Quando la partecipazione fa paura: proposte legislative regionali per la democrazia negli enti locali

* pubblicato su L’Adige il 1° giugno 2026

C’è un paradosso istituzionale che emerge dai pareri negativi espressi dal Consiglio dei Comuni dell’Alto Adige e dal Consiglio delle autonomie locali della Provincia di Trento sui disegni di legge regionale n. 30/XVII (a prima firma di Alex Ploner) e n. 31/XVII (a prima firma di Paul Köllensperger), volti a introdurre il referendum confermativo amministrativo e a potenziare gli istituti di partecipazione popolare nei nostri Comuni. Da un lato, i documenti ufficiali si aprono con l’immancabile e formale condivisione dei “principi della promozione e della piena conoscibilità della partecipazione popolare” ma dall’altro, non appena si passa dalle dichiarazioni d’intenti agli strumenti concreti, si alzano le barriere della diffidenza.

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Autonomia locale: la base per rifondare l’autonomia e la democrazia in Trentino

Oltre il dibattito sul governo della provincia: perché i nostri comuni meritano più autonomia

Spesso, quando si parla di autonomia in Trentino, il dibattito si concentra principalmente sul rapporto tra le Province e lo Stato. Ma c’è un’altra questione fondamentale che rischia di passare in secondo piano: quella dell’autonomia dei nostri comuni.

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Ricostruire credibilità civica: l’esempio alpino e le scelte trentine

* intervento pubblicato su Il T, 26 agosto 2025

Sapevate che in Svizzera, in molti comuni, non esiste un consiglio comunale? Sono infatti i cittadini stessi, titolari del diritto di voto, a decidere sulle questioni che li riguardano direttamente. Questa è l’essenza delle assemblee comunali: una forma di democrazia diretta che affascina e fa riflettere come è stato illustrato in un recente articolo pubblicato su SwissInfo.

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L’insostenibile pesantezza dell’inconsistenza

“Il sistema delle autonomie locali, pur riconoscendo la valenza degli istituti referendari provinciali e dell’iniziativa popolare delle leggi provinciali quali strumenti di democrazia diretta come disciplinati dalla L.P. 3/2003, ha espresso, tuttavia, una generale contrarietà circa gli interventi normativi proposti.”  

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