La democrazia digitale in Trentino è ferma. E non per colpa della tecnologia

Credit: Veneri – Archivio Ufficio Stampa PAT

Il 27 luglio i consiglieri provinciali Alessio Manica e Lucia Coppola hanno depositato un’interrogazione (1925/XVII), nata da una sollecitazione dell’associazione Più Democrazia in Trentino, per chiedere alla Giunta provinciale di fare chiarezza sulla dismissione dell’applicazione “Partecipazione democratica cittadini” e sulle strategie che la Provincia intende adottare per accompagnare i processi decisionali e le consultazioni pubbliche attraverso strumenti digitali.

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Partecipazione, una parola da riempire di significato. Riflessione sulla seduta Consiglio comunale di Trento

In merito all’articolo pubblicato dal giornale L’Adige sulla seduta del Consiglio comunale del 30 luglio dedicata al ricorso presentato dall’associazione Più Democrazia in Trentino, desidero condividere alcune considerazioni da persona presente in aula in rappresentanza dell’associazione stessa.

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Consultazione pubblica nel comune di Trento: Più Democrazia in Trentino propone nuove regole per rendere effettiva la partecipazione dei cittadini

Credits immagine Wikimedia Commons

In vista del Consiglio comunale straordinario convocato per oggi e dopo l’appello inoltrato ieri ai Consiglieri, l’Associazione Più Democrazia in Trentino ha trasmesso alla Presidente del Consiglio comunale, avv. Silvia Zanetti, una proposta di ordine del giorno, chiedendo che venga portata all’attenzione dei componenti dell’aula, direttamente oppure nell’ambito della Commissione permanente dei Capigruppo.

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Art. 101 dello Statuto comunale di Trento: il nostro appello ai Consiglieri per una consultazione pubblica autentica

Nella giornata di oggi l’associazione Più Democrazia in Trentino ha trasmesso alla Presidente del Consiglio comunale di Trento, avv. Silvia Zanetti, un appello rivolto a tutti i Consiglieri comunali in vista della discussione della proposta di deliberazione n. 4270/2026, con cui il Consiglio sarà chiamato a pronunciarsi sul non accoglimento del ricorso in opposizione presentato dalla nostra Associazione contro la modifica dello Statuto comunale in materia di cittadinanza di comunità.

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Cittadinanza di comunità. Una modifica simbolica nata senza un vero confronto pubblico

L’associazione Più Democrazia in Trentino ha deciso di impugnare la modifica dello Statuto del Comune di Trento che introduce la cosiddetta “cittadinanza di comunità”.

La decisione potrebbe apparire sorprendente, soprattutto perché da sempre sosteniamo l’esigenza di ampliare gli spazi di partecipazione delle persone che vivono stabilmente nel nostro territorio, indipendentemente dalla loro cittadinanza.

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Partecipazione o decisioni già prese? Le lezioni del 2016 che il Comune di Trento non dovrebbe dimenticare

Da alcune settimane circolano con sempre maggiore insistenza indiscrezioni secondo cui all’interno del Consiglio comunale di Trento sarebbe in corso un lavoro di revisione dello Statuto e dei regolamenti che disciplinano gli istituti di partecipazione popolare.

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Il PIAO non è un monologo: il Difensore Civico interviene sul caso PEBA nel Comune di Dro

Nell’ambito dell’attività di partecipazione e monitoraggio civico condotta dall’associazione Più Democrazia in Trentino sui Piani Integrati di Attività e Organizzazione (PIAO) delle pubbliche amministrazioni trentine, emerge con particolare evidenza il caso del Comune di Dro.

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PIAO 2026-2028 della Provincia autonoma di Trento: partecipazione formale e criticità nella coerenza istruttoria

Il 6 febbraio 2026 la Giunta della Provincia autonoma di Trento ha adottato il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, concludendo la fase di consultazione pubblica prevista nell’ambito della predisposizione del documento.

L’associazione Più Democrazia in Trentino aveva partecipato alla consultazione presentando osservazioni articolate, supportate da riferimenti scientifici e da richiami alla normativa e alle linee guida in materia di prevenzione della corruzione, trasparenza amministrativa e qualità della regolazione. Dall’esame della deliberazione di adozione emergono tuttavia alcune criticità che meritano di essere evidenziate.

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La Convenzione di Aarhus e il suo aggiornamento in Italia: trasparenza e partecipazione ancora deboli?

La Convenzione di Aarhus, adottata nel 1998 e ratificata dall’Italia nel 2001, rappresenta uno degli strumenti più avanzati per garantire il diritto dei cittadini all’informazione, alla partecipazione e all’accesso alla giustizia in materia ambientale. Ma come sta andando la sua applicazione nel nostro Paese?

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