In attesa del colpo di grazia all’iniziativa popolare sulla democrazia diretta

mannaiaIl gruppo di lavoro informale presieduto dalla consigliera Borgonovo Re aveva il compito di discutere e di comparare il testo della proposta di legge di iniziativa popolare sulla democrazia diretta (368/XIV-1/XV) con il parere della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa (797/2014) nonché di individuare dei punti condivisi da portare all’attenzione della commissione legislativa competente. Continua a leggere

Elezioni presidenziali e referendum: il caso californiano

california-republicLa fase finale delle elezioni generali americane è iniziata nelle prime settimane di ottobre con l’invio del materiale per esercitare il voto per corrispondenza e terminerà fra poche ore con l’Election Day dell’8 novembre. Gli elettori di una serie di stati che sommano 205 milioni di abitanti non hanno solo il compito (ingrato?) di scegliere il presidente più potente del mondo ma anche di partecipare direttamente a processi decisionali inerenti un’ampia gamma di questioni locali che si concluderanno con una validazione dei voti a quorum zero e dall’esito vincolante. Tra di loro ci sono anche gli elettori californiani, ultimi ad assistere alla chiusura delle urne insieme ai resididenti in Alaska e nelle Hawaii. Continua a leggere

Inizio della trattazione del disegno di legge di iniziativa popolare in materia di mobilità sostenibile: le osservazioni di Più Democrazia in Trentino

valer-e-altri-promotori-del-ddl-sulla-mobilita-sostenibileDopo un lungo ed estenuante confronto tra il comitato promotore e la Giunta provinciale, è finalmente iniziata presso la commissione competente del Consiglio provinciale la trattazione del disegno di legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile (ddl 58/XV) che era stato depositato nel dicembre del 2014 con il supporto di 3.689 firmatari. La discussione della Terza commissione permanente presieduta dal consigliere Mario Tonina ha preso avvio in prossimità della scadenza del termine massimo di 24 mesi previsto per l’inizio dei lavori in sede consiliare dalla legge sul referendum e l’iniziativa popolare (lp 3/2003). Continua a leggere

Stati Uniti d’America: non solo elezioni presidenziali, al voto anche decine di iniziative popolari

vote_posterMartedì 8 novembre 2016 i cittadini statunitensi non sono chiamati alle urne solo per scegliere il presidente degli USA e una parte dei rappresentanti del Congresso, delle assemblee degli stati della confederazione, dei consigli locali, dei centri per la salute, dei community college e di altre autorità locali. Nel 2016, in ben 35 stati, sono state infatti convocate 165 votazioni referendarie. Otto votazioni popolari si sono svolte nella prima parte dell’anno, spesso in coincidenza delle primarie per la selezione dei candidati al round finale, mentre le altre 157 si svolgeranno in coincidenza delle elezioni presidenziali dell’8 novembre. (Immagine da Ballotpedia.org) Continua a leggere

Iniziativa del popolo nella formazione delle leggi: il dibattito dell’Assemblea costituente sull’iniziativa popolare

assemblea-costituenteFonte degli estratti: Nascita della Costituzione – A cura di Fabrizio Calzaretti

[Il 5 MARZO 1947 l’Assemblea Costituente prosegue la discussione generale del progetto di Costituzione della Repubblica italiana. Vengono di seguito riportate solo le parti relative a quello che poi diverrà l’articolo 71. Il resoconto completo della seduta disponibile al collegamento ipertestuale della data] Continua a leggere

Il dibattito sull’iniziativa legislativa popolare nella Commissione per la Costituzione

costituenteFonte degli estratti: Nascita della Costituzione – A cura di Fabrizio Calzaretti

[Il 3 SETTEMBRE 1946 la seconda Sottocommissione della Commissione per la Costituzione inizia la discussione generale sull’organizzazione costituzionale dello Stato partendo dalla relazione dell’onorevole Mortati. Vengono di seguito riportate solo le parti relative all’articolo sottoposto all’Assemblea che successivamente diverrà l’articolo 71. Il resoconto completo della seduta disponibile al collegamento ipertestuale della data] Continua a leggere

Riforme costituzionali. Come cambierebbero l’iniziativa popolare e il referendum

 

1948_costituzioneArtt. 70, 71 e 75 – LA COSTITUZIONE IN VIGORE
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Schema comparativo tra legge provinciale in vigore, iniziativa popolare e posizione del Presidente della Giunta

comparison scheme direct democracy Trento Continua a leggere

Seattle. Voto popolare approva i “Buoni Democrazia”, un nuovo sistema di finanziamento delle campagne elettorali

Alan Durning_autore iniziativaMentre il Trentino e l’Italia arrancano vittime del conservatorismo e dell’attività predatoria della classe dirigente, gli stati della West Coast degli USA riformano in modo innovativo e lungimirante le leggi sulla forma di governo attraverso strumenti di democrazia diretta. Questa volta tocca alla città di Seattle, capitale economica dello Stato di Washington, fare da capofila nell’ambito delle buone pratiche democratiche. Continua a leggere

Il disegno di legge di iniziativa popolare n.1/XV a più di un anno dalla discussione in Consiglio provinciale

dibattito consiglio provinciale_democrazia direttaIl 16 luglio 2014, nell’aula del Consiglio provinciale di Trento, si svolse la discussione in merito all’iniziativa popolare sulla democrazia diretta – Disegno di legge n. 1/XV (ex.328/XIV) “Iniziativa politica dei cittadini. Disciplina della partecipazione popolare, dell’iniziativa legislativa popolare, dei referendum e modificazioni della legge elettorale provinciale’, di iniziativa popolare”. Continua a leggere

La favola del piccolo gruppo organizzato

Quando si discute di iniziativa e referendum, e in particolare dell’abolizione del quorum, una delle obiezioni che viene spesso fatta è che senza quorum un piccolo gruppo organizzato potrebbe far passare le proprie iniziative in contrasto con la maggioranza.

Questa è veramente una favola che non regge a nessuna analisi fatta con un minimo di logica. A meno di non ritenere gli elettori ignoranti e menefreghisti, buoni solo a mettere una crocetta su qualche simbolo ogni cinque anni. Continua a leggere

Iniziative legislative popolari presentate dalla data di entrata in vigore della legge sui referendum provinciali

Disegni di legge Consiglio provincialeDall’anno dell’approvazione della legge provinciale del 5 marzo 2003, n.3 “Disposizioni in materia di referendum propositivo, referendum consultivo, referendum abrogativo e iniziativa popolare delle leggi provinciali” sono stati presentati sei disegni di legge di iniziativa popolare: 1 nella XIII consiliatura, 4 nella XIV e 1 in quella in corso. La cadenza è pertanto di una proposta legislativa popolare sottoposta all’esame del Consiglio provinciale ogni due anni. Continua a leggere

A Milano il meglio è arrivato dall’iniziativa popolare

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testo di Marco Cappato – gliSTATIGENERALI

Il gioco senza fine del rinfacciare le colpe ed attribuirsi i meriti è parte integrante del mestiere del politico, e Milano non fa eccezione: da Expo all’Area C, la continuità dell’agire amministrativo è fin grande (fin troppo), anche se in pochi lo ammettono. Ma quello su cui destra e sinistra si trovano in grande accordo, più ancora che negare meriti all’altra parte, è negare meriti alle iniziative popolari. Nessuno degli aspiranti candidati Sindaco e dei vari Capi locali sembra essersi accorto del fatto che Milano, negli ultimi 5 anni, è stata teatro della più intensa azione di iniziativa popolare che si sia registrata in una grande città. Eppure, è ciò che è accaduto. E la gran parte dei meriti (per alcuni) o delle colpe (per altri), delle conquiste per una  Milano laica, sostenibile e partecipativa, vanno attribuiti a comitati promotori di iniziative popolari e a chi ha fatto loro fiducia. Continua a leggere

Al via la raccolta firme a sostegno dell’iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile

muoversi liberi_sostenibili_1Viviamo in una società mobile ed interconnessa. Questa affermazione può essere considerata vera per quanto riguarda le relazioni sociali ed economiche ma di certo non per quanto riguarda il sistema locale dei trasporti. Infatti, le politiche pubbliche della Provincia Autonoma di Trento, a discapito del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile, prediligono in misura preponderante la viabilità e la mobilità privata non garantendo a tutti i soggetti pari opportunità di muoversi liberamente sul territorio (proprio oggi il prof. Antonio Scaglia con un fondo dai contenuti emblematici racconta la sua esperienza personale a riguardo). La conseguenza di tutto ciò è un traffico motorizzato intenso che impatta negativamente sull’ambiente, sulla sicurezza, sulla salute pubblica e sull’identità della comunità locale. Le strade sono ormai luoghi anonimi e disgreganti, le quali, pur essendo spazi pubblici, servono eminentemente a soddisfare esigenze di una singola tipologia di utente, gli automobilisti. Continua a leggere

Verso la fusione dei Comuni. Un Comune, “Castel Ivano”, al posto di otto!

10362628_650028055080728_6512921061012422458_nDal 13 aprile scorso, con i referendum che hanno costituito i nuovi Comuni di “Predaia”, “San Lorenzo Dorsino” e “Valdaone”, nel territorio provinciale si è aperto un dibattito circa l’assetto istituzionale del nostro Trentino. Si è diffusa pertanto una sensibilità “diversa” rispetto al mantenimento degli esistenti 217 Comuni. Vuoi per ragioni di efficienza, vuoi per ragioni di costi complessivi della macchina amministrativa, vuoi per ragioni di maggiore democrazia, vuoi per ragioni politiche che richiedono un contesto nuovo per sfide nuove, questa diversa sensibilità è una realtà che si sta diffondendo in diverse Comunità oltre a quelle coinvolte dalle recenti fusioni. Continua a leggere

Votazioni del 18 maggio in Svizzera

Sezione elettorale

Sezione elettorale

Ieri mia moglie ha inviato via posta la busta con i suoi voti a Briga. Infatti è nuovamente tornata referendaria in Svizzera, la seconda delle quattro dell’anno. Non sono ancora spente le polemiche per il voto del 9 febbraio, in particolare riguardo l’iniziativa che è passata con uno strettissimo margine riguadante l’obbligo di stabilire limiti ai lavoratori immigrati e ai frontalieri, che si presentano anche in questa degli argomenti di grande rilevanza. E che hanno un parallelo diretto con problemi anche da noi dibattuti, ma che, in assenza di democrazia diretta, da noi restano chiacchiere da bar, o da Porta a Porta, che forse è peggio. Continua a leggere

Audizioni. Garrone (Consiglio d’Europa): quorum dannoso per la democrazia

Pierre Garrone _ Consiglio d EuropaAlle audizioni del 26 febbraio, a seguito dell’intervento di Paul Blokker e su invito del comitato, è stato ascoltato Pierre Garrone, giurista della Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto (Commissione di Venezia). Fra le altre attività, Garrone è stato uno degli estensori del Codice di Buona Condotta in Materia di Referendum. Continua a leggere

La Bussola: un meritevole esempio di democrazia popolare

Articolo di Manuel Lorenzini sulla pagina web del Comitato La Bussola di AlaIn questi giorni di intensa campagna elettorale abbiamo avuto l’occasione di intervistare Corrado Pinter e Silvia Debiasi del comitato La Bussola. I due giovani cittadini di Ala hanno risposto a titolo degli altri membri del comitato utilizzando una metodologia collegiale per la definizione delle risposte.
Il comitato La Bussola nel 2009 è stato protagonista di una lodevole iniziativa popolare per introdurre delle modifiche alla legge elettorale della Provincia di Trento come possiamo leggere di seguito.

