PFAS a Storo: il Comune non può chiamarsi fuori dalle proprie responsabilità

L’Associazione Più Democrazia in Trentino ha preso visione delle dichiarazioni del Sindaco di Storo in merito alla mancata pubblicazione dello studio dell’Università di Trento (DICAM) sulla contaminazione da PFAS nella falda del Basso Chiese intitolato “Modelli di flusso e trasporto di PFOS nell’acquifero del Basso Chiese”.

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Clima, democrazia e silenzi istituzionali: il caso Brentonico non è un’eccezione

* pubblicato su Questo Trentino nel numero di maggio 2026

C’è un dato che dovrebbe inquietare più di tutti gli altri. Non è la temperatura record del 2025, né il superamento della soglia di +1,5 °C anche in Trentino. Non è nemmeno l’aumento delle ondate di calore o la diffusione di nuove malattie. Il dato più preoccupante è un altro: sappiamo tutto, ma non cambiamo nulla.

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PFAS a Storo: il Difensore civico impone la trasparenza. Un richiamo allo Stato di diritto

Dalla pubblicazione dello studio UniTrento alla gestione del rischio idrico: il caso Storo evidenzia ritardi sistemici nell’attuazione delle norme europee e nazionali.

Il Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, dott. Sandro Raimondi, con una nota del 5 maggio, ha formalmente richiesto al Comune di Storo di procedere alla pubblicazione dello studio dell’Università di Trento (DICAM) sui modelli di flusso e trasporto dei PFOS nell’acquifero del Basso Chiese.

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Trasparenza attiva: il Difensore civico dà ragione all’associazione sull’obbligo di pubblicazione delle informazioni ambientali

Riconosciuta la fondatezza della richiesta sulla pubblicazione dello studio UniTrento. Segnalata al Consiglio regionale la necessità di modificare la legge sulla trasparenza


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Trasparenza ambientale: un ritardo che non è più giustificabile

In Trentino-Alto Adige/Südtirol esiste un problema di trasparenza ambientale che non può più essere ignorato. Da anni i comuni della nostra regione sono in ritardo nell’ottemperare agli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali nella sezione “Amministrazione trasparente” dei propri siti istituzionali. Un ritardo che non è frutto di disattenzione, ma di una scelta difensiva: rifugiarsi sotto l’ombrello della legge regionale n. 10/2014, sostenendo che l’obbligo di pubblicare le “informazioni ambientali” non trovi applicazione.

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PFAS nel Chiese: grazie alle osservazioni civiche il Comune di Storo apre su biomonitoraggio e trasparenza

Il contributo di Più Democrazia in Trentino modifica il PIAO comunale. Accolte alcune richieste su salute pubblica e accesso alle informazioni ambientali. Rimangono però lacune nella pubblicazione degli studi e negli strumenti di partecipazione dei cittadini.

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Ambiente, trasparenza e democrazia: perché la trasparenza sui PFAS a Storo riguarda tutti noi

La nostra associazione ha recentemente depositato una serie di osservazioni e richieste di modifica al PIAO (Piano Integrato di Attività ed Organizzazione) 2025-2027 del Comune di Storo per il conseguente aggiornamento. Non si tratta solo di una questione tecnica o locale: il caso di Storo rappresenta un modello di intervento che la nostra associazione ha promosso per far sì che ogni amministrazione garantisca una trasparenza attiva sulle informazioni ambientali, le quali incidono direttamente sulla nostra salute.

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PIAO del Comune di Trento: le osservazioni di Più Democrazia in Trentino su anticorruzione, trasparenza e partecipazione

Il Comune di Trento ha avviato, lo scorso 16 dicembre 2025, la consultazione pubblica sulla proposta di aggiornamento della sottosezione “Rischi corruttivi e trasparenza” del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026–2028, in attuazione delle indicazioni del Piano Nazionale Anticorruzione.

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Informare sotto pressione: il lavoro dei giornalisti e la qualità della democrazia locale

Il sistema dell’informazione è uno dei pilastri essenziali di ogni democrazia. La possibilità per cittadine e cittadini di formarsi un’opinione consapevole dipende in larga misura dalle condizioni in cui operano i giornalisti: dalla loro autonomia, dalla sicurezza personale, dalla stabilità lavorativa e dal rispetto delle regole deontologiche. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi segnali indicano che anche in Trentino-Alto Adige/Südtirol queste condizioni non possono più essere date per scontate.

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Il “Consiglio Grande” di Valdaone: quando la partecipazione non resta sulla carta

In un tempo in cui la distanza tra cittadini e istituzioni sembra crescere, il Comune di Valdaone rappresenta un caso concreto di come la democrazia partecipativa possa trovare spazio reale dentro un’amministrazione locale. Con l’avvio del “Consiglio Grande”, un’assemblea popolare consultiva, Valdaone ha trasformato un principio statutario in uno strumento operativo, capace di riportare le persone al centro delle decisioni pubbliche.

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Terzo mandato del Presidente: la Corte costituzionale decide, ma il Trentino deve discutere

Il 22 ottobre la Corte costituzionale ha pubblicato il ruolo delle udienze del 5 novembre 2025, includendo il ricorso n. 21/2025 promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri contro la legge della Provincia autonoma di Trento che modifica l’articolo 14 della legge elettorale provinciale n. 2 del 2003, rimuovendo il limite dei due mandati consecutivi per il Presidente della Provincia.

