Quando la partecipazione fa paura: proposte legislative regionali per la democrazia negli enti locali

* pubblicato su L’Adige il 1° giugno 2026

C’è un paradosso istituzionale che emerge dai pareri negativi espressi dal Consiglio dei Comuni dell’Alto Adige e dal Consiglio delle autonomie locali della Provincia di Trento sui disegni di legge regionale n. 30/XVII (a prima firma di Alex Ploner) e n. 31/XVII (a prima firma di Paul Köllensperger), volti a introdurre il referendum confermativo amministrativo e a potenziare gli istituti di partecipazione popolare nei nostri Comuni. Da un lato, i documenti ufficiali si aprono con l’immancabile e formale condivisione dei “principi della promozione e della piena conoscibilità della partecipazione popolare” ma dall’altro, non appena si passa dalle dichiarazioni d’intenti agli strumenti concreti, si alzano le barriere della diffidenza.

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Informare sotto pressione: il lavoro dei giornalisti e la qualità della democrazia locale

Il sistema dell’informazione è uno dei pilastri essenziali di ogni democrazia. La possibilità per cittadine e cittadini di formarsi un’opinione consapevole dipende in larga misura dalle condizioni in cui operano i giornalisti: dalla loro autonomia, dalla sicurezza personale, dalla stabilità lavorativa e dal rispetto delle regole deontologiche. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi segnali indicano che anche in Trentino-Alto Adige/Südtirol queste condizioni non possono più essere date per scontate.

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Beni comuni: tra buone pratiche locali e ritardi istituzionali

Con la riforma costituzionale del 2001, l’articolo 118 della Costituzione ha introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale, riconoscendo e promuovendo l’autonoma iniziativa dei cittadini – singoli o associati – per lo svolgimento di attività di interesse generale. Non più un rapporto verticale di potere tra istituzioni e cittadini, ma una logica di fiducia e collaborazione.

Su questo terreno si è innestata anche la riflessione di Stefano Rodotà, che nei lavori della Commissione sui beni pubblici ha contribuito a ridefinire la categoria dei beni comuni come quei beni funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo della persona.

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Pubblicato il decimo Rapporto Labsus: l’amministrazione condivisa dei beni comuni tra ambiente e comunità

Nel 2024, Labsus celebra il decennale dell’amministrazione condivisa, un modello che ha visto oltre 300 comuni adottare un Regolamento e oltre 8.000 patti di collaborazione tra amministrazioni e cittadini. Il Rapporto di quest’anno non solo analizza lo stato attuale dell’amministrazione condivisa, ma esplora gli effetti che questa genera sulle comunità.

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