Minority SafePack – Un’iniziativa dei cittadini europei per tutelare le minoranze

Scade il prossimo 3 aprile il termine per firmare Minority SafePack, l’iniziativa dei cittadini europei che ha l’obiettivo di migliorare la protezione delle persone appartenenti a minoranze nazionali e linguistiche e contribuire in tal modo a valorizzare la diversità culturale all’interno dell’Unione.
Per attivare questa iniziativa serve un milione di firme (provenienti da almeno 7 Stati membri).
Sostenerla è semplice e richiede pochi minuti:
vai al sito Minority SafePack e compila il form (serve carta d’identità o passaporto).

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La Camera dei Deputati approva risoluzione a sostegno della revisione dell’ICE

Camera_UE_ICENella Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati, il 3 febbraio scorso, è stata approvata la risoluzione sull’Iniziativa dei Cittadini Europei a prima firma del deputato Fraccaro (circoscrizione Trentino-Alto Adige/Südtirol), la quale ha definito definiti alcuni parametri per la revisione dell’ICE e ha impegnato il Governo italiano ad attivarsi per portarla a termine nelle sedi di competenza. Continua a leggere

Iniziativa dei Cittadini Europei: le proposte di Democracy International per la revisione del regolamento

democracy-international-logo_0L’iter di approvazione della risoluzione del Parlamento Europeo per la riforma del regolamento (UE) n. 211/2011 inerente l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) ha considerato anche i pareri delle organizzazioni non governative, dei gruppi di riflessione e dei gruppi della società civile. In questo ambito il contributo di Democracy International è stato determinante e si è sviluppato attraverso un percorso di approfondimento ed azione civica che ha portato alla predisposizione di un dossier, al lancio di una petizione online, a un’audizione al PE e alla formulazione di proposte di riforma concrete. Continua a leggere

Il Parlamento Europeo approva la risoluzione per riformare l’Iniziativa dei Cittadini Europei

ice riformaIl Parlamento europeo ha adottato con 527 voti a favore, 39 contrari e 103 astensioni, una risoluzione sull’Iniziativa dei Cittadini Europei. Il 28 ottobre 2015 i membri del PE hanno fissato i nuovi orientamenti da seguire per rafforzare i diritti politici dei cittadini permettendo loro di svolgere un ruolo attivo nei progetti e nei processi decisionali che li riguardano. Gli europarlamentari hanno ritenuto che l’iniziativa europea debba essere incoraggiata e sostenuta con tutti i mezzi disponibili e hanno sottolineato la necessità di renderla più efficace. Continua a leggere

Iniziative dei Cittadini Europei: la relazione della Commissione Europea

6951-iniziativa-cittadini-europeiNegli ultimi tre anni, circa sei milioni di europei hanno sostenuto le iniziative dei cittadini europei (ICE) e hanno fatto sentire la loro voce per sottoporre direttamente all’attenzione dei responsabili politici europei cause di grande importanza. Nel marzo del 2015, la Commissione ha pubblicato una relazione che analizza l’applicazione di questo nuovo strumento dalla data della sua entrata in vigore, il 1º aprile 2012. Continua a leggere

Fai sentire la tua voce in Europa!

2015-09-03-european-parliament-email-driveCarissimi

Siete preoccupati per la mancanza di democrazia in Europa? Avete la possibilità di sostenere un’azione collettiva di sensibilizzazione promossa da Democracy International per rimediare a tale mancanza! Continua a leggere

L’Iniziativa dei Cittadini Europei

Scarica il documento integrale del regolamento dell'European Citizens' InitiativeIl 16 febbraio 2011 è stato approvato con procedura legislativa ordinaria il Regolamento (UE) N. 211/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio (ICE) riguardante l’iniziativa dei cittadini (European Citizens’ Initiative), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea dell’11 marzo 2011 e che si applica a partire dal 1° aprile 2012. Continua a leggere

