La battaglia per il diritto dei cittadini a conoscere le informazioni ambientali compie un nuovo passo. Dopo le iniziative intraprese in sede amministrativa, l’intervento del Difensore civico e le interrogazioni presentate in Parlamento e in Consiglio regionale, la questione della deroga agli obblighi di pubblicazione delle informazioni ambientali prevista dalla legge regionale n. 10/2014 approda ora al Parlamento europeo.
C’è un paradosso istituzionale che emerge dai pareri negativi espressi dal Consiglio dei Comuni dell’Alto Adige e dal Consiglio delle autonomie locali della Provincia di Trento sui disegni di legge regionale n. 30/XVII(a prima firma di Alex Ploner) e n. 31/XVII (a prima firma di Paul Köllensperger), volti a introdurre il referendum confermativo amministrativo e a potenziare gli istituti di partecipazione popolare nei nostri Comuni. Da un lato, i documenti ufficiali si aprono con l’immancabile e formale condivisione dei “principi della promozione e della piena conoscibilità della partecipazione popolare” ma dall’altro, non appena si passa dalle dichiarazioni d’intenti agli strumenti concreti, si alzano le barriere della diffidenza.
Prosegue il percorso della petizione sulla firma digitale per la sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e liste elettorali: nella giornata di oggi è ufficialmente iniziato anche l’iter in sede regionale.
La recente stretta sulla cittadinanza introdotta dal Decreto-Legge 28 marzo 2025, n. 36 ha riportato drammaticamente d’attualità una questione che riguarda da vicino il Trentino e l’Alto Adige/Südtirol: il riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti degli emigrati dai territori dell’ex Impero austro-ungarico, passati sotto la sovranità italiana e jugoslava dopo la Prima guerra mondiale.
Il sistema dell’informazione è uno dei pilastri essenziali di ogni democrazia. La possibilità per cittadine e cittadini di formarsi un’opinione consapevole dipende in larga misura dalle condizioni in cui operano i giornalisti: dalla loro autonomia, dalla sicurezza personale, dalla stabilità lavorativa e dal rispetto delle regole deontologiche. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi segnali indicano che anche in Trentino-Alto Adige/Südtirol queste condizioni non possono più essere date per scontate.
Con la riforma costituzionale del 2001, l’articolo 118 della Costituzione ha introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale, riconoscendo e promuovendo l’autonoma iniziativa dei cittadini – singoli o associati – per lo svolgimento di attività di interesse generale. Non più un rapporto verticale di potere tra istituzioni e cittadini, ma una logica di fiducia e collaborazione.
Su questo terreno si è innestata anche la riflessione di Stefano Rodotà, che nei lavori della Commissione sui beni pubblici ha contribuito a ridefinire la categoria dei beni comuni come quei beni funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo della persona.
Dalla fine dell’Ottocento fino ai primi decenni del Novecento decine di migliaia di trentini lasciarono il Tirolo storico per emigrare oltreoceano, soprattutto verso gli Stati Uniti e il Brasile ma anche in Bosnia Erzegovina. La loro condizione giuridica fu però segnata da una profonda ingiustizia: a differenza di altri emigrati italiani, i trentini persero la cittadinanza a causa della legislazione austro-ungarica e, dopo il Trattato di Saint-Germain del 1919, molti diventarono di fatto apolidi, senza la possibilità di trasmettere lo status civitatis ai propri discendenti.
Nel dibattito sul disegno di legge riguardante il voto disgiunto che si tenne in Consiglio regionale nell’ottobre 2022, furono portate all’attenzione della Giunta regionale alcune proposte contenute nel Libro bianco sull’astensionismo, elaborato dal gruppo di esperti nominato dal Governo Conte II e coordinato da Franco Bassanini. Nonostante l’importanza del tema, le raccomandazioni contenute nel documento non ottennero riscontri concreti da parte delle istituzioni regionali.
Nel 2024, Labsus celebra il decennale dell’amministrazione condivisa, un modello che ha visto oltre 300 comuni adottare un Regolamento e oltre 8.000 patti di collaborazione tra amministrazioni e cittadini. Il Rapporto di quest’anno non solo analizza lo stato attuale dell’amministrazione condivisa, ma esplora gli effetti che questa genera sulle comunità.
La provincia di Bolzano punta sulla strumento educativo per costruire una cittadinanza vigile e attiva scegliendo di percorrere una strada opposta a quella tracciata dal presidente della giunta trentina Rossi. Lo fa su indirizzo dell’assemblea legislativa, la quale, il 2 dicembre scorso, ha approvato una mozione presentata dal consigliere Paul Köllensperger con 32 voti favorevoli e solo 2 astenuti. Continua a leggere →