Perfido, oltre la sentenza: il radicamento mafioso e la crisi democratica del Trentino

* pubblicato su Questo Trentino – giugno 2026

La sentenza definitiva della Corte di Cassazione sul filone principale dell’inchiesta “Perfido” chiude uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti della storia recente del Trentino. La Suprema Corte ha riconfermato l’esistenza di una “locale” di ’ndrangheta radicata in Val di Cembra, operante soprattutto nel settore estrattivo del porfido, rigettando o dichiarando inammissibili i ricorsi degli imputati condannati per associazione mafiosa, concorso esterno, sfruttamento del lavoro, scambio elettorale politico-mafioso, detenzione di armi e altri reati collegati.

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Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare di Trento: quando la burocrazia limita la democrazia

© Matteo Ianeselli / Wikimedia Commons

L’esercizio dei diritti politici, pilastro fondamentale di ogni democrazia, dovrebbe essere agevolato dalle istituzioni e non ostacolato da barriere burocratiche ed economiche. Eppure, il Regolamento sugli istituti di partecipazione popolare del Comune di Trento, all’articolo 10, impone un onere che appare irragionevole e difficilmente giustificabile sul piano giuridico: l’obbligo di costituire il comitato promotore di un referendum davanti a un notaio.

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Lo stato di diritto si difende: il ricorso del Governo contro l’estensione del limite dei mandati in Trentino

In questi giorni si è registrato un evento di grande rilevanza per la vita democratica della nostra Provincia autonoma. La Gazzetta Ufficiale n. 23 del 4 giugno 2025 ha pubblicato il ricorso per legittimità costituzionale (Reg. Rig. 21/2025) presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri contro la legge provinciale di Trento che modifica i requisiti di eleggibilità alla carica di Presidente della Provincia.

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