
Lo scorso 19 giugno l’associazione Più Democrazia in Trentino ha trasmesso al Comune di Dro e al Difensore civico della Provincia autonoma di Trento il documento “Contributo dell’associazione Più Democrazia in Trentino per l’attivazione del procedimento di adozione del PEBA nel Comune di Dro e strategia di area vasta (Fascicolo 167/26)“.
L’iniziativa nasceva dall’azione civica promossa dal segretario dell’associazione, Paolo Minotto, nell’ambito della fase di aggiornamento del PIAO del Comune di Dro e dal successivo confronto sviluppatosi grazie all’intervento del Difensore civico provinciale. Ad oggi, il Difensore civico è stata l’unica figura istituzionale a favorire un confronto nel merito della questione, sollecitando formalmente l’Amministrazione comunale a fornire un riscontro. La vicenda evidenzia tuttavia anche i limiti dell’istituto: i poteri del Difensore civico si fondano prevalentemente sulla moral suasion e sulla collaborazione istituzionale e, quando queste vengono meno, risultano spesso insufficienti a garantire un’effettiva assunzione di responsabilità da parte delle amministrazioni.
Nel documento l’associazione non si limitava a evidenziare le criticità emerse nel procedimento amministrativo, ma formulava una serie di proposte operative per favorire l’adozione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).
Tra le principali indicazioni figurava la ricerca di strumenti di finanziamento dedicati, il rafforzamento della collaborazione tra enti locali, il coinvolgimento delle persone con disabilità e delle associazioni del territorio nella predisposizione del piano, l’utilizzo di strumenti digitali per la mappatura delle barriere architettoniche e l’introduzione di indicatori pubblici per monitorare nel tempo lo stato di attuazione degli interventi. L’obiettivo era trasformare una vicenda amministrativa nata da una segnalazione civica in un’occasione per sviluppare un modello replicabile anche da altri comuni.
A distanza di settimane, tuttavia, l’associazione non ha ricevuto alcun riscontro, né formale né informale, da parte dell’Amministrazione comunale di Dro. Analogo silenzio ha caratterizzato anche il dibattito pubblico locale, nonostante il tema dell’accessibilità riguardi direttamente la qualità della vita delle persone con disabilità, degli anziani e di tutti i cittadini.
Di fronte a questa situazione, il presidente Alex Marini, il segretario Paolo Minotto e la componente del direttivo Michela Lupi hanno deciso di portare la questione all’attenzione delle istituzioni nazionali.
Un sentito ringraziamento va alla deputata Emma Pavanelli, che ha dimostrato fin da subito disponibilità e sensibilità istituzionale, raccogliendo le osservazioni dell’associazione e trasformandole in un’interrogazione parlamentare rivolta alla Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, al Ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
L’interrogazione 4-08324, presentata il 26 giugno, amplia il caso di Dro a una riflessione di carattere nazionale. Viene infatti evidenziato come il ritardo nell’adozione dei PEBA rappresenti un problema strutturale che coinvolge centinaia di comuni italiani, spesso privi delle risorse tecniche, organizzative ed economiche necessarie per predisporre questi strumenti di pianificazione.
Tra i quesiti rivolti al Governo figurano la possibilità di mettere a disposizione degli enti locali piattaforme pubbliche standardizzate per favorire processi partecipativi e la digitalizzazione delle mappature delle barriere architettoniche — valorizzando anche esperienze open source come Decidim — nonché il rifinanziamento stabile delle misure già previste dal decreto ministeriale del 2022 per sostenere la progettazione e l’attuazione dei PEBA.
L’auspicio dell’associazione è che, dopo il silenzio registrato a livello locale, possano ora giungere risposte puntuali da parte dei rappresentanti istituzionali competenti e che il caso di Dro contribuisca ad aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra partecipazione civica, accessibilità e capacità amministrativa.
Più Democrazia in Trentino continuerà a promuovere iniziative volte a rendere effettivi gli strumenti di partecipazione previsti dall’ordinamento e a favorire un’amministrazione pubblica capace di programmare in modo trasparente, inclusivo e orientato ai diritti delle persone.
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