Maggiore partecipazione popolare come soluzione alla crisi globale

Gerald Häfner. Foto di Andreas PichlerPresso il Park Hotel Laurin di Bolzano, il 27 gennaio scorso è stato invitato Gerald Häfner, promotore dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE). L’europarlamentare che è anche presidente di Democracy International, oltre ad illustrare il risultato raggiunto in sede comunitaria per concretizzare il diritto di partecipazione ha anche parlato della crisi globale.
Di fronte ad una platea di una sessantina di persone che includeva anche la delegazione di Più Democrazia in Trentino, Häfner nel suo lungo ed articolato eloquio ha auspicato una maggiore partecipazione dei cittadini per ridurre il potere delle lobby e dei mercati finanziari. Questa infatti potrebbe essere l’unica soluzione efficace per arginare la crisi, arrivata oramai ad uno stadio cronico.
Per l’oratore, la crisi non è solo economica ma anche sociale ed ambientale. Inoltre, non è limitata alla realtà nazionale ed europea bensì è una crisi planetaria determinata dal mondo della finanza, che ha schiacciato l’economia reale attraverso l’adozione in forma sistematica di comportamenti speculativi a breve termine.
In questo modo, il sistema politico si è conformato alle esigenze della finanza a scapito di quelle dei cittadini. Per anni, i meccanismi perversi della finanza hanno prodotto un deficit di democrazia, il quale ha limitato la sovranità dei cittadini nel procedimento legislativo e quindi nelle decisioni collettive compromettendo le risposte ai loro bisogni reali.
A livello comunitario la volontà condivisa per migliorare gli strumenti della democrazia diretta ha concepito l’ICE come rimedio al vuoto di legittimazione delle istituzioni europee. Anche per questa ragione i promotori hanno pensato di vincolare l’iniziativa ad un numero minimo di Stati membri e di “socializzarla” per difendere più uniformemente i diritti sociali e per raggiungere più eque e migliori condizioni di vita.
In questo senso, l’iniziativa guarda all’Europa per ampliare gli orizzonti e per stimolare la partecipazione dei cittadini europei. Si vorrebbe moderare l’eccessivo potere concentrato in pochi governi con l’augurio che un giorno venga introdotto anche l’istituto del referendum europeo incidendo così ancor più efficacemente nelle politiche comunitarie a favore di tutti i cittadini.
All’intervento di Häfner è seguito un dibattito facilitato da Brigitte Foppa dove hanno preso la parola i protagonisti della riforma della democrazia diretta in Alto Adige: Stephan Lausch (Iniziativa per Più Democrazia), Arnold Schuler (consigliere provinciale SVP), Riccardo Dello Sbarba (consigliere provinciale dei Verdi) e Sepp Kusstatscher (ex-europarlamentare).
Da sinistra: Häfner - Lausch - Foppa - Kusstatscher - Dello Sbarba - Schuler. Foto by Andreas PichlerStephan Lausch ha evidenziato l’urgenza di ampliare gli strumenti della democrazia diretta per poter curare la democrazia rappresentativa. Tuttavia per perseguire tale obiettivo c’è bisogno anche dei media che però, nella fattispecie, non danno un sostegno significativo. In simili condizioni è stato difficile promuovere il progetto di Iniziativa per Più Democrazia (quorum al 15% e 10.000 firme necessarie per un referendum propositivo) e creare consapevolezza sociale su questo tema. In aggiunta a ciò, Lausch ha ammesso di comprendere le ragioni della resistenza dei media esplicitando la logica che chi detiene il potere non se lo lascia prendere facilmente e che i media stessi vengono influenzati dal disequilibrio delle forze in campo.
Schuler, giustificando l’ostilità della SVP, ha replicato che nemmeno gli svizzeri sono soddisfatti del loro sistema politico perciò una legge sulla democrazia diretta sarebbe solo una stampella e non una soluzione strutturale all’attuale crisi. A suo parere un equilibrio ottimale del sistema è garantito da un’alta soglia del numero di firme per l’attivazione di un referendum, la quale peraltro è da estendersi in due fasi (4.000 + 26.000 firme per il referendum consultivo e 8.000 + 38.000 firme per il referendum propositivo).
Dello Sbarba dopo essersi espresso a favore dell’eliminazione del quorum ha raffigurato la raccolta delle firme come un momento rigenerante poiché si tratta di un colloquio continuo e generalizzato dove si sciacquano i panni della politica tradizionale. Nonostante ciò, la soglia proposta dalla SVP – definita un faticoso percorso a doppio tempo – è una barriera alla partecipazione inaccettabile, con la quale si cancella la possibilità di accedere allo strumento del referendum.
Rispondendo ad un’ulteriore domanda di Foppa, Kusstatscher ha precisato che tutti i temi possono essere affrontati dalla democrazia diretta, ma che tuttavia non si può prescindere dal garantire la tutela delle minoranze linguistiche. Infine, prima di chiudere l’incontro durato circa tre ore, Häfner ha risposto alle numerose domande dei presenti in materia di democrazia diretta dando un esempio di cordialità e di ascolto ed offrendo ulteriori motivazioni a sostegno di una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Per un ulteriore approfondimento: