Ricorso sulla modifica dello Statuto in materia di “cittadinanza di comunità”: avviato il procedimento amministrativo

Four abstract human faces with speech bubbles containing Italian words about speaking and listening

Il Comune di Trento ha comunicato l’avvio del procedimento amministrativo relativo al ricorso in opposizione presentato dalla nostra associazione contro la deliberazione del Consiglio comunale che ha introdotto nello Statuto la cosiddetta “cittadinanza di comunità”.

Si tratta di un passaggio che giudichiamo positivamente.

La comunicazione ricevuta illustra infatti in modo chiaro le fasi del procedimento, indicando gli uffici competenti, gli organi politici coinvolti e i tempi previsti per la conclusione dell’istruttoria. Un modo di procedere che risponde ai principi di trasparenza amministrativa e consente ai cittadini di conoscere come verrà esaminata la loro istanza.

L’opposizione amministrativa è uno strumento particolare: diversamente dai tradizionali ricorsi gerarchici, viene rivolta alla stessa amministrazione che ha adottato l’atto, offrendo così l’opportunità di riesaminare criticamente le proprie decisioni.

Ci auguriamo che l’Assessorato competente, la Giunta e gli uffici comunali colgano questa occasione per valutare il provvedimento anche sotto un diverso punto di vista.

L’inclusione dei cittadini e delle cittadine originari di Paesi terzi rappresenta una sfida importante per la nostra comunità. Riteniamo però che tale obiettivo possa essere perseguito con strumenti capaci di riconoscere opportunità e responsabilità effettive, favorendo una partecipazione concreta alla vita pubblica locale e contribuendo a rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Una modifica statutaria dovrebbe tendere non solo a esprimere un valore simbolico, ma anche a promuovere forme reali di cittadinanza attiva.

Accanto al merito della deliberazione, confidiamo che l’Amministrazione voglia riflettere anche sul metodo seguito.

Negli ultimi mesi Più Democrazia in Trentino ha avanzato proposte puntuali per rafforzare trasparenza e partecipazione nei processi decisionali. Le osservazioni presentate nell’ambito della consultazione pubblica sul PIAO proponevano, tra l’altro, il monitoraggio degli istituti partecipativi, la riduzione delle barriere burocratiche e l’impiego di strumenti digitali per integrare assemblee e incontri in presenza. Piattaforme di partecipazione consentirebbero infatti ai cittadini di formulare osservazioni, proposte e critiche anche in momenti diversi dagli incontri pubblici, rendendo il confronto più inclusivo, documentato e accessibile.

Lo Statuto rappresenta la “piccola Costituzione” di un Comune. Proprio per questo le sue modifiche dovrebbero essere il risultato di un processo deliberativo aperto, capace di coinvolgere ampi strati della popolazione prima che le decisioni vengano assunte. La partecipazione non dovrebbe limitarsi a esprimere un consenso o un dissenso su un testo già definito, ma contribuire alla costruzione delle regole della convivenza, trasformando le istanze dei cittadini in un’azione collettiva capace di produrre effetti duraturi.

Trento, capoluogo del Trentino, dispone di competenze amministrative, capitale umano e un ricco tessuto associativo. Ha quindi tutte le condizioni per diventare un laboratorio di innovazione democratica, sperimentando procedure partecipative avanzate nelle decisioni fondamentali che riguardano la comunità. Sarebbe un esempio prezioso anche per gli altri Comuni del territorio.

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