
In questi giorni, sui social, è emersa una diffusa simpatia nei confronti del raduno neonazista di Pietramurata, accompagnata in molti casi da un’ostinata indifferenza. Un fenomeno che non può lasciare indifferente la rappresentanza politica e che dovrebbe spingere a interrogarsi anche sul progressivo calo di fiducia nelle istituzioni e sulla necessità di ricostruire una cultura democratica condivisa.
In questo preoccupante contesto, l’associazione Più Democrazia in Trentino giudica positivamente le dichiarazioni del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, che hanno chiarito senza ambiguità il posizionamento del vertice dell’esecutivo provinciale rispetto all’iniziativa organizzata dai gruppi naziskin a Pietramurata.
Una presa di posizione importante e, per certi aspetti, rassicurante: di fronte a manifestazioni che richiamano ideologie incompatibili con i principi democratici e costituzionali, è fondamentale che le istituzioni parlino con chiarezza e che non vi siano ambiguità.
Questa responsabilità assume un significato particolare nella nostra terra. L’Autonomia speciale del Trentino-Alto Adige rappresenta anche una risposta democratica ai conflitti e alle contrapposizioni nazionalistiche che hanno segnato il Novecento. La sua storia dimostra come la convivenza tra comunità diverse possa essere costruita attraverso il pluralismo, il dialogo, la tutela delle minoranze e il riconoscimento dei diritti di tutte le persone. Difendere l’Autonomia significa, quindi, anche custodire e rinnovare questi principi.
Più Democrazia in Trentino auspica che quanto accaduto in questi giorni possa diventare l’occasione per avviare una riflessione più ampia e concreta. Serve una vera e propria rialfabetizzazione democratica, che restituisca centralità alla conoscenza della Costituzione, alla memoria storica, al rispetto delle istituzioni e alla partecipazione consapevole dei cittadini alla vita pubblica.
La partecipazione, infatti, non costituisce soltanto uno dei valori della democrazia, ma anche uno degli strumenti attraverso i quali essa può difendersi. Una cittadinanza che dispone di strumenti effettivi di partecipazione e di democrazia diretta è una cittadinanza chiamata ad assumersi maggiori responsabilità, più consapevole del funzionamento delle istituzioni e meno esposta alla propaganda dell’odio e dell’estremismo, perché posta nella condizione di concorrere concretamente e in forma condivisa alle scelte fondamentali sulle politiche pubbliche.
Per questo riteniamo necessario promuovere un programma organico di educazione civica e di rilancio della partecipazione popolare, coinvolgendo istituzioni locali, scuola, associazioni e società civile. La democrazia non si difende soltanto prendendo le distanze dalle sue minacce quando esse si manifestano: si rafforza ogni giorno creando le condizioni affinché i cittadini possano conoscere, partecipare, deliberare e sentirsi parte responsabile della comunità.
Su questi principi non dovrebbero esistere divisioni di parte. La presa di posizione del presidente Fugatti offre l’occasione per ribadire che la difesa della democrazia, della Costituzione e dell’Autonomia è una responsabilità comune delle istituzioni e di tutte le forze democratiche. È su questo terreno condiviso che il Trentino può e deve trovare la necessaria unità di intenti.
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