
L’associazione Più Democrazia in Trentino, per il tramite della propria socia Daria Giacomolli, ha presentato un ricorso in opposizione contro la deliberazione n. 35 del 29 luglio 2026 del Consiglio comunale di Brentonico, con la quale è stata respinta la proposta di deliberazione di iniziativa popolare per l’adozione del “Regolamento comunale per la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole”, presentata dal Comitato biodiversità e salute per Brentonico.
Il ricorso non intende entrare nel merito della scelta politica compiuta dal Consiglio comunale. Il problema che viene sottoposto alla Giunta e, successivamente, allo stesso Consiglio riguarda il modo in cui la proposta è stata trattata e, in particolare, l’effettivo rispetto dei principi di partecipazione sanciti dallo Statuto comunale.
Un altro passaggio di un percorso a ostacoli
La vicenda della proposta di iniziativa popolare arriva alla deliberazione del 29 luglio dopo un percorso che ha già sollevato numerose perplessità.
Si inserisce, infatti, in una più ampia vicenda che ha riguardato anche la trattazione della petizione (fascicolo 188/26) presentata sui medesimi temi e, più in generale, nel percorso particolarmente accidentato che il Comitato promotore sta incontrando nel tentativo di portare avanti l’iniziativa referendaria comunale.
Nel corso dell’iter della proposta di deliberazione di iniziativa popolare, il Comitato promotore non è stato convocato né ascoltato dalla Commissione consiliare competente, nonostante fosse il soggetto che aveva promosso l’iniziativa e nonostante lo Statuto comunale riconosca ai cittadini, ai comitati e alle associazioni un ruolo nella partecipazione alla formazione delle scelte dell’ente.
Il Comitato non è stato inoltre messo a conoscenza dell’istruttoria svolta dalla Commissione, dei pareri richiesti e acquisiti né dei relativi contenuti.
Per questa ragione, il 25 luglio il Comitato aveva chiesto di sospendere la trattazione della proposta, così da consentire il completamento dell’iter attraverso il coinvolgimento e l’audizione dei promotori.
La richiesta non è stata accolta.
Una richiesta che l’Amministrazione ha interpretato in modo diverso
Nella risposta del 7 agosto il Sindaco ha sostenuto che l’Amministrazione avrebbe dato seguito alla richiesta del Comitato perché la proposta era stata portata in Consiglio comunale nel medesimo testo depositato dai promotori, senza modifiche.
Ma questa non era la richiesta del Comitato.
Come lo stesso Comitato ha immediatamente chiarito nella replica del 7 agosto, la richiesta era quella di sospendere la trattazione per consentire il coinvolgimento dei promotori nell’istruttoria. L’unica eccezione riguardava l’eventualità che la Commissione intendesse proporre al Consiglio l’approvazione della proposta nella sua formulazione originaria, circostanza che avrebbe determinato la decadenza dell’iter referendario.
Portare in Consiglio una proposta senza modificarla e approvarla sono evidentemente due cose diverse.
La risposta dell’Amministrazione non affronta quindi la questione sostanziale sollevata dal Comitato: perché i promotori non siano mai stati coinvolti nella fase istruttoria e perché non sia stata data loro la possibilità di conoscere e discutere gli elementi acquisiti dall’Amministrazione prima della decisione.
Anche l’accesso agli atti è rimasto senza risposta
Il Comitato aveva inoltre chiesto di poter conoscere la documentazione relativa all’istruttoria svolta dalla Commissione, compresi i verbali, i pareri acquisiti e gli altri atti rilevanti.
Anche questa richiesta non ha ricevuto risposta prima della votazione del Consiglio comunale.
Il Comitato è stato quindi posto nella condizione di assistere alla conclusione di un procedimento senza aver potuto conoscere preventivamente gli elementi istruttori sui quali la decisione sarebbe stata assunta.
Per Più Democrazia in Trentino, questo non rappresenta una semplice irregolarità formale.
Se si riconosce ai cittadini la possibilità di promuovere strumenti di democrazia partecipativa, non è sufficiente consentire loro di depositare una proposta e poi escluderli dal procedimento attraverso il quale quella proposta viene esaminata.
La partecipazione deve essere effettiva.
La questione della seduta del 29 luglio
Ulteriori interrogativi sono sorti durante la stessa seduta del Consiglio comunale.
