Quando la trasparenza ambientale viene “semplificata”: il caso Storo riguarda tutti

La vicenda della contaminazione da PFAS della falda del Basso Chiese pone una domanda che va ben oltre il caso di Storo: può una comunità proteggere efficacemente la propria salute se le informazioni ambientali non vengono pubblicate in modo tempestivo e completo?
(Credits video – servizio di TG33 di Ambra Visentin del 29 luglio 2026)

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Brentonico, presentato ricorso contro la delibera del Consiglio comunale di rigetto della proposta di regolamento per la tutela della salute e dell’ambiente: «La partecipazione popolare non può essere soltanto sulla carta»

L’associazione Più Democrazia in Trentino, per il tramite della propria socia Daria Giacomolli, ha presentato un ricorso in opposizione contro la deliberazione n. 35 del 29 luglio 2026 del Consiglio comunale di Brentonico, con la quale è stata respinta la proposta di deliberazione di iniziativa popolare per l’adozione del “Regolamento comunale per la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole”, presentata dal Comitato biodiversità e salute per Brentonico.

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Referendum comunali: il diritto di partecipare non può dipendere dal silenzio delle istituzioni

Nel Comune di Brentonico è in corso una raccolta di firme per promuovere un referendum comunale propositivo, dichiarato ammissibile dalla competente Commissione referendaria. Nonostante ciò, l’amministrazione comunale non ha pubblicato sul proprio sito istituzionale le informazioni essenziali riguardanti la raccolta delle firme, impedendo di fatto a molti cittadini di conoscere tempi, modalità e finalità dell’iniziativa.

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Commissione Hydro Dolomiti Energia, respinto il ricorso sull’accesso ai verbali: la commissione nata per la trasparenza è oggi l’organo meno trasparente delle istituzioni

Diga di Bissina – Val di Daone

La Commissione speciale d’indagine sulla società Hydro Dolomiti Energia è stata istituita dal Consiglio provinciale con deliberazione consiliare dell’8 aprile 2025, in attuazione della mozione n. 29/XVII promossa dal consigliere Walter Kaswalder.

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Calceranica: depositati due quesiti referendari sulle antenne di telefonia mobile. Ma il Comune tace sulle procedure

La battaglia per la trasparenza e la partecipazione democratica a Calceranica al Lago compie un nuovo, importante passo avanti, ma si scontra ancora una volta con il muro del silenzio amministrativo.

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Democrazia a metà: a Brentonico il referendum c’è, ma il Comune sembra dimenticarsene

Nei giorni scorsi abbiamo denunciato i ritardi e gli ostacoli amministrativi che hanno accompagnato l’avvio della raccolta delle firme per il referendum comunale propositivo promosso dal Comitato Biodiversità e Salute per Brentonico. Oggi emerge un’ulteriore circostanza che merita una riflessione.

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Le informazioni ambientali oscurate finiscono al Parlamento europeo. Più Democrazia in Trentino porta il caso PFAS di Storo a Bruxelles

La battaglia per il diritto dei cittadini a conoscere le informazioni ambientali compie un nuovo passo. Dopo le iniziative intraprese in sede amministrativa, l’intervento del Difensore civico e le interrogazioni presentate in Parlamento e in Consiglio regionale, la questione della deroga agli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali prevista dalla legge regionale n. 10/2014 approda ora al Parlamento europeo.

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Referendum comunale a Brentonico: dopo l’ammissione del quesito arriva una diffida al Comune per il ritardo nell’avvio della raccolta firme

Gli strumenti di democrazia diretta sono tanto più efficaci quanto più le amministrazioni pubbliche ne garantiscono il pieno e tempestivo esercizio. Per questo motivo seguiamo con attenzione quanto sta accadendo a Brentonico, dove il percorso di partecipazione promosso da un gruppo di cittadini sta incontrando nuovi ostacoli anche dopo il positivo giudizio di ammissibilità del referendum comunale.

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Calceranica al Lago: il Difensore civico contro i formalismi che svuotano le petizioni. Un principio che può diventare una pietra miliare per la partecipazione democratica

“Caldonazzo – view from Menador” di Matteo Ianeselli, da Wikimedia Commons, licenza CC BY‑SA 3.0.

La vicenda della petizione popolare presentata da oltre 200 cittadini al Comune di Calceranica al Lago contro la localizzazione di un’antenna per telecomunicazioni in prossimità del campo sportivo potrebbe rappresentare un importante punto di svolta nel dibattito sulla partecipazione democratica nei comuni trentini.

