
Dalla petizione di mille cittadini alla proposta di iniziativa popolare, fino al referendum sui fitofarmaci dichiarato decaduto il 2 novembre 2026. Una ricostruzione degli atti, delle motivazioni e delle decisioni che hanno segnato il confronto tra cittadini e istituzioni comunali.
Il 18 agosto 2026 il Comitato biodiversità e salute per Brentonico ha consegnato al Comune le sottoscrizioni raccolte a sostegno di un referendum propositivo per l’introduzione di un regolamento sulla tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole.
La successiva verifica ha accertato 578 firme valide, a fronte delle 380 richieste dallo Statuto comunale.
Il 2 novembre, tuttavia, la Commissione per i procedimenti referendari ha dichiarato la decadenza della procedura, ritenendo che il regolamento approvato dal Consiglio comunale il 28 ottobre avesse sostanzialmente accolto le richieste dell’iniziativa popolare.
Il referendum non si svolgerà, nonostante il parere contrario espresso dai promotori, che avevano documentato puntualmente le differenze tra le proprie richieste e il testo elaborato dall’Amministrazione.
Come si è arrivati a questo risultato?
Più Democrazia in Trentino ha seguito la vicenda attraverso le comunicazioni ricevute dal Comitato, fornendo assistenza e supporto nell’interpretazione delle disposizioni che disciplinano i diritti di partecipazione.
Con questa ricostruzione intendiamo mettere a disposizione una sequenza verificabile di fatti, atti e decisioni, distinguendo le posizioni dei soggetti coinvolti dalle valutazioni della nostra Associazione. L’obiettivo è offrire una base documentale per riflettere sul funzionamento concreto degli istituti di democrazia locale.
1. Marzo–maggio: dalla petizione alla proposta di iniziativa popolare
La vicenda nasce dal confronto sull’espansione della viticoltura nel territorio di Brentonico e sulle conseguenze dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari per la salute, l’ambiente e la biodiversità del Monte Baldo.
L’11 marzo 2026 il Comitato presenta una petizione sottoscritta da circa 1.000 cittadini, intitolata Richiesta di monitorare e regolamentare l’estensione dei vigneti sul territorio di Brentonico.
La trattazione della petizione solleva questioni relative alla pubblicità degli atti, alla calendarizzazione del confronto consiliare e alla coerenza tra Statuto e regolamento comunale sulla partecipazione.
Più Democrazia in Trentino segnala tali criticità al Difensore civico il 15 e 16 aprile. Il Difensore interviene chiedendo chiarimenti all’Amministrazione. La vicenda è ricostruita nel nostro approfondimento del 6 maggio “Petizioni ignorate? Il caso Brentonico riapre il tema della partecipazione nei Comuni trentini“.
Nel frattempo, il 20 aprile, il Comitato presenta una proposta di deliberazione di iniziativa popolare per l’adozione di un regolamento comunale sulla tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole.
La proposta costituisce un passaggio ulteriore: non più soltanto una richiesta di attenzione politica, ma un testo sul quale il Consiglio comunale è chiamato a pronunciarsi.
2. Maggio–luglio: il referendum viene ammesso, la proposta popolare respinta
Il 22 maggio viene presentata la richiesta di referendum propositivo. Il 22 giugno la Commissione per i procedimenti referendari dichiara ammissibile il quesito.
La deliberazione è pubblicata il 26 giugno, facendo decorrere il periodo statutario per la raccolta delle sottoscrizioni.
L’avvio della raccolta incontra però difficoltà operative. Il Comitato segnala di non avere ricevuto tempestivamente le informazioni e i moduli necessari e il 30 giugno invia una formale messa in mora al Comune, con il sostegno dell’Associazione. La vicenda è documentata nel nostro articolo del 2 luglio.
Un ulteriore ostacolo riguarda l’informazione sulla raccolta firme. Per ottenere la pubblicazione di un avviso sulla possibilità di sottoscrivere il referendum presso gli uffici comunali, Più Democrazia in Trentino deve rivolgersi al Commissariato del Governo. Il Comune pubblica l’avviso soltanto il 6 agosto, senza divulgarlo attraverso i propri canali social e Telegram. Il Commissariato, intervenuto a raccolta conclusa, riconosce l’opportunità di una maggiore informazione, pur in assenza di specifici obblighi normativi. Una vicenda che, come documentato dall’associazione, evidenzia una concezione riduttiva della trasparenza e della partecipazione democratica.
