Referendum comunali: il diritto di partecipare non può dipendere dal silenzio delle istituzioni

Nel Comune di Brentonico è in corso una raccolta di firme per promuovere un referendum comunale propositivo, dichiarato ammissibile dalla competente Commissione referendaria. Nonostante ciò, l’amministrazione comunale non ha pubblicato sul proprio sito istituzionale le informazioni essenziali riguardanti la raccolta delle firme, impedendo di fatto a molti cittadini di conoscere tempi, modalità e finalità dell’iniziativa.

A questa carenza informativa si aggiunge un’ulteriore criticità. A differenza dei referendum e delle iniziative popolari di livello nazionale, per gli istituti di democrazia diretta comunali non è ancora possibile sottoscrivere le richieste mediante firma digitale. Di conseguenza, i cittadini possono firmare esclusivamente in presenza, con autenticazione da parte di un pubblico ufficiale. Proprio per questo motivo diventa fondamentale che i Comuni garantiscano un’adeguata organizzazione del servizio di autenticazione delle firme e informino tempestivamente la cittadinanza sulle modalità di esercizio di questo diritto.

L’Associazione Più Democrazia in Trentino ha più volte sollecitato il Comune di Brentonico a colmare queste lacune, senza ottenere risultati. È quindi intervenuto anche il Difensore civico provinciale, chiedendo chiarimenti all’amministrazione comunale, mentre al Commissariato del Governo, sull’esempio delle iniziative adottate da altre prefetture, è stata rivolta la richiesta di emanare una circolare rivolta a tutti i Comuni trentini affinché siano garantiti standard minimi di trasparenza, informazione e accessibilità nell’esercizio degli istituti di partecipazione popolare.

La questione va ben oltre il caso di Brentonico. Quando le procedure amministrative e la mancanza di informazioni rendono difficile raccogliere le firme necessarie, il diritto dei cittadini di promuovere referendum e iniziative popolari rischia di rimanere solo teorico, anziché tradursi in una concreta possibilità di partecipazione democratica.

È comprensibile che ogni amministrazione comunale operi all’interno di un contesto economico e sociale nel quale si confrontano interessi diversi, talvolta anche molto rilevanti. Da tempo filosofi, economisti e studiosi delle istituzioni hanno evidenziato come gli assetti economici influenzino inevitabilmente le scelte politiche, legislative e amministrative. Proprio per questo, però, in una democrazia matura la funzione delle istituzioni non dovrebbe essere quella di assecondare gli interessi più forti, bensì quella di garantire imparzialmente il rispetto dei principi dello Stato di diritto, assicurando a tutti i cittadini l’effettivo esercizio dei diritti di partecipazione previsti dall’ordinamento. Quando vengono meno la trasparenza, l’accesso alle informazioni e la concreta possibilità di promuovere gli istituti di democrazia diretta, non si indebolisce soltanto una procedura amministrativa: si impoverisce la qualità stessa della nostra democrazia.

* lettera inoltrata a L’Adige il 3 agosto 2026 ad oggi non pubblicata

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La corrispondenza con Commissario del Governo per la Provincia di Trento e Difensore civico sulla vicenda delle informazioni relative alla raccolta firme a sostegno di referendum e alla messa a disposizione di personale abilitato per l’autenticazione delle firme:
– 15 luglio 2026 – nota al Difensore civico e al Comune di Brentonico
– 16 luglio 2026 – nota al Commissariato del Governo per la Provincia di Trento
– allegato alla nota del 16 luglio: circolare della Prefettura di Cremona in materia di raccolta delle sottoscrizioni a sostegno dei referendum e di messa a disposizione di autenticatori
– 24 luglio 2026 – nota del Difensore civico al Comune di Brentonico
– 3 agosto 2026 – sollecito al Commissario del Governo per la provincia di Trento per l’emanazione di una circolare a tutela dell’esercizio del diritto a promuovere referendum

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