Prima della votazione sulla proposta di deliberazione di iniziativa popolare, iscritta al punto n. 11 dell’ordine del giorno, è stata infatti introdotta una votazione non programmata relativa alla sospensione della trattazione.
La votazione, conclusasi con 9 voti favorevoli e 9 contrari, ha evidenziato la rilevanza e la controversia della questione.
Non si contesta in questa sede la possibilità regolamentare del Consiglio di affrontare una questione sospensiva. Si evidenzia piuttosto come anche questo episodio si inserisca in un procedimento nel quale la richiesta di sospensione formulata dai promotori diversi giorni prima non era stata preventivamente esaminata e affrontata dall’Amministrazione nel confronto con il Comitato.
Il ricorso non chiede al Consiglio di approvare il regolamento
Questo punto è fondamentale.
Più Democrazia in Trentino non chiede che il Comune approvi il regolamento proposto dal Comitato.
Il Consiglio comunale conserva pienamente la propria autonomia politica e decisionale.
Si chiede invece che una proposta nata attraverso uno strumento di iniziativa popolare venga esaminata attraverso un procedimento rispettoso dei principi di partecipazione, trasparenza, collaborazione e buon andamento dell’amministrazione.
Per questo il ricorso chiede la sospensione dell’efficacia della deliberazione e, in caso di accoglimento dell’opposizione, la rinnovazione del procedimento, garantendo ai promotori l’accesso agli atti, la conoscenza dei pareri, l’audizione in Commissione e la possibilità di formulare osservazioni prima della nuova decisione.
Una questione che riguarda tutti gli strumenti di democrazia locale
La vicenda di Brentonico va oltre il singolo regolamento o la specifica iniziativa referendaria.
Il problema è stabilire che cosa significhi concretamente partecipazione popolare.
Gli istituti di democrazia diretta non possono trasformarsi in semplici procedure attraverso le quali cittadini, comitati e associazioni presentano istanze che l’Amministrazione è poi libera di trattare unilateralmente, senza confronto con chi quelle iniziative ha promosso.
Il diritto di partecipazione non coincide con il semplice diritto di depositare una proposta.
Significa anche poter conoscere il procedimento, essere ascoltati, confrontarsi con gli organi competenti e contribuire, attraverso osservazioni e argomentazioni, alla formazione della decisione finale.
È una concezione della democrazia partecipativa coerente con i principi dello Statuto comunale, con la Costituzione, con il Patto internazionale sui diritti civili e politici e con il Protocollo addizionale alla Carta europea dell’autonomia locale sul diritto di partecipare agli affari delle collettività locali.
La prassi istituzionale consolidata, anche nel Consiglio della Provincia autonoma di Trento, dimostra peraltro che il coinvolgimento dei promotori nelle fasi di esame delle iniziative popolari e delle petizioni non è una pretesa eccentrica o una formalità inventata per questa vicenda: è una modalità elementare di correttezza istituzionale.
La democrazia locale non può essere ridotta al momento della votazione. Deve riguardare anche il percorso che conduce alla decisione.
È per questo che abbiamo ritenuto necessario informare della vicenda il Difensore civico con nota del 2 agosto, e, preso atto della risposta del sindaco del 7 agosto, presentare il ricorso in opposizione e chiedere che il procedimento venga ricondotto entro un quadro di effettiva partecipazione dei cittadini e delle formazioni sociali che intendono contribuire alle scelte della propria comunità.
Documentazione:
- 20 aprile 2026 – Proposta di deliberazione popolare per l’adozione del Regolamento
- 22 luglio 2026 – Parere non favorevole della Segretaria comunale di Brentonico (Nb. pubblicazione postuma in allegato alla delibera del 29 luglio)
- 25 luglio 2026 – Nota del Comitato al sindaco di Brentonico riguardo all’iter della proposta di deliberazione di iniziativa popolare
- 29 luglio 2026 – Deliberazione di rigetto n.35 del Consiglio comunale di Brentonico
- 2 agosto 2026 – Nota dell’associazione a Difensore civico e in copia al sindaco di Brentonico
- 7 agosto 2026 – Nota di risposta del Sindaco al Comitato Biodiversità e Salute e all’associazione Più Democrazia in Trentino
- 7 agosto 2026 – Replica comitato promotore a sindaco di Brentonico
- 8 agosto 2026 – Ricorso in opposizione di Daria Giacomolli, componente del Comitato e socia di Più Democrazia in Trentino
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