Il 29 luglio, intanto, il Consiglio comunale respinge con deliberazione n. 35 la proposta regolamentare di iniziativa popolare.
Più Democrazia in Trentino contesta le modalità di trattazione: secondo la nostra ricostruzione, il Comitato non era stato ascoltato dalla Commissione consiliare competente e non aveva ottenuto, prima della decisione, la documentazione istruttoria richiesta.
L’8 agosto viene quindi presentato un ricorso in opposizione, che non chiede di imporre l’approvazione della proposta, ma di verificare il rispetto delle garanzie procedimentali.
3. Agosto: le firme vengono consegnate e il Comune propone un accordo
Il 10 agosto il Comitato chiede informazioni sulle modalità di prosecuzione del referendum, sulle verifiche delle firme e sui termini di indizione.
Il 18 agosto vengono depositate le sottoscrizioni.
Il 21 agosto l’Amministrazione pubblica un comunicato nel quale dichiara a mezzo stampa di voler cercare un accordo per evitare la consultazione. L’intenzione è individuare una soluzione regolamentare condivisa che renda superfluo il referendum.
Il 22 agosto il Comitato integra la richiesta di informazioni, chiedendo chiarimenti sul rapporto tra la procedura referendaria e l’eventuale approvazione di un regolamento comunale.
La questione riguarda soprattutto l’articolo 14, comma 11, dello Statuto, che consente all’Amministrazione di accogliere integralmente o parzialmente le richieste dei promotori e attribuisce all’organo di garanzia la decisione definitiva sull’eventuale decadenza del referendum.
4. Settembre: la regolarità delle firme viene accertata
Il 1° settembre la Segretaria comunale risponde alle richieste del Comitato, comunicando che l’Ufficio elettorale ha già effettuato le verifiche sulle sottoscrizioni e che gli atti sono stati trasmessi alla Commissione. Restano da chiarire diversi aspetti procedimentali, compresa la costituzione della commissione neutra incaricata dell’informazione agli elettori. Il 3 settembre il Comitato sollecita ulteriori chiarimenti.
Nella stessa giornata Più Democrazia in Trentino interviene formalmente, richiamando l’esigenza di distinguere le competenze amministrative comunali da quelle della Commissione istituita dall’articolo 16-bis del Codice degli enti locali.
Il verbale della Commissione, relativo alla riunione del 9 settembre e protocollato l’11 settembre, accerta 578 sottoscrizioni valide su 590 presentate. La soglia statutaria è superata di 198 firme.
Nel frattempo, il 16 settembre, la Giunta comunale respinge con deliberazione n. 125 il ricorso in opposizione contro il rigetto della proposta popolare. Il 25 settembre Più Democrazia in Trentino promuove un secondo ricorso, contestando la competenza della Giunta a decidere definitivamente su un’opposizione riguardante una deliberazione consiliare. Il procedimento relativo alla proposta di iniziativa popolare rimane quindi distinto da quello referendario come abbiamo documentato successivamente nell’aggiornamento del 22 ottobre.
5. Ottobre: il confronto produce un regolamento, ma non un accordo
Nel frattempo prosegue il confronto sul regolamento relativo all’utilizzo dei prodotti fitosanitari. La deliberazione consiliare del 28 ottobre ricostruisce gli incontri della Commissione Regolamenti e del tavolo ristretto al quale hanno partecipato rappresentanti dell’Amministrazione, del Comitato e dei produttori agricoli.
Secondo il Comune, il percorso ha consentito di recepire numerose osservazioni e avvicinare le posizioni. La stessa documentazione riconosce, tuttavia, che non è stata raggiunta una piena condivisione del testo.
Il 14 ottobre il Comitato trasmette una nota sulla procedura referendaria, mentre Più Democrazia in Trentino richiama la necessità di rispettare i termini statutari. Il punto centrale è che l’eventuale trattativa sull’accoglimento delle richieste non può essere considerata, di per sé, una causa di sospensione della procedura referendaria.
Sul lato dell’iniziativa popolare, il 28 ottobre 2026 il Consiglio comunale, con deliberazione n. 39/2026, respinge l’opposizione contro la deliberazione consiliare n. 35 del 29 luglio. Resta tuttavia incomprensibile la gestione dei ricorsi, poiché la decisione non menziona l’opposizione presentata il 25 settembre contro la deliberazione della Giunta n. 125/2026, che aveva respinto il primo ricorso. Una questione già segnalata al Difensore civico il 23 ottobre e sulla quale l’associazione sta predisponendo un’ulteriore iniziativa per chiarire la logica amministrativa seguita e il rispetto delle disposizioni statutarie.
6. Il parere sul regolamento del 22 ottobre: le ragioni documentate del dissenso
Il 22 ottobre il Comitato trasmette alla Commissione un articolato parere di sette pagine. Il documento confronta il quesito referendario, la normativa vigente e la bozza di regolamento predisposto dal Comune, esaminando separatamente le tre principali richieste dei promotori.
Distanze di sicurezza. Il Comitato riconosce che il regolamento introduce alcune previsioni sulle distanze, ma contesta il loro campo di applicazione. Secondo il parere, l’esclusione dei prodotti ammessi nella produzione integrata provinciale e altre deroghe ridurrebbero sensibilmente la portata delle nuove tutele. Viene inoltre evidenziata l’assenza di specifiche misure adeguate per ricoveri di animali, apiari, colture biologiche e determinate risorse idriche.
Condizioni meteorologiche e orarie. Il Comitato rileva che il testo comunale introduce alcune limitazioni orarie, ma non prevede restrizioni meteorologiche ulteriori rispetto alla normativa provinciale. I promotori chiedono, tra l’altro, una soglia di temperatura più prudenziale e criteri più facilmente verificabili per accertare l’assenza di vento.
Barriere vegetali permanenti. È una delle divergenze più nette. Il quesito chiede espressamente un obbligo di piantumazione per contenere la deriva dei fitofarmaci. Secondo il Comitato, il regolamento comunale riconosce le barriere vegetali come possibile misura antideriva, ma non ne impone la realizzazione. I promotori propongono di introdurre l’obbligo almeno per i nuovi impianti e per quelli rinnovati, escludendo gli impianti già esistenti.
Il parere conclude che il regolamento proposto non realizza, neppure parzialmente in senso sostanziale, le richieste contenute nel quesito, e non può quindi giustificare la decadenza del referendum ai sensi dell’articolo 14, comma 11.
Questa è la posizione argomentata dei promotori, non un accertamento tecnico indipendente sulla validità delle singole misure. Ma costituisce un elemento documentale essenziale: il dissenso non riguarda semplicemente l’opportunità politica del regolamento, bensì la corrispondenza concreta tra le disposizioni approvate e le tre richieste sottoposte ai cittadini.
7. Il Consiglio approva il regolamento e la Commissione dichiara la decadenza
Il 28 ottobre il Consiglio comunale approva in via definitiva, con deliberazione n. 40/2026, il regolamento integrativo sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari con un emendamento integrativo presentato dall’assessore competente ed approvato dall’aula senza preventivo parere del Comitato. L’Amministrazione motiva la scelta richiamando l’esigenza di conciliare la tutela della salute e dell’ambiente con le attività agricole e gli altri interessi coinvolti.
Il 2 novembre la Commissione per i procedimenti referendari adotta il provvedimento definitivo. La Commissione considera il regolamento comunale sostanzialmente corrispondente, per oggetto e finalità, alle richieste dell’iniziativa popolare. Ritiene inoltre che il referendum propositivo abbia una funzione di indirizzo e che la definizione delle disposizioni regolamentari di dettaglio appartenga all’organo rappresentativo. Su queste basi dichiara la decadenza della procedura.
La decisione non deriva dall’insufficienza delle firme né dall’inammissibilità del quesito, già riconosciuto legittimo. Deriva dalla valutazione che il Consiglio abbia sostanzialmente soddisfatto la richiesta popolare.
È questo il passaggio decisivo: la Commissione ritiene sufficiente l’intervento del Consiglio comunale, mentre il Comitato promotore aveva documentato differenze sostanziali tra il testo approvato e gli obiettivi dell’iniziativa referendaria.
Il provvedimento chiude il procedimento referendario sul piano amministrativo, senza che i cittadini siano stati chiamati al voto.
La dichiarazione di decadenza del referendum non ha esaurito le questioni sollevate dai promotori. Alla luce dell’esperienza vissuta, il Comitato biodiversità e salute per Brentonico ha formulato dieci domande pubbliche rivolte all’Amministrazione comunale, chiedendo chiarimenti sulle scelte compiute e sulle modalità con cui sono stati gestiti i diversi strumenti di partecipazione popolare. Gli interrogativi riguardano il trattamento riservato alla petizione e alla proposta di iniziativa popolare, i costi e le modalità del confronto pubblico, il ruolo attribuito ai diversi soggetti coinvolti, le differenze tra le misure richieste dai cittadini e quelle effettivamente approvate, nonché le ragioni che hanno condotto all’interruzione della procedura referendaria. Si tratta di domande che esprimono il punto di vista critico dei promotori e che meritano risposte puntuali, documentate e pubbliche. Invitiamo pertanto i lettori a prendere visione delle dieci domande del Comitato all’Amministrazione comunale (immagine di sintesi a piè di pagina), che costituiscono un ulteriore contributo alla riflessione sul rapporto tra istituzioni rappresentative, partecipazione civica e diritti democratici.
8. Tre strumenti di partecipazione, una questione democratica ancora aperta
Più Democrazia in Trentino non intende negare il ruolo del Consiglio comunale né il diritto dell’Amministrazione di elaborare una propria proposta regolamentare. La democrazia rappresentativa ha piena legittimità nel confrontare interessi differenti e assumere decisioni.
La questione è un’altra: quale capacità effettiva hanno gli strumenti di partecipazione popolare di incidere sui processi decisionali quando la volontà dei promotori diverge da quella della maggioranza consiliare?
A Brentonico i cittadini hanno utilizzato tre strumenti: petizione, proposta di deliberazione di iniziativa popolare e referendum.
La petizione ha dato origine a una controversia sulle modalità della sua trattazione. Anche il procedimento relativo all’iniziativa popolare si è concluso con un rigetto. Dopo la decisione della Giunta comunale del 16 settembre 2026, adottata in risposta all’opposizione contro la deliberazione consiliare n. 35 del 29 luglio, il Consiglio comunale ha respinto il ricorso nella seduta del 28 ottobre, con deliberazione n. 39/2026. Rimane tuttavia irrisolta, almeno sul piano della ricostruzione degli atti, la questione dell’opposizione presentata contro la deliberazione giuntale n. 125 del 16 settembre, che non viene menzionata nella decisione consiliare. Come evidenziato nella nota del 23 ottobre al Difensore civico, l’associazione intende approfondire questo aspetto per chiarire le modalità di applicazione delle garanzie procedurali previste dallo Statuto comunale.
Infine, il referendum ha superato la verifica delle sottoscrizioni, ma è stato dichiarato decaduto prima del voto.
Sarebbe inesatto sostenere che il Comitato non abbia avuto alcuna occasione di esprimersi: incontri, comunicazioni e confronti sono documentati. Il Comitato ha avuto occasione di esprimersi in sede consiliare, ma ciò non ha portato a una soluzione condivisa né all’accoglimento delle sue principali osservazioni. È dunque evidente che essere ascoltati non equivale necessariamente a concorrere in modo effettivo alla decisione, né il confronto politico può essere automaticamente considerato sostitutivo dell’esercizio di un diritto referendario.
La vicenda pone quindi una questione che supera Brentonico.
Quali garanzie assicurano che l’accoglimento parziale di una proposta popolare non diventi uno strumento per neutralizzare il referendum? Come viene valutata la corrispondenza sostanziale tra il quesito e una deliberazione dell’Amministrazione? Quale rilievo deve essere attribuito alle osservazioni tecniche dei promotori e alla volontà dei cittadini che hanno sottoscritto l’iniziativa?
Sono domande che meritano risposte giuridiche e istituzionali, oltre che politiche.
