Iniziativa popolare mobilità sostenibile: l’appello del comitato Noi Amici del Trasporto Pubblico

Nella sessione di lavoro del Consiglio provinciale di Trento del 21 e del 22 giugno 2017 che ha inizio domani è stata calendarizzata la discussione del disegno di legge di iniziativa popolare sulla mobilità sostenibile (58/XV) sul quale anche l’associazione Più Democrazia in Trentino aveva espresso un parere in sede di audizione presso la commissione consiliare competente.

Riportiamo di seguito l’appello lanciato dal comitato promotore Noi Amici del Trasporto Pubblico e presentato in una conferenza stampa il 19 giugno per voce di Antonella Valer, Paolo Vergnano, Ezio Viglietti e Franco Tessadri:

SULLA MOBILITÀ SOSTENIBILE IN TRENTINO

SI APPROVI IL DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

Mercoledì 21 e giovedì 22 nell’aula del Consiglio Provinciale sono all’odg i due disegni di legge:

  • n.177/2016 – “Pianificazione e gestione degli interventi in materia di mobilità sostenibile”, di iniziativa della giunta, assessore Gilmozzi

  • n. 58/2014 – “Mobilità sostenibile in Trentino” di iniziativa popolare, presentato nel dicembre 2014 con annesse 3.600 firme

Il Comitato promotore ha chiesto formalmente al Presidente del Consiglio provinciale Dorigatti che il ddl popolare venga discusso e votato per primo.

Abbiamo lavorato tre anni con l’obiettivo di garantire al Trentino un nuovo metodo per affrontare il futuro della mobilità dei cittadini, conforme alle esigenze di libertà e di sostenibilità economica e ambientale.

Dopo aver tentato nel tavolo di lavoro con l’Assessorato e la Terza Commissione di evidenziare che solo con una precisa volontà politica, fatta di strumenti rigorosi e di investimenti significativi si può ottenere l’obiettivo di modificare le abitudini dei cittadini nell’ambito della mobilità, abbiamo preso atto con amarezza che la posizione dell’Assessore e di parte dei consiglieri che si sono espressi in Terza commissione non intende far diventare legge ciò che è stato richiesto dai cittadini firmatari.

Quello dei promotori e dei firmatari non è un interesse privato. Le questioni in gioco sono di grande importanza: inquinamento, (e conseguenti malattie e morti provocate dalle emissioni dei carburanti), incidenti (e conseguenti morti e feriti), consumo del territorio, utilizzo smodato di combustibili fossili.

Le nostri istanze, non possono essere sfrondate. Né possiamo “accontentarci” che “qualcosa” sia stato recepito. Anche perché i contenuti recepiti sono effimeri e inconsistenti senza gli elementi che sono invece stati scartati.

Partecipazione, finanziamento, facilitazioni all’uso del trasporto pubblico sono i pilastri della nostra riforma. Essi sono stati cancellati nel disegno di legge a firma dell’Assessore Gilmozzi.

Pur nel tentativo di lavoro congiunto e mediazione, la distanza tra noi e l’assessorato è stata sempre sottolineata e rimarcata.

Le nostre osservazioni critiche al ddl Gilmozzi

Condividiamo:

  • l’impostazione dei criteri e dei principi che dovrebbero orientare la pianificazione della mobilità provinciale in ottica di multimodalità e intermodalità, flessibilità e qualità dell’offerta del trasporto pubblico di qualità (si veda il cadenzamento) come asse portante del sistema. Questa impostazione rispecchia senz’altro le teorie più avanzate nell’ambito delle mobilità sostenibile

  • la scelta di prevedere un percorso partecipativo nella stesura del piano provinciale della mobilità e in altre scelte strategiche legate alla mobilità pubblica

Dobbiamo tuttavia rilevare che per il raggiungimento degli obiettivi indicati (peraltro non ambiziosi come indicato nel ddl popolare) e la realizzazione di quanto prospettato nel disegno di legge è necessaria una chiara e decisa volontà politica che non riusciamo a vedere nel testo del ddl.

