La tassa non c’è più – Via il balzello sull’occupazione di suolo pubblico

Forse chi non pratica forme di democrazia diverse da quella delle crocette sulla scheda elettorale fatica a comprendere quanto sia importante l’eliminazione del balzello sull’occupazione di suolo pubblico per la raccolta di firme a sostegno delle diverse iniziative popolari.
Chi invece conosce le difficoltà e i costi che accompagnano l’esercizio dei diritti politici nel nostro Paese apprezza questo primo passo in avanti, che contribuisce a rendere più accessibili gli strumenti di democrazia diretta e deliberativa.

Fino a pochi giorni fa ogniqualvolta si scendeva in piazza con un tavolino e un paio di sedie in molte parti di Italia (in Trentino pressoché ovunque) il permesso di occupazione del suolo pubblico costava 32 Euro: un 1° primo bollo di 16 Euro per richiederlo, un 2° bollo da 16 Euro per l’attestato di accoglimento della richiesta.

Grazie all’iniziativa del Ministro Riccardo Fraccaro questa irragionevole imposta di bollo, che osteggiava l’esercizio di un diritto politico fondamentale, ora è stata definitivamente cancellata, per tutti e ovunque.

Il 18 luglio l’Agenzia delle Entrate, con Risoluzione 56/2018, ha chiarito Urbi et Orbi che le richieste di occupazione di suolo pubblico per banchetti di raccolta firme organizzati per promuovere istanze, petizioni, iniziative, popolari, referendum e ICE sono fiscalmente esenti – quindi i 32 Euro non si pagheranno più.

L’annuncio ufficiale lo ha dato lo stesso Ministro il 20 luglio via Facebook: l’applicazione di imposte sugli atti collegati al godimento dei diritti politici con riferimento agli istituti di democrazia diretta è definitivamente ritenuta illegittima (nota stampa ufficiale).

La nostra Associazione saluta con soddisfazione l’eliminazione di questo irragionevole ostacolo operativo all’esercizio dei diritti politici dei cittadini.

Con questa iniziativa il Ministro ha dimostrato che se la volontà politica è salda, se davvero si vuole che i cittadini partecipino alle decisioni politiche, se migliorare la qualità della democrazia è realmente obiettivo prioritario, ebbene se tutto ciò è dato, allora cambiare si può.

Al Ministro è “bastato” ingaggiare l’Agenzia delle Entrate per rendere meno faticoso e costoso l’impegno civico di coloro che si ostinano a voler partecipare.

Sappiamo che il Ministro già sa che molto altro c’è da fare, anche solo dal punto di vista regolatorio; ciò nonostante non ci stanchiamo di ricordarlo, fiduciosi che una democrazia migliore sia possibile:

a) Allargamento (perlomeno) della platea degli autenticatori.
Il ricorso ai soli pubblici ufficiali rende molto difficile ai “cittadini semplici”  l’autentica delle firme al banchetto di raccolta. Solo la politica organizzata e i Sindacati riescono a ingaggiare eserciti di Amministratori con una certa facilità. Ai cittadini semplici, che peraltro dovrebbero essere i principali fruitori degli istituti di democrazia diretta, l’accesso è pressoché precluso.

b) Introduzione della sottoscrizione elettronica delle iniziative
La tecnologia lo consente, le iniziative dei cittadini europei (ICE) già prevedono sottoscrizione on line. Abbiamo  SPID, abbiamo Identità digitale, firma elettronica (più o meno pesante). Parliamo di sostegno alle iniziative, non di voto elettronico!

Fuori elenco poi l’elemento costitutivo di una democrazia più democratica: l’eliminazione del quorum di partecipazione, così come indicano le migliori pratiche internazionali e suggerisce la Commissione di Venezia.

Storia dell’iniziativa

12 dicembre 2016 – Interrogazione presentata alla Camera dei Deputati – Il Governo della passata legislatura non ha mai risposto.

29 novembre 2017 – l’Associazione, tramite un proprio socio, presenta un interpello alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Trento.

14 febbraio 2018 – La direzione provinciale di Trento dell’Agenzia risponde sottolineando che l’occupazione di suolo pubblico per iniziative popolari e referendum si inserisce fra le attività propagandistiche, divulgative e di proselitismo per cui deve essere soggetta all’imposta di bollo.

13 luglio 2018 – L’Ufficio Consulenza imposte indirette della Divisione Contribuenti della Direzione centrale dell’Agenzia delle Entrate risponde esprimendo un parere alla soluzione interpretativa proposta dal Ministro Fraccaro:

Alla luce di tale orientamento interpretativo, si ritiene che le richieste di occupazione del suolo pubblico, e le relative autorizzazioni rilasciate dai Comuni, per la raccolta di firme, possano essere esentate in modo assoluto dal pagamento dell’imposta di bollo al ricorrere delle seguenti condizioni:

– siano finalizzate a sottoscrivere petizioni alle Camere (articolo 50 della Costituzione), al Parlamento europeo (articolo 227 del Trattato UE), ai consigli regionali e delle province autonome e ai consigli degli enti locali, secondo quanto previsto dai rispettivi Statuti;
– siano rivolte a promuovere la presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare alle Camere (articolo 71 della Costituzione), alla Commissione europea (ECI), ai consigli regionali e delle province autonome, ai consigli degli enti locali, secondo quanto previsto dai rispettivi Statuti;
– siano dirette a promuovere iniziative politiche per richiedere i referendum previsti dalla Costituzione, dalle leggi e dagli Statuti delle regioni e delle province autonome, nonché dagli Statuti degli enti locali;
– siano finalizzate all’esercizio dei diritti di voto nell’ambito di una consultazione elettorale per la quale sia stata già fissata la data delle elezioni e l’attività propagandistica o informativa sia svolta durante il c.d. “periodo elettorale”.
18 luglio 2018 – L’Agenzia delle Entrate emana la Risoluzione n.56/2018 in cui chiarisce erga omnes l’esenzione fiscale per le richieste di occupazione di suolo pubblico per banchetti di raccolta firme organizzati per promuovere istanze, petizioni, iniziative, popolari, referendum e ICE.
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One thought on “La tassa non c’è più – Via il balzello sull’occupazione di suolo pubblico

  1. Un buon passo e prospettive concrete che con atti di legge nella disponibilita’ del governo nazionale si possa fare molto per far applicare dentro gli statuti e regolamenti comunali e pubblici vari norme vincolanti e valide per poter esercitare utilizzo strumenti di democrazia diretta e partecipata 👍👍👍

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