Viale Trento a Rovereto. Le considerazioni dell’associazione sulla nota di Valduga

Il 3 maggio 2018 l’associazione ha inviato una serie di considerazioni al Difensore Civico in ordine al contenuto della nota del sindaco di Rovereto dell’11 aprile inoltrata all’associazione il 23 aprile 2018, il giorno dopo l’abbattimento degli alberi di viale Trento:

Gentile avv. Daniela Longo
Difensore Civico della Provincia autonoma di Trento

Trento, 3 maggio 2018

Oggetto: Considerazioni su nota DCTN del 23.4.2018 (DCTN 1427/2018 – fascicolo 687/17 “mancata attuazione statuto: progettazione Viale Trento”)

Gentile avv. Longo

con riferimento alla nota del 23 aprile (DCTN 1427/2018 – fascicolo 687/17 “mancata attuazione statuto: progettazione Viale Trento”) si rileva quanto segue:

– l’amministrazione comunale di Rovereto ha inoltrato la nota dell’11.4.18 a firma del sindaco Francesco Valduga (prot.DCTN/0001293/A) a un indirizzo e-mail non registrato a nome dell’associazione Più Democrazia in Trentino. L’indirizzo e-mail dell’associazione è infatti piudemocraziaintrentino@gmail.com e non piudemocraziatrentino@gmail.com

– nella nota, al di là delle dichiarazioni di principio, l’amministrazione non argomenta le ragioni per le quali ha deciso di non attuare l’art.5 dello Statuto comunale che disciplina le assemblee circoscrizionali;

– l’evento “La finestra sulla città” menzionato nella nota non è un istituto previsto dallo Statuto comunale. Pur apprezzando i tentativi dell’amministrazione di divulgare e di informare la cittadinanza sulle decisioni prese e sulle attività svolte, l’evento organizzato dall’amministrazione non può essere considerato un atto che soddisfa e rispetta le disposizioni statutarie attinenti ai diritti di partecipazione e al diritto dei cittadini e degli organi di decentramento di essere parte attiva nei processi decisionali che riguardano il verde pubblico;

– nella nota si omette il fatto – centrale nelle osservazioni dell’associazione – che in data 5.9.2017 l’assemblea circoscrizionale ha approvato per alzata di mano n.4 proposte indirizzate agli organi elettivi comunali, alle quali, ai sensi dell’art.5 dello Statuto, avrebbe dovuto corrispondere una risposta da parte dell’organo competente con atto amministrativo o con comunicazione scritta, nei tempi e nei modi stabiliti dal regolamento;

– nella nota non si menziona il fatto che in data 5.10.2017, sebbene il regolamento sui consigli circoscrizionali preveda la possibilità di dare la parola ai cittadini che partecipano ai consigli, le loro richieste di intervenire non siano state soddisfatte;

– la deliberazione del 21.11.2017 menzionata nella nota riguarda il 1° lotto della riqualificazione di viale Trento come indica il titolo stesso dell’atto giuntale. La deliberazione non considera in ogni caso le proposte approvate per alzata di mano all’assemblea circoscrizionale del 5.9.2017 ai sensi dello Statuto e del regolamento. Inoltre, la citata deliberazione, pur rilevando la costituzione di una pagina sul social network Facebook “Salviamo gli alberi di Viale Trento”, non menziona la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org indirizzata al sindaco di Rovereto “Salviamo i 47 alberi storici di viale Trento”, petizione più volte oggetto di cronaca sulle pagine dei mezzi di informazione locali;

– nella nota di risposta del sindaco non si menziona neppure il quesito referendario depositato in data 01.12.2017. A tal riguardo, si segnala come il Comitato dei Garanti del Referendum sia stato messo in condizione di operare solo a seguito della deliberazione consiliare 7/2018 pubblicata in data 16.2.2018 nonostante lo Statuto preveda espressamente all’art.10 che “la proposta deve essere sottoposta al giudizio di ammissibilità da parte di un comitato formato da tre garanti ed eletto dal consiglio comunale nei trenta giorni successivi alla presentazione della proposta. La decisione in ordine all’ammissibilità deve essere assunta dal Comitato dei Garanti entro i trenta giorni successivi alla sua nomina”. Precedentemente, era stata approvata la deliberazione consiliare 1/2018 senza però ottemperare alle disposizioni statutarie in ordine alla nomina del presidente della predetta commissione, non mettendo così la commissione nelle condizioni di svolgere le funzioni assegnate dallo Statuto;