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PFAS a Storo: il problema è riconosciuto, ma la trasparenza continua a mancare

Ieri, 11 giugno 2026, abbiamo ricevuto la risposta del Difensore civico alla segnalazione integrativa inviata il 7 giugno scorso da Più Democrazia in Trentino sulla mancata pubblicazione dello studio universitario “Modelli di flusso e trasporto di PFOS nell’acquifero del Basso Chiese” e sulle criticità emerse nella gestione delle informazioni ambientali relative alla contaminazione da PFAS della falda del Basso Chiese.

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PFAS a Storo: il Comune risponde, ma lo studio dell’Università continua a non comparire

Dopo l’intervento del Difensore civico e le osservazioni al PIAO, l’amministrazione introduce un semplice collegamento al sito APPA ma conferma di non disporre dello studio sui modelli di diffusione dei PFAS nella falda del Basso Chiese. Una risposta che lascia aperti numerosi interrogativi sulla trasparenza ambientale e sulla gestione del rischio.

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PFAS a Storo: il Comune non può chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità

L’Associazione Più Democrazia in Trentino ha preso visione delle dichiarazioni del Sindaco di Storo in merito alla mancata pubblicazione dello studio dell’Università di Trento (DICAM) sulla contaminazione da PFAS nella falda del Basso Chiese intitolato “Modelli di flusso e trasporto di PFOS nell’acquifero del Basso Chiese”.

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Clima, democrazia e silenzi istituzionali: il caso Brentonico non è un’eccezione

* pubblicato su Questo Trentino nel numero di maggio 2026

C’è un dato che dovrebbe inquietare più di tutti gli altri. Non è la temperatura record del 2025, né il superamento della soglia di +1,5 °C anche in Trentino. Non è nemmeno l’aumento delle ondate di calore o la diffusione di nuove malattie. Il dato più preoccupante è un altro: sappiamo tutto, ma non cambiamo nulla.

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PFAS a Storo: il Difensore civico impone la trasparenza. Un richiamo allo Stato di diritto

Dalla pubblicazione dello studio UniTrento alla gestione del rischio idrico: il caso Storo evidenzia ritardi sistemici nell’attuazione delle norme europee e nazionali.

Il Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, dott. Sandro Raimondi, con una nota del 5 maggio, ha formalmente richiesto al Comune di Storo di procedere alla pubblicazione dello studio dell’Università di Trento (DICAM) sui modelli di flusso e trasporto dei PFOS nell’acquifero del Basso Chiese.

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Petizioni ignorate? Il caso Brentonico riapre il tema della partecipazione nei Comuni trentini

Il diritto di petizione nei Comuni trentini continua a mostrare criticità strutturali. Torniamo a occuparci di controllo civico e corretta attuazione degli istituti di democrazia diretta nei nostri Comuni. Al centro dell’attenzione c’è nuovamente la tutela del diritto di petizione, tema per cui l’azione della nostra associazione aveva fatto emergere criticità con un’informativa oltre dieci anni fa e che oggi, purtroppo, sembrano riproporsi nel comune di Brentonico.

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Trasparenza attiva: il Difensore civico dà ragione all’associazione sull’obbligo di pubblicazione delle informazioni ambientali

Riconosciuta la fondatezza della richiesta sulla pubblicazione dello studio UniTrento. Segnalata al Consiglio regionale la necessità di modificare la legge sulla trasparenza


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PFAS a Storo, chieste trasparenza e verità: investito il Difensore civico

Presentata il 4 aprile una richiesta di intervento al Difensore civico Sandro Raimondi per ottenere la pubblicazione delle informazioni ambientali sulla contaminazione della falda.

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Clima e democrazia ambientale: il rapporto ISPRA mostra la strada, ma il Trentino resta indietro sulla partecipazione

Dalla ricerca di ISPRA emerge che la partecipazione dei cittadini è decisiva per affrontare il rischio climatico. Nel nostro territorio però restano limiti nella trasparenza delle informazioni ambientali e nell’uso di strumenti digitali di coinvolgimento pubblico.

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Trasparenza ambientale: un ritardo che non è più giustificabile

In Trentino-Alto Adige/Südtirol esiste un problema di trasparenza ambientale che non può più essere ignorato. Da anni i comuni della nostra regione sono in ritardo nell’ottemperare agli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali nella sezione “Amministrazione trasparente” dei propri siti istituzionali. Un ritardo che non è frutto di disattenzione, ma di una scelta difensiva: rifugiarsi sotto l’ombrello della legge regionale n. 10/2014, sostenendo che l’obbligo di pubblicare le “informazioni ambientali” non trovi applicazione.

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PFAS nel Chiese: grazie alle osservazioni civiche il Comune di Storo apre su biomonitoraggio e trasparenza

Il contributo di Più Democrazia in Trentino modifica il PIAO comunale. Accolte alcune richieste su salute pubblica e accesso alle informazioni ambientali. Rimangono però lacune nella pubblicazione degli studi e negli strumenti di partecipazione dei cittadini.

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