sotto la supervisione del Prof. Flavio Guella e della prof.ssa Serena Tomasi, è stata premiata per la chiarezza espositiva, la solidità del quadro teorico e l’approccio comparativo adottato.
Continua a leggereSiamo a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione degli emendamenti in Commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati per la prima trattazione parlamentare del disegno di legge costituzionale A.C. 2473 che propone modifiche allo Statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige/Südtirol. L’iter di questa revisione è stato finora a dir poco controverso.

Capita che un’iniziativa pubblica, un incontro, una riflessione condivisa possano generare connessioni inaspettate. È quello che è successo durante la cerimonia di premiazione del bando “Vince la democrazia”, organizzata dalla nostra associazione congiuntamente con l’Ufficio Alumni dell’Università di Trento, dove è stata premiata la tesi di Giulia Sabaini sul tema dell’equità intergenerazionale.
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Come associazione, da più di un decennio seguiamo e richiamiamo l’attività della Commissione di Venezia. I pareri di questa autorevole istituzione del Consiglio d’Europa hanno rappresentato un punto di riferimento costante per le nostre proposte volte a rafforzare gli strumenti di democrazia diretta e partecipativa in Trentino. Ricordiamo in particolare la nostra richiesta di parere sull’iniziativa popolare del 2012 per migliorare la disciplina degli istituti di partecipazione democratica.
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In Italia – e purtroppo anche in Trentino – è sempre più difficile ottenere spazio sui mezzi di informazione per parlare di proposte di riforma democratica, in particolare quando queste vanno a toccare i meccanismi del potere istituzionale. Chi propone strumenti per rafforzare la partecipazione popolare viene spesso ignorato, ridicolizzato o marginalizzato. Di contro, le posizioni più conservatrici e ostili all’evoluzione democratica godono di ampia visibilità: basti citare la recente pubblicazione della lettera di Sabino Cassese sul Corriere della Sera o l’intervista a Giuseppe Conte sul medesimo organo di stampa, favorevole solo a un abbassamento simbolico del quorum al 33%.
Continua a leggere* pubblicato su Il Nodo Critico l’11 giugno 2025
Il voto diventa una curva per ultras e il dibattito è assente

Il referendum, nato quale baluardo di democrazia diretta e partecipazione civica, sembra aver perso la sua dignità. Lo scontro tra fazioni politiche lo hanno reso più simile a una partita di calcio che a un serio dibattito politico. L’istituto, nato per dare voce ai cittadini su questioni cruciali, è ostaggio di logiche partitiche che ne distorcono il significato e ne annullano l’efficacia.
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In vista dei cinque referendum abrogativi in programma l’8 e il 9 giugno 2025, l’associazione Più Democrazia in Trentino organizza un incontro pubblico per offrire alla cittadinanza un’occasione di approfondimento chiaro, accessibile e imparziale.
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