Informare i cittadini sulle raccolte firme non è un obbligo. È una buona pratica democratica.

Non tutto ciò che una pubblica amministrazione dovrebbe fare deve necessariamente essere imposto da una legge o da un regolamento.
Esistono comportamenti che dovrebbero discendere dal buon senso istituzionale, dalla trasparenza e, soprattutto, dal riconoscimento del diritto dei cittadini a partecipare alla vita pubblica.
Uno di questi è molto semplice: quando nel territorio comunale è in corso una raccolta di firme per un referendum o un’iniziativa popolare, il Comune dovrebbe informarne i cittadini sul proprio sito istituzionale, indicando dove, quando e come è possibile sottoscriverla.
Non significa invitare a firmare. Non significa sostenere le ragioni dei promotori. Significa semplicemente mettere tutti nelle condizioni di sapere che esiste uno strumento di partecipazione e che è possibile esercitarlo.

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Un diritto per tutti: portare la firma digitale nella democrazia trentina

* l’intervento è stato inviato in versione ridotta a Il T
Pubblicato l’11 ottobre 2025 (lettera a piè di pagina)

Prima commissione del Consiglio provinciale di Trento – 1° ottobre 2025

Come primo firmatario della petizione popolare provinciale n. 6/XVII, ho voluto portare all’attenzione della Prima Commissione consiliare una richiesta che considero un passo fondamentale per la nostra Autonomia: l’adeguamento della normativa per consentire l’uso della firma digitale nelle procedure di partecipazione democratica.

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