
A un mese dalla presentazione del ricorso in opposizione contro la deliberazione n. 35 del 29 luglio 2026, con la quale il Consiglio comunale di Brentonico ha respinto la proposta popolare di “Regolamento comunale per la tutela della salute e dell’ambiente nelle attività agricole”, dall’Amministrazione comunale non è ancora pervenuta alcuna comunicazione sul suo esame.
Il ricorso, presentato da una cittadina di Brentonico componente del Comitato biodiversità e salute per Brentonico e in rappresentanza di Più Democrazia in Trentino, Daria Giacomolli, non contesta ovviamente la libertà del Consiglio comunale di pronunciarsi nel merito della proposta. Contesta invece le gravi anomalie del procedimento attraverso il quale si è arrivati alla sua bocciatura: il Comitato promotore non è mai stato coinvolto nella trattazione in Commissione, non è mai stato ascoltato prima della decisione, non è stato messo a conoscenza dell’istruttoria e non ha ottenuto tempestivo riscontro alla richiesta di accesso ai relativi documenti e pareri.
Lo Statuto comunale prevede all’articolo 39 che la decisione sul ricorso debba intervenire entro 90 giorni. Quel termine non è ancora trascorso. La stessa disposizione stabilisce però che la Giunta, ricevuto il ricorso, debba disporre “nella prima seduta utile” le direttive sull’attività istruttoria. A distanza di un mese riteniamo quindi legittimo chiedere quale seguito sia stato dato al ricorso e perché alla ricorrente non sia stata fornita alcuna informazione.
Il silenzio risulta ancora più difficile da comprendere alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal sindaco Mauro Tonolli alla stampa, nelle quali viene annunciata una “piena” apertura al Comitato e la volontà di costruire attraverso il confronto un nuovo regolamento che affronti i temi oggetto del referendum del quale nel frattempo il Comitato biodiversità e salute per Brentonico ha ottenuto l’ammissione e presentato la relativa richiesta di indizione.
Se questa disponibilità al dialogo è effettiva, esiste già una strada istituzionale per dimostrarlo: affrontare pubblicamente il ricorso, riconoscere le carenze procedurali che hanno caratterizzato la precedente trattazione e riportare la proposta in Commissione, questa volta assicurando ai promotori trasparenza, accesso agli atti, ascolto e possibilità di formulare osservazioni.
Il confronto annunciato dal Comune non può diventare un percorso alternativo attraverso il quale aggirare o depotenziare l’iniziativa popolare. Lo stesso Statuto stabilisce che l’eventuale decadenza della procedura referendaria può essere valutata qualora l’organo comunale accolga, in tutto o in parte, la richiesta dei promotori: non semplicemente perché venga elaborato un regolamento diverso che “affronti” gli stessi argomenti.
Non occorre quindi costruire da zero una piattaforma di confronto. Una proposta di regolamento esiste già, è stata presentata attraverso uno strumento di iniziativa popolare previsto dallo Statuto ed è stata respinta al termine di un procedimento del quale si contesta proprio l’esclusione dei promotori. Proprio per tenere conto del contesto nel frattempo modificatosi a seguito dell’ammissione del quesito referendario, sarebbe facoltà del Consiglio comunale quella di sottoporre ai proponenti richieste di modifica alla loro proposta di regolamento. Gli stessi promotori potrebbero a loro volta sottoporre al Consiglio comunale proposte di modifica finalizzate a perfezionare l’atto affinché recepisca al meglio i contenuti del quesito referendario. Accogliere il ricorso consentirebbe di riaprire la discussione su basi democraticamente più solide, tenendo insieme sia la proposta di iniziativa popolare che l’iter referendario.
Per questo il modo in cui verrà trattato il ricorso assume un significato che va oltre il merito specifico. Un suo eventuale rigetto senza affrontare seriamente le anomalie denunciate non rappresenterebbe soltanto una divergenza sul contenuto del regolamento: porrebbe un problema ben più generale sul riconoscimento del diritto dei cittadini a vedere le proprie iniziative discusse attraverso procedure trasparenti, partecipate e rispettose delle garanzie democratiche. In questo senso, il confronto che ora l’Amministrazione vuole avviare col Comitato acquisterebbe, con l’accoglimento del ricorso, più legittimità e credibilità.
Più Democrazia in Trentino e il Comitato biodiversità e salute per Brentonico non chiedono scorciatoie né pretendono di sostituirsi agli organi eletti. Chiedono esattamente il contrario: che ciascuno eserciti le proprie prerogative nel rispetto delle regole e che chi attiva gli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto non venga escluso dal procedimento che deve esaminare la propria proposta.
Se l’Amministrazione vuole davvero aprire una nuova stagione di dialogo, il primo passo è semplice: faccia chiarezza sul ricorso, affronti le questioni che pone e restituisca ai cittadini il ruolo che lo Statuto riconosce loro.
Nel frattempo anche il procedimento referendario deve proseguire. Le firme necessarie sono state raccolte e il confronto annunciato dal Comune non può diventare un percorso alternativo attraverso il quale aggirare o depotenziare l’iniziativa popolare. Pertanto è necessario che il Comune di Brentonico renda nota quanto prima la validazione delle firme per l’indizione del referendum, consegnate dai promotori ormai più di venti giorni fa, in modo che Comitato promotore e cittadinanza tutta possano conoscere la data esatta entro cui il referendum dovrà essere indetto (lo Statuto indica il termine massimo di due mesi dalla validazione delle firme, e richiede che la data della consultazione sia collocata entro i 45 giorni successivi all’indizione). Avere contezza esatta della tempistica referendaria – come abbiamo richiesto nelle ultime note del 3 settembre rispettivamente dal Comitato e da Più Democrazia in Trentino – è presupposto necessario affinché il confronto tra Comune e Comitato possa svolgersi in modo corretto, completo e consapevole.
Corrispondenza recente:
- 1 settembre 2026 – Risposta del Comune di Brentonico alla richiesta di informazioni sulla procedura di indizione del referendum
- 3 settembre 2026 – Richiesta di chiarimenti e ulteriori informazioni in merito alle modalità di prosecuzione della procedura referendaria e agli adempimenti previsti dall’art. 14 dello Statuto comunale
- 3 settembre 2026 – Procedura referendaria del Comune di Brentonico – criticità applicative dell’art. 16-bis del Codice degli enti locali e necessità di coordinamento della disciplina comunale
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