Alex: Quali sono le caratteristiche del comitato La Bussola e come è nato?
Corrado e Silvia:
Il gruppo “la Bussola” è un gruppo di giovani, provenienti per lo più dal comune di Ala, ormai ben consolidato da rapporti di amicizia oltre che politici, nato dal comune bisogno di creare uno spazio dove poter rappresentare le nostre idee di politica giovane.
NConsegna delle firme con Giovanni Kesslerel 2009 abbiamo depositato un disegno di legge sostenuto da 3417 firme per la modifica di due articoli della legge elettorale provinciale, al fine di ridurre sprechi e ipocrisie della politica provinciale.
Abbiamo poi proseguito presentando una lista di soli giovani alle elezioni del comune di Ala, dove la maggior parte di noi è residente. I nostri sforzi sono stati ampiamente ripagati con la vittoria del candidato sindaco che sostenevamo e l’elezione a Consigliere comunale di quattro dei nostri candidati, di cui due sono poi stati nominati Assessori.
La nostra attività si è poi concentrata sull’organizzazione di serate ed eventi volti a sensibilizzare e riavvicinare i cittadini alla Politica (con la P maiuscola), senza tralasciare le attività amministrative. Inoltre abbiamo contribuito a promuovere la democrazia diretta attraverso raccolte firme come l’abolizione del Porcellum e la vostra iniziativa popolare “Più democrazia in Trentino”.

Nel 2009 avete scritto una proposta di legge per l’eliminazione della porta girevole in Consiglio provinciale, come era nata l’esigenza di intraprendere un’iniziativa popolare di quel tipo?
Nel nostro disegno di legge non ci siamo solo limitati a proporre l’abolizione della porta girevole, che vedevamo come uno dei tanti punti deboli della democrazia provinciale.
Vedevamo anche nell’introduzione del limite dei due mandati ai Consiglieri Provinciali una spinta e un’opportunità per far tornare l’impegno politico agli albori, quando non era ancora un lavoro ma un mettersi al servizio della propria comunità per un determinato periodo, al termine del quale tornare poi ad occupare il proprio posto nella società. Riteniamo che nel corso di due legislature (10 anni) una persona abbia tutto il tempo necessario per offrire il suo contributo senza poi cadere nel quotidiano e senza dare per scontato il suo ruolo.
Un disegno di legge popolare ci sembrava lo strumento più efficace per poter proporre qualcosa di concreto con il sostegno dei cittadini.
L’iniziativa è nata da alcuni di noi che, delusi dai partiti e dal loro modo di intendere la politica locale, avevano tuttavia ancora la volontà di impegnarsi per la collettività.

Una volta costituito il gruppo promotore ci puoi dare una breve descrizione di come avete organizzato l’iniziativa?
L’ufficio legislativo del Consiglio provinciale ci ha aiutato nella scrittura del disegno di legge, e una volta ottenuti i moduli per la raccolta firme abbiamo provveduto a portarli nel maggior numero di uffici elettorali comunali e scritto via mail a tutti i consiglieri comunali e provinciali (ringraziamo ancora Emiliano per la paziente ricerca degli indirizzi e-mail di tutti gli oltre 300 Comuni del Trentino).
Le richieste sono state inviate senza distinzione di appartenenza politica, chiedendo quindi supporto nella raccolta firme e nell’autentica a tutti i rappresentanti politici dei vari Comuni. Come sapete bene le sottoscrizioni possono essere autenticate solo da personale autorizzato (sindaci, assessori e consiglieri comunali, funzionari comunali o provinciali autorizzati). In totale ventitré consiglieri e tre funzionari di 18 comuni diversi, regolarmente autorizzati hanno accettato la nostra richiesta di collaborazione e hanno contribuito nella raccolta firme a supporto dell’iniziativa.
Grazie anche al sito internet, ai social network, ai comunicati stampa pubblicati sui giornali e alla nostra newsletter abbiamo potuto pubblicizzare la proposta e nei numerosi banchetti organizzati nelle piazze, nelle manifestazioni popolari e nei supermercati nel corso dei tre mesi di raccolta firme illustravamo ai passanti la nostra proposta raccogliendo la maggior parte delle 3417 firme a sostegno della nostra iniziativa. Le firme raccolte provengono da cittadini residenti in 49 diversi comuni della nostra Provincia.
Con questa esperienza ci siamo accorti che per diffondere la proposta e sensibilizzare i cittadini è necessario non limitarsi a depositare i moduli negli uffici elettorali e nelle anagrafi dei comuni ma impegnarsi in prima persona, attraverso i banchetti di raccolta firme, per comunicare il messaggio. In questa maniera l’attenzione che si ottiene è  chiaramente maggiore e inoltre si ha modo di rispondere a possibili obiezioni e ricevere nuovi spunti. Le intere giornate di tempo libero sacrificate per questo scopo sono sempre state ampiamente ripagate.