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Statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Manutenzione straordinaria o riforma mancata?

[…] Nessuno, a parte qualche caso isolato, oggi si informa realmente su ciò che accade nelle aule parlamentari e nelle commissioni, o conosce le centinaia e migliaia di emendamenti presentati. Questo qualunquismo imperante è una delle cause della delegittimazione della politica, dei partiti e del Parlamento” — ha scritto recentemente Rosy Bindi su La Via Libera, affermando una scomoda verità che, calata nella quotidianità, vale anche per il Trentino-Alto Adige/Südtirol e per il dibattito parlamentare sullo Statuto di autonomia, svoltosi martedì 7 ottobre alla Camera dei Deputati.

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Statuto speciale, più competenze ma meno garanzie: il pericolo di istituzionalizzare il deficit democratico

* versione ridotta inoltrata a L’Adige il 29 settembre e non pubblicata

Negli ultimi mesi il dibattito accademico sulla riforma dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha visto emergere due letture opposte. Da un lato Francesco Palermo, costituzionalista ed ex senatore, mette in guardia contro il rischio di un’“esautorazione strutturale” della Corte costituzionale: secondo lui il progetto di riforma, soprattutto con la modifica dell’articolo 107, mira a sostituire il controllo giurisdizionale con negoziati politici, creando una zona franca dal sindacato di legittimità. Dall’altro lato Esther Happacher, docente di diritto pubblico comparato, legge nella stessa riforma un’operazione legittima di “ripristino delle competenze” erose negli ultimi decenni, compatibile con lo Stato di diritto europeo e rispettosa del ruolo della Corte.

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La fiducia degli italiani nelle istituzioni: un confronto con gli standard OCSE 2024

Capire quanto i cittadini si fidino delle proprie istituzioni è fondamentale per misurare la salute di una democrazia. La Rilevazione OCSE sui driver della fiducia nelle istituzioni pubbliche – risultati 2024 offre uno sguardo prezioso su come le persone percepiscono il proprio governo e i servizi pubblici, permettendo un confronto con gli altri paesi membri.

L’indagine è stata realizzata tra ottobre e novembre 2023 in 30 paesi OCSE, compresa l’Italia. Ha analizzato sia le esperienze quotidiane dei cittadini con le istituzioni sia le aspettative rispetto ai processi decisionali più complessi.

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Revisione dello Statuto del Trentino-Alto Adige: un’opportunità mancata per più trasparenza e democrazia?

Siamo a pochi giorni dalla scadenza per la presentazione degli emendamenti in Commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati per la prima trattazione parlamentare del disegno di legge costituzionale A.C. 2473 che propone modifiche allo Statuto di autonomia del Trentino-Alto Adige/Südtirol. L’iter di questa revisione è stato finora a dir poco controverso.

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Trasparenza in Trentino-Alto Adige/Südtirol: una battaglia ancora aperta

Più Democrazia in Trentino ha sempre posto al centro della sua azione la necessità di una pubblica amministrazione realmente trasparente e accessibile ai cittadini. Tra il 2016 e il 2018, l’associazione promosse due petizioni, una al Consiglio provinciale di Trento e una al Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige/Südtirol, per richiedere l’uniformazione della normativa sulla trasparenza delle autonomie speciali a quella nazionale. L’obiettivo era chiaro: garantire ai cittadini gli strumenti per un controllo diffuso sull’operato delle istituzioni e prevenire fenomeni di corruzione, clientelismo e opacità amministrativa.

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Una nuova spinta per la partecipazione civica in Europa dalla raccomandazione della Commissione Europea

Il 12 dicembre 2023, la Commissione Europea ha adottato una raccomandazione cruciale per rafforzare la partecipazione dei cittadini e delle organizzazioni della società civile nei processi decisionali pubblici. Questo documento mira a promuovere democrazie più resilienti e inclusive in tutta l’Unione Europea, fornendo linee guida agli Stati membri su come coinvolgere in modo significativo i cittadini e creare un ambiente favorevole per le organizzazioni della società civile.

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La nuova direttiva europea anticorruzione: un’opportunità per migliorare la governance pubblica

Attraverso le pagine di Federalismi, Francesco Merenda ci offre un’analisi approfondita di temi che, pur apparentemente tecnici, hanno un impatto diretto sul buon funzionamento della pubblica amministrazione e sullo sviluppo democratico. L’articolo esplora come l’integrazione tra politiche anticorruzione, digitalizzazione e transizione ambientale possa rappresentare una svolta cruciale per perseguire efficienza, semplificazione e trasparenza.

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Nuova petizione: vogliamo un opuscolo informativo sui referendum!

📢 L’Associazione Più Democrazia in Trentino ha appena lanciato una petizione per chiedere che venga distribuito ai cittadini un opuscolo informativo chiaro e completo in occasione dei referendum.

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Che cos’è il Democracy Index dell’Economist e perché l’Italia è una “democrazia incompleta”?

Il Democracy Index, pubblicato ogni anno dall’Economist Intelligence Unit, è uno strumento che misura lo stato della democrazia in 167 Paesi del mondo. L’indice classifica i Paesi in quattro categorie: democrazie piene, democrazie incomplete, regimi ibridi e regimi autoritari.

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