
La Commissione speciale d’indagine sulla società Hydro Dolomiti Energia è stata istituita dal Consiglio provinciale con deliberazione consiliare dell’8 aprile 2025, in attuazione della mozione n. 29/XVII promossa dal consigliere Walter Kaswalder.
Alla Commissione è stato affidato un duplice mandato. Da un lato, ricostruire la nascita della società Hydro Dolomiti Energia, incaricata della gestione delle concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche, e l’evoluzione della sua compagine societaria, con particolare riguardo alle ragioni economiche, finanziarie e istituzionali che hanno portato, nel tempo, all’ingresso di soggetti privati – direttamente o indirettamente – nel capitale sociale. Dall’altro, valutare la praticabilità giuridica ed economica di forme di partecipazione dei cittadini e degli enti locali alla gestione delle grandi derivazioni e delle centrali idroelettriche, attraverso strumenti di azionariato diffuso o modelli analoghi, con l’obiettivo di rafforzare il controllo democratico sulla gestione della risorsa idrica, favorire il reinvestimento degli utili sul territorio e riequilibrare il rapporto tra concessionari e comunità locali.
La Commissione, presieduta dal consigliere di minoranza Andrea De Bertolini, dovrà concludere i propri lavori entro ventiquattro mesi dalla costituzione con una relazione finale.
La deliberazione istitutiva 1/2025/XVII non contiene alcuna disposizione specifica sulla pubblicità dei lavori della Commissione. Per questo motivo trova applicazione il Regolamento interno del Consiglio provinciale che, all’articolo 49, stabilisce che i processi verbali delle commissioni, una volta approvati, sono pubblici.
Alla luce del mandato affidato alla Commissione e delle disposizioni regolamentari che ne disciplinano i lavori, il 6 luglio 2026 Più Democrazia in Trentino ha presentato al Consiglio provinciale una richiesta di accesso ai processi verbali già approvati, con l’obiettivo di consentire ai cittadini di seguire progressivamente i lavori della Commissione e contribuire a ridurre il deficit informativo che oggi caratterizza il dibattito pubblico sul futuro di Hydro Dolomiti Energia.
Con nota del 16 luglio 2026, il Consiglio provinciale ha accolto la richiesta solo in parte, trasmettendo i verbali relativi alle sedute dedicate all’insediamento della Commissione e alla definizione del metodo di lavoro, ma differendo l’accesso a tutti i verbali riguardanti l’attività d’indagine fino alla conclusione del mandato della Commissione, prevista per l’8 aprile 2027, salvo eventuali proroghe. Nella stessa risposta è stato inoltre precisato che i verbali trasmessi, pur essendo qualificati come pubblici, non possono essere pubblicati, diffusi o comunque resi consultabili da chiunque, in quanto contenenti dati personali e informazioni che l’amministrazione ritiene non liberamente divulgabili.
Poiché la stessa comunicazione del Consiglio provinciale indicava la possibilità di chiedere il riesame del provvedimento al Difensore civico ai sensi dell’articolo 5, comma 8, del decreto legislativo n. 33 del 2013, l’associazione ha scelto di avvalersi di tale strumento. Si tratta infatti di una procedura gratuita e più semplice rispetto all’impugnazione davanti al Tribunale amministrativo regionale, che comporterebbe costi non trascurabili per una piccola associazione come Più Democrazia in Trentino.
La decisione del Difensore civico
Con la decisione F. 385/2026, il Difensore civico della Provincia autonoma di Trento ha respinto il ricorso presentato da Più Democrazia in Trentino contro il differimento dell’accesso ai processi verbali della Commissione speciale d’indagine sulla società Hydro Dolomiti Energia disposto dal Consiglio provinciale. I verbali relativi ai lavori della Commissione resteranno quindi non accessibili fino alla conclusione del mandato, prevista per l’8 aprile 2027, salvo proroghe.
Il Difensore civico ha ritenuto che la richiesta presentata dall’associazione dovesse essere trattata come una richiesta di accesso civico generalizzato e non come una richiesta di accesso fondata sul Regolamento interno del Consiglio provinciale. Secondo il Difensore, infatti, nell’istanza non era stato indicato un interesse diretto, concreto e attuale collegato ai documenti richiesti, requisito necessario per l’accesso documentale.
