
Con la trasmissione della relazione finale della Prima Commissione legislativa regionale, si è concluso il percorso della petizione regionale n. 1/XVII “Basta barriere: firma digitale per la democrazia inclusiva”, promossa da Paolo Minotto e sostenuta dall’associazione Più Democrazia in Trentino.
La relazione conclusiva, comunicata il 12 giugno dal Presidente del Consiglio regionale Josef Noggler e pubblicata nella banca dati degli atti del Consiglio regionale, rappresenta un passaggio importante non solo per il contenuto della proposta ma anche per il metodo con cui è stata trattata.
Per la prima volta, almeno per quanto risulta dalla documentazione disponibile relativa agli anni Duemila, una petizione presentata dai cittadini è stata accolta, discussa e conclusa secondo il nuovo procedimento introdotto con la riforma del Regolamento interno del Consiglio regionale approvata nel 2023. Una novità significativa, che restituisce dignità a uno strumento di partecipazione spesso rimasto ai margini dell’attività istituzionale.
La petizione regionale ha seguito un percorso parallelo rispetto a quella provinciale presentata nel luglio 2025. I contenuti sono sostanzialmente identici: consentire l’utilizzo della firma digitale per la sottoscrizione di referendum, iniziative popolari e candidature elettorali. Tuttavia, mentre la petizione provinciale riguarda le norme elettorali e referendarie della Provincia autonoma di Trento, quella regionale interessa il Codice degli enti locali, materia sulla quale la Regione esercita competenza legislativa primaria.
L’audizione dei promotori si è svolta il 19 marzo 2026 davanti alla Prima Commissione legislativa regionale. Nonostante l’iter sia stato relativamente rapido e non siano state previste ulteriori audizioni tecniche come quelle attualmente in corso presso il Consiglio provinciale, la seduta ha consentito ai promotori di illustrare la proposta e di aggiornare i commissari sugli approfondimenti giuridici e tecnologici sviluppati nel frattempo in sede provinciale.
Tra gli interventi più netti a sostegno della proposta vi sono stati quelli di Foppa, Köllensperger, Valduga e Calzà. Altri hanno posto domande di approfondimento come Masè e Soini mentre nessun consigliere ha espresso una posizione apertamente contraria.
La consigliera Brigitte Foppa (Verdi-Grüne-Vërc) ha espresso interesse per il tema e ha richiamato gli approfondimenti svolti con i responsabili degli uffici elettorali, evidenziando la necessità di individuare strumenti tecnologici adeguati per eventuali sviluppi futuri.
Paul Köllensperger (Team K) ha dichiarato di condividere pienamente le finalità della petizione, ricordando come anche in Alto Adige siano già stati presentati disegni di legge in materia di firma digitale e voto digitale e osservando che, alla luce di tali iniziative, una posizione contraria alla petizione sarebbe risultata incoerente.
Francesco Valduga (Campobase), che segue la medesima materia anche nella Prima Commissione del Consiglio provinciale di Trento, ha definito la richiesta contenuta nella petizione un elemento di «civiltà», sostenendo la necessità di armonizzare l’evoluzione normativa tra Regione e Province autonome. Ha inoltre richiamato una propria iniziativa volta a favorire la partecipazione degli elettori fuori sede e ad approfondire possibili modalità di voto da remoto nelle elezioni provinciali, auspicando un confronto istituzionale con la Provincia autonoma di Bolzano. Anche Valduga ha espresso una posizione favorevole alla petizione.
La consigliera Michela Calzà (PD) ha manifestato una posizione favorevole alla petizione, richiamando l’articolo 3 della Costituzione e sottolineando come la proposta rappresenti uno strumento di inclusione e di partecipazione attiva. Ha inoltre evidenziato l’importanza di un approccio coordinato tra Regione e Province, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione e delle esigenze delle giovani generazioni.
Il consigliere Claudio Soini (Noi Trentino per Fugatti Presidente) ha chiesto chiarimenti sull’ambito di applicazione della proposta, domandando se la richiesta fosse limitata alle persone con disabilità o destinata all’intera cittadinanza.
La consigliera Vanessa Masè (La Civica) ha invece posto quesiti di carattere tecnico riguardanti la possibile gestione delle piattaforme digitali e i rapporti tra enti locali e amministrazione statale.
La dirigente della Regione, Loretta Zanon, ha inoltre ricordato di avere già recepito tempestivamente la sentenza n. 3 del 2025 della Corte costituzionale introducendo l’articolo 235-bis nel Codice degli enti locali.
Particolarmente rilevante è stato l’intervento dell’assessore regionale agli enti locali Franz Locher (SVP). Pur ribadendo l’interesse della Giunta per ogni misura di semplificazione amministrativa, l’assessore ha evidenziato, attraverso gli approfondimenti svolti dagli uffici regionali, come eventuali piattaforme locali dovrebbero necessariamente dialogare con l’Anagrafe nazionale della popolazione residente e con le banche dati elettorali per consentire le necessarie verifiche sui sottoscrittori. Al tempo stesso è stata avanzata una proposta politica non priva di interesse: sollecitare lo Stato a mettere la propria piattaforma digitale a disposizione anche dei comuni.
Proprio il tema dell’accesso all’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) rappresenta oggi uno dei principali nodi da chiarire. Su questo punto resta ancora senza risposta l’interrogazione parlamentare presentata il 15 settembre 2025 dal deputato Alfonso Colucci, che chiede al Governo di chiarire se intenda promuovere una piattaforma nazionale interoperabile per la raccolta delle sottoscrizioni digitali e consentire forme di sperimentazione a livello regionale e locale. Una risposta potrebbe contribuire a dissipare molte delle incertezze tecniche richiamate nel dibattito istituzionale. Purtroppo, ancora una volta, la lentezza degli strumenti di controllo parlamentare e la naturale resistenza delle strutture amministrative al cambiamento rischiano di rallentare un confronto che meriterebbe tempi più rapidi.
La conclusione dell’iter regionale non chiude tuttavia la discussione. Il percorso più rilevante sotto il profilo normativo resta infatti quello provinciale, dove la Prima Commissione del Consiglio provinciale ha già avviato un approfondimento molto più articolato attraverso le audizioni di esperti giuridici e tecnici, tra cui il ricercatore dell’Università di Trento Vincenzo Desantis e Gianfranco Stellucci di Trentino Digitale.
Nei prossimi mesi sarà particolarmente importante l’audizione dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), dalla quale potrebbero arrivare chiarimenti decisivi sulle modalità tecniche e giuridiche per estendere la firma digitale ai procedimenti elettorali e referendari locali.
Come spesso accade quando si parla di diritti politici e partecipazione democratica, i tempi del cambiamento sono lunghi. Le istituzioni tendono naturalmente a conservare procedure consolidate e assetti esistenti più che a innovarli. Tuttavia, il fatto che oggi il tema sia oggetto di approfondimenti tecnici, giuridici e politici sia in sede provinciale sia in sede regionale rappresenta già un risultato significativo. L’obiettivo resta quello che ha ispirato la petizione fin dall’inizio: rimuovere ostacoli ingiustificati all’esercizio dei diritti politici e rendere la partecipazione democratica più accessibile, inclusiva e coerente con gli strumenti tecnologici già disponibili.
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