Trento. Norme d’uso per i referendum comunali

mappa adesioniL’associazione Più Democrazia in Trentino esprime soddisfazione sul fatto che la democrazia diretta sia oramai una proposta trasversale agli schieramenti politici anche per le imminenti elezioni comunali. Sottolinea altresì con preoccupazione la conoscenza sommaria e grossolana in materia da parte di alcuni amministratori. Il riferimento d’obbligo è alle dichiarazioni di Alessandro Andreatta al Corriere del Trentino in data 22 aprile. Il sindaco di Trento ha infatti affermato che “nel 2012 sul tema si è espresso il Consiglio comunale, bocciando la soluzione quorum zero perché non giuridicamente sostenibile, ma approvando una riduzione del quorum al 30% contestualmente a un aumento delle firme richieste per l’indizione della consultazione”. Continua a leggere

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Intervista a Giuseppe Facchini candidato alle comunali di Pergine per i Verdi

Giuseppe FacchiniGiuseppe Facchini dal 2009 è stato il presidente del Consiglio comunale di Pergine Valsugana. Lo sarà ancora per qualche giorno in attesa delle elezioni che avranno luogo il 26 maggio per la rielezione del Sindaco e del Consiglio Comunale dopo le dimissioni del Sindaco stesso e lo scioglimento anticipato decretato il 22 febbraio dal Presidente del Consiglio Provinciale.
Nella primavera del 2012 Giuseppe, insieme a Flora Silvestri, Fabio Gottardi, Rinalda Simeoli, Michelina Chiodo, Diego Albertini e Anna Broll dell’Associazione per l’Ecologia ed il gruppo dei Verdi di Pergine Valsugana aveva contribuito alla raccolta delle firme a sostegno del disegno di legge di iniziativa popolare n.328/XIV. Continua a leggere

Relazione incontro 3 aprile ’13

Il 3 aprile 2013 scorso si è riunito il comitato civico Più Democrazia in Trentino presso il municipio di Villa Lagarina. Oltre agli attivisti che hanno contribuito all’iniziativa fin dalla costituzione del comitato si sono uniti alla discussione anche altri soggetti interessati alle proposte contenute nel disegno di legge di iniziativa popolare 328/XIV. Tra gli altri i promotori dell’iniziativa popolare per l’istituzione del Parco Agricolo del Garda ed esponenti di SEL, M5S, PD, Rivoluzione Civile e Verdi.La prospettiva di Ezio Casagranda Continua a leggere

Maggiore partecipazione popolare come soluzione alla crisi globale

Gerald Häfner. Foto di Andreas PichlerPresso il Park Hotel Laurin di Bolzano, il 27 gennaio scorso è stato invitato Gerald Häfner, promotore dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE). L’europarlamentare che è anche presidente di Democracy International, oltre ad illustrare il risultato raggiunto in sede comunitaria per concretizzare il diritto di partecipazione ha anche parlato della crisi globale.
Di fronte ad una platea di una sessantina di persone che includeva anche la delegazione di Più Democrazia in Trentino, Häfner nel suo lungo ed articolato eloquio ha auspicato una maggiore partecipazione dei cittadini per ridurre il potere delle lobby e dei mercati finanziari. Questa infatti potrebbe essere l’unica soluzione efficace per arginare la crisi, arrivata oramai ad uno stadio cronico.
Per l’oratore, la crisi non è solo economica ma anche sociale ed ambientale. Inoltre, non è limitata alla realtà nazionale ed europea bensì è una crisi planetaria determinata dal mondo della finanza, che ha schiacciato l’economia reale attraverso l’adozione in forma sistematica di comportamenti speculativi a breve termine.
In questo modo, il sistema politico si è conformato alle esigenze della finanza a scapito di quelle dei cittadini. Per anni, i meccanismi perversi della finanza hanno prodotto un deficit di democrazia, il quale ha limitato la sovranità dei cittadini nel procedimento legislativo e quindi nelle decisioni collettive compromettendo le risposte ai loro bisogni reali.
A livello comunitario la volontà condivisa per migliorare gli strumenti della democrazia diretta ha concepito l’ICE come rimedio al vuoto di legittimazione delle istituzioni europee. Anche per questa ragione i promotori hanno pensato di vincolare l’iniziativa ad un numero minimo di Stati membri e di “socializzarla” per difendere più uniformemente i diritti sociali e per raggiungere più eque e migliori condizioni di vita.
In questo senso, l’iniziativa guarda all’Europa per ampliare gli orizzonti e per stimolare la partecipazione dei cittadini europei. Si vorrebbe moderare l’eccessivo potere concentrato in pochi governi con l’augurio che un giorno venga introdotto anche l’istituto del referendum europeo incidendo così ancor più efficacemente nelle politiche comunitarie a favore di tutti i cittadini.
All’intervento di Häfner è seguito un dibattito facilitato da Brigitte Foppa dove hanno preso la parola i protagonisti della riforma della democrazia diretta in Alto Adige: Stephan Lausch (Iniziativa per Più Democrazia), Arnold Schuler (consigliere provinciale SVP), Riccardo Dello Sbarba (consigliere provinciale dei Verdi) e Sepp Kusstatscher (ex-europarlamentare).
Da sinistra: Häfner - Lausch - Foppa - Kusstatscher - Dello Sbarba - Schuler. Foto by Andreas PichlerStephan Lausch ha evidenziato l’urgenza di ampliare gli strumenti della democrazia diretta per poter curare la democrazia rappresentativa. Tuttavia per perseguire tale obiettivo c’è bisogno anche dei media che però, nella fattispecie, non danno un sostegno significativo. In simili condizioni è stato difficile promuovere il progetto di Iniziativa per Più Democrazia (quorum al 15% e 10.000 firme necessarie per un referendum propositivo) e creare consapevolezza sociale su questo tema. In aggiunta a ciò, Lausch ha ammesso di comprendere le ragioni della resistenza dei media esplicitando la logica che chi detiene il potere non se lo lascia prendere facilmente e che i media stessi vengono influenzati dal disequilibrio delle forze in campo.
Schuler, giustificando l’ostilità della SVP, ha replicato che nemmeno gli svizzeri sono soddisfatti del loro sistema politico perciò una legge sulla democrazia diretta sarebbe solo una stampella e non una soluzione strutturale all’attuale crisi. A suo parere un equilibrio ottimale del sistema è garantito da un’alta soglia del numero di firme per l’attivazione di un referendum, la quale peraltro è da estendersi in due fasi (4.000 + 26.000 firme per il referendum consultivo e 8.000 + 38.000 firme per il referendum propositivo).
Dello Sbarba dopo essersi espresso a favore dell’eliminazione del quorum ha raffigurato la raccolta delle firme come un momento rigenerante poiché si tratta di un colloquio continuo e generalizzato dove si sciacquano i panni della politica tradizionale. Nonostante ciò, la soglia proposta dalla SVP – definita un faticoso percorso a doppio tempo – è una barriera alla partecipazione inaccettabile, con la quale si cancella la possibilità di accedere allo strumento del referendum.
Rispondendo ad un’ulteriore domanda di Foppa, Kusstatscher ha precisato che tutti i temi possono essere affrontati dalla democrazia diretta, ma che tuttavia non si può prescindere dal garantire la tutela delle minoranze linguistiche. Infine, prima di chiudere l’incontro durato circa tre ore, Häfner ha risposto alle numerose domande dei presenti in materia di democrazia diretta dando un esempio di cordialità e di ascolto ed offrendo ulteriori motivazioni a sostegno di una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Per un ulteriore approfondimento: