Calceranica: depositati due quesiti referendari sulle antenne di telefonia mobile. Ma il Comune tace sulle procedure

La battaglia per la trasparenza e la partecipazione democratica a Calceranica al Lago compie un nuovo, importante passo avanti, ma si scontra ancora una volta con il muro del silenzio amministrativo.

Dalla petizione disattesa alla nascita del Comitato

L’iniziativa affonda le radici nella profonda insoddisfazione della cittadinanza per come l’Amministrazione comunale ha gestito la localizzazione di un impianto di telefonia mobile presso il campo sportivo di via Aoni. Già in data 14 maggio 2026, oltre 200 cittadini avevano depositato una formale petizione per esprimere il proprio dissenso. Un’istanza che l’ente locale aveva però frettolosamente declassato a semplice segnalazione amministrativa applicando criteri formalistici restrittivi — una prassi criticata anche dal Difensore Civico della Provincia autonoma di Trento, il quale ha sottolineato come tali restrizioni finiscano per «ridurre ai minimi termini la portata e con ciò sminuire oltremodo la possibilità dei cittadini di partecipare democraticamente alla vita del Comune» (Fascicolo Difensore civico 277/2026).

Di fronte all’inerzia dell’amministrazione nell’attuare l’art. 6 dello Statuto, che imporrebbe di favorire la consultazione popolare con criteri di “semplicità, celerità e libertà di forme“, i promotori della petizione hanno scelto di non fermarsi. Si sono così costituiti formalmente nel Comitato per i Referendum di Calceranica al Lago, presieduto da Maurizio Pinamonti con Luca Marchi come segretario e Laura Donati come tesoriere, depositando ufficialmente due quesiti referendari in data 1° luglio 2026.

Il contenuto dei quesiti e la relazione illustrativa

I quesiti referendari, redatti ai sensi dell’art. 8 dello Statuto comunale, mirano a reintrodurre la voce dei cittadini nelle scelte di pianificazione territoriale:

  1. Il primo quesito chiede alla cittadinanza se intende che l’Amministrazione comunale «proceda alla rivalutazione della localizzazione dell’impianto di telefonia mobile previsto in via Aoni (campo sportivo), alla luce dei criteri di pianificazione territoriale e delle alternative localizzative individuate nel Piano comunale […] al fine di verificare la soluzione complessivamente più idonea sotto il profilo ambientale, paesaggistico e di tutela dei siti sensibili». La relativa relazione evidenzia come il parere favorevole espresso in Conferenza dei Servizi non costituisca una decisione definitiva, richiamando la recente giurisprudenza del Consiglio di Stato (sentenza n. 02955/2026) che riconosce all’ente la facoltà di operare un bilanciamento degli interessi pubblici. Il referendum vuole così fornire un chiaro indirizzo politico e democratico a supporto delle prerogative di tutela del territorio.
  2. Il secondo quesito, di natura marcatamente propositiva, chiede se i cittadini vogliano che il Comune «orienti la pianificazione e la localizzazione degli impianti di telefonia mobile privilegiando la collocazione degli stessi nelle aree n. 1, 2, 3 e 4 individuate come idonee nel Piano comunale […] garantendo una valutazione comparativa tra le alternative disponibili». L’obiettivo è superare la logica delle autorizzazioni “a spot” per dotare il paese di una strategia di lungo periodo che concili la copertura tecnologica con la salvaguardia della salute e dell’ambiente.

Il muro di gomma del Comune: nessuna risposta all’istanza del 15 luglio

Nonostante il deposito ufficiale delle richieste, l’iter procedurale si è subito scontrato con un cortocircuito normativo: lo Statuto comunale di Calceranica (art. 10) non risulta infatti coordinato con le disposizioni dell’art. 16-bis del Codice degli Enti Locali, che affida l’esame dell’ammissibilità a un’apposita commissione di esperti. Mancano del tutto termini certi per la trasmissione dei quesiti, per la pronuncia della commissione e per la consegna dei moduli di raccolta firme.

Per fare chiarezza e tutelare i diritti di partecipazione della comunità, in data 15 luglio 2026 il Comitato ha inviato una formale richiesta di informazioni e accesso agli atti al Segretario comunale (con copia trasmessa anche al Difensore Civico provinciale e alla nostra associazione Più Democrazia in Trentino). Nell’istanza si chiedevano delucidazioni urgenti sulle tempistiche di convocazione della commissione di valutazione dei quesiti, sulla pubblicazione dei pareri della stessa e sulla messa a disposizione dei moduli vidimati per i 180 giorni di raccolta firme, domandando inoltre copia delle comunicazioni intercorse tra l’ente e la commissione di valutazione.

Ad oggi, a distanza di giorni dall’invio, l’amministrazione comunale non ha fornito alcun riscontro.

Più Democrazia in Trentino esprime il proprio sostegno al Comitato per i Referendum di Calceranica al Lago, condannando questo atteggiamento dilatorio e di chiusura istituzionale. Il diritto a promuovere referendum non è una concessione benevola dell’ente pubblico, ma un diritto fondamentale dei cittadini che va garantito attraverso procedure certe, trasparenti e tempestive. Seguiremo da vicino gli sviluppi della vicenda affinché la voce di Calceranica non venga silenziata dai formalismi burocratici.

Documenti:

* * *

Iscriviti all’associazione Più Democrazia in Trentino e supporta il nostro sforzo per una democrazia migliore oppure scegli di donare il 5 per mille per una democrazia migliore

5 per mille per Più Democrazia in Trentino

Scopri di più da Più Democrazia in Trentino

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento