
Nei giorni scorsi abbiamo denunciato i ritardi e gli ostacoli amministrativi che hanno accompagnato l’avvio della raccolta delle firme per il referendum comunale propositivo promosso dal Comitato Biodiversità e Salute per Brentonico. Oggi emerge un’ulteriore circostanza che merita una riflessione.
Visitando il sito istituzionale del Comune di Brentonico non è possibile trovare alcuna informazione sulla raccolta delle firme attualmente in corso: nessuna notizia, nessuna indicazione sugli orari nei quali i cittadini possono recarsi presso gli uffici comunali per sottoscrivere il referendum, nessun richiamo all’esercizio di uno dei principali strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale.
È bene chiarire un aspetto. La normativa vigente non impone ai Comuni uno specifico obbligo di pubblicare queste informazioni sul proprio sito istituzionale. Da questo punto di vista non intendiamo sostenere che vi sia una violazione di legge.
Il problema è un altro. La democrazia non vive soltanto di obblighi giuridici, ma anche di cultura istituzionale, di trasparenza e di rispetto dei diritti dei cittadini.
Molte amministrazioni comunali scelgono spontaneamente di dedicare uno spazio alle raccolte firme per referendum e iniziative popolari, perché ritengono naturale informare la cittadinanza sulle occasioni di partecipazione democratica. È una buona prassi ispirata ai principi di trasparenza, semplificazione amministrativa e favor partecipationis.
A Brentonico, invece, sembra essersi verificata la situazione opposta. Da una parte, il Comitato promotore ha dovuto confrontarsi con interpretazioni particolarmente rigorose della normativa, con richieste di chiarimento e con ritardi che hanno reso necessario perfino l’invio di una formale lettera di messa in mora. Dall’altra, non risulta essere stata adottata nemmeno una semplice iniziativa informativa volta a far sapere ai cittadini che è possibile sottoscrivere il referendum presso gli uffici comunali.
È proprio questo contrasto a destare preoccupazione. Quando si tratta di verificare gli adempimenti dei promotori, l’attenzione dell’amministrazione appare massima. Quando invece si tratta di agevolare l’effettivo esercizio dei diritti politici dei cittadini, prevale il silenzio. Eppure la partecipazione popolare non dovrebbe mai essere considerata un fastidio da gestire, ma una risorsa da valorizzare.
Le istituzioni democratiche non si limitano ad applicare le norme: hanno anche il compito di promuovere una cultura della partecipazione, rimuovendo gli ostacoli e favorendo l’effettivo esercizio dei diritti riconosciuti dagli statuti comunali.
Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno interessare anche il Difensore civico della Provincia autonoma di Trento, confidando che possa richiamare l’attenzione dell’Amministrazione comunale sull’importanza di un approccio maggiormente orientato al servizio dei cittadini.
La democrazia diretta non è un disturbo amministrativo. È uno degli strumenti attraverso i quali una comunità costruisce il proprio futuro.
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Corrispondenza con Difensore civico e Commissariato del Governo (+ aggiornamenti):
- 15 luglio 2026 – nota al Difensore civico e al Comune di Brentonico
- 16 luglio 2026 – nota al Commissariato del Governo per la Provincia di Trento
+ allegato alla nota del 16 luglio: circolare della Prefettura di Cremona in materia di raccolta delle sottoscrizioni a sostegno dei referendum e di messa a disposizione di autenticatori - 24 luglio 2026 – nota del Difensore civico al Comune di Brentonico
- 3 agosto 2026 – sollecito al Commissario del Governo per la provincia di Trento per l’emanazione di una circolare a tutela dell’esercizio del diritto a promuovere referendum
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