Che ostacoli avete incontrato nel percorso che va dalla genesi alla presentazione finale della proposta? Sono stati maggiori quelli sostanziali relativi ai contenuti della proposta e di diffusione del messaggio ai cittadini o quelli burocratici relativi alla raccolta delle firme?
Il tempo è sicuramente limitante, soprattutto per un gruppo che, come noi, era sconosciuto ai più. Il numero di firme raccolto non rende forse merito all’interesse suscitato nelle persone che siamo riusciti a rendere partecipi nella raccolta firme.
Infatti, durante la raccolta firme, incontrando persone nelle piazze, nelle manifestazioni popolari o nei supermercati siamo rimasti colpi dal forte senso di sfiducia verso le istituzioni e dal conseguente bisogno di buona politica. La gente chiede alla politica fatti concreti e tangibili (specialmente durante un periodo di crisi economica come questo) ed è proprio questo che come persone impegnate in politica ci dobbiamo impegnare a fare. Atti magari semplici, ma che siano realmente utili alle persone.

Sulla base della vostra esperienza, cosa cambieresti dell’attuale legge 3 del 5 marzo 2003? Ed eventualmente cosa aggiungeresti?
Il momento della consegna delle firme a Palazzo Trentini, sede del Consiglio RegionaleCrediamo che buona parte delle proposte contenute nel ddl d’iniziativa popolare Più democrazia potrebbero migliorare l’attuale legge.
Oltre all’aspetto dei tempi ristretti di cui abbiamo parlato precedentemente, crediamo che per favorire la partecipazione del maggior numero di cittadini il Consiglio Provinciale, al momento dell’inizio dell’iter burocratico, dovrebbe informare obbligatoriamente tutti gli elettori dell’iniziativa, in modo da portarli così a conoscenza della proposta presentata, favorendo così la loro partecipazione.
Inoltre una semplificazione del procedimento di autentica delle firme farebbe risparmiare molto tempo sia ai comuni sia ai promotori.

A tuo avviso personale, quali sono le idee più innovative contenute nel ddl sostenuto da Più Democrazia in Trentino?
Lo scorso anno siamo stati contenti di poter dare una mano nella presentazione del ddl d’iniziativa popolare Più Democrazia. Alcune proposte contenute, come ad esempio l’introduzione di un limite massimo di due mandati per chi occupa cariche pubbliche, non possono che trovare il nostro pieno sostegno.
Crediamo poi che un sistema di voto elettronico e postale come quello proposto nel ddl, potrebbe essere la soluzione ad alcuni deficit di democraticità presenti in Trentino e non solo. Ci rendiamo conto che per essere fattibile, un sistema di voto elettronico e postale necessiti di un adeguato regolamento, ma se pensiamo al recente caso degli oltre 20mila studenti Erasmus italiani che non potranno votare alle prossime politiche non possiamo che augurarci che nel prossimo futuro venga predisposto un sistema di votazione come quello proposto nel ddl.

C’è qualcosa che non condividi? E perché eventualmente?
Non condividiamo ad esempio la proposta dell’istituzione del Consiglio dei Pritani e soprattutto la composizione casuale. Quest’organo é previsto con poteri consultivi, propositivi e persino con la possibilità di proporre mozioni di sfiducia, pertanto sceglierne casualmente (per sorteggio?) i membri non ci sembra una soluzione adeguata e garante della sua funzionalità. La legittimazione dell’organo stesso ne risentirebbe.

Se la vostra iniziativa fosse stata approvata nel 2009 anziché a fine del 2012 quanti soldi pubblici avremmo risparmiato? Avete mai provato a fare il calcolo?
L’abolizione della porta girevole permette di risparmiare alle casse provinciali circa 5 milioni di euro a legislatura, così abbiamo stimato.
Essendo che la nostra proposta e quella che poi è stata approvata recentemente ricadono all’interno della stessa legislatura, entrambe sarebbero entrate in vigore a partire dalla prossima. Pertanto dal mero punto di vista economico non cambia nulla (e di questo non possiamo che esserne felici) ma è evidente che quando nel 2009 sono stati i cittadini a proporre una soluzione la politica si è dimostrata sorda, proponendo però poi la medesima cosa soltanto tre anni dopo.

Sulla pubblicazione Cronache del Consiglio Provinciale di novembre, è stato fatto solo un accenno marginale all’iniziativa popolare sostenuta dal comitato La Bussola. Si è parlato di voi in una citazione nella descrizione cronologica dell’istituto della porta girevole che andava dalla sua ideazione alla sua eliminazione. Non credi che avrebbero dovuto sottolineare il merito per quanto dei liberi cittadini avevano proposto già 3 anni fa?Convegno 2010
Nello specifico della questione la sconfitta della politica sta proprio in questo, ovvero nell’arrivare dopo l’iniziativa dei cittadini, da loro stessi frettolosamente liquidati, dimostrando così un ritardo nel capire le esigenze del territorio delle quali dovrebbero essere le guide. Probabilmente nel momento della recente abolizione i politici di professione han preferito non ricordarsi della nostra iniziativa.

Avete mai provato ad analizzare l’attività politica sostanziale dei ripescati con il meccanismo della porta girevole? Dovendo fare un’analisi costi-benefici se da un lato c’è stato un esborso finanziario forse dall’altra i consiglieri che hanno sostituito gli assessori hanno dato un valore aggiunto in termini di idee, proposte e controllo dell’attività dell’esecutivo. E’ possibile?
Analizzando i fatti, fino al 2003 gli Assessori provinciali ricoprivano anche la carica di Consigliere. La porta girevole fu introdotta per alleggerire il loro lavoro e favorire i lavori in aula. Nelle due legislature in cui è stata in vigore però non ci sembra che con la presenza dei consiglieri supplenti i lavori dell’aula siano migliorati in maniera tale da giustificare il costoso meccanismo della porta girevole.
Ma quello che noi riteniamo il vero male della porta girevole è un altro e non si limita al costo (se pur eccessivo) dei consiglieri supplenti. Cancellando la porta girevole proponevamo di abolire l’incompatibilità tra la carica di Consigliere Provinciale e la carica di Assessore Provinciale. Infatti la norma prevedeva (ora è stata modificata) che il Presidente, eletto a suffragio universale diretto, nominasse un numero massimo di otto Assessori e soprattutto che le funzioni di Assessore fossero incompatibili con l’esercizio delle funzioni di Consigliere. In tali casi, continuava la norma, il Consigliere nominato Assessore era sospeso dalla carica per la durata dell’incarico ed il suo seggio era provvisoriamente assegnato al primo dei non eletti della sua lista. Ritenevamo che questa norma diversa da quella applicata nei comuni con più di 15.000 abitanti rendesse instabile il quadro istituzionale provinciale, in quanto il Consigliere a cui era provvisoriamente assegnato il seggio in Consiglio, nella sua condizione di “precarietà” non si trovava nelle condizioni di operare in modo imparziale e libero da ogni forma di condizionamento esterno.
La domanda che ci ponevamo era questa: quanti consiglieri supplenti hanno votato contro a proposte avanzate dall’assessore che, se sfiduciato, sarebbe tornato tra i banchi del Consiglio proprio al loro posto?

