
In vista del Consiglio comunale straordinario convocato per oggi e dopo l’appello inoltrato ieri ai Consiglieri, l’Associazione Più Democrazia in Trentino ha trasmesso alla Presidente del Consiglio comunale, avv. Silvia Zanetti, una proposta di ordine del giorno, chiedendo che venga portata all’attenzione dei componenti dell’aula, direttamente oppure nell’ambito della Commissione permanente dei Capigruppo.
(immagine di copertina: credits Matteo Ianeselli – Wikipedia Commons) La nostra proposta prende atto della volontà dell’Amministrazione di confermare il rigetto del ricorso in opposizione presentato dall’Associazione contro la modifica dello Statuto relativa alla “cittadinanza di comunità”. Pur non condividendo tale scelta, riteniamo che questa vicenda possa rappresentare un’occasione per aprire una riflessione più ampia sulle modalità con cui il Comune di Trento interpreta e attua il principio della preventiva consultazione popolare previsto dall’articolo 101 dello Statuto comunale.
L’obiettivo della proposta non è quello di riaprire il dibattito sul merito della modifica statutaria, ma di promuovere un salto di qualità nelle procedure democratiche del Comune. Oggi la consultazione preventiva prevista dallo Statuto si traduce, di fatto, nella sola pubblicazione di un avviso sull’albo telematico per dieci giorni. Una modalità che soddisfa gli adempimenti formali, ma che difficilmente può essere considerata una consultazione realmente idonea a coinvolgere la cittadinanza.
Per questo proponiamo che il Consiglio comunale impegni sé stesso e la Giunta ad adottare, per le future modifiche statutarie e più in generale per i provvedimenti di maggiore interesse pubblico, procedure di consultazione ispirate ai principi elaborati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alle migliori pratiche nazionali e internazionali: informazione tempestiva, trasparenza, partecipazione inclusiva, restituzione pubblica delle osservazioni ricevute e motivazione delle scelte effettuate.
Tra le proposte figura anche l’utilizzo di strumenti digitali di partecipazione, come la piattaforma Decidim, già suggerita dall’Associazione nelle osservazioni formulate per l’aggiornamento del PIAO 2026-2028. Tali strumenti consentirebbero di affiancare gli incontri in presenza con spazi digitali aperti, nei quali cittadini, associazioni e portatori di interesse possano presentare osservazioni, proposte e contributi durante tutto il periodo della consultazione.
In un momento storico in cui numerosi studi internazionali segnalano un progressivo arretramento della qualità della democrazia, riteniamo che anche gli enti locali siano chiamati a fare la propria parte. Il Comune di Trento ha l’opportunità di diventare un laboratorio di innovazione democratica, trasformando la consultazione pubblica da mero adempimento procedurale a reale occasione di confronto e di costruzione condivisa delle decisioni pubbliche.
Ci auguriamo che il Consiglio comunale voglia cogliere questa opportunità, avviando un percorso capace di rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini e di dare piena attuazione ai principi di partecipazione sanciti dallo Statuto comunale.
REGISTRAZIONE DELLA SEDUTA DEL 30 LUGLIO 2026
Segue la nota inoltrata alla presidente del Consiglio Silvia Zanetti, all’assessora alla partecipazione Giulia Casonato e alla segretaria generale del Comune di Trento Lorenza Moresco:
Versione testuale della nota con proposta di ordine del giorno:
Gentile Avv. Silvia Zanetti
Presidente del Consiglio comunale di Trento
per conoscenza
Gentile dott.ssa Giulia Casonato
Assessora alle politiche sociali, casa e partecipazione
Gentile dott.ssa Lorenza Moresco
Segretaria generale
Trento, 30 luglio 2026
Oggetto: Trasmissione proposta di ordine del giorno sulla consultazione pubblica nelle modifiche statutarie e nei provvedimenti di maggiore rilevanza per la comunità locale
Con la presente l’Associazione Più Democrazia in Trentino desidera sottoporre alla Sua cortese attenzione una proposta di ordine del giorno che si allega alla presente, chiedendoLe di inoltrarla ai Consiglieri comunali, direttamente oppure nell’ambito di una riunione della Commissione permanente dei Capigruppo, affinché possano valutarne la condivisione.
L’Associazione prende atto dell’orientamento espresso nella proposta di deliberazione n. 4270/2026, che propone il non accoglimento del ricorso in opposizione presentato dalla scrivente Associazione e, conseguentemente, la conferma della modifica statutaria concernente la cosiddetta “cittadinanza di comunità”.
Pur mantenendo le ragioni che hanno motivato il ricorso, riteniamo utile cogliere questa occasione per spostare l’attenzione su una questione di carattere più generale, che riguarda il metodo con cui vengono elaborate e condivise le modifiche dello Statuto comunale e, più in generale, gli atti di maggiore rilevanza politica e amministrativa.
La proposta di ordine del giorno non intende rimettere in discussione il merito della scelta politica compiuta dal Consiglio comunale, bensì avviare una riflessione sul significato sostanziale della “consultazione pubblica” prevista dall’articolo 101 dello Statuto, affinché essa possa evolvere da mero adempimento formale a reale occasione di confronto con la cittadinanza.
Riteniamo infatti che gli enti locali possano svolgere un ruolo importante nel rafforzamento della qualità democratica delle istituzioni. In un contesto internazionale nel quale numerosi studi indipendenti, tra cui quelli del Varieties of Democracy Institute (V-Dem) e dell’Economist Intelligence Unit, evidenziano un progressivo arretramento della qualità della democrazia, anche i Comuni possono contribuire a invertire questa tendenza valorizzando gli strumenti di partecipazione previsti dall’ordinamento e dando piena attuazione ai principi sanciti dal Patto internazionale sui diritti civili e politici e dal Protocollo addizionale alla Carta europea dell’autonomia locale sul diritto di partecipare agli affari delle collettività locali.
La proposta allegata individua alcuni principi e linee guida che potrebbero orientare le future consultazioni pubbliche concernenti le modifiche statutarie e, più in generale, i provvedimenti di maggiore rilevanza per la comunità locale, con particolare riferimento agli atti fondamentali di competenza del Consiglio comunale.
Confidando che tale contributo possa rappresentare uno stimolo per una riflessione condivisa sul rafforzamento della partecipazione democratica nel Comune di Trento, La ringraziamo per l’attenzione che vorrà riservare alla presente e Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Alex Marini
Presidente dell’associazione di promozione sociale Più Democrazia in Trentino
* * *
Proposta di ordine del giorno collegato alla proposta di deliberazione n. 4270/2026 avente ad oggetto «Ricorso in opposizione di data 17.07.2026 – prot. n. 284900 alla deliberazione del Consiglio comunale n. 114 di data 08.07.2026 avente ad oggetto: “Statuto comunale. Modifiche concernenti la Cittadinanza di comunità.” – Non accoglimento»
Premesso che
- l’articolo 101 dello Statuto comunale dispone che il procedimento per le modifiche statutarie debba, di norma, includere idonee forme di preventiva consultazione popolare;
- il ricorso in opposizione presentato dall’Associazione Più Democrazia in Trentino non contesta il merito della deliberazione concernente la “Cittadinanza di comunità”, bensì la modalità con cui è stata attuata la consultazione prevista dall’articolo 101 dello Statuto, ritenendo che la sola pubblicazione della proposta all’albo telematico per dieci giorni non sia sufficiente a soddisfare il requisito sostanziale di una consultazione popolare effettiva;
- dalla relazione istruttoria predisposta dalla Segretaria generale emerge che l’Amministrazione ritiene la consultazione regolarmente svolta, evidenziando come lo Statuto non disciplini puntualmente le modalità di svolgimento della consultazione e come, anche in occasione delle precedenti modifiche statutarie, sia stata adottata la medesima procedura consistente nella pubblicazione all’albo comunale per un periodo limitato;
- la stessa relazione riconosce pertanto che le modalità di consultazione costituiscono una scelta discrezionale dell’Amministrazione, lasciando quindi spazio ad un loro progressivo miglioramento e aggiornamento;
- il Consiglio comunale, quale organo rappresentativo della comunità locale, è chiamato ad interpretare l’articolo 101 dello Statuto non soltanto secondo un criterio di legittimità formale, ma anche alla luce dei principi di partecipazione democratica, trasparenza, buon andamento e collaborazione tra istituzioni e cittadinanza;
- negli ultimi anni si sono consolidati, a livello nazionale ed internazionale, principi, metodologie e standard condivisi in materia di consultazione pubblica, finalizzati a garantire processi partecipativi realmente accessibili, inclusivi e trasparenti;
- il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha adottato le Linee guida sulla consultazione pubblica, che individuano principi quali trasparenza, pubblicità, inclusione, accessibilità, partecipazione informata, adeguata durata della consultazione, restituzione pubblica degli esiti e motivazione delle scelte finali;