Partendo da questa qualificazione, il Difensore ha ritenuto legittima la decisione del Consiglio provinciale di rinviare l’accesso ai verbali fino al termine dei lavori della Commissione. A suo giudizio, il differimento è giustificato dall’esigenza di non interferire con il regolare svolgimento dell’attività della Commissione d’indagine.
La decisione del Difensore civico, tuttavia, non affronta la diversa questione dell’interpretazione del Regolamento interno del Consiglio provinciale, richiamato dall’associazione a sostegno della propria richiesta. Il Difensore si è limitato a verificare la legittimità del differimento applicando esclusivamente la disciplina generale dell’accesso civico, senza pronunciarsi sul significato e sulla portata delle disposizioni regolamentari che prevedono la pubblicità dei verbali delle commissioni.
Più Democrazia in Trentino prende atto delle valutazioni giuridico-amministrative del Difensore civico, che si muovono coerentemente entro le categorie proprie della disciplina sull’accesso agli atti. La decisione non esaurisce tuttavia il tema posto dall’associazione, che continua a ritenere aperta, sul piano politico e regolamentare, la questione della pubblicità dei verbali della Commissione.
Il nodo politico che resta
Il Regolamento interno del Consiglio provinciale, all’art. 49, comma 3, stabilisce che i processi verbali, una volta approvati, sono pubblici; l’unica deroga prevista è la secretazione della seduta, deliberata dalla Commissione stessa ai sensi dell’art. 48. Nel caso della Commissione speciale d’indagine su Hydro Dolomiti Energia tale deliberazione non è mai stata adottata.
È dunque sul piano delle scelte politiche, prima ancora che su quello tecnico-giuridico, che l’associazione intende continuare a far sentire la propria voce.
La Commissione è stata istituita per garantire maggiore trasparenza e coinvolgimento dei cittadini nel percorso riguardante Hydro Dolomiti Energia. L’associazione ha quindi ritenuto naturale chiedere di conoscere progressivamente i verbali già approvati, anche alla luce dell’art. 49 del Regolamento interno. Il risultato concreto è che i lavori della Commissione resteranno integralmente non conoscibili fino alla conclusione del mandato.
Se la finalità dichiarata dell’istituzione della Commissione era rafforzare trasparenza e partecipazione, il risultato concreto è che cittadini, enti locali e portatori di interesse resteranno privi di qualsiasi conoscenza del suo lavoro fino alla conclusione dell’indagine.
Un’asimmetria informativa che pesa sul dibattito pubblico
Il differimento arriva mentre il confronto sul passato, il presente e il futuro di Hydro Dolomiti Energia è più vivo che mai, sia in Consiglio provinciale sia nel Comune di Trento, dove è stato depositato un quesito referendario tuttora all’esame della Commissione degli esperti per la valutazione dell’ammissibilità.
In questo contesto, ogni componente della Commissione speciale d’indagine – e non solo – continua legittimamente a esprimere pubblicamente le proprie posizioni sul tema. Chi siede nella Commissione, però, ha accesso a informazioni non disponibili al resto della comunità. Per Più Democrazia in Trentino si determina così un’asimmetria informativa che rischia di incidere sul dibattito pubblico, proprio mentre cittadini, società civile e parte del mondo economico sono chiamati a confrontarsi su una questione di grande rilievo politico e istituzionale, anche in vista di un possibile pronunciamento referendario.
L’associazione non contesta la correttezza tecnica della decisione del Difensore civico. Contesta invece la scelta politica dell’amministrazione di mantenere riservati i lavori della Commissione proprio nel momento in cui il dibattito pubblico su Hydro Dolomiti Energia è più intenso e più decisivo.
Più Democrazia in Trentino continuerà a seguire la vicenda e a promuovere ogni iniziativa istituzionale utile affinché i lavori della Commissione siano resi progressivamente conoscibili, in coerenza con le finalità di trasparenza e partecipazione che ne hanno giustificato l’istituzione.
In allegato:
- 16 luglio 2026 – Diniego e differimento all’accesso del Consiglio provinciale
- 17 luglio 2026 – Ricorso dell’associazione Più Democrazia in Trentino
- 23 luglio 2026 – Decisione del Difensore civico sul ricorso di Più Democrazia in Trentino
NOTA STAMPA INVIATA AI MEDIA LOCALI IL 24 LUGLIO 2026
* * *
Iscriviti all’associazione Più Democrazia in Trentino e supporta il nostro sforzo per una democrazia migliore oppure scegli di donare il 5 per mille per una democrazia migliore
Scopri di più da Più Democrazia in Trentino
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