Qualora l’iniziativa popolare promossa da Più Democrazia in Trentino venisse tramutata in legge, in che modo e con quali tempi credi che la proposta del ddl possa cambiare il futuro dell’assetto democratico in Trentino?
Sicuramente una legge da sola non può cambiare il livello di democrazia della nostra Provincia. Occorre che essa sia accompagnata dall’impegno di noi cittadini, soprattutto quando si parla di democrazia partecipata. Sicuramente strumenti come il referendum propositivo, inseriti nella proposta, permetteranno i cittadini di influenzare maggiormente le azioni e le politiche di chi governa il nostro territorio.

A parte il costo collettivo per i consiglieri che sono entrati in Consiglio con il meccanismo della porta girevole, i partiti che ne hanno beneficiato hanno avuto anche una sovraesposizione nelle istituzioni provinciale che ha permesso di concentrare e consolidare il loro potere? Come interpreti la scelta di eliminare il meccanismo a pochi mesi delle elezioni?
Rispondendo alla seconda domanda, eliminare il meccanismo a pochi mesi dalle elezioni è un chiaro atto propagandistico, vista l’enorme sfiducia di noi cittadini verso la politica.
Per quanto riguarda la prima domanda, senza fare nomi e cognomi, nelle elezioni del 2008 il Patt ha ottenuto tre rappresentanti, che grazie alla porta girevole, sono diventati cinque, grazie alla nomina ad Assessore di due degli eletti con questo partito. In questo modo, i rappresentanti di questo gruppo nell’istituzione sono quasi raddoppiati, con benefici sia economici che di visibilità politica.

Firmalove, iniziativa popolare contro le discriminazioni

Sabato 25 agosto alle ore 11 in piazza Pasi a Trento, con un exploit di 329 sottoscrizioni alla prima uscita, è partita ufficialmente la raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge “Disposizioni per contrastare le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’intersessualità“. L’iniziativa popolare provinciale è promossa dal comitato FIRMALOVE di cui fanno parte ArciGay e ArciLesbica.
Lo scopo dell’iniziativa è di contrastare le discriminazioni nei confroni di gay, lesbiche e trans. Se l’iter dovesse avere successo – sono necessarie almeno 2.500 firme e la successiva approvazione del Consiglio Provinciale – la proposta potrebbe diventare una tra le leggi antidiscriminazione più avanzate sia a livello nazionale che a livello europeo.
Negli ultimi 12 mesi si tratta della terza campagna di raccolta firme per iniziative popolari a livello provinciale dopo il referendum abrogativo sulle Comunità di Valle promosso dalla Lega Nord ed il disegno di iniziativa popolare per migliorare gli strumenti di democrazia diretta promosso dal comitato civico Più Democrazia in Trentino. A queste si aggiunge anche quella regionale avviata dal CoRe per indire un referendum sulle indennità dei consiglieri regionali.
L’iniziativa di Firmalove sottolinea nuovamente come sia di fondamentale importanza rafforzare gli strumenti di democrazia diretta esistenti poichè questi sono gli unici mezzi che consentono di mettere in comunicazione la società civile con il sistema politico portando nell’agenda politica interessi e problemi trascurati o consapevolmente ignorati dai rappresentanti politici, dai partiti e dagli organi di stampa.

Per maggiori dettagli sull’iniziativa: http://www.firmalove.info