In particolare è evidente la mancanza di investimento delle risorse necessarie per passare dalla situazione attuale della mobilità a quella prospettata nel ddl.

Perché si possa pensare di attuare gli obiettivi richiesti ci pare assolutamente necessario:

  1. prevedere un adeguato finanziamento che permetta una pianificazione realistica e con elementi di certezza

  2. prevedere delle misure di politica della mobilità realmente capaci di modificare lo split modale scalfendo la prevalenza della mobilità privata motorizzata a favore degli altri strumenti di mobilità, più leggeri e sostenibili

Riteniamo che vada affrontato il tema della “tariffa zero” del trasporto pubblico locale come misura che potrebbe raggiungere questo risultato in tempi brevi e con molti vantaggi.

Come affermato dal dirigente Roberto Andreatta, si ipotizza uno spostamento modale minimo del 10% a fronte di un costo della misura pari a 22 milioni annui.

Si tratta di una misura che potrebbe essere adottata in via sperimentale e poi modificata se non ottiene il risultato desiderato. E’ una misura adottata in molti paesi europei. Con l’emergenza smog è stata recentemente adottata dalla città di Parigi e prevista tra le forme di azione dal Decreto del Ministero dell’ambiente del’11 gennaio 2017. Questa misura potrebbe essere attuata in Trentino anche a costo zero per il bilancio provinciale, attraverso la redistribuzione su tutta la popolazione del ricavo da tariffe, quantificabile in 50€ annuo medio per cittadino/a. (….) “

Per agevolare il confronto in Commissione, avevamo accettato la proposta di non discutere il nostro testo, ma di lasciare all’Assessore il tempo di elaborarne uno che tenesse conto del lavoro svolto.

Tuttavia la discussione in terza commissione di cui abbiamo letto nei comunicati stampa non ci sembra aver toccato in modo soddisfacente le questioni cruciali e di non aver tenuto conto delle nostre osservazioni.

Il ddl 177 così come è non può essere definito uno strumento politico per la mobilità sostenibile.

Abbiamo quindi chiesto al Presidente del Consiglio che anche il nostro ddl venga discusso e votato.

Chiediamo a tutti i consiglieri provinciali, nel rispetto dei quasi 4000 firmatari e della coerenza tra fini dichiarati e strumenti scelti:

  • di approvare il testo di legge di iniziativa popolare, con l’obiettivo di tutelare la salute dei nostri concittadini e salvaguardare il Trentino,

oppure

  • di emendare significativamente il testo del ddl Gilmozzi in modo che non rimanga una “dichiarazione di intenti”, come è ora, ma uno strumento politico effettivo per la mobilità sostenibile.In particolare gli emendamenti devono riguardare

    1) una fonte certa di finanziamento della legge (% del bilancio o fondo specifico),

    2) almeno uno strumento concreto di politica della mobilità che garantisca lo spostamento dello split modale del 10% in brevissimo tempo (nel caso in cui non si intenda sperimentare la tariffa zero)

    3) la composizione dell’osservatorio della mobilità che includa la presenza di cittadini comuni, estratti a sorte, come indicato nel ddl popolare.

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2 thoughts on “Iniziativa popolare mobilità sostenibile: l’appello del comitato Noi Amici del Trasporto Pubblico

  1. Pingback: Rigetto iniziativa popolare mobilità sostenibile: il comitato promotore esprime la propria delusione | Più Democrazia in Trentino

  2. Trovo indegno il comportamento dei politici che non hanno colto, nell’appello degli amici della mobilità sostenibile, la novità della proposta popolare e hanno scelto di mantenere
    l’ambiguità delle loro proposte, modeste e superficiali.
    Quanto avvenuto nell’audizione della 3° commissione è stato uno spaccato dello squallido teatrino politico provinciale, come ben sanno il presidente e il suo vice.
    Luisa Romeri

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