La nostra Associazione osserva da circa quindici anni le difficoltà che accompagnano numerose esperienze di partecipazione popolare in Trentino. Non siamo sorpresi dall’esito di questa vicenda, che si inserisce in una lunga serie di difficoltà riscontrate nell’esercizio degli strumenti di partecipazione popolare. Riteniamo tuttavia fondamentale metterne in luce e comprenderne le cause, distinguendo le responsabilità politiche dalle questioni amministrative e giuridiche.
Non pretendiamo che questa ricostruzione esaurisca ogni possibile interpretazione. Mettiamo a disposizione gli atti perché ciascuno possa verificare i fatti, confrontare le motivazioni delle parti e valutare il funzionamento concreto delle garanzie democratiche, degli istituti di partecipazione e della possibilità effettiva dei cittadini di utilizzarli e di incidere sulle decisioni che riguardano la propria comunità.
Documentazione e approfondimenti in ordine cronologico
Antecedenti: petizione e iniziativa popolare
- 11 marzo–6 maggio 2026 – Petizione di circa 1.000 cittadini, segnalazioni al Difensore civico e ricostruzione della vicenda.
- 20 aprile–11 agosto 2026 – Proposta di deliberazione di iniziativa popolare, rigetto consiliare e primo ricorso in opposizione.
- 22 maggio–2 luglio 2026 – Presentazione e ammissione del quesito referendario; messa in mora per le difficoltà nell’avvio della raccolta firme.
Procedimento referendario e atti successivi
- 10 agosto 2026 – Comitato promotore. Richiesta di informazioni sulla procedura referendaria.
- 21 agosto 2026 – Comune di Brentonico. Comunicato sull’apertura del confronto per evitare il referendum.
- 22 agosto 2026 – Comitato promotore. Integrazione alla richiesta di informazioni.
- 1° settembre 2026 – Segretaria comunale. Risposta sulle verifiche e sulla prosecuzione del procedimento.
- 3 settembre 2026 – Comitato promotore. Ulteriore richiesta di chiarimenti.
- 3 settembre 2026 – Più Democrazia in Trentino. Osservazioni sul riparto delle competenze e sull’articolo 16-bis del Codice degli enti locali.
- 8 settembre 2026 – Documentazione sulla posizione comunale. Articolo L’Adige.
- 9–11 settembre 2026 – Commissione per i procedimenti referendari. Verbale di verifica delle sottoscrizioni.
- 21 settembre 2026 – Più Democrazia in Trentino. Aggiornamento sul rigetto del primo ricorso relativo alla proposta popolare.
- 24–25 settembre 2026 – Segretaria comunale. Riscontro sui termini del procedimento referendario.
- 14 ottobre – Nota sulla procedura referendaria del Comitato. Richiesta di informazioni in merito alla procedura di accoglimento della richiesta del comitato promotore prima della consultazione referendaria
- 14 ottobre 2026 – Nota sulla procedura referendaria di Più Democrazia in Trentino. Richiamo al rispetto dei termini e alle garanzie dei promotori.
- 22 ottobre 2026 – Più Democrazia in Trentino. Aggiornamento sul secondo ricorso in opposizione, ancora in corso.
- 22 ottobre 2026 – Comitato promotore. Parere tecnico contrario alla decadenza del referendum, con confronto delle misure regolamentari.
- 20–26 ottobre 2026 – Comitato e Commissione. Corrispondenza sulla documentazione e sull’audizione.
- 23 ottobre 2026 – Più Democrazia in Trentino trasmette al Difensore civico una nota integrativa sulla trattazione dell’opposizione alla deliberazione giuntale n. 125/2026.
- 28 ottobre 2026 – Il Consiglio comunale respinge l’opposizione contro la deliberazione consiliare n. 35/2026 con deliberazione n. 39/2026, senza menzionare l’opposizione contro la precedente deliberazione della Giunta n. 125/2026. L’associazione prepara un’ulteriore iniziativa per ottenere chiarimenti sulla gestione dei procedimenti.
- 28 ottobre 2026 – Consiglio comunale. Regolamento approvato, comprensivo dell’emendamento.
- 28 ottobre 2026 – Consiglio comunale. Deliberazione n. 40/2026.
- 28 ottobre 2026 – Documentazione consiliare. Parere di regolarità tecnica allegato alla deliberazione.
- 2 novembre 2026 – Commissione per i procedimenti referendari. Provvedimento di decadenza e interruzione della procedura referendaria.

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