- analogamente, il Piano Nazionale Anticorruzione dell’ANAC richiama espressamente l’importanza delle consultazioni pubbliche nella predisposizione della sezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del PIAO, quale strumento volto ad accrescere il valore pubblico, la trasparenza amministrativa e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni;
- in occasione delle osservazioni presentate per l’aggiornamento del PIAO 2026-2028, l’Associazione Più Democrazia in Trentino ha già proposto al Comune di Trento di dotarsi di una piattaforma digitale di partecipazione civica e di e-democracy, quale Decidim, quale strumento permanente per accompagnare le consultazioni pubbliche, integrare le assemblee e gli incontri in presenza, favorire la partecipazione informata dei cittadini e garantire trasparenza, tracciabilità e pubblicità dell’intero processo deliberativo, proposta che risulta pienamente coerente con i principi richiamati dalle linee guida nazionali sulla consultazione pubblica
- lo stesso Comune di Trento, in attuazione delle indicazioni dell’ANAC, ha introdotto procedure di consultazione pubblica per l’aggiornamento del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), riconoscendo formalmente il valore del coinvolgimento degli stakeholder e della società civile;
- l’evoluzione degli strumenti digitali e delle pratiche partecipative consente oggi di affiancare alla pubblicazione all’albo telematico ulteriori modalità di coinvolgimento della cittadinanza, capaci di raggiungere in modo più efficace i soggetti direttamente interessati dalle modifiche proposte;
- la definizione preventiva di criteri condivisi per lo svolgimento delle consultazioni pubbliche contribuirebbe ad evitare future contestazioni, ad accrescere la qualità delle decisioni pubbliche e a rafforzare il rapporto fiduciario tra amministrazione e comunità locale.
Tutto ciò premesso
il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta comunale
1. ad elaborare e sottoporre al Consiglio comunale, entro sei mesi, un documento di indirizzo contenente principi e linee guida per lo svolgimento delle consultazioni pubbliche previste dall’articolo 101 dello Statuto comunale e, più in generale, per l’adozione di provvedimenti di carattere generale e di rilevante interesse pubblico, ispirandosi ai principi elaborati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alle migliori pratiche nazionali e internazionali, prevedendo in particolare:
a) valutazione preventiva delle forme di consultazione più idonee in relazione alla natura del provvedimento, ai soggetti direttamente interessati e alla rilevanza delle decisioni per la comunità locale;
b) individuazione e coinvolgimento attivo degli stakeholder, delle associazioni rappresentative e dei soggetti maggiormente interessati dagli effetti delle proposte oggetto di consultazione;
c) tempi congrui per la presentazione di osservazioni e proposte, proporzionati alla complessità degli atti sottoposti a consultazione;
d) utilizzo di strumenti digitali idonei a favorire la partecipazione, l’accessibilità e l’inclusione, anche attraverso piattaforme dedicate alla partecipazione civica;
e) pubblicazione, al termine della consultazione, di una relazione di sintesi contenente le osservazioni pervenute, le valutazioni svolte dall’Amministrazione e le motivazioni dell’eventuale accoglimento o mancato recepimento delle proposte formulate;
f) promozione di modalità di consultazione proporzionate alla rilevanza degli atti, privilegiando forme di confronto pubblico diretto nei casi di modifiche statutarie o di provvedimenti destinati ad incidere in modo significativo sui diritti, sulla partecipazione o sull’organizzazione della comunità locale;
g) valutazione dell’opportunità di adottare, anche in via sperimentale, una piattaforma digitale di partecipazione civica che integri gli strumenti di consultazione tradizionali e favorisca processi deliberativi più aperti, trasparenti e inclusivi.
2. ad approfondire periodicamente l’efficacia delle modalità di consultazione adottate dall’Amministrazione, formulando eventuali proposte di aggiornamento alla luce dell’evoluzione normativa, tecnologica e delle migliori pratiche partecipative, e a riferire gli esiti alla Commissione competente.
* * *
Iscriviti all’associazione Più Democrazia in Trentino e supporta il nostro sforzo per una democrazia migliore oppure scegli di donare il 5 per mille per una democrazia migliore
Scopri di più da Più Democrazia in Trentino
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
