Diritto di petizione a Rovereto. Il sindaco Valduga prospetta una revisione della disciplina

Le iniziative intraprese nell’estate del 2017 dalla nostra associazione per assicurare la piena attuazione del diritto di petizione del Comune di Rovereto hanno determinato un primo transitorio risultato. Nella lettera del Difensore Civico del 24 agosto scorso si è appreso che il sindaco Valduga, in risposta alle nostre osservazioni, intende rimettere in discussione lo svolgimento delle procedure previste per la trattazione delle petizioni presentate all’amministrazione comunale. Continua a leggere

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Le raccomandazioni della Commissione di Venezia per l’abolizione del quorum

imposing-a-quorum-violates-the-code-of-venice-commissionLa Commissione di Venezia ha espresso una posizione chiara e inequivocabile in relazione al quorum di partecipazione ai referendum. Tale posizione è contenuta in due documenti essenziali per lo sviluppo di una disciplina in materia di democrazia diretta: il Codice di Buona Condotta sui Referendum e il parere sul disegno di legge di iniziativa popolare 1/XV (parere 797/2014). Continua a leggere

Lettera ai consiglieri del Comune e delle Circoscrizioni di Trento

lettera ai consiglieri TrentoCari consiglieri,

il lavoro di stesura della proposta di modifica dello Statuto comunale per quanto concerne gli strumenti di partecipazione, attività promossa dai membri dall’associazione apartitica Più Democrazia in Trentino assieme ad alcuni consiglieri comunali e cittadini attivi, si può dire terminato. Continua a leggere

Referendum propositivo, perché si! Una risposta a Bruno Tinti

OLYMPUS DIGITAL CAMERAQui l’articolo di Bruno Tinti pubblicato a Ferragosto da il Fatto Quotidiano. Di seguito la risposta che ho inviato alla redazione del giornale: Continua a leggere

Maggiore partecipazione popolare come soluzione alla crisi globale

Gerald Häfner. Foto di Andreas PichlerPresso il Park Hotel Laurin di Bolzano, il 27 gennaio scorso è stato invitato Gerald Häfner, promotore dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE). L’europarlamentare che è anche presidente di Democracy International, oltre ad illustrare il risultato raggiunto in sede comunitaria per concretizzare il diritto di partecipazione ha anche parlato della crisi globale.
Di fronte ad una platea di una sessantina di persone che includeva anche la delegazione di Più Democrazia in Trentino, Häfner nel suo lungo ed articolato eloquio ha auspicato una maggiore partecipazione dei cittadini per ridurre il potere delle lobby e dei mercati finanziari. Questa infatti potrebbe essere l’unica soluzione efficace per arginare la crisi, arrivata oramai ad uno stadio cronico.
Per l’oratore, la crisi non è solo economica ma anche sociale ed ambientale. Inoltre, non è limitata alla realtà nazionale ed europea bensì è una crisi planetaria determinata dal mondo della finanza, che ha schiacciato l’economia reale attraverso l’adozione in forma sistematica di comportamenti speculativi a breve termine.
In questo modo, il sistema politico si è conformato alle esigenze della finanza a scapito di quelle dei cittadini. Per anni, i meccanismi perversi della finanza hanno prodotto un deficit di democrazia, il quale ha limitato la sovranità dei cittadini nel procedimento legislativo e quindi nelle decisioni collettive compromettendo le risposte ai loro bisogni reali.
A livello comunitario la volontà condivisa per migliorare gli strumenti della democrazia diretta ha concepito l’ICE come rimedio al vuoto di legittimazione delle istituzioni europee. Anche per questa ragione i promotori hanno pensato di vincolare l’iniziativa ad un numero minimo di Stati membri e di “socializzarla” per difendere più uniformemente i diritti sociali e per raggiungere più eque e migliori condizioni di vita.
In questo senso, l’iniziativa guarda all’Europa per ampliare gli orizzonti e per stimolare la partecipazione dei cittadini europei. Si vorrebbe moderare l’eccessivo potere concentrato in pochi governi con l’augurio che un giorno venga introdotto anche l’istituto del referendum europeo incidendo così ancor più efficacemente nelle politiche comunitarie a favore di tutti i cittadini.
All’intervento di Häfner è seguito un dibattito facilitato da Brigitte Foppa dove hanno preso la parola i protagonisti della riforma della democrazia diretta in Alto Adige: Stephan Lausch (Iniziativa per Più Democrazia), Arnold Schuler (consigliere provinciale SVP), Riccardo Dello Sbarba (consigliere provinciale dei Verdi) e Sepp Kusstatscher (ex-europarlamentare).
Da sinistra: Häfner - Lausch - Foppa - Kusstatscher - Dello Sbarba - Schuler. Foto by Andreas PichlerStephan Lausch ha evidenziato l’urgenza di ampliare gli strumenti della democrazia diretta per poter curare la democrazia rappresentativa. Tuttavia per perseguire tale obiettivo c’è bisogno anche dei media che però, nella fattispecie, non danno un sostegno significativo. In simili condizioni è stato difficile promuovere il progetto di Iniziativa per Più Democrazia (quorum al 15% e 10.000 firme necessarie per un referendum propositivo) e creare consapevolezza sociale su questo tema. In aggiunta a ciò, Lausch ha ammesso di comprendere le ragioni della resistenza dei media esplicitando la logica che chi detiene il potere non se lo lascia prendere facilmente e che i media stessi vengono influenzati dal disequilibrio delle forze in campo.
Schuler, giustificando l’ostilità della SVP, ha replicato che nemmeno gli svizzeri sono soddisfatti del loro sistema politico perciò una legge sulla democrazia diretta sarebbe solo una stampella e non una soluzione strutturale all’attuale crisi. A suo parere un equilibrio ottimale del sistema è garantito da un’alta soglia del numero di firme per l’attivazione di un referendum, la quale peraltro è da estendersi in due fasi (4.000 + 26.000 firme per il referendum consultivo e 8.000 + 38.000 firme per il referendum propositivo).
Dello Sbarba dopo essersi espresso a favore dell’eliminazione del quorum ha raffigurato la raccolta delle firme come un momento rigenerante poiché si tratta di un colloquio continuo e generalizzato dove si sciacquano i panni della politica tradizionale. Nonostante ciò, la soglia proposta dalla SVP – definita un faticoso percorso a doppio tempo – è una barriera alla partecipazione inaccettabile, con la quale si cancella la possibilità di accedere allo strumento del referendum.
Rispondendo ad un’ulteriore domanda di Foppa, Kusstatscher ha precisato che tutti i temi possono essere affrontati dalla democrazia diretta, ma che tuttavia non si può prescindere dal garantire la tutela delle minoranze linguistiche. Infine, prima di chiudere l’incontro durato circa tre ore, Häfner ha risposto alle numerose domande dei presenti in materia di democrazia diretta dando un esempio di cordialità e di ascolto ed offrendo ulteriori motivazioni a sostegno di una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Per un ulteriore approfondimento: