
Gli strumenti di democrazia diretta sono tanto più efficaci quanto più le amministrazioni pubbliche ne garantiscono il pieno e tempestivo esercizio. Per questo motivo seguiamo con attenzione quanto sta accadendo a Brentonico, dove il percorso di partecipazione promosso da un gruppo di cittadini sta incontrando nuovi ostacoli anche dopo il positivo giudizio di ammissibilità del referendum comunale.
La vicenda nasce da un lungo percorso di partecipazione civica. Negli ultimi mesi il Comitato biodiversità e salute per Brentonico ha cercato di promuovere una maggiore tutela della salute pubblica, dell’ambiente e della biodiversità rispetto all’utilizzo dei prodotti fitosanitari nelle attività agricole che è destinato ad amplificarsi con l’estensione delle superficie coltivate a vigneto determinata dal recente fenomeno di landgrabbing per convertire prati e pascoli tipici del paesaggio montano brentegano, dapprima attraverso una petizione popolare e successivamente mediante una duplice proposta di deliberazione di iniziativa popolare. Entrambi questi strumenti non hanno però prodotto i risultati auspicati.
Per questa ragione il Comitato ha deciso di ricorrere all’istituto più incisivo previsto dallo Statuto comunale: il referendum propositivo. L’iniziativa mira all’adozione di un “Regolamento comunale per la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole”, volto ad introdurre misure di maggiore tutela rispetto a quelle già previste dalla normativa provinciale, nell’ambito delle competenze regolamentari riconosciute ai Comuni.
La richiesta referendaria è stata presentata il 22 maggio e, il 22 giugno 2026, la Commissione per i procedimenti referendari prevista dal Codice degli enti locali ha espresso parere favorevole circa l’ammissibilità del quesito. La relativa deliberazione è stata pubblicata all’Albo pretorio del Comune di Brentonico il 26 giugno 2026, facendo così decorrere il termine statutario di 180 giorni entro il quale il Comitato promotore deve raccogliere le sottoscrizioni necessarie per l’indizione del referendum.
Terminata questa fase, i promotori erano pronti ad avviare immediatamente la raccolta delle firme. Tuttavia, anziché poter iniziare la mobilitazione dei cittadini, si sono trovati di fronte ad un nuovo e inatteso ostacolo: l’Amministrazione comunale non ha ancora fornito le informazioni operative indispensabili né ha predisposto i moduli vidimati necessari per la raccolta delle sottoscrizioni. Nel frattempo il tempo previsto dallo Statuto continua a decorrere.
Di fronte a questa situazione, il Comitato biodiversità e salute per Brentonico, con il supporto dell’associazione Più Democrazia in Trentino, il 30 giugno ha inviato una formale lettera di messa in mora all’Amministrazione comunale e, in copia, al Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, denunciando quella che ritiene una grave compressione del diritto dei cittadini a promuovere un referendum.
Di seguito riportiamo integralmente il comunicato stampa congiunto diffuso ieri.
* * *
COMUNICATO STAMPA
Referendum sulla tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole, il Comitato mette in mora il Comune di Brentonico: «A dieci giorni dall’ammissione del quesito, l’Amministrazione deve ancora metterci nelle condizioni di avviare la raccolta delle firme»
Brentonico, 1 luglio 2026 – Il “Comitato biodiversità e salute per Brentonico”, con il supporto dell’associazione “Più Democrazia in Trentino”, ha notificato una formale lettera di messa in mora all’Amministrazione comunale di Brentonico, trasmessa anche al Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, per denunciare i gravi ritardi e gli ostacoli che stanno impedendo il regolare avvio della raccolta delle firme per il referendum comunale propositivo avente ad oggetto l’adozione di un “Regolamento comunale per la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole”, ammesso dalla Commissione per i procedimenti referendari il 22 giugno.
La decisione si è resa necessaria dopo che, nonostante siano passati ormai 10 giorni da quando la Commissione per i procedimenti referendari ha dichiarato ammissibile il quesito, il Comune non ha ancora fornito le informazioni e gli strumenti indispensabili affinché il Comitato possa esercitare il proprio diritto di promuovere il referendum. In particolare, il Comitato evidenzia come l’Amministrazione non abbia ancora comunicato il numero esatto delle firme necessarie per la sua indizione, gli uffici comunali presso i quali i cittadini potranno sottoscrivere la richiesta di referendum e i relativi orari di apertura, né abbia predisposto e consegnato, come impone lo Statuto comunale, i moduli vidimati necessari per la raccolta delle sottoscrizioni.