– nella nota si prefigura un percorso partecipativo in ordine al recupero dell’area “Parco Tobia – ex Mercatino soprassedendo però completamente i rilievi che hanno portato all’apertura del fascicolo 687/17 e che, nella fattispecie, riguardano gli indirizzi per la riqualificazione del lato est di viale Trento;

– la nota a firma del sindaco non fornisce alcun riscontro ai rilievi in ordine al perseguimento delle “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” approvate dal Comitato per lo Sviluppo del verde pubblico presso il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n.10;

– si rileva infine come il 20.12.2017 sia stata depositata negli uffici comunali la sopra menzionata petizione supportata da 675 sottoscrizioni cartacee e da più di 450 sottoscrizioni raccolte online (N. protocollo 76545 del 20/12/2017 – in allegato). A dispetto del fatto che il regolamento comunale sulla partecipazione preveda che l’istruttoria per la trattazione della petizione debba essere conclusa entro trenta giorni dalla presentazione e che dell’esito debba essere tempestivamente informato il soggetto primo firmatario della petizione, si prende atto come n.38 alberi storici di viale Trento siano stati abbattuti con inconsueta e superflua veemenza il 22.4.2018 nonostante fossero dimora di avifauna nel pieno del periodo riproduttivo.

Con la presente, si coglie inoltre l’occasione per sottoporre all’attenzione del Difensore Civico della Provincia Autonoma di Trento l’opportunità di trasmettere, in una logica di proficua collaborazione tra organi di garanzia della pubblica amministrazione, gli elementi essenziali dei fascicoli 687/17 e 162/18 e le relative eventuali considerazioni a:

Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) affinché possa formulare eventuali valutazioni ai fini della predisposizione del Rapporto nazionale sull’attuazione della Convenzione di Aarhus (Convenzione UN/ECE sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale), Convenzione recepita dalla Direttiva europea 2003/35/CE e divenuta cogente, nell’ordinamento italiano, attraverso il codice dell’ambiente (D.lgs 152/2006 e successive modifiche);

Comitato per lo sviluppo del verde pubblico presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare affinché possa procedere a un monitoraggio effettivo in ordine all’attuazione delle legge n. 113 del 1992 e della legge n.10 del 2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” e alla predisposizione della conseguente Relazione annuale.

Ringraziando anticipatamente per eventuali considerazioni conclusive da parte dell’Ufficio da Lei presieduto, si porgono i più gentili saluti.

Alex Marini – Referente associazione APS Più Democrazia in Trentino per fascicolo 687/17
Daniela Filbier – Presidente APS Più Democrazia in Trentino

* * * * * DOCUMENTO IN VERSIONE PDF * * * * *

Interventi sulla stampa dei soci di Più Democrazia in Trentino:

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3 thoughts on “Viale Trento a Rovereto. Le considerazioni dell’associazione sulla nota di Valduga

  1. Qui a Ledro l’amministrazione non risponde nemmeno a seguito di sentenze a sfavore. L’Asimmetria tra amministratori e cittadini è insopportabile. Noi dei comitati dobbiamo pagare oltre ai nostri avvocati anche i loro, che liquidano con soldi sostanzialmente pubblici. Busseremo al nuovo governo (non a quello di transizione) per ristabilire gli equilibri. Noi comunque non molliamo anche grazie al vostro conforto fatto non solo di competenza, ma anche di passione che permea la vostra azione.

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    • Definire asimmetria queste modalità di interazione tra rappresentanti e rappresentati temo sia un modo per continuare a credere fortissimamente nello stato di diritto.
      Un modo il nostro per non arrendersi e non abdicare a una triste evidenza: lo squilibrio di poteri sta nei fatti e neppure le norme riescono a riequilibrarlo.

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