Dopo oltre tre mesi di stallo, il Consiglio comunale approva all’unanimità il regolamento transitorio. Più Democrazia in Trentino esprime soddisfazione, ma richiama le istituzioni alle proprie responsabilità nella tutela dei diritti di partecipazione.
Più Democrazia in Trentino presenta le proprie osservazioni alla proposta di modifica dello Statuto comunale del capoluogo provinciale. La tutela ambientale non può limitarsi alla dichiarazione di buoni propositi: servono informazione, trasparenza e partecipazione effettiva alle decisioni pubbliche.
Mentre l’Amministrazione comunale cerca una soluzione per evitare il referendum sulla tutela della salute pubblica e del paesaggio degli altopiani del Monte Baldo, Più Democrazia in Trentino è costretta a rivolgersi nuovamente al Difensore civico per ottenere informazioni sul procedimento relativo a un ricorso in opposizione.
Più Democrazia in Trentino si rivolge alla Provincia autonoma di Trento per chiedere verifiche e interventi sulla mancata adozione dei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), un problema che riguarda la grande maggioranza dei Comuni trentini e incide direttamente sui diritti delle persone anziane e con disabilità.
Il Rapporto UE 2026 sullo stato delle regioni e delle città* presentato dalla presidente del Comitato Europeo delle Regioni Kata Tüttő il 12 ottobre scorso a Bruxelles fotografa un’Europa attraversata da crescenti disuguaglianze territoriali, difficoltà economiche, crisi demografiche e segnali di erosione democratica. Ma evidenzia anche un dato incoraggiante: le istituzioni locali e regionali rimangono le più apprezzate dai cittadini e possono diventare protagoniste del rinnovamento democratico.
Le sollecitazioni di Più Democrazia in Trentino, l’interrogazione della consigliera Lucia Coppola e un secondo intervento della Provincia hanno contribuito a sbloccare la situazione. Un primo risultato importante, ma il diritto dei cittadini a promuovere referendum deve ancora trovare piena attuazione.
La riflessione della consigliera comunale Alessia Tarter sulla risposta all’interrogazione n. 178/2026 e sulla necessità di garantire consultazioni popolari effettive, trasparenti e capaci di incidere sulle decisioni, in attuazione dell’articolo 101 dello Statuto del Comune di Trento, che prevede la preventiva consultazione dei cittadini in occasione delle modifiche statutarie.
Statuti pubblicati in versioni diverse sulle piattaforme istituzionali e difficoltà nell’esercizio di petizioni, referendum e altri strumenti di partecipazione: abbiamo chiesto alle istituzioni competenti come garantire ai cittadini certezza delle regole e strumenti effettivi di tutela.
Da un caso concreto di contaminazione ambientale a una questione che investe direttamente la conformità della legislazione regionale al diritto dell’Unione europea. È questo il risultato del percorso avviato da Più Democrazia in Trentino, che da anni denuncia le criticità della legge regionale n. 10/2014 in materia di trasparenza e, implicitamente, della deroga che limita per i Comuni del Trentino-Alto Adige/Südtirol gli obblighi di pubblicazione attiva delle informazioni ambientali.
Sono trascorsi ormai tre mesi dal deposito, avvenuto il 1° luglio 2026, dei quesiti referendari promossi a Calceranica al Lago. La vicenda, tuttavia, nasce ancora prima e pone una questione che va ben oltre il singolo Comune: quanto sono effettivamente tutelati gli strumenti di partecipazione popolare quando un’amministrazione non dà seguito agli adempimenti previsti dalla legge e dal proprio Statuto?
Non tutto ciò che una pubblica amministrazione dovrebbe fare deve necessariamente essere imposto da una legge o da un regolamento. Esistono comportamenti che dovrebbero discendere dal buon senso istituzionale, dalla trasparenza e, soprattutto, dal riconoscimento del diritto dei cittadini a partecipare alla vita pubblica. Uno di questi è molto semplice: quando nel territorio comunale è in corso una raccolta di firme per un referendum o un’iniziativa popolare, il Comune dovrebbe informarne i cittadini sul proprio sito istituzionale, indicando dove, quando e come è possibile sottoscriverla. Non significa invitare a firmare. Non significa sostenere le ragioni dei promotori. Significa semplicemente mettere tutti nelle condizioni di sapere che esiste uno strumento di partecipazione e che è possibile esercitarlo.
Il Bilancio partecipato 2026 premiato per la qualità e la concretezza del coinvolgimento dei cittadini. Menzione speciale a Ossana per il progetto dedicato a Maria De Unterrichter e all’educazione civica. Nell’Archivio delle buone pratiche tutte le esperienze meritevoli della prima edizione.
L’intervento del sindaco di Baselga di Piné Alessandro Santuari sulle professioni degli amministratori locali merita attenzione. Ha ragione su un punto fondamentale: amministrare un comune, soprattutto in un contesto normativo complesso e ricco di opportunità (e vincoli) europei, richiede professionalità, concretezza e capacità di affrontare problemi tecnici. Un background nel mondo produttivo o professionale – edilizia, turismo, agricoltura, industria o finanza – può portare esperienza diretta e realismo. Chi guida un’azienda o esercita una libera professione spesso sacrifica tempo e prospettive personali. Negarlo sarebbe ideologico e miope.
A Calceranica al Lago la situazione istituzionale continua a destare preoccupazione. A settimane di distanza, restano ancora senza risposta iniziative e richieste volte a garantire ai cittadini il pieno esercizio dei propri diritti politici e referendari.
Quanto sta accadendo in questi giorni in alcuni comuni trentini è, a nostro avviso, la dimostrazione chiara dello stato precario della democrazia nelle nostre istituzioni.
Il 27 luglio i consiglieri provinciali Alessio Manica e Lucia Coppola hanno depositato un’interrogazione (1925/XVII), nata da una sollecitazione dell’associazione Più Democrazia in Trentino, per chiedere alla Giunta provinciale di fare chiarezza sulla dismissione dell’applicazione “Partecipazione democratica cittadini” e sulle strategie che la Provincia intende adottare per accompagnare i processi decisionali e le consultazioni pubbliche attraverso strumenti digitali.