“Di fronte alle nostre richieste di procedere speditamente e a norma di legge” – spiega il Comitato – “l’Amministrazione comunale ci ha informati nei giorni scorsi di aver nuovamente interpellato la Commissione per i procedimenti referendari, per via di non meglio precisati dubbi sulla possibilità di mantenere il quesito così come da noi formulato. Si tratta di un comportamento inconsueto e bizzarro, oltre che del tutto privo di fondamento giuridico in quanto non previsto dallo Statuto comunale, nei confronti di una Commissione che ha già formulato il proprio parere di ammissione in termini chiari e che per definizione dev’essere neutra e imparziale. Il diritto soggettivo di promuovere referendum è sullo stesso piano della rappresentanza politica e dunque ogni tentativo di intromissione da parte di chiunque nel giudizio della Commissione dev’essere considerato una grave interferenza”.
Tale situazione appare ancora più grave se si considera che il termine di 180 giorni previsto dallo Statuto comunale per la raccolta delle firme decorre dalla pubblicazione all’albo pretorio del giudizio di ammissibilità, già avvenuta. “Ogni giorno di ritardo imputabile all’Amministrazione” –spiega il Comitato – “determina una concreta compressione del tempo a nostra disposizione e, di conseguenza, del diritto dei cittadini a utilizzare il principale strumento di democrazia diretta previsto dallo Statuto comunale”.
“Tali comportamenti” – aggiunge l’associazione “Più democrazia in Trentino” – che nella nostra provincia si batte da oltre dieci anni per dare forza e sostegno agli strumenti di democrazia diretta, “rappresentano un ulteriore esempio della cosiddetta burocrazia difensiva nei confronti degli istituti di partecipazione popolare, in contrasto con i principi di buon andamento dell’amministrazione e con il dovere delle istituzioni di favorire, e non ostacolare, l’esercizio dei diritti democratici dei cittadini. La giurisprudenza della Corte di cassazione riconosce al comitato promotore di un referendum una posizione di diritto soggettivo pubblico, esercitata in posizione di parità rispetto agli organi dell’ente locale. L’Amministrazione è pertanto tenuta a garantire il corretto svolgimento del procedimento referendario, senza introdurre ostacoli o ritardi non previsti dall’ordinamento”.
Con la lettera inviata all’Amministrazione il Comitato ha formalmente diffidato il Comune a provvedere con la massima urgenza a tutti gli adempimenti necessari per consentire l’avvio della raccolta delle firme, riservandosi, in caso di ulteriore inerzia, di adire tutte le sedi competenti a tutela del diritto di iniziativa referendaria e dei diritti di partecipazione dei cittadini.
“Difendere il referendum ammesso il 22 giugno” – conclude il Comitato – “significa difendere il diritto della comunità di Brentonico a partecipare direttamente alle scelte che riguardano la salute, l’ambiente e il futuro del nostro territorio. Chiediamo semplicemente che lo Statuto comunale venga rispettato e che ai cittadini sia garantita la possibilità di esprimersi senza ostacoli amministrativi”.
* * *
- 23 maggio 2026 – presentazione del quesito per referendum comunale propositivo avente ad oggetto l’adozione di un “Regolamento comunale per la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole”
- 22 giugno 2026 – la commissione per i referendum comunali nominata ai sensi dell’art.16 bis del Codice degli enti locali giudica positivamente l’ammissibilità del quesito
- 23 giugno 2026 – il comitato referendario richiedere formalmente informazioni sulla raccolta delle firme e la vidimazione dei moduli ai sensi dello statuto
- 26 giugno 2026 – pubblicazione sull’albo comunale di Brentonico della deliberazione di ammissibilità della Commissione per i referendum comunali nominata ai sensi dell’art.16 bis del Codice degli enti locali approvata il 22 giugno
- 30 giugno 2026 – lettera di messa in mora all’amministrazione comunale per l’avvio della raccolta delle firme
* * *
Iscriviti all’associazione Più Democrazia in Trentino e supporta il nostro sforzo per una democrazia migliore oppure scegli di donare il 5 per mille per una democrazia migliore
Scopri di più da Più Democrazia in Trentino
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
