Silenzio e ostruzionismo a Calceranica: l’amministrazione ignora il referendum e calpesta la partecipazione

A Calceranica al Lago la democrazia partecipativa continua a subire colpi duri e ingiustificati. Come componenti del Comitato per i Referendum, ci troviamo costretti a denunciare pubblicamente l’atteggiamento di chiusura istituzionale che caratterizza l’attuale amministrazione comunale. Nonostante le reiterate richieste formali di informazione inoltrate nelle scorse settimane dal Comitato e dall’associazione PiùDemocrazia in Trentino, ad oggi il Comune non ha ancora comunicato se e quando i quesiti referendari, depositati formalmente lo scorso 1° luglio, siano stati effettivamente trasmessi alla commissione competente per la valutazione di ammissibilità. Un silenzio assordante che si traduce in un vero e proprio blocco procedurale.

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Beni comuni: tra buone pratiche locali e ritardi istituzionali

Con la riforma costituzionale del 2001, l’articolo 118 della Costituzione ha introdotto il principio di sussidiarietà orizzontale, riconoscendo e promuovendo l’autonoma iniziativa dei cittadini – singoli o associati – per lo svolgimento di attività di interesse generale. Non più un rapporto verticale di potere tra istituzioni e cittadini, ma una logica di fiducia e collaborazione.

Su questo terreno si è innestata anche la riflessione di Stefano Rodotà, che nei lavori della Commissione sui beni pubblici ha contribuito a ridefinire la categoria dei beni comuni come quei beni